Vai al contenuto
Melius Club

Si può misurare la qualità sonora? Non credo


Messaggi raccomandati

5 minuti fa, Vmorrison ha scritto:
10 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Comunque concordo sul fatto che i diffusori larghi e grossi richiedono una maggiore distanza affinchè venga riconciliato il concetto di sorgente puntiforme

Esattamente.

Non ho mai misurato nulla, ma per conto mio 2.6 / 3.2 metri rimane il range della distanza ideale, almeno nel mio ambiente. Mi capita poi, a volte, di allontanarmi un po' di più, ma giusto per cambiare approccio all'ascolto.  

ilmisuratore
35 minuti fa, Superfuzz ha scritto:

risolutrici?

io la penso esattamente così:

Lincetto, ho visto solo le prime battute, sottolinea il fatto che le prove in cieco vengono svolte malissimo.

Se parti dal fatto che due sorgenti le dovrai confrontare con piu di mezzo db di differenza nei livelli risulterà effettivamente un confronto fuorviante.

Questa sarebbe una prova in cieco ben fatta ?

No, nemmeno lontanamente.

ilmisuratore
9 minuti fa, naim ha scritto:

per conto mio 2.6 / 3.2 metri rimane il range della distanza ideale, almeno nel mio ambiente.

Perchè no ?  ogni locale ha una propria distribuzione dell'energia riflessa in base al tipo di diffusore, posizione e materiale assorbente delle pareti.

7 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Lincetto, ho visto solo le prime battute, sottolinea il fatto che le prove in cieco vengono svolte malissimo.

Se parti dal fatto che due sorgenti le dovrai confrontare con piu di mezzo db di differenza nei livelli risulterà effettivamente un confronto fuorviante.

Questa sarebbe una prova in cieco ben fatta ?

No, nemmeno lontanamente.

nemmeno lontanamente se hai visto solo le prime battute, guardalo tutto e poi, nel caso, mi dici.

ilmisuratore
Adesso, Superfuzz ha scritto:

nemmeno lontanamente se hai visto solo le prime battute, guardalo tutto e poi, nel caso, mi dici.

Lo guarderò.

Lincetto comunque non ha un atteggiamento scientifico ma piuttosto passionale, lo conosco.

La passione non è scienza, per cui se va contro qualcosa non credo che possa parlare di scienza.

2 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Comunque di diffusoracci ne ho ascoltati a migliaia, si può passare dall'inascoltabile all'ottimo, perfino con lo stesso diffusoraccio.

Le misure aiutano molto a velocizzare la resa, sempre che ci siano le potenzialità per poterlo adottare.

Esattamente, cervin Vega comprese. Altro che scatolame con wooferini.

ilmisuratore

Lincetto nel video esprime un suo parere personale, effettua i confronti secondo un suo personale modo.

Ma questo lo fa perchè si prodiga a scegliere un componente da inserire nel proprio impianto.

In questi casi, anche sbagliando, visto che l'aspetto "tempo dipendente" dell'uomo viene mantenuto anche se trascorrono 2/3 giorni, (e cambia dopo anche pochi secondi) non si fa altro che scegliere qualcosa secondo la percezione del soggetto, non perchè una sorgente sia superiore all'altra.

Gli piace operare in questo modo e non c'è nulla da obiettare.

Il test in cieco non si fa per scegliere qualcosa (tranne i test in cieco di massa su dato statistico) ma per vedere se il soggetto sente effettivamente una variazione del tipo è uguale o discernibile.

A dirla tutta ci sono misure che sarebbero in grado anche di evitare questo "sforzo" ma se l'utente a misure identiche sostiene di sentire differenze enormi allora la prova in cieco servirà di sicuro perchè una differenza enorme verrebbe sentita anche senza necessariamente guardare quello che si confronta.

bisognerebbe però quantificare l' enorme in scala audiofila. comunque personalmente mai creduto alle prove in cieco in questo ambito, quando ascolti usi tutti i sensi compresa appunto la vista e se non lo fai sei in qualche modo menomato.

  • Melius 1
13 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Il test in cieco non si fa per scegliere qualcosa (tranne i test in cieco di massa su dato statistico) ma per vedere se il soggetto sente effettivamente una variazione del tipo è uguale o discernibile.

si ma Lincetto secondo me spiega bene  perchè questa metodologia non sia affidabile per cogliere reali differenze (almenochè, aggiungo io, queste non siano davvero macroscopiche). La mie esperienze sono le stesse sue: conosci davvero le caratteristiche sonore di un apparecchio quando puoi ascoltarlo a casa tua nel tuo impianto per qualche giorno, poi lo togli e rimetti l'apparecchio precedente, le differenze appariranno subito chiare.  I test in cieco comunemente intesi, come li intendi tu insomma, secondo me in realtà si traducono in test sull'ascoltatore più che sull'apparecchio.

@ilmisuratore I formati digitali sono sequenze di bit, che diventano sequenze di voltaggi. se ne riproduci uno dopo l'altro e ti aspetti un risultato sonoro identico, ti aspetti che le tue elettroniche e i tuoi diffusori forniscano prestazioni immutabili nel tempo. prestazioni magari misurabili con apparecchiature domestiche.  invece subiscono interferenze. tutte le elettroniche. quindi i formati digitali certo che sono identici, ma l'esperimento di ascoltarli uno dopo l'altro... no. affatto. 

se la corrente elettrica fosse una costante che poco influisce, le alimentazioni non le curerebbero. invece le curano. in hi fi. 

nel Pro le curano per non farle friggere. nell'hi fi per farle stabili e poco rumorose. gli stessi chassis sono di metallo per un motivo: potrebbero farli in plastica se contasse solo la prestazione acustica rilevata in ambiente. 

il clock: negli studi di registrazione seri lo hanno e molto accurato, poco sensibile alle interferenze e con un basso rumore di fase. 

far finta che un impianto suoni sempre uguale è la stessa semplificazione che porta a sostenere che suoni con una qualità che varia a seconda di quello che misuri in ambiente, misurandolo addirittura con apparecchiature domestiche. 

è grossolano. è anti scientifico. 

 

ilmisuratore
3 minuti fa, audio2 ha scritto:

usi tutti i sensi compresa appunto la vista e se non lo fai sei in qualche modo menomato.

Infatti l'ascoltatore in questo modo percepisce secondo la somma di tutti i sensi.

Spesso avviene in condizioni di parità assoluta di misure, ma se l'obiettivo è quello di percepire una sensazione va bene lo stesso e va bene per tutto.

Se l'obiettivo invece mira a scoprire se effettivamente sto percependo in modo diverso da quello che mi arriva alle orecchie (solo orecchie) allora servono misure e confronti in cieco. (ma anche solo misure, specie sugli apparecchi)

ilmisuratore
7 minuti fa, Superfuzz ha scritto:

si ma Lincetto secondo me spiega perfettamente perchè questa metodologia non sia affidabile per cogliere reali differenze (almenochè, aggiungo io, queste non siano davvero macroscopiche). La mie esperienze sono le stesse sue: conosci davvero le caratteristiche sonore di un apparecchio quando puoi ascoltarlo a casa tua nel tuo impianto per qualche giorno, poi lo togli e rimetti l'apparecchio precedente, le differenze appariranno subito chiare.  I test in cieco comunemente intesi, come li intendi tu insomma, secondo me in realtà si traducono in test sull'ascoltatore più che sull'apparecchio.

Piu la differenza è piccola, e piu è legata all'aspetto tempo dipendente dell'uomo.

Queste ipotetiche differenze sono spesso frutto della percezione. (non dico immaginazione perchè non voglio sollevare polemiche)

si ma allora torniamo al fatto che come dice superfuzz in realtà si testa l' ascoltatore, non l' impianto.

noi ascoltiamo come ascoltiamo nel complesso, bene o male che sia ed il termine di paragone a questo punto diventa come siamo fatti noi.

Ospite
Questa discussione è chiusa.
×
×
  • Crea Nuovo...