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Emergenza decoro scolastico


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22 minuti fa, Savgal ha scritto:

Come sempre più spesso avviene è la scuola ad educare.

Pare che i bambini e gli adolescenti in Italia siano tutti  orfani.

Ahimè è una constatazione che ho fatto anche io sulla base dell'esperienza scolastica con mio figlio. Magari tutti no, ma si raggiungono vette di "abbandono" allo stato brado dei figli che hanno dell'incredibile. E non parlo di genitori che non hanno tempo per impegni lavorativi, ma di persone per le quali la genitorialità si conclude poco più in là del parto. Hanno gli apericena e relativi selfie come unico orizzonte di vita.

Il problema è che a volte, anzi spesso, nemmeno la scuola ha le risorse, le competenze o anche solo la voglia per mettere una pezza.

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11 ore fa, ferrocsm ha scritto:

Una versione "light" del metodo giapponese, resasi necessaria alla luce dei comportamenti di molti studenti. I dati di Skuola.net parlano chiaro: metà dei ragazzi maltratta gli arredi

E adesso voglio vedere chi ha il coraggio di contestare ancora questo ministro:classic_biggrin:

 

Metodo giapponese? ma magari, sarebbe non solo terapeutico, ma  taumaturgico :classic_biggrin: 

Il documento è una nota, inviata a dirigenti e personale scolastico, lapalissiana direi, visto che richiama alle linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica ed allo statuto degli studenti.

Fantascienza vero, quello di avere decoro e rispetto dei luoghi comuni? eppure è messo nero su bianco ovunque ed è uno degli obiettivi educativi presente in tutte le culture, rientrando nei doveri comportamentali e disciplinari degli studenti.

Il problema è comunque, secondo me, più grande e coinvolge una mancata educazione da parte delle famiglie a cui la scuola fa faticare a sopperire e vicariare...anzi magari i genitori vanno pure a scuola e le suonano ai docenti.. 

:classic_mellow:

 

  • Melius 1
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@Amedeo.R., non fare il furbo, credo sia sufficientemente chiaro a cosa mi riferisco.

L' istruzione pubblica libera e gratuita è sotto attacco delle destre, principalmente, e non solo, da troppo tempo per poter abboccare ai richiami propagandistici del governo. 

Il rispetto di cultura e civiltà, dici...:classic_laugh:

Hai il brutto vizio di prendere per il naso i tuoi interlocutori, te l'ho detto chiaramente anche in altre occasioni.

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4 ore fa, best_music ha scritto:

Faccio notare che il test preso in considerazione è quello sull' "Italiano"

Era scritto in maniera evidente che i grafici facessero riferimento all'italiano, probabilmente hai ragione sugli studenti esteri che frequentano principalmente gli istituti professionali, ma siccome io provengo da uno di questi, 3 anni di Ipsia e 2 di Itis ricordo che allora veniva data parecchia importanza all'italiano e se avevi gravi insufficienze difficilmente ti promuovevano, le cose allora sono drasticamente cambiate in peggio rispetto alle mie frequentazioni a fine degli  anni settanta, almeno per ciò che riguarda l'italiano insegnato negli istituti tecnici. 

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@PL-L1000

secondo me, tu la nota ministeriale non l'hai letta e fai virare la discussione su un piano del tutto soggettivo e politico che a me non interessa e che poco centra con la discussione del topic. 

Qui si parla di nota ministeriale che è inviata a dirigenti e docenti, volta a stimolare e valorizzare comportamenti virtuosi, che tra l'altro sono concetti già messi nero su bianco sulle linee guida per l'insegnamento ed anche nello statuto degli studenti. Si parla di mettere in atto pratiche virtuose al fine di migliorare convivenza civile e rispetto dei luoghi comuni, attraverso occasioni concrete e non solo a parole. 

Purtroppo scuole devastate, servizi assenti e/o fatiscenti, discomfort durante l'espletamento di funzioni fisiologiche, sono segno di degrado ed inciviltà e se questo avviene non è perchè i ragazzi sono flagelli divini, succede solo perchè non sono stati educati al rispetto. 

Come si può pretende dai giovani il rispetto del prossimo, se vengono cresciuti ed educati in luoghi in cui devastare, sporcare, rendere inagibile è del tutto normale, perchè tanto si è sempre fatto cosi...o addirittura, arrivando all'assurdo, come ho letto su una testata giornalistica, che per i ragazzi sarebbe terapeutico devastare-imbrattare i bagni... 

 

 

 

 

 

  • Melius 2
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piergiorgio

"Si parla di mettere in atto pratiche virtuose al fine di migliorare convivenza civile e rispetto dei luoghi comuni, attraverso occasioni concrete e non solo a parole" 

Oggi in un istituto di Legnano 'invitata' la salis: forse nemmeno i dirigenti scolastici hanno letto questa circolare.

Avessi avuto un figlio lo avrei tenuto a casa da scuola.

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widemediaphotography
10 ore fa, gibraltar ha scritto:

L'aula di mia figlia (7 anni), aspetta da sei mesi la riparazione della finestra, blo ccata chiusa. Non è nemmeno una vera aula, ma un locale precedentemente adibito a sgombero, piccolissimo e contiene 25 bambini più insegnanti, senza ricambio d'aria se non dalla porta, tanto che alcuni bambini hanno manifestato leggeri malesseri.

Si occupi di questo ed altro, il disministro...

 

Le elementari le svolsi in quattro plessi distinti, con una memorabile Quarta confinata in una cucina dismessa in un fatiscente edificio, ma sotto la tutela di un'unica “Signora Maestra” la cui autorità era assolutamente inviolabile e la cui missione discendeva da pura vocazione. In quel mondo, lo studio era esclusivamente un esercizio solitario e non come oggi con l'obbligo dell'ausilio parentale. I nostri genitori spesso erano “invalidi” dell’istruzione per buona parte per colpa della sciagura della guerra. La scuola era quel giusto e spietato setaccio, non un ufficio di collocametno per promossi d’ufficio. L’obbligo consisteva nel rigore della presenza ad oltranza e basta, senza garanzie di traguardi immeritati. Il mio compagno di banco di Quarta, si chiamava Giuseppe ed aveva 13 anni! Ogni anno mediamente acquisivamo 4 nuovi compagni perché altrettanti, fino al quarto anno  superiore, venivano “promossi” solamente a ripetenti.

Non capisco ancora quando siamo sprofondati nell'era dei saperi approssimati, con università da Nord a Sud che sfornano corsi iniziati a novembre e chiusi ad hoc per Natale, tra la farsa degli esoneri che tutto riduce a esamifici farlocchi. Brulicano pure  le Università telematiche...  L’insegnamento, un tempo vocazione sacra, si è tramutato in paracadute sociale per bi-laureati (che ci tocca sentire con la sciagura della Triennale+Magistrale), che abbracciano la cattedra per mancanza di alternative, e non certo per passione.

Ognuno, nella sua cerchia, ne conta almeno un paio di insegnanti da giudicare con serenità… soprattutto dopo le loro lagne sulla gravosità dei loro insopportabili impegni.

Il guaio sta nell'aver illuso che la scuola fosse per tutti, così abbiamo svenduto gli standard al ribasso, e orde di non eccellenti sono finiti inevitabilmente anche ad insegnare, perchè precari o di ruolo, non fa molta differenza. Ricordo di presidi che arruolavano la qualunque con la pratica della "messa a disposizione". Le statistiche sul livello dei nostri studenti non sono un opinione. Ho un figlio che ha frequentato lo scientifico in almeno 2 regioni, laureatosi con il massimo dei voti, ma non conosce una emerita cippa di matematica e fisica. L'altra, ancora non è laureata, ma le sue conoscenze sono allineate a  quelle del fratello... 

Torni ad essere molto selettiva la scuola perché è risaputo che i profittevoli hanno anche un maggior senso civico, quelli che non completano il percorso, a differenza del passato, come alternativa oggi  hanno pure TikTok.

 

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loureediano

Vedo che come al solito si danno le colpe sempre alle cose sbagliate, non c'entrano un fico secco i vostri pipponi intellettuali 

In tutto questo sfascio c'è un unico e solo responsabile, i genitori 

Da quando hanno invaso la scuola tutto è degenerato

Mio padre e mia madre manco li conoscevano i miei maestri prima e i miei professori dopo.

E questo valeva per quasi tutti.

Perché poteva succedere che il giorno dopo ti dovevi presentare accompagnato dai genitori, ma si finiva dal preside ed erano penēs amari

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Mah, io ho fatto le elementari a cavallo dei '70-'80 (classe '71); ho avuto la fortuna di avere una singola maestra per tutto il quinquennio, donna davvero votata alla "missione" che insegnò a tutti noi a pensare, la cosa più importante. L'epoca delle bacchettate era già per fortuna solo un ricordo, c'era la giusta severità, unita alla volontà di far capire col ragionamento le cose, non con la sola ripetizione mnemonica (ma c'era anche quest'ultima: debbo a lei se conosco il 90% delle Province italiane e delle capitali europee, ricordo ancora le gare in aula a chi rispondeva prima...). La scuola era una struttura assolutamente non fatiscente, su due piani (orrore!) e con aule grandi e spaziose, palestra e refettorio per chi faceva il "doposcuola".

Tutti gli alunni di quella maestra andavano alle medie con una solida preparazione di base e un vero amore per la lingua italiana scritta e parlata (che mi è rimasto).

Non so se imputare ad un unico fattore, come fa @loureediano, le cause del generale decadimento attuale (anche se è indubbio che tantissima gente non dovrebbe proprio riprodursi per evitare danni...); mi sentirei di affermare che è più frutto del combinato disposto di molteplici elementi che si sono succeduti e accumulati negli anni.

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  • 99 Diffusori significativi degli anni ‘60

    1. 1. Quali tra questi diffusori degli anni '60 ritieni più significativi?


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      • B&W DM70 Continental
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      • Bozak B-410 Concert Grand
      • Celestion Ditton 66
      • IMF Professional Monitor
      • JBL 4343 Studio Monitor
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