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Melius Club

Si può misurare la qualità sonora? Non credo


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3 ore fa, grisulea ha scritto:

Tutto è fatto di quantità, nulla escluso. Per la verosimiglianza se randelli su un rullante piano e poi forte la verosimiglianza e cioè la qualità del riprodotto deve essere prima piano e poi forte. Se non ha la quantità del forte stai ascoltando un'approssimazione, bella brava buona piacevole, ma insufficiente per essere verosimile. Se la distorsione è elevata

Ma tu sei batterista ?

3 ore fa, grisulea ha scritto:

Vedrai che tutto sommato farai una somma di quantità. Userai una misura per stabilirlo, non ti basterà certo guardarlo. Idem con il suono.

Si ma stai paragonando una pura e semplice grandezza (in questo caso una lunghezza) con un percepito. L'altezza di un cristiano non dipende da chi guarda. Il suono se togli l'ascoltatore non esiste proprio.

Siamo all'ABC. Anche la velocità di una ferrari si calcola facilemente essendo una grandezza fisica. Un pò più difficile calcolare la qualità percepita di una Ferrari.

3 ore fa, extermination ha scritto:

I dB misurano anche l'intensità del rumore di fondo di una stanza audio. Domanda: secondo te, una sala audio  con un rumore di fondo continuo di 20dBA è qualitativamente migliore ( e con essa la qualità del suono riprodotto- quantomeno a determinate condizioni) di  una sala audio con un rumore di fondo di  40dBA. Vuoi un aiutino? Fenomeni di " mascheramento" - dunque chiarezza- ma anche dinamica disponibile e dell'altro.

certo che si perchè potrai percepire a parità di tutto il resto una maggiore resa dinamica. Ma questo che c'entra ?

2 ore fa, extermination ha scritto:

Prima bisogna conoscerle

Poi bisogna avere la giusta strumentazione per farle

Poi bisogna saperle fare in maniera accurata 

Poi bisogna analizzare e correlare ( caso x caso) parametri oggettivi e attributi percettivi.

e per ultimo ci dovresti dire quali sono i valori target di questo set di misure così ci fai contenti tutti.

 

2 ore fa, grisulea ha scritto:

Quindi le misure non contano ma hai pagato uno per fartele fare e con quelle correggere l'acustica.  Ma allora sei d'accordo con noi. Perché scrivi il contrario?

Stai sognando. Cosa c'entra il migliorare una sala di ascolto con le cose che stai propinando tu ? Ma tu che demonizzi tanto le sale di ascolto hai capito che se metti il tuo impianto a suonare in una bella prateria sentirai probabilmente una merda ? Sembra che per te ogni sala sia una caverna con l'eco. Bo!

2 ore fa, iBan69 ha scritto:

Il piacere, l'attrazione, l'amore, la simpatia, l'antipatia, l'empatia, e così via, che non sono necessariamente legate a delle azioni nel senso stretto, ma a delle sensazioni, percezioni, che non sono misurabili, e se lo fossero, sarebbe terribile.

Aggiungo la Bellezza.

Secondo i greci e i romani la bellezza eraquella maschile, successivamente è arrivata quella femminile prima con forme decisamente robuste, poi nel 900 con il 90/60/90 e adesso con le taglie 38.

@grisuleaMa questo che vuol dire che ogni donna alta 170 cm con misure 90/60/90 con il nasino alla francese, labbra carnose, zigomi ben evidenti, capelli folti, occhi azzurri è bella e affascinante ?

Tu te la prenderesti al buio (un bel test in cieco per scegliere tra due lo faresti ?

2 ore fa, c10m ha scritto:

Per la millesima volta: le misure contano molto ma fino a un certo punto. La stanza conta (molto). Ma c'è molto altro che secondo me non si riesce (ancora) a misurare (ovvero la qualità tout court)

Ma come devo scriverlo? in sanscrito????

Toglierei l'ancora in parentesi. La qualità non si potrà mai misurare. Per definizione.

1 minuto fa, rpezzane ha scritto:

Ma questo che vuol dire che ogni donna alta 170 cm con misure 90/60/90 con il nasino alla francese, labbra carnose, zigomi ben evidenti, capelli folti, occhi azzurri è bella e affascinante ?

 

Diciamo che è un buon inizio🤪

 

 

ilmisuratore
10 ore fa, rpezzane ha scritto:

Io l'ho studiata e ho anche preso 30 con lode. Non è questo il punto. Mi è chiarissimo cosa fa la convoluzione tra due segnali. Il problema è che il risultato che viene fuori non mi piace. C'entra poco il misurare ed il non misurare. Che la RIF viene bella precisa a come la vuoi lo dice giustamente la teoria dei segnali. Nessuno obietta questo. Non mi ricordo che il prof barbarossa mi ha detto che con DRC suona meglio. Non lo trovo sulle sue dispense.

Inoltre non mi capacito del perchè anche la DRC non sia annoverata nel best in class del myFi ?

Più myfi di questa non c'è nulla. E questo non è come dici te deragliare ma è smontare una consolidata affermazione nel thread.

Come dice @grisulea, che pi possa piacere non lo metto in dubbio.

Non sono un grosso fautore del piacere o non piacere.

Seguo una linea diversa, funziona o non funziona.

Non l'ho nemmeno sperimentato di persona la drc, tuttavia sono a conoscenza che tale tecnica è stata provata in modo molto serio nei laboratori di Audio Review, presente Mario Richard.

Le conclusioni fanno intendere che in ambiente domestico diventa pressochè imprescindibile per poter aspirare a risultati eccellenti della riproduzione.

Bisogna acquistare la rivista, mi pare la 364.

 

Qui uno spezzone che ho trovato sul web.

 

 

sappiamo che il metodo funziona e possiamo testimoniarlo, avendolo già sperimentato e descritto nei vari articoli dedicati ai programmi di correzione acustica ambientale (DRC), per cui le probabilità che il suo impiego si diffonda sono alte e credibili.

Se oggi l’applicazione di queste tecnologie è riservata a prodotti dal prezzo molto elevato e irraggiungibile ai più, per il futuro c’è da aspettarsi che i costi calino in progressione inversa con il diffondersi del loro utilizzo, come è già successo in ambito car hi-fi.

Questa potrebbe essere una buona notizia, anche se solo in prospettiva; nel frattempo, però, gli appassionati di audio ad alta fedeltà possono sperimentare i vantaggi del DRC utilizzando quei software gratuiti o quasi di cui abbiamo parlato a più riprese a partire da AUDIOreview n. 364, del giugno 2015. Proprio in questo numero pubblichiamo l’articolo “finale” di questa prima serie, in cui l’autore, Mario Richard, spiega come ottenere la correzione totale di un sistema di altoparlanti e dell’ambiente in cui questi sono inseriti, mediante filtri digitali di tipo FIR (Finite Impulse Response). Andrea Allegri, nella prova d’ascolto conclusiva, esprime in merito valutazioni a dir poco positive.

L’ambiente d’ascolto è uno dei componenti più importanti dell’impianto hi-fi e spesso si rivela il più debole. Utilizzare le tecnologie più avanzate per correggerne i limiti è la strada maestra intrapresa dalle aziende più evolute, con risultati che, anche alla mostra di Monaco, erano sotto le orecchie di tutti.

 

  • Melius 1
3 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Non sono un grosso fautore del piacere o non piacere.

Seguo una linea diversa, funziona o non funziona.

Non l'ho nemmeno sperimentato di persona la drc, tuttavia sono a conoscenza che tale tecnica è stata provata in modo molto serio nei laboratori di Audio Review, presente Mario Richard.

Le conclusioni fanno intendere che in ambiente domestico diventa pressochè imprescindibile per poter aspirare a risultati eccellenti della riproduzione.

Bisogna acquistare la rivista, mi pare la 364.

Qui uno spezzone che ho trovato sul web.

sappiamo che il metodo funziona e possiamo testimoniarlo, avendolo già sperimentato e descritto nei vari articoli dedicati ai programmi di correzione acustica ambientale (DRC), per cui le probabilità che il suo impiego si diffonda sono alte e credibili.

Se oggi l’applicazione di queste tecnologie è riservata a prodotti dal prezzo molto elevato e irraggiungibile ai più, per il futuro c’è da aspettarsi che i costi calino in progressione inversa con il diffondersi del loro utilizzo, come è già successo in ambito car hi-fi.

Questa potrebbe essere una buona notizia, anche se solo in prospettiva; nel frattempo, però, gli appassionati di audio ad alta fedeltà possono sperimentare i vantaggi del DRC utilizzando quei software gratuiti o quasi di cui abbiamo parlato a più riprese a partire da AUDIOreview n. 364, del giugno 2015. Proprio in questo numero pubblichiamo l’articolo “finale” di questa prima serie, in cui l’autore, Mario Richard, spiega come ottenere la correzione totale di un sistema di altoparlanti e dell’ambiente in cui questi sono inseriti, mediante filtri digitali di tipo FIR (Finite Impulse Response). Andrea Allegri, nella prova d’ascolto conclusiva, esprime in merito valutazioni a dir poco positive.

L’ambiente d’ascolto è uno dei componenti più importanti dell’impianto hi-fi e spesso si rivela il più debole. Utilizzare le tecnologie più avanzate per correggerne i limiti è la strada maestra intrapresa dalle aziende più evolute, con risultati che, anche alla mostra di Monaco, erano sotto le orecchie di tutti.

Guarda con tutto il rispetto per Mario Richard, non condivido una parola. Sembra la pubblicità di quando presentarono il CD nell'82. Poi che questa tecnologia sia alla portata di pochi perchè costosissima mi fa veramente ridere. Sembra che state parlando di Marziani. Io la studiavo all'università nel 1994. Costosissima di che ?

Mi fermo perchè non parlo di altre riviste.

1 ora fa, grisulea ha scritto:

A me pare che le elettroniche abbiano praticamente nulli problemi di distorsione rispetto ai diffusori (se usati entro i loro limiti).

È vero...

Peccato che poi all'ascolto ci sia una bella differenza 

Ad esser buoni...

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