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Melius Club

Si può misurare la qualità sonora? Non credo


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4 ore fa, AngeloJasparro ha scritto:

c'è qualcuno di coloro che hanno tarato il proprio impianto misurandolo in ambiente, che voglia invitarmi per un ascolto?

Non troppo lontano da Milano, se fosse possibile. Ovviamente ricambierei.

Grazie

Anch'io ti invito volentieri, ma vivo poco a nord di Udine, forse un po' fuori mano...

Comunque come ho scritto più volte ribadisco che chiunque vuole venire a trovarmi è il benvenuto 🙂

2 ore fa, Silver ha scritto:

Grazie mille. Ti chiedo rivelata o presunta?

Rilevata al punto di ascolto con microfono Dayton EMM6 calibrato, le misure della sala sono in alto a destra, il centro dei diffusori dista circa 240cm ed il punto di ascolto (i lati di un triangolo isoscele) è a 210cm.

1 minuto fa, Silver ha scritto:

premetto che non conosco approfonditamente rew ma direi che sia più che accettabile 

E' misurata con Acourate, il programma che uso per creare i crossover e la correzione ambientale, non ho avuto ancora tempo di provare con REW, ma da prove precedenti i risultati sono molto simili.

18 ore fa, sfabio ha scritto:

Pensi che lo scriverebbe sul sito se non lo ritenesse un punto forte del suo lavoro?

buongg, ti rispondo solo ora perchè rima non riuscivo, giornata difficile oggi. Ora non voglio riaprire una discussione in cui ero stato molto chiaro, come detto in altro thread e ripetuto qui, le misure per me sono molto molto importanti, ma non sono tutto. Conosco questo personaggio che ritengo uno dei professionisti più accreditati del settore. Non sono un amante dei satelliti, del drc o del xover digitale, purtroppo sono ancorato al passato con il classico due canali, ma non disdegno di documentarmi sulle nuove tecnologie. 

Tornando ai dati dichiarati da Bob sicuramente sono molto importanti e delineano la sua professionalità, se dice e pubblica codeste misure sicuramente ti do ragione e avrà dei razionali ineccepibili ed io che del settore non sono non posso fare altro che ascoltare ed imparare. 

Ma ripeto che le misure (per il sottoscritto) non sono tutto, il cd in questione, che poi se la memoria non mi fa brutti scherzi, dovrei avere anche in formato hires comprato da HDTracks (forse in 24/96) è sicuramente un bel prodotto confezionato bene con tutte le cose al posto giusto, ma rimane per me un "bel compitino" fatto molto molto bene. Un prodotto che incontri prima o poi se bazzichi nel mondo hifi e lo confermo non disdegno alcune tracce che a volte uso anche come test, ma che a tratti trovo un pò asettico. Ci sono cd magari prodotti da tecnici che non hanno la levatura di Bob, ma che (nel mio ambiente, nel mio impianto, per il mio orecchio etc...) che mi emozionano di più. 

Come avrai letto nell'altro thread rispetto tantissimo la tua opinione che in parte condivido ed in parte no, ma io la penso un pò diversamente.

Buone cose.

  • Melius 1
1 ora fa, sfabio ha scritto:

Anch'io ti invito volentieri, ma vivo poco a nord di Udine, forse un po' fuori mano...

Comunque come ho scritto più volte ribadisco che chiunque vuole venire a trovarmi è il benvenuto

io invece abito in periferia est di  Udine, e sarei felice di ascoltare il tutto (da perfetto ignorante di misure) 🙂

Membro_0017
1 ora fa, sfabio ha scritto:

E tu chi sei per dirlo? Vieni, ascolta con le tue orecchie e poi avrai tutto il diritto di criticare.

 

ho usato il DRC per quasi 10 anni. prima un HW semi professionale (non mi ricordo il nome), poi REW, poi Dirac con musica liquida, poi miniDSP (con Dirac). poi un altro scatolotto che faceva delle finestre in una range di frequenze precelto...... poi l'ho tolto del tutto.

semplicemente perchè non ne sentivo più la necessità. i rimbombi e i trapanamenti fastidiosi in alcune registrazioni erano dovute alla qualità scarsa del mio impianto. specialmente di alcuni componenti. tutto qui.

scarsi accoppiamenti, scarse alimentazioni, scarso trattamento delle vibrazioni, pochi componenti schermati... e con un impianto elettrico senza una messa a terra decente.

quando le stai leggendo queste sono solo quattro parole, ma provocano il 90% dei side-effect che si imputano all'ambiente o ai diffusori. se li limiti con un software che pialla, nel punto di ascolto, tutte le distorsioni indotte dai più svariati parametri, stai solo giocando con le distorsioni. per dargli un camuffamento gradito all'orecchio nel punto di ascolto.

invece, curando tutti gli aspetti di un sistema, dalla messa a terra dell'impianto, alla qualità della corrente elettrica, alla qualità delle elettroniche, del clock del sistema, ai giusti amplificatori e diffusori.... arrivi ad una coerenza temporale che ti fa capire dove interviene davvero l'ambiente, in modo negativo ma anche positivo. e dove arrivano o non arrivano i diffusori.

insomma, prima bisogna arrivare ad un sistema che suona, da solo, senza DRC. e deve suonare bene, secondo i canoni della stereofonia. che sono oggettivi. altrimenti giochiamo ad ascoltare le distorsioni temporali e le distorciamo ancora di più, ma come più ci piace, col DRC.  bisogna lavorarci.

se ci lavori, ed è il nostro hobby, alla fine l'ambiente conta il giusto e la RIF conta il giusto. cioè relativamente rispetto a tante altre cose. a meno di vivere in caverne, ovvio. o in locali con un eco imbarazzante.

in assoluto, fa davvero la differenza qualche buco nella RIF?... solo per le basse frequenze, dove i diffusori non possono arrivare. ma di musica sotto i 40hz non ne ascolto molta. 

invece non fa molta differenza per articolazione, la dinamica, la microdinamica, il dettaglio, la riproduzione fedele della scena. cioè per la corretta riproposizione stereofonica dell'evento.
sono i parametri della stereofonia quelli importanti per farti credere che la voce umana è umana. la RIF è uno di questi. non è l'unico.

invece, se tu proponi una ricetta dettata dall'uso del DRC, come se facesse diventare un impianto che non suona in un impianto che suona, sei tu che non sai di cosa parli.

non c'è quella ricetta. invece c'è un lavoro di affinamento, in cui contano certo tante le misure, ma non solo quelle che tu ritieni importanti. ci sono migliaia di misure elettriche che possono essere fatte su un impianto.

invece tu ti piazzi nel punto di ascolto e decidi che le misure acustiche sono decisive. è plausibile, ma poi te ne freghi di capire perchè hai quelle misure. ritieni che siano lì perchè tutti gli impanti le riproducono così.. perchè dipende dall'ambiente. no. non è cosi. un basso lo tieni a bada, netto e articolato, con la qualità delle alimentazioni, oltre ai diffusori. e non piallando i picchi.  perchè il basso e il medio basso che percepisci nel punto di ascolto è sì distorto, ma non certo dall'ambiente. da decine di cose prima dell'ambiente.

col DRC è come se considerassi tutte le interazioni elettriche del tuo sistema nulle. quindi neghi il valore di tutto. elettroniche, diffusori, alimentazioni, clock.

secondo il tuo approccio, una televisione con una sound-bar stereofonica,  trattata col DRC, magari con sub integrato (ne esistono), dovrebbe suonare come un impianto hi-fi nello stesso ambiente, se trattato col DRC. 

no, non lo fa. e se lo fa, entrambi sono lontani dall'essere degli impianti ad alta fedeltà.

suonano come onesti impianti trattati col DRC. 

 

 

45 minuti fa, emaspac ha scritto:

un basso lo tieni a bada, netto e articolato, con la qualità delle alimentazioni

Non ho mai letto una tesi più strampalata. Quindi il fattore di merito è l'invenzione di in altro burlone il giorno di carnevale? Ti rendi conto di cosa scrivi? Ci spieghi come controlli con l'alimentazione una cassa con qtc 1,5 meglio di una con 0,7? Siamo alla negazione della fisica. Misure.....queste sconosciute.

@grisulea Magari con l'alimentazione no (per quanto segnalo che il tanto nominato  Bob Katz sostiene di avere delle alimentazioni a basso rumore, che quindi la cosa tanto strampalata non sembra) ma basta un buon posizionamento dei diffusori per mitigare gran parte dei problemi in gamma bassa. 

14 minuti fa, granosalis ha scritto:

ma basta un buon posizionamento dei diffusori per mitigare gran parte dei problemi in gamma bassa. 

Che non è altro che la conferma che misurare serve e che ad un miglior controllo coincide sicuramente una misura migliore.

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