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Si può misurare la qualità sonora? Non credo


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@Vmorrison Van, come ben sai, per conservare la massima integrità  dello stage virtuale il rispetto delle " geometrie "  ( che poi vuol anche dire accuratezza dei livelli e dei ritardi di suono diretto - left - right e riflesso) rappresentano uno dei diversi punti da attenzionare.

Se poi tieni anche conto che, in una stanza qualunque, la distribuzione dei modi di risonanza è quella che è ( vale a dire la risposta alle basse frequenze varia al variare della posizione- vedi anche nodi e ventri ) è molto meno complesso "lavorare" (sull'acustica della stanza)  su un'area di ascolto limitata piuttosto che su un' area più ampia ( situazione in cui aumentano le complessità  per ottenere una distribuzione dell'energia con una certa omogeneità ..anche solo sopra gli 80 hz sino alla frequenza di schroeder). Se poi, per disgrazia, ti posizioni a ridosso di una parete o ancora peggio vicino ad un angolo ( dove ti becchi tutte le risonanze modali) altro che compromettere lo stage virtuale.....duqnue vedi che il posizionamento delle sedie e importante ( per non parlare dell'influenza della modalità con cui si diffondono ( o non si diffondono - vedi riflessioni precoci)  e arrivano alle orecchie le medie frequenze )

3 ore fa, leonida ha scritto:

In base dall'assunto di questa discussione gli espositori vanno considerati tutti degli incapaci

Evidentemente mi sono spiegato male. Rispondendo a emaspac il quale sostiene, se non ho capito male, che l'ambiente è l'ultimo dei problemi, mi domandavo il perché alle mostre si senta mediamente male imputando la cosa, non da parte di emaspac naturalmente ma dalla stragrande maggioranza, alle salette non idonee, ma se queste non sono il problema cosa manca agli organizzatori per far suonare gli impianti al livello almeno di quello di @emaspac?

 

 

3 ore fa, emaspac ha scritto:

dipende quali impianti hai ascoltato nelle mostre. alcuni male, alcune bene, alcuni molto bene. a prescindere dall'ambiente.

Ho ascoltato quelli esposti alle mostre. Il fatto che qualcuno possa suonare molto bene non significa niente. Tutti privi del parametro più importante che determina la stereofonia:la focalizzazione!, e quella si ottiene principalmente con una corretta acustica che evidentemente manca nelle salette e nella stragrande maggioranza dei salotti casalinghi. 

6 minuti fa, Vmorrison ha scritto:

No no @Oscar56 quella si ottiene prima con i diffusori e poi con l’ambiente adatto.

Non sto parlando di pannelli o altro, se parliamo di torri ti posso dire che tra le thiel e le CV a casa mia non c'è diversità sul parametro focalizzazione, le differenze stanno su tutto il resto.

p.s.: e ti posso assicurare che posso usare questo termine senza tema di smentita.

35 minuti fa, Vmorrison ha scritto:

quella si ottiene prima con i diffusori

Quali diffusori? Io ho provato con diffusori da 100 euro ottenendo immagine credibile e completamente svincolata, quali quindi non sarebbero in grado di farlo e soprattutto perché?

Membro_0017

@Oscar56 la focalizzazione non si ottiene con l'ambiente. che è solo un ingrediente e non è il più importante, a meno che non sia disastroso. prima ci sono i diffusori per la focalizzazione. e poi le elettroniche. tra le elettroniche, prima la sorgente e poi l'ampli. ma non è l'unico parametro. puoi avere una focalizzazione perfetta ma senza ambienza, decadimento delle note, dettaglio. il DRC ti fa ottenere tale tipo di focalizzazione con i diffusori adatti. poi ti accorgi che il suono non ha respiro, che un pianoforte sembra una pianola. e puoi mettere tutte le bass trap o I diffusori acustici, che sempre pianola rimane. alzi il volume, ma è una pianola. 

ci rifletti e arrivi alla conclusione che le armoniche che mancano se le sono mangiate le elettroniche. se non ci arrivi, non hai mai ascoltato un pianoforte dal vero e un sistema che lo riproduce bene. 

questa è la vera realtà. 

2 minuti fa, emaspac ha scritto:

ci rifletti e arrivi alla conclusione che le armoniche che mancano se le sono mangiate le elettroniche. 

un qualcosa del genere lo avevo sperimentato anche io, pur con macchine non molto costose alle quali

avevo dato la colpa, ma non è che tutti si possono mettere in casa apparecchi da 10k a botta.

comunque tolto tutto ed ho ricominciato a sentire la musica.

2 ore fa, Oscar56 ha scritto:

Evidentemente mi sono spiegato male. Rispondendo a emaspac il quale sostiene, se non ho capito male, che l'ambiente è l'ultimo dei problemi, mi domandavo il perché alle mostre si senta mediamente male imputando la cosa, non da parte di emaspac naturalmente ma dalla stragrande maggioranza, alle salette non idonee, ma se queste non sono il problema cosa manca agli organizzatori per far suonare gli impianti al livello almeno di quello di @

Evidentemente la soluzione  dovrà  risultare più  complessa di quanto possa apparire.

Normalmente si attribuiscono nefandezze agli ambienti che poi in realtà appaiono essere ben più adeguati di quanto si possa disporre in ambiente domestico, quantomeno per la libertà di posizionamento e per la possibilità  d'intervenire temporaneamente  anche in modo invasivo.

Assunto che l'installatore abbia in memoria un risultato  ben superiore rispetto alle aspettative degli ascoltatori, 

condizione necessaria  è  che abbia chiaro in partenza quale sia  risultato  da conseguire, e quale il metodo da applicare di volta  finalizzato al raggiungimento  dello stesso.

Si presume inoltre che il nostro installatore abbia ben chiara l'esistenza dell'enorme   quantità  di variabili potenzialmente in grado di impedire il conseguimento del risultato prefissato, e per ciscuna di essere conosca il relativo metodo per impedire che la loro azione avversa possa compromettere il raggiungimento dell'obiettivo.

 

Quello che succede nel mondo reale è villa il procedere empiricamente per tentativi (trial&error), proviamo questo, proviamo quell'altro, sposta in avanti , sposta indietro, convergi, divergi, proviamo quel cavo, no quell'altro, gira la spina, metti un pannello, metti dei piedini, toglili, metti le punte, il risuonatore, il rigeneratore, il condizionatore, il trasformatore,  etc... il tutto  nel tentativo, come massima aspirazione,  di minimizzare deficienze delle quali non si conosce l'origine.

Come mai   non si ricorra a misurazioni che potrebbero, anzi dovrebbero agevolare il percorso di ottimizzazione?

Se nessuno opera in tal senso, ci si dovrebbe chiedere se si tratti o meno, di pura ignoranza o puro masochismo, o se invece, trattandosi di professionisti,  di  sedimentata consapevolezza, in condizioni di estrema variabilità,  della sostanziale inutilità  di un tal modo di procedere.

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