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Iran. Si comincia


Panurge

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10 ore fa, Amedeo.R. ha scritto:

non si dovrebbe fare lo stesso che si fatto per l'Ucraina? soldi + armi

Nulla da obiettare, anche in questo caso c'è un aggredito e un aggressore anche se la questione è obiettivamente più complessa di questo banale bianco o nero, buono o cattivo. Non dimentichiamo che l'Iran è un potente ma non unico player destabilizzatore nello scenario mediorientale, finanziatore di gruppi terroristici (Hamas, Hezbollah, Houti, Jihad varie) e di stati canaglia.

L'aiuto all'Ucraina da parte europea e USA (fino all'avvento del circo trumpiano) è stato dato a uno Paese che aveva imboccato un percorso (accidentato quanto vogliamo) di democrazia e di difesa dall'imperialismo mafioso russo. (In seguito Usa e Israele (i simili si attraggono) sono di fatto diventati i migliori alleati del regime putinista).

Non si può dire lo stesso del feroce (nonostante certo negazionismo) regime iraniano. A livello di discussioni di principio da bar, condanniamo fermamente la violazione della sovranità iraniana ma ipotizzare aiuti in armi all'Iran per par condicio con l'Ucraina, mi pare fuori luogo.

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Viandante
1 ora fa, wow ha scritto:

Vale la legge e la ragione del più forte. A questo punto meglio essere capitati da questa parte della barricata, almeno abbiamo vissuto 80 anni di relativa libertà.

 

 

Hai ragione, è talmente evidente che sembra incredibile come non sia chiaro a tutti.

 

Noi abbiamo vissuto in una "bolla" di tranquillità grazie alla NATO (con buona pace degli antiamericani) ma il mondo è sempre, sempre rimasto in uno stato di guerra continua.

 

L'aumentare della popolazione mondiale e la conseguente scarsità di risorse non fa che aumentare le motivazioni per i conflitti. Energia, materie prime, spazio, ideologie e religioni: ci sono molti più motivi per fare la guerra che convivere serenamente.

 

Nessun attore è senza peccato, nemmeno noi europei che abbiamo vissuto in condizione di pace apparente perché altri facevano il lavoro sporco per noi.

 

Come è sempre: quando uno dorme tranquillo è perché c'è qualcun altro armato che fa cose brutte per lui (o nel migliore dei casi veglia e lo difende, ma sempre armato).

 

La pace e il rispetto reciproco sono ideali bellissimi ai quali non bisognerebbe mai rinunciare, ma la realtà deve essere vista per quello che è, non per quello che vorremmo fosse. Questo è ciò che fa un adulto.

 

Se gli antimericani potessero con uno schiocco di dita far sparire gli USA, in pochi giorni tutti noi verremmo fagocitati da Russia, Cina, e altre realtà voraci. Perché loro i nostri dilemmi etici non se li pongono per niente, e lo dichiarano pubblicamente. 

 

Negarlo è profondamente inintelligente.

 

Accadrebbe la stessa cosa se sparissero tutte le superpotenze tranne gli USA: verremmo fagocitati dagli americani, con una scusa o l'altra.

 

Uno buono non c'è, la bontà non è una categoria storica né geopolitica. Nemmeno noi siamo buoni. Però siamo fessi: stiamo tutti i giorni a discutere su chi sia il peggiore, ci scontriamo su ogni cosa, e continuiamo a restare deboli e divisi.

 

Ci preoccupiamo per il costo della bolletta o per quello del prodotto cinese o americano, ma stiamo rischiando molto di più: la libertà, la vita.

 

Sopravvivere e difendersi è un concetto chiaro a tutti, tranne che a noi. Perché siamo viziati da decenni di pace e benessere. I popoli dell'Est che sono stati sotto il tallone sovietico sono molto più pragmatici (e furbi) di noi.

 

Dovremmo svegliarci una buona volta, uscire dal mondo delle favole e delle preferenze per quello o quell'altro attore, e diventare attori rafforzandoci e facendoci rispettare.

 

Ma temo che non accadrà, da queste parti non vedo la maturità e il cinismo necessari per guardare in faccia la realtà e la storia.

 

 

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17 minuti fa, bost ha scritto:

domanda: Perchè l'Iran bombatda i paesi arabi vicini ( senza limitarsi alle basi usa) e non solo israele?

risposta sintetica: 

perchè destabilizzare l'area e provocare enormi danni economici (con i rischi conseguenti e cioè essere colpito  anche da altri) è l'unica leva di cui dispone per tentare di fermare gli attacchi di usa e israele 

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da decenni la politica diventava sempre di più "con la forza si raggiunge tutto" e i trattati / accordi non avevano più grande significato. Trump ha preso atto di questo e l'ha portato all'estremo. Era anche logico che prima o poi uno lo faceva. Qualcuno che sa che (quasi) tutto il mondo è dipendente dalle risorse che ha. 

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56 minuti fa, bost ha scritto:

domanda: Perchè l'Iran bombatda i paesi arabi vicini ( senza limitarsi alle basi usa) e non solo israele?

Te lo scrivo in romanesco: La pace se fa co' le chiacchiere, la guera co' i fatti e i fatti da sempre ci hanno insegnato che in guera vale (di nuovo il romanesco) ndo cojo cojo, ti pare che la grande madre Russia a Kiev bombardi solo obbiettivi militari? 

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@keres

Subiamo una guerra priva di obiettivi (tranne per gli israeliani) di cui pagheremo indirettamente i costi.

Posto l'intervista a Panetta, ex direttore della CIA ed ex segretario della Difesa USA, che ritengo sia "del mestiere".

...

 

L’ex direttore della Cia Panetta: «Trump non sa cosa vuole, non si cambia un regime con le bombe. Ecco qual è il pericolo di questa guerra»

di Viviana Mazza

 

Parla l’ex direttore Cia ed ex segretario della Difesa degli Stati Uniti: «Senza un piano politico il conflitto in Iran può sfuggire di mano»

Leon Panetta: «Non si cambia un regime con le bombe. Da Trump obiettivi poco chiari, rischio escalation»

 

Dalla nostra inviata

AUSTIN (Texas) - «Il presidente ha detto: ci aspettiamo quattro o cinque settimane di bombardamenti, con la speranza che alla fine questo cambierà il regime e il popolo dell’Iran sarà in grado di sollevarsi e di sviluppare un governo migliore in futuro. Questa è la speranza. Il problema è che non abbiamo buoni precedenti di cambio di regime e di nation building. E abbiamo imparato che non puoi aprirti la strada al cambio di regime con le bombe. Ci abbiamo provato in Yemen e non ci siamo riusciti, ci abbiamo provato nel Nord del Vietnam. Perciò quello che mi preoccupa è: qual è l’obiettivo? E abbiamo una strategia per raggiungerlo e chiudere la partita? Quando schieri i tuoi uomini e donne in uniforme sulla linea del pericolo, devi loro una spiegazione chiara. Ma non sono sicuro che l’amministrazione abbia piani chiari su questa guerra», dice al Corriere Leon Panetta, ex direttore della Cia ed ex segretario della Difesa degli Stati Uniti.

 

Trump ha parlato di munizioni illimitate, è così?

«Non c’è dubbio che in passato ci sono stati problemi di catene di approvvigionamento militari. L’abbiamo visto nella fornitura di ulteriori armi all’Ucraina, La realtà è che ci sono limiti al numero di missili, di capacità di difese aeee degli Stati Uniti anche se siamo un esercito forte e abbiamo ovviamente un enorme supporto industriale. Ma alla fine nessun paese è completamente pronto per una ampia guerra regionale, ovvero ciò in cui siamo coinvolti ora. È una guerra che copre il Medio Oriente e 4-5 settimane di continui attacchi richiedono logistica, mobilizzazione, e non ho dubbi che le nostre forze sono tese al massimo».

 

Quanto può durare?

«Spero che che non duri più di 4-5 settimane perchè penso che se il regime resta al potere con una nuova leadership sarà molto difficile produrre il tipo di cambiamento che vuole il presidente. La speranza a quel punto sarebbe probabilmente che chiunque il regime nomini come nuovi leader siano pronti a impegnarsi in negoziati che possano risolvere la guerra».

 

Il presidente non ha escluso l’invio di truppe di terra. Molti sono scettici che mandi soldati americani, qualcuno parla dei curdi.

«No sarei molto sorpreso se decidesse all’improvviso di mandare le truppe sul terreno in una invasione su larga scala dell’Iran. Non solo per il costo di vite umane, ma perché abbiamo imparato in Iraq che non necessariamente produce i risultati sperati. Questo paese è ancora preoccupato per le guerre eterne in Medio Oriente, gli ultimi sondaggi mostrano che almeno il 70-80% è preoccupato per la direzione di questa guerra, per cui non prevedo truppe sul terreno. Detto ciò, ci sono altri tipi di operazioni possibili, se necessario per sviluppare la leadership e l’organizzazione necessaria in Iran per decidere se vogliono davvero rovesciare il regime. Ma è più facile a dirsi che a farsi. Hanno paura adesso, ci sono bombardamenti, c’è stato un periodo in cui 30-35mila persone sono state uccise. Scenderanno in strada e cercheranno di rovesciare il regime? deve esserci un piano per cercare di appoggiare il popolo, fornire l’organizzazione e le armi di cui avrebbero bisogno per realizzare quell’obiettivo. Non sono certo che il governo lo abbia fatto».

 

La Cia ha contribuito a localizzare Khamenei, ma sta lavorando localmente per supportare un’alternativa al regime?

«Dovrebbero. Diciamo così: sarei sorpreso se non stesse accadendo, ma d’atra parte è difficile dire esattamene cosa sta succedendo. Avrebbe senso avere la Cia e il Mossad operativi dentro l’Iran in per cercare di sviluppare non solo una leadership ma una organizzazione che possa essere stabilita se il regime dovesse crollare».

 

In questi anni non è accaduto?

«Uno potrebbe pensare di si, certamente quando io ero direttore della Cia lavoravamo sull’intelligence a proposito di ciò che succedeva internamente in Iran e su dove trovare supporto se il regime fosse crollato, e sulla possibilità di trovare altre forme di leadership».

 

E quale fu la conclusione allora?

«Lavoravamo strettamente con Israele, che ha un’ottima intelligence sull’Iran, probabilmente migliore di quella americana, abbiamo visto come sono stati in grado di prendere di mira i leader e uccidere la Guida suprema. Ma la domanda è: hanno lavorato per cercare di costruire una opposizione interna all’Iran? Non so la risposta».

 

Trump ha detto che ha attaccato perché si attendeva un attacco preventivo dall’Iran.

«Hanno detto di operare sulla base della possibilità di una minaccia imminente, ma nel briefing del Pentagono al Campidoglio hanno detto che non c’era minaccia imminente. Dubito fortemente che l’Iran avrebbe condotto un attacco preventivo, penso che quello che è successo molto francamente è che quando l’intelligence ha mostrato che c’era una opportunità di colpire i leader inclusa la Guida suprema, il presidente ha deciso che era un obiettivo importante da perseguire e penso che questo abbia portato agli attacchi».

 

Lei si aspetta che questa guerra si espanda?

«Abbiamo per le mani una guerra mediorientale, che coinvolge tutti i paesi arabi, che ha portato a una direttiva a tutti gli americani in quelle aree di andarsene. E questo vi dice qualcosa: che siamo di fronte a un conflitto regionale che potrete anche portare all’escalation. Eventi come questo a volte escono fuori controllo e portano a guerre più ampie».

 

Che genere di escalation?

«Per esempio all’improvviso il Pakistan decide che è un buon momento per invadere l’Afghanistan, altri paesi che decidono che è un buon momento per approfittare… perché l’attenzione del mondo è distratta da quello che sta accadendo in Medio Oriente».

 

 

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