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Si può misurare la qualità sonora? Non credo


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8 minuti fa, grisulea ha scritto:

Cosa centra la parete con l'impianto, se ha fatto bene o male dipenderà solo dal risultato che otterrà. 60 metri erano più che sufficienti. Se deve buttare o meno l'impianto dipende. Faccelo vedere, non parlare di pareti.

Di quale parte ti parli? 

9 ore fa, Cano ha scritto:

È il sistema che suona meglio che abbia mai sentito 

E si è arrivati alla multiamplificazione, 100 pagine che lo dico. Non c'è storia.

Adesso, Vmorrison ha scritto:

Di quale parte ti parli? 

Parete, se passa da 60 a 85 mq?

extermination
18 minuti fa, Vmorrison ha scritto:

L'ha rasa al suolooooo

Tieni conto che, con l'applicazione delle " tecniche note" dell'acustica architettonica, forse, si sarebbe potuto portare avanti un buon progetto di insonorizzazione e di acustica ambientale  ..evitando di radere al suolo la casa. Aveva soffitti bassi?

8 ore fa, rpezzane ha scritto:

bue che dice cornuto all’asino! Con tutto il rispetto.

ma a voi DRC oriented cosa fa dire che non colorate la musica. Detto che l’espressione e abbastanza parossistica visto che la musica è o dovrebbe essere colore comunque se io prendo una foto la faccio in pezzi tipo coriandoli poi li rimetto insieme con la colla. Secondo te questa foto è fedele all’originale ?

Ti ho descritto in parole semplici il DRC.

comunque dalla musica si può misurare siamo arrivati al DRC a pagina 100.

Ovviamente condivido.

Aggiungo che chiunque ricorra alla

 correzione digitale sa perfettamente che le colorazioni provengono da tutt'altra direzione, e che a quelle tipiche dell'ambiente si aggiungono  quantomeno anche  quelle dei diffusori e delle apparecchiature.

Non sapendo come intervenire su centinaia,  migliaia di variabili interferenti, e non possedendo ne capacità ne volontà di individuarle empiricamente, di studiare e razionalizzare la loro origine,  ovvio che non si possieda una reale conoscenza che permetta   di neutralizzarle scientificamente una  per una per una.

Si sceglie a questo punto la via più  breve e semplicistica, alterare e/o colorare il segnale da  riprodurre  ossia l'opera del fonico se non dell'artista,  in modo completamentarie alle colorazioni presenti o percepite.

In un'unica soluzione vengono "corretti" diffusori ed ambiente,  probabilmente incolpevoli, in quanto andrebbe in primis  scientificamente  dimostrato  che quanto misurato sia realmente  la causa di quanto percepito.

Raggiunta la desiderata linearità sorge un'ulteriore problema: il risultato  non piace  la curva perfettamente flat sembra non funzionare ,da cui  l'escamotage, si creano curve a piacere attribuendo la necessità  del ricorso ad una deviazione dalla perfezione , ad un ipotetico adattamento al proprio sistema percettivo.  

Il desiderato adattamento tanto valeva crearselo empiricamente fin dall'inizio definendo l'operazione  col suo vero nome, equalizzazione, ossia alterazione del segnale da riprodurre  finalizzata alla produzione  di una particolare curva  alfine di correggere in un sol colpo ogni genere di magagna acustica percepita.

 

 

  • Melius 1
extermination
11 minuti fa, jakob1965 ha scritto:

coerenza

La coerenza dello spazio "virtuale",  a mio modesto avviso, non è poi così complessa da raggiungere. Poi però, ad esempio,  conosciamo  tutti le interfernze distruttive e costruttive che si manifestano in un ambiente tra 6 pareti e i possibili effetti collaterali.

9 minuti fa, Vmorrison ha scritto:

Ma deve buttarlo l’impianto o no?

E perché? Se gli piaceva prima gli piacerà di più in un ambiente acusticamente migliore,se non gli piaceva prima non è detto che gli piaccia ora, sicuramente suonerà al meglio delle sue possibilità.

..poi, visto che mi sembra che i soldi non gli manchino,fa come molti qui, cambia solo per sfizio...

6 minuti fa, leonida ha scritto:

In un'unica soluzione vengono "corretti" diffusori ed ambiente,  probabilmente incolpevoli, in quanto andrebbe in primis  scientificamente  dimostrato  che quanto misurato sia realmente  la causa di quanto percepito.

Qui si fa di più, si progettano  i diffusori misurando compreso l’ambiente. Quindi le leggi della stereofonia insieme quelle dell’elettoacustica e acustica vengono frullate per ottenere un incoerente risultato finale. 

extermination

@jakob1965 Tanto è vero che tra i vari principi.. per una buona acustica, c'è proprio quello di giungere ad una " incoerenza" tra suono diretto e riflesso ( chiamala se vuoi diffusione). D'altronde, come ben sai, una " riflessione" viene resa con il medesimo angolo " incidente" ( il che non è cosa buona..sempre a proposito di interferenze distruttive e costruttive)

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