wow Inviato 17 ore fa Condividi Inviato 17 ore fa 31 minuti fa, audio2 ha scritto: soggetto è cittadino mericano da una vita, cosa vuoi che pensi. A me non pare che appoggi l'intervento cowboy. Poi se mi sono perso qualcosa, fammi un fischio. Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711098 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
mozarteum Inviato 17 ore fa Condividi Inviato 17 ore fa 9 minuti fa, Titian ha scritto: aggiungendo inoltre: “I calcoli matematici sembrano attualmente rappresentare un problema.”. Anche Trump ha fatto il classico 2 Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711101 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
wow Inviato 17 ore fa Condividi Inviato 17 ore fa 10 ore fa, Amedeo.R. ha scritto: non si dovrebbe fare lo stesso che si fatto per l'Ucraina? soldi + armi Nulla da obiettare, anche in questo caso c'è un aggredito e un aggressore anche se la questione è obiettivamente più complessa di questo banale bianco o nero, buono o cattivo. Non dimentichiamo che l'Iran è un potente ma non unico player destabilizzatore nello scenario mediorientale, finanziatore di gruppi terroristici (Hamas, Hezbollah, Houti, Jihad varie) e di stati canaglia. L'aiuto all'Ucraina da parte europea e USA (fino all'avvento del circo trumpiano) è stato dato a uno Paese che aveva imboccato un percorso (accidentato quanto vogliamo) di democrazia e di difesa dall'imperialismo mafioso russo. (In seguito Usa e Israele (i simili si attraggono) sono di fatto diventati i migliori alleati del regime putinista). Non si può dire lo stesso del feroce (nonostante certo negazionismo) regime iraniano. A livello di discussioni di principio da bar, condanniamo fermamente la violazione della sovranità iraniana ma ipotizzare aiuti in armi all'Iran per par condicio con l'Ucraina, mi pare fuori luogo. 1 Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711105 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
wow Inviato 17 ore fa Condividi Inviato 17 ore fa 27 minuti fa, mozarteum ha scritto: Anche Trump ha fatto il classico Dal livello lessicale e dalla banalità dei suoi (s)ragionamenti e dalla puerilità dei concetti espressi, al netto del rincoglionimento, se ha fatto l'avviamento, era agli ultimi banchi. Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711107 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Viandante Inviato 17 ore fa Condividi Inviato 17 ore fa 1 ora fa, wow ha scritto: Vale la legge e la ragione del più forte. A questo punto meglio essere capitati da questa parte della barricata, almeno abbiamo vissuto 80 anni di relativa libertà. Hai ragione, è talmente evidente che sembra incredibile come non sia chiaro a tutti. Noi abbiamo vissuto in una "bolla" di tranquillità grazie alla NATO (con buona pace degli antiamericani) ma il mondo è sempre, sempre rimasto in uno stato di guerra continua. L'aumentare della popolazione mondiale e la conseguente scarsità di risorse non fa che aumentare le motivazioni per i conflitti. Energia, materie prime, spazio, ideologie e religioni: ci sono molti più motivi per fare la guerra che convivere serenamente. Nessun attore è senza peccato, nemmeno noi europei che abbiamo vissuto in condizione di pace apparente perché altri facevano il lavoro sporco per noi. Come è sempre: quando uno dorme tranquillo è perché c'è qualcun altro armato che fa cose brutte per lui (o nel migliore dei casi veglia e lo difende, ma sempre armato). La pace e il rispetto reciproco sono ideali bellissimi ai quali non bisognerebbe mai rinunciare, ma la realtà deve essere vista per quello che è, non per quello che vorremmo fosse. Questo è ciò che fa un adulto. Se gli antimericani potessero con uno schiocco di dita far sparire gli USA, in pochi giorni tutti noi verremmo fagocitati da Russia, Cina, e altre realtà voraci. Perché loro i nostri dilemmi etici non se li pongono per niente, e lo dichiarano pubblicamente. Negarlo è profondamente inintelligente. Accadrebbe la stessa cosa se sparissero tutte le superpotenze tranne gli USA: verremmo fagocitati dagli americani, con una scusa o l'altra. Uno buono non c'è, la bontà non è una categoria storica né geopolitica. Nemmeno noi siamo buoni. Però siamo fessi: stiamo tutti i giorni a discutere su chi sia il peggiore, ci scontriamo su ogni cosa, e continuiamo a restare deboli e divisi. Ci preoccupiamo per il costo della bolletta o per quello del prodotto cinese o americano, ma stiamo rischiando molto di più: la libertà, la vita. Sopravvivere e difendersi è un concetto chiaro a tutti, tranne che a noi. Perché siamo viziati da decenni di pace e benessere. I popoli dell'Est che sono stati sotto il tallone sovietico sono molto più pragmatici (e furbi) di noi. Dovremmo svegliarci una buona volta, uscire dal mondo delle favole e delle preferenze per quello o quell'altro attore, e diventare attori rafforzandoci e facendoci rispettare. Ma temo che non accadrà, da queste parti non vedo la maturità e il cinismo necessari per guardare in faccia la realtà e la storia. 1 Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711111 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
bost Inviato 17 ore fa Condividi Inviato 17 ore fa ... forse è già statafatta (54 pag sono tante...) domanda: Perchè l'Iran bombatda i paesi arabi vicini ( senza limitarsi alle basi usa) e non solo israele? Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711113 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
max Inviato 17 ore fa Condividi Inviato 17 ore fa 17 minuti fa, bost ha scritto: domanda: Perchè l'Iran bombatda i paesi arabi vicini ( senza limitarsi alle basi usa) e non solo israele? risposta sintetica: perchè destabilizzare l'area e provocare enormi danni economici (con i rischi conseguenti e cioè essere colpito anche da altri) è l'unica leva di cui dispone per tentare di fermare gli attacchi di usa e israele Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711117 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Titian Inviato 16 ore fa Condividi Inviato 16 ore fa da decenni la politica diventava sempre di più "con la forza si raggiunge tutto" e i trattati / accordi non avevano più grande significato. Trump ha preso atto di questo e l'ha portato all'estremo. Era anche logico che prima o poi uno lo faceva. Qualcuno che sa che (quasi) tutto il mondo è dipendente dalle risorse che ha. Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711119 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
keres Inviato 16 ore fa Condividi Inviato 16 ore fa 1 ora fa, Amedeo.R. ha scritto: I Teo-fasci hanno affermato che "azioni difensive Perché ci hanno attaccato? Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711128 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. briandinazareth Inviato 16 ore fa Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 16 ore fa i cineasti iraniani candidati all'oscar, parlano della repressione e della guerra: I cineasti Sara Khaki e Mohammadreza Eyni si sono formati tra Iran – la loro patria - e gli Stati Uniti. Il loro Cutting Through Rocks, premiato al Sundance lo scorso anno, è nella cinquina per l’Oscar al miglior documentario: un traguardo storico per un’opera indipendente iraniana. Il film segue per otto anni la storia di Sarah Shahverdi, prima donna eletta nel consiglio del suo villaggio rurale nel nord-ovest dell’Iran, impegnata a promuovere l’educazione femminile, contrastare i matrimoni precoci e ridefinire gli equilibri di potere all’interno della comunità. In collegamento via Zoom dagli Stati Uniti, i due registi parlano con lucidità e angoscia dell’attacco americano all’Iran e di cosa significhi raccontare una storia di emancipazione mentre il proprio Paese è sotto le bombe. Siete in contatto con i vostri parenti in Iran? Khaki: “Quest’anno abbiamo sperimentato anche la chiusura di internet. Non è solo un’interruzione tecnica, è un silenzio improvviso e totale. Non c’è modo di comunicare. L’unica possibilità è che i nostri cari riescano a chiamare dai telefoni fissi, ma non è semplice, servono molti tentativi e molta attesa. Riusciamo a fare telefonate quotidiane, molto, molto brevi, solo per sapere che sono vivi e che stanno bene. Non possiamo raccontarci nulla, non possiamo condividere paure o pensieri. È tutto concentrato in pochi secondi di voce. Per questo stiamo vivendo uno dei momenti più bui, perché sentiamo i bombardamenti, leggiamo notizie frammentarie e, di fatto, viviamo tra una telefonata e l’altra”. Vivete e avete studiato negli Stati Uniti, che ora stanno attaccando il vostro Paese. Khaki: “Ci sentiamo malissimo. La guerra è qualcosa di insopportabile. Immagina la tua casa d’infanzia bombardata, il tuo quartiere distrutto, i luoghi che hanno costruito la tua memoria ridotti in macerie. Che beneficio potrebbe mai portare tutto questo alle persone? La guerra viene presentata come un’azione necessaria, talvolta come qualcosa fatto per il popolo, ma in realtà è il popolo a essere schiacciato. Non aiuterà nessuno. Allo stesso tempo il nostro film racconta l’opposto della distruzione: racconta una persona che prova a cambiare le cose dall’interno, che trasforma prospettive in una piccola comunità. È una storia di tenacia, di perseveranza, di speranza, qualità che oggi vediamo in tanti civili iraniani. È questo che ci tiene in piedi. Il film parla anche di leadership, di come si possa avere un piccolo potere e scegliere di condividerlo invece di usarlo per controllare o reprimere. Ogni giorno ci svegliamo con notizie terribili provenienti dai leader mondiali e questo film ricorda che il potere non dovrebbe schiacciare, ma creare spazio per gli altri". Eyni: “Siamo confusi e non abbiamo risposte. Due mesi fa molti civili iraniani sono stati uccisi per strada, è stato scioccante e non ce lo aspettavamo in quelle proporzioni. È stato un trauma collettivo. E ora la guerra. Sta accadendo davvero. Provate a immaginare cosa significa essere iraniani oggi: vivere nel caos senza riuscire a dare un senso a ciò che succede. Le persone, dentro e fuori dal Paese, stanno attraversando giorni terribili, subiscono repressione dall’interno e pressione dall’esterno. È come essere schiacciati tra due forze opposte. Nel mezzo ci sono persone concrete, i miei genitori, i miei amici, la mia gente. Nessuno sembra pensare a loro e questo rende tutto ancora più doloroso”. Cosa può fare la comunità internazionale? Eyni: “Il messaggio è semplice: non uccidete le persone. Non importa chi detiene il potere o chi bombarda dall’esterno, il risultato è lo stesso. Ogni bomba colpisce persone reali. Lasciate vivere le persone. I miei genitori hanno 80 e 75 anni e voglio solo che possano vivere in pace. Non è giusto che genitori, figli, adolescenti pieni di sogni debbano preoccuparsi ogni giorno di sopravvivere. Non è giusto che la loro vita si riduca alla paura”. Khaki: “È fondamentale essere testimoni di ciò che sta accadendo e dare voce ai civili, ai lavoratori, alle donne, agli artisti. Non siamo notizie, non siamo numeri, non siamo statistiche. Siamo persone con sogni e vite ancora da vivere. Voglio raccontare un’immagine che per me è fortissima: nonostante tutto, gli iraniani stavano preparando la primavera del 21 marzo, pulivano le case e le finestre per accogliere il nuovo anno. È un gesto di speranza radicato nella tradizione. E ora quelle finestre vengono distrutte dai missili. Questa è la realtà concreta. Parlare di guerra “per il bene del popolo” non corrisponde a ciò che sta accadendo, è esattamente il contrario”. Per realizzare il film, (nelle sale italiane come evento speciale dall'8 all'11 marzo con Wanted), ci sono voluti otto anni. Khaki: “Quando abbiamo iniziato non immaginavamo che sarebbe stato un percorso così lungo. Ogni volta che tornavamo nel villaggio pensavamo fosse l’ultima, ma accadeva sempre qualcosa che rendeva la storia più complessa e stratificata. Non volevamo semplificarla né ridurla a uno slogan. Volevamo restare, osservare, accompagnare l’evoluzione delle persone nel tempo. Sarah Shahverdi è una figura straordinaria, unica donna motociclista della zona, ostetrica profondamente radicata nella sua comunità. Decide di candidarsi al consiglio locale e con un potere minimo riesce a cambiare prospettive, promuove la co-proprietà femminile, insegna alle ragazze a guidare la moto, mette in discussione pratiche considerate intoccabili. Oggi quei cambiamenti fanno parte della comunità, non sono più simbolici ma realtà quotidiana”. Eyni: “Abbiamo lavorato anche contro i matrimoni precoci e per permettere alle ragazze di continuare a studiare. Ora si sta costruendo la prima scuola superiore del villaggio. Abbiamo girato per otto anni, in sessioni lunghe anche novanta giorni, perché volevamo essere presenti e vedere i cambiamenti. Non è stato semplice. Durante le riprese ci hanno vietato di lasciare il Paese per un anno, ci hanno confiscato i dischi rigidi e siamo stati interrogati perché indipendenti. Non eravamo nemmeno sicuri di riuscire a finire il film. Alla prima al Sundance ci tenevamo per mano chiedendoci come fosse stato possibile arrivare fin lì. Cutting Through Rocks è la storia di Sarah ma è anche la nostra storia dietro la macchina da presa”. Che reazione avete ricevuto in Iran al film? Eyni: “La gente è stata straordinaria. Persino l’avversaria politica di Sarah l’ha ringraziata per aver reso orgoglioso il villaggio. Oggi molti uomini sostengono le donne nella comunità e questo mi dà speranza, perché significa che il cambiamento è possibile. Ma le autorità non vedono di buon occhio l’indipendenza. In altri Paesi i registi vengono celebrati quando ottengono un riconoscimento, noi invece dobbiamo preoccuparci delle conseguenze”. Khaki: “È paradossale: siamo il primo documentario iraniano indipendente nominato all’Oscar. È motivo di orgoglio ma anche una condizione di fragilità. L’indipendenza è la nostra forza e allo stesso tempo ciò che ci espone di più”. Esiste una leadership di opposizione al regime capace di cambiare l’Iran? Eyni: “Non ho risposte definitive perché siamo nel mezzo di un trauma. Ma so che in Iran ci sono persone straordinarie, donne e uomini di talento. Se avranno spazio potranno cambiare il futuro. E non è solo una storia iraniana. Amici negli Stati Uniti ci dicono che è anche la loro storia, che i temi della leadership, dell’uguaglianza e della pressione sistemica attraversano molti Paesi. Dobbiamo restare vigili e consapevoli, perché se perdiamo questa attenzione il futuro rischia di diventare davvero oscuro”. 4 Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711130 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
loureediano Inviato 16 ore fa Condividi Inviato 16 ore fa Attaccano gli altri paesi perché sono collaboratori degli attaccanti e creano danni all'economia mondiale tranne USA e Russia. Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711131 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. Savgal Inviato 16 ore fa Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 16 ore fa Pedro Sanchez: «La nostra posizione si riassume in poche parole: no alla guerra. Non possiamo ripetere gli errori dell'Iraq. La guerra contro l'Iran non porterà a un ordine internazionale più giusto, a salari più alti, a servizi migliori o a un ambiente più salutare. Noi, in Spagna, siamo contro questo disastro: non possiamo giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone. E per questo collaboreremo con i Paesi che, nella regione, si impegnano per la pace, con risorse diplomatiche e materiali». 4 2 Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711132 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ferrocsm Inviato 16 ore fa Condividi Inviato 16 ore fa 56 minuti fa, bost ha scritto: domanda: Perchè l'Iran bombatda i paesi arabi vicini ( senza limitarsi alle basi usa) e non solo israele? Te lo scrivo in romanesco: La pace se fa co' le chiacchiere, la guera co' i fatti e i fatti da sempre ci hanno insegnato che in guera vale (di nuovo il romanesco) ndo cojo cojo, ti pare che la grande madre Russia a Kiev bombardi solo obbiettivi militari? Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711133 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
keres Inviato 16 ore fa Condividi Inviato 16 ore fa 8 minuti fa, Savgal ha scritto: Pedro Pedrito El Drito Il resto del cucuzzaro europeo prenda esempio. Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711135 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
loureediano Inviato 16 ore fa Condividi Inviato 16 ore fa In questo momento vorrei essere spagnolo Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711137 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
keres Inviato 16 ore fa Condividi Inviato 16 ore fa Con questa guerra il danno economico più rilevante lo avrà l'Europa, non è che ci vogliono affossare conto terzi. Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711140 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
mozarteum Inviato 16 ore fa Condividi Inviato 16 ore fa https://youtu.be/swY9JnKFmkc?is=8i_fW9Lb-Lft9Xm7 Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711141 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Savgal Inviato 16 ore fa Condividi Inviato 16 ore fa @keres Subiamo una guerra priva di obiettivi (tranne per gli israeliani) di cui pagheremo indirettamente i costi. Posto l'intervista a Panetta, ex direttore della CIA ed ex segretario della Difesa USA, che ritengo sia "del mestiere". ... L’ex direttore della Cia Panetta: «Trump non sa cosa vuole, non si cambia un regime con le bombe. Ecco qual è il pericolo di questa guerra» di Viviana Mazza Parla l’ex direttore Cia ed ex segretario della Difesa degli Stati Uniti: «Senza un piano politico il conflitto in Iran può sfuggire di mano» Leon Panetta: «Non si cambia un regime con le bombe. Da Trump obiettivi poco chiari, rischio escalation» Dalla nostra inviata AUSTIN (Texas) - «Il presidente ha detto: ci aspettiamo quattro o cinque settimane di bombardamenti, con la speranza che alla fine questo cambierà il regime e il popolo dell’Iran sarà in grado di sollevarsi e di sviluppare un governo migliore in futuro. Questa è la speranza. Il problema è che non abbiamo buoni precedenti di cambio di regime e di nation building. E abbiamo imparato che non puoi aprirti la strada al cambio di regime con le bombe. Ci abbiamo provato in Yemen e non ci siamo riusciti, ci abbiamo provato nel Nord del Vietnam. Perciò quello che mi preoccupa è: qual è l’obiettivo? E abbiamo una strategia per raggiungerlo e chiudere la partita? Quando schieri i tuoi uomini e donne in uniforme sulla linea del pericolo, devi loro una spiegazione chiara. Ma non sono sicuro che l’amministrazione abbia piani chiari su questa guerra», dice al Corriere Leon Panetta, ex direttore della Cia ed ex segretario della Difesa degli Stati Uniti. Trump ha parlato di munizioni illimitate, è così? «Non c’è dubbio che in passato ci sono stati problemi di catene di approvvigionamento militari. L’abbiamo visto nella fornitura di ulteriori armi all’Ucraina, La realtà è che ci sono limiti al numero di missili, di capacità di difese aeee degli Stati Uniti anche se siamo un esercito forte e abbiamo ovviamente un enorme supporto industriale. Ma alla fine nessun paese è completamente pronto per una ampia guerra regionale, ovvero ciò in cui siamo coinvolti ora. È una guerra che copre il Medio Oriente e 4-5 settimane di continui attacchi richiedono logistica, mobilizzazione, e non ho dubbi che le nostre forze sono tese al massimo». Quanto può durare? «Spero che che non duri più di 4-5 settimane perchè penso che se il regime resta al potere con una nuova leadership sarà molto difficile produrre il tipo di cambiamento che vuole il presidente. La speranza a quel punto sarebbe probabilmente che chiunque il regime nomini come nuovi leader siano pronti a impegnarsi in negoziati che possano risolvere la guerra». Il presidente non ha escluso l’invio di truppe di terra. Molti sono scettici che mandi soldati americani, qualcuno parla dei curdi. «No sarei molto sorpreso se decidesse all’improvviso di mandare le truppe sul terreno in una invasione su larga scala dell’Iran. Non solo per il costo di vite umane, ma perché abbiamo imparato in Iraq che non necessariamente produce i risultati sperati. Questo paese è ancora preoccupato per le guerre eterne in Medio Oriente, gli ultimi sondaggi mostrano che almeno il 70-80% è preoccupato per la direzione di questa guerra, per cui non prevedo truppe sul terreno. Detto ciò, ci sono altri tipi di operazioni possibili, se necessario per sviluppare la leadership e l’organizzazione necessaria in Iran per decidere se vogliono davvero rovesciare il regime. Ma è più facile a dirsi che a farsi. Hanno paura adesso, ci sono bombardamenti, c’è stato un periodo in cui 30-35mila persone sono state uccise. Scenderanno in strada e cercheranno di rovesciare il regime? deve esserci un piano per cercare di appoggiare il popolo, fornire l’organizzazione e le armi di cui avrebbero bisogno per realizzare quell’obiettivo. Non sono certo che il governo lo abbia fatto». La Cia ha contribuito a localizzare Khamenei, ma sta lavorando localmente per supportare un’alternativa al regime? «Dovrebbero. Diciamo così: sarei sorpreso se non stesse accadendo, ma d’atra parte è difficile dire esattamene cosa sta succedendo. Avrebbe senso avere la Cia e il Mossad operativi dentro l’Iran in per cercare di sviluppare non solo una leadership ma una organizzazione che possa essere stabilita se il regime dovesse crollare». In questi anni non è accaduto? «Uno potrebbe pensare di si, certamente quando io ero direttore della Cia lavoravamo sull’intelligence a proposito di ciò che succedeva internamente in Iran e su dove trovare supporto se il regime fosse crollato, e sulla possibilità di trovare altre forme di leadership». E quale fu la conclusione allora? «Lavoravamo strettamente con Israele, che ha un’ottima intelligence sull’Iran, probabilmente migliore di quella americana, abbiamo visto come sono stati in grado di prendere di mira i leader e uccidere la Guida suprema. Ma la domanda è: hanno lavorato per cercare di costruire una opposizione interna all’Iran? Non so la risposta». Trump ha detto che ha attaccato perché si attendeva un attacco preventivo dall’Iran. «Hanno detto di operare sulla base della possibilità di una minaccia imminente, ma nel briefing del Pentagono al Campidoglio hanno detto che non c’era minaccia imminente. Dubito fortemente che l’Iran avrebbe condotto un attacco preventivo, penso che quello che è successo molto francamente è che quando l’intelligence ha mostrato che c’era una opportunità di colpire i leader inclusa la Guida suprema, il presidente ha deciso che era un obiettivo importante da perseguire e penso che questo abbia portato agli attacchi». Lei si aspetta che questa guerra si espanda? «Abbiamo per le mani una guerra mediorientale, che coinvolge tutti i paesi arabi, che ha portato a una direttiva a tutti gli americani in quelle aree di andarsene. E questo vi dice qualcosa: che siamo di fronte a un conflitto regionale che potrete anche portare all’escalation. Eventi come questo a volte escono fuori controllo e portano a guerre più ampie». Che genere di escalation? «Per esempio all’improvviso il Pakistan decide che è un buon momento per invadere l’Afghanistan, altri paesi che decidono che è un buon momento per approfittare… perché l’attenzione del mondo è distratta da quello che sta accadendo in Medio Oriente». 1 1 Link al commento https://melius.club/topic/28610-iran-si-comincia/page/54/#findComment-1711143 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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