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Si può misurare la qualità sonora? Non credo


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3 minuti fa, leonida ha scritto:

Se si trattasse di un miglioramento reale, in qualsiasi situazione quell'oggetto dovrebbe risultare sempre e comunque preferibile.

Invece non succede.

Scientificamente.

Ma questo è semplicemente assurdo. Scientificamente. Le differenze in meglio sui diffusori sono enormi. Sul resto posso concordare, l'ho sempre detto, variazioni sul tema. Vedi che qualcosa in comune l'abbiamo. L'intellegibilità del parlato si misura. Migliore è e meglio si sente, scientifico.  Nelle sale riunioni della ditta in cui lavoro hanno dovuto fare trattamenti perché spesso nemmeno ci si capiva. In un salottino non si arriva a tanto ma tra il peggio ed meglio in mezzo ci stanno tutte le posizioni intermedie, via via migliori al salire dell'indice. Scientifico. Misurabile. Credere che una sala silenziosa suoni peggio di una rumorosa è una baggianata. Credere che una sala con t60 in gamma media di 0,7 secondi permetta di sentire lo scandire delle note od il loro decadimento come in una da 0,3 è un'altra baggianata. Tre note suonate in veloce successione nella prima diventano una indefinita, nella seconda si sentono, dac o non dac.

1 ora fa, grisulea ha scritto:

Il tuo e quello della maggior parte mi pare molto semplice, colleghi ed ascolti, ti piace, bene, non ti piace provi a cambiare a caso

Sei completamente fuori strada, tu non conosci perché  non ne ho mai parlato, quale tecnica  e quale metodo io utilizzi per ottenere  scientificamente risultati ripetibili in ogni caso e condizione, senza alcun ricorso a qualsivoglia misurazione.

Esattamente  quindi l'opposto dei cambiamenti  a caso che erroneamente  mi attribuisci,  e che, se hai letto  bene in qualche mio post precedente,  ho inquadrato nella modalità  di procedimento  trial & error , prova, sbaglia e riprova    ovvero il metodo utilizzato  in condizioni di ignoranza  in alternativa all' insight & theory,  analizza e teorizza ed in seguito procedi.

5 minuti fa, grisulea ha scritto:

L'intellegibilità del parlato si misura. Migliore è e meglio si sente, scientifico.

Gia ti ho fatto osservare che il tuo è  un concetto di acustica canonico, non a caso l'esempio che riporti riguardo l' intelligibilità del parlato.

Non credo che il concetto  di acustica ottimale inteso dalla stragrande  maggioranza  degli appassionati  preveda  come finalità,  i parametri di qualita sonora perseguiti dai manuali di acustica, tra l'altro  ampiamente codificati da Beranek, fra i quali  la pura intelligibilità  del suono da qualsiasi punto ed angolazione.

 

21 minuti fa, leonida ha scritto:

Sei completamente fuori strada, tu non conosci perché  non ne ho mai parlato, quale tecnica  e quale metodo io utilizzi per ottenere  scientificamente risultati ripetibili in ogni caso e condizione,

Non conosco e vedo che non ne parli, francamente di ipotesi fantasiose e teorie segrete diffido. Il mio metodo l'ho detto. Il tuo fino a prova contraria non esiste. O meglio non può che essere provo e cambio. Mi faccio una certa esperienza e propongo solo cose che personalmente ho trovato funzionare. Evito situazioni e combinazione che non conosco. Qualsiasi buon venditore fa la stessa cosa. Appena arrivi a casa chissà perché non suona più come in negozio. Chissà per alcuni ovviamente, per gli altri il motivo è chiarissimo. Che tu sia bravo a mettere in piedi accrocchi non ho dubbi, che tu nel mio ambiente riesca a far riprodurre la gamma sotto i 60 hz che l'ambiente fagocita certo che no. Che tu sia in grado di eliminare il primo modo ai 20 hz con +18 db nemmeno. Suvvia non parliamo di magia. La fisica non fa scoti a nessuno.

12 minuti fa, leonida ha scritto:

Gia ti ho fatto osservare che il tuo è  un concetto di acustica canonico,

Spiegaci, uno ti parla ma non lo capisci, applichi le regole canoniche ed arrivi a comprendere, cosa ci sarebbe di sbagliato? Meglio non capirsi? Con la musica succede la stessa cosa. La differenza è che se non capisci ti sfugge il discorso, con la musica non sai esattamente quello che devi ascoltare e te la fai andare bene. Appena cominci a sentire cose che nemmeno immaginavi capisci che qualcosa ti perdevi, dac da 50 o da 50.000. Se le misure acustiche non ci sono certe cose non si sentono, 10 100 o un milione. Semplicemente non si sentono. E niente e nessuno te le farà sentire. 

31 minuti fa, grisulea ha scritto:

Nelle sale riunioni della ditta in cui lavoro hanno dovuto fare trattamenti perché spesso nemmeno ci si capiva

Noi abbiamo abbandonato una pizzeria eccellente perché non riuscivi a sentire quello che dicevamo al nostro tavolo se non urlando,e siamo 3 coppie,non parlo di una tavolata da 30 persone.

Adesso hanno fatto fare un trattamento ad una ditta specializzata, cambiamento enorme.

@Gici HV suona meglio quella pizzeria di tante sale audiofighe...

 

Tornando IT, c'è, e me ne rammarico, ancora una contrapposizione tra un approccio concreto/scientifico/che parte da misure di @grisulea che ha una pazienza degna di un monaco tibetano, e un approccio molto più mistico/forse umanistico di @leonida.

Certe istanze di @leonida le comprendo perché avendo studiato (non ho finito il PhD per poco) scienze sensoriali comprendo bene quanto sia importante mettere la persona e quello che percepisce al centro, però è anche vero che stiamo parlando di suono, cioè di un fenomeno fisico, che appunto sottostà alle leggi della fisica.

È vero che se non c'è chi quel suono lo sente, è come suonare senza pubblico, tuttavia anche con le peculiari differenze che ci distinguono se un basso ha code e rimbombi lo sentono tutti, non è una questione di percezione soggettiva condizionata da gusti/aspettative/bias o altro.

Per questo a mio avviso ambiente prima di tutto, poi ambiente, ambiente e ancora ambiente. Poi diffusori e un ampli capace di pilotarli. Poi il resto è divertimento ma contribuisce in minima parte al risultato raggiunto. O meglio, con l'ambiente di @HR molto probabilmente si sentiranno differenze in maniera abbastanza netta anche nel digitale, ma appunto perché ciò che è a valle è sano (molto sano).

 

 

  • Melius 1

 

Interessante intervento di Paul di PSaudio.

In particolare l'esempio che i sistemi complessi non sono mai identici, neanche quando costruiti con gli stessi principi o elementi. Lì faceva l'esempio di smarthphone, ma anche l'essere umano potrebbe essere preso ad esempio di "sistema complesso".

Conclude dicendo che se esistesse un microfono o un sistema per misurare la qualità sonora in modo infallibile sarebbe il primo a comprarlo.

3 ore fa, mauriziox60 ha scritto:
10 ore fa, rpezzane ha scritto:

L'oggettività del suono riprodotto non esiste per definizione.

E quindi tutto ha lo stesso valore relativo. Il che significa che tutti hanno ragione, non solo la parte che più ci rappresenta.

In parte è vero, difficile avere certezze in tasca, almeno per mie esperienze, come pure dare indicazioni che abbiano un senso, soprattutto non conoscendo sotto il profilo umano e musicale chi chiede un consiglio o un parere . . .

3 ore fa, mauriziox60 ha scritto:

Ergo, è fuffa sia che ci sia corrispondenza qualità/prezzo sia che non sia alcuna corrispondenza. E tra questi due estremi è vera qualsiasi posizione intermedia.

Ni, perchè ,comunque, ci sono dei riferimenti, un perimetro entro il quale la musica ha un senso, ha determinate caratteristiche, se usciamo troppo dall ' area di consenso, ci troveremo con alcuni parametri estremizzati, altri poveri, altri ancora non coerenti con ciò che, dal vivo o per ascolti di qualità, ci aspettiamo suoni un pianoforte, un sax, una voce femminile, una chitarra, una batteria . . . 

Quindi a mio parere ci sono molte sfacettature e punti di vista differenti, tutti interessanti, validi e potenzialmente coerenti con musica, sonorità e strumenti , e ovviamente ognuno di noi si posizionerà, su un ipotetico asse cartesiano per le variabili, in un punto personale, magari unico, circondato da una nuvola di altri punti ognuno con le sue individualità sonore . . . 

saluti , Dario 

3 ore fa, giaietto ha scritto:

Però pare che l’estremizzazione dei prezzi sia valida solo per i DAC e non tra i lettori fisici che utilizzano CD/SACD. 

Secondo me è uguale, nel senso che un lettore CD e SACD lo trovi a 600 €, come a 60.000 €, forse non avremo un lettore a 60 €, per il fatto che ci sono dentro anche una meccanica, parti in movimento, e un minimo sindacale di peso legato alle funzionalità e parti, ma la forchetta rimane ampia, molto . . . !

saluti , Dario 

3 ore fa, granosalis ha scritto:
3 ore fa, rpezzane ha scritto:

La forchetta è direttamente proporzionale alla propria capacità di spesa

Non ne sono sicuro. Poter spendere e spendere bene i propri soldi sono due aspetti differenti. Non avere limiti di spesa, non mi impone automaticamente di dover acquistare l'oggetto più costoso del mercato, pur potendolo fare. 

Le possibilità di spesa, o l' idea e la convinzione di spendere, dipendono da tanti elementi, che fanno leva sia su aspetti tecnici, logici e cognitivi, ma anche su infatuazioni, sensazioni, aspetto estetico, passione, e altri parametri meno quantificabili, e soprattutto, decisamente personali . . .

Però, poter o voler spendere , non vuol dire automaticamente fare scelte solo di pancia e mai di testa per il solo motivo che i soldi sono facilmente spendibili, avendone molti, come pure ha un senso cercare sempre la miglior scelta in rapporto alle caratteristiche tecniche e soniche, ognuno mediato per le sue preferenze, io per esempio compro praticamente usato da una vita, e non ho mai avuto indugi, perchè ho spesso investito 3 per portare a casa 10 . . . 

saluti , Dario 

12 ore fa, leonida ha scritto:

In materia audio, nonostante chiunque rivendichi l'assoluta validità del postulato di Berkeley, "esse est percipi" ,ossia  la realtà  esiste in quanto la percepisco, da cui, a corollario la realtà non esiste ma  è  quella che percepisco, nessuno, dico nessuno, nonostante lo sterminato numero di input lo suggerisca, ha mai approfonditamente  indagato sul come un soggetto umano percepisca la realtà  acustica, e sul come ed in che modo questa possa essere eventualmente  interpretata diversamente  pur a parità  di stimolo.

Dovrebbe essere evidente che la risposta ad ogni quesito non risolto dall"osservazione scientifica, non può che provenire da un inversione dell'oggetto da indagare, nel caso specifico il soggetto ascoltatore, a maggior ragione, tenendo in debita considerazione che il suono non esiste fisicamente in quanto elaborazione del soggetto e pertanto non può essere misurato in alcun modo, oggi, domani e sempre.

 

Sono d'accordo con te sul fatto che la materia diventa psicologica (e l'ho ripetuto più volte nel corso degli ultimi thread tematici). Se si vuole ottenere un dato utile a qualcosa, è il soggetto a dover essere testato con metodo, non l'oggetto a essere misurato.

.

Invece per quanto riguarda gli approfondimenti scientifici non è vero che nessuno ci prova, le neuroscienze ci stanno provando. Nonostante il compito improbo qualcosina sembrano averlo capito. Soprattutto su dove e come le stimolazioni sensoriali (La "sensazione") sono rielaborate successivamente in altre aree cerebrali (diventando "percezione").

 

 

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