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Suono “veloce” o “lento”?


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3 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Cosa c'entra il "produrre musica" con la riproduzione hifi ?

La verosimiglianza come si ottiene ?

La registri dalle narici con il "respiro della materia" ?

Se tu avessi un briciolo di dignità tecnica dovresti parlare di tecnica e non di inspirazione col naso

Comincia a spiegare come avviene un processo di registrazione, come viene elaborato e quanti passaggi avvengono prima che sopraggiunga ai morsetti del diffusore...poi spiega anche la fase elettroacustica e infine quella acustica

Spiega tutti i limiti che compongono la traslazione da "musica vera" a riproduzione in ambiente domestico ignoto...che non è quello in cui si è svolto l'evento

A meno che tu non sia quel tipo di soggetto dal tutto chiacchiere e distintivo, vediamo quale visione tecnica hai in mente in tema di registrazione e riproduzione 

Ossignror ….ancora questo….ti sei ridotto a chiedere il compperché non sai più a che santo votarti?

Vedi, caro il mio ragioniere, il fatto che tu non capisca cosa c’entri il produrre musica con la riproduzione è la prova tombale della tua cecità sensoriale.

Se non conosci la genesi del suono, non saprai mai riconoscerne la veridicità all'uscita.

Puoi studiare la fase elettroacustica per cent'anni, ma se non distingui la densità fisica di un ottone reale dal sibilo di un citofono hi-tech, resti un tecnico riparatore, non un ascoltatore.

Non mi metto certo a farti lezione di fonia: sarebbe tempo perso con chi scambia la botta di vita per una supercazzola e la fedeltà per un setaccio digitale.

La tecnica è il mezzo, non il fine, ma tu sei rimasto a guardare il dito mentre io ti mostro la luna. Resta pure nel tuo laboratorio a sezionare il segnale elettrico cercando la dignità che hai perso; io la musica la faccio e la vivo, tu puoi solo provare a misurarla.

Non ce la puoi proprio fare ,vai a dormire senti amme!,,

 

Buone simulazioni, piccolino!

 

dariosch
2 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Se si utilizza la tecnica/strumentazione appropriata accade questo: a differenza notevole di suono ne corrisponde una differenza alle misure abnorme...tanto abnorme da rivedere i concetti del...ma ci sento bene ?

@Dufay credo intendeva che un altoparlante anche se misura uguale o simile, può suonare diverso,

basta cambiare il materiale del cono, tra uno in carta ed uno in alluminio o ceramica, c'è differenza di timbrica.

:classic_smile:

 

ilmisuratore
39 minuti fa, antonew ha scritto:

Ossignror ….ancora questo….ti sei ridotto a chiedere il compperché non sai più a che santo votarti?

Vedi, caro il mio ragioniere, il fatto che tu non capisca cosa c’entri il produrre musica con la riproduzione è la prova tombale della tua cecità sensoriale.

Se non conosci la genesi del suono, non saprai mai riconoscerne la veridicità all'uscita.

Puoi studiare la fase elettroacustica per cent'anni, ma se non distingui la densità fisica di un ottone reale dal sibilo di un citofono hi-tech, resti un tecnico riparatore, non un ascoltatore.

Non mi metto certo a farti lezione di fonia: sarebbe tempo perso con chi scambia la botta di vita per una supercazzola e la fedeltà per un setaccio digitale.

La tecnica è il mezzo, non il fine, ma tu sei rimasto a guardare il dito mentre io ti mostro la luna. Resta pure nel tuo laboratorio a sezionare il segnale elettrico cercando la dignità che hai perso; io la musica la faccio e la vivo, tu puoi solo provare a misurarla.

Non ce la puoi proprio fare ,vai a dormire senti amme!,,

Buone simulazioni, piccolino!

Affinchè un ottone reale possa essere replicato all'ascolto il segnale catturato deve rispettare determinate regole fisiche-elettriche, deve mantenere coerenza 

Ogni elemento aggiunto sarà un alterazione che distrugge l'integrità della "prima cattura" (il microfono) 

E' chiaro (se tu non l'avessi capito) che tecnica e umanità devono andare sinergicamente d'accordo in quanto complementari

Se si registra seguendo pedissequamente l'aspetto tecnico nei piu fini dettagli e poi all'ascolto piu che ottone sembra un basso tuba...significa che tale tecnica è sbagliata, fallace e da rivedere

Però basta poco per comprendere che la fedeltà massima porta sempre ai migliori risultati

Quando fu svolto l'esperimento di microfonare il suono che esce dai diffusori (in dual mono, con montaggio delle due acquisizioni SX+DX su traccia stereo) affinchè questo suono risultasse pressochè indistinguibile, la fedeltà era massima: massimo rispetto dello spettro, della fase della cura delle parti non lineari, quindi rumore e distorsione la piu bassa possibile

Alla fine il risultato era credibile, ma per l'impiego corretto della tecnica, del successivo controllo alle misure e infine la gratificazione finale...l'ascolto

Con le narici non abbiamo respirato alcuna materia

ilmisuratore
4 minuti fa, dariosch ha scritto:

@Dufay credo intendeva che un altoparlante anche se misura uguale o simile, può suonare diverso,

basta cambiare il materiale del cono, tra uno in carta ed uno in alluminio o ceramica, c'è differenza di timbrica.

:classic_smile:

Non mi risulta che un altoparlante che suona diverso dall'altro possa produrre misure uguali...è qualcosa di inconcepibile poichè se lo sentiamo noi (il nostro limitato udito) figuriamoci lo strumento di misura

Semmai possono esserci misure molto riduttive (pubblicate) la cui differenza non si vede in modo chiaro e dettagliato, ma se suonano diversamente non potranno mai produrre misure uguali

Qui sarei pronto a scommetterci qualsiasi cifra

 

@Stephen s be',dopo cinque pagine ti sei fatto un'idea di che differenza c'è?io ricordo un mio amico dove nel suo impianto ormai più di 20 anni fa decise di aggiungere un subwoofer, per avere qualcosa di più come risposta in frequenza in basso visto che i diffusori essendo da stand più di tanto  non arrivavano,ebbene, aggiunse il sub dove,questo aveva un crossover in cui potevi far passare il segnale dal preampli direttamente al cross dove il passa alto andava all'ampli di potenza per i diffusori e il passa basso con guadagno per la via bassa del sub,quando fece le prime prove la prima cosa che notò fu, sue stesse parole, la velocità che l'ampli principale prese(scaricato dalla gestione delle basse frequenze da inviare ai satelliti dove sappiamo viene richiesta più energia per gestire i woofer)nei passaggi e nei transienti rispetto a prima.....se posso averti dato l'idea...

Saluti

Andrea

best_music
8 ore fa, Luca44 ha scritto:

prese di nascosto della polvere di marmo in mano, si arrampicò e fece finta di dare dei colpi di scalpello, facendo cadere dal pugno della polvere e, magia, immediatamente i critici dissero che adesso fosse perfetta...

Eviterei di spostare il discorso sulla metafora e mi concentrerei su quel "quid", sicuramente misurabile, ma ordinariamente non misurato, del fenomeno della fedeltà (/non F.) della riproduzione sonora.

:

A me sembra che la somma "rumore+THD" un tanto al kilo per capirci  non ci dica tutto. Da quando leggo di hi fi scopro di tanto in tanto un nuovo parametro di cui tenere conto eppure neanche questa pletora di parametri di per sé ci dice se un sistema audio suona bene (può certamente invece dirci se suona male, inutile dirlo) ...

6 ore fa, dariosch ha scritto:

@Dufay credo intendeva che un altoparlante anche se misura uguale o simile, può suonare diverso,

basta cambiare il materiale del cono, tra uno in carta ed uno in alluminio o ceramica, c'è differenza di timbrica.

:classic_smile:

Dipende non solo dal materiale ma proprio da come è fatto l'altoparlante.

Ad esempio gli Audio technology che hanno coni di materiale molto simile ai Dynaudio suonano in maniera simile ma non certo uguale.

Sono le sfumature che contano.

Insomma basta guardare quanti altoparlanti ci stanno al mondo per capire che le cose non sono così sempliciotte.

Qui un link con un mare di altoparlanti provati.

https://audioxpress.com/categories/vc-testbench

  • Thanks 1
widemediaphotography
10 ore fa, speaktome74 ha scritto:

I cavi di potenza contano per la "velocità  del suono"? Ci mettono del loro?

 

 

Delle molte sciocchezze che si leggono sui cavi, la prima cosa è distinguere la loro funzione specifica. Un cavo di potenza trasporta una tensione variabile a cui é associata una una corrente  elettrica variabile, determinata univocamente dalle caratteristiche del finale e del carico. Trasporta quindi l'energia necessaria a far muovere gli speaker.
Per farla breve, 3 metri di cavo da 4 mmq, sia in argento sia in rame OFC, producono differenze di attenuazione praticamente nulle, nell’ordine di pochi millesimi di dB. Le terminazioni contano spesso più del conduttore.  Anche gli effetti di induttanza e capacità, entro lunghezze domestiche, sono irrilevanti, infatti, il cavo si comporta come una rete RLC il cui filtraggio cade ben oltre la banda audio, con una frequenza caratteristica tipicamente intorno ai 380 kHz, se non ricordo male... Il parametro critico resta la resistenza, ma ad esempio   4 mmq coprono ogni esigenza reale. Con quella sezione l'impatto sul fattore di smorzamento (DF) è altrettanto marginale e tra rame e argento la differenza si traduce in appena pochissimi punti di DF, quindi senza trasformazioni sonore apprezzabili. Se poi confrontiamo 3 metri di argento con circa 2,8 metri di rame OFC, quindi lunghezze compensate per la seconda di Ohm, la differezna elettrica diventa sostanzialmente nulla per attenuazione, trasferimento di potenza e DF. Oltre la corretta sezione e la buona manifattura, le differenze appartengono al mondo delle fantasie.

Quindi, i cavi di sezione inadeguata impattano sul DF che é il parametro che stabilisce la capacità di controllo del diffusore. Più alto é e più il finale frena ed accelera velocemente lo speaker: 4mmq di rame OFC flessibile e dormi tranquillo.

 

  • Melius 2
9 minuti fa, widemediaphotography ha scritto:

Delle molte sciocchezze che si leggono sui cavi, la prima cosa è distinguere la loro funzione specifica. Un cavo di potenza trasporta una tensione variabile a cui é associata una una corrente  elettrica variabile, determinata univocamente dalle caratteristiche del finale e del carico. Trasporta quindi l'energia necessaria a far muovere gli speaker.
Per farla breve, 3 metri di cavo da 4 mmq, sia in argento sia in rame OFC, producono differenze di attenuazione praticamente nulle, nell’ordine di pochi millesimi di dB. Le terminazioni contano spesso più del conduttore.  Anche gli effetti di induttanza e capacità, entro lunghezze domestiche, sono irrilevanti, infatti, il cavo si comporta come una rete RLC il cui filtraggio cade ben oltre la banda audio, con una frequenza caratteristica tipicamente intorno ai 380 kHz, se non ricordo male... Il parametro critico resta la resistenza, ma ad esempio   4 mmq coprono ogni esigenza reale. Con quella sezione l'impatto sul fattore di smorzamento (DF) è altrettanto marginale e tra rame e argento la differenza si traduce in appena pochissimi punti di DF, quindi senza trasformazioni sonore apprezzabili. Se poi confrontiamo 3 metri di argento con circa 2,8 metri di rame OFC, quindi lunghezze compensate per la seconda di Ohm, la differezna elettrica diventa sostanzialmente nulla per attenuazione, trasferimento di potenza e DF. Oltre la corretta sezione e la buona manifattura, le differenze appartengono al mondo delle fantasie.

Quindi, i cavi di sezione inadeguata impattano sul DF che é il parametro che stabilisce la capacità di controllo del diffusore. Più alto é e più il finale frena ed accelera velocemente lo speaker: 4mmq di rame OFC flessibile e dormi tranquillo.

E tutto uguale lo sappiamo.

Fai valutare il tuo prossimo impianto quando sarà pronto nel 2126 a qualcuno così saprai come suona.

  • Thanks 1
ilmisuratore
30 minuti fa, Dufay ha scritto:

gli Audio technology che hanno coni di materiale molto simile ai Dynaudio suonano in maniera simile ma non certo uguale.

Senza dubbio

Ma il discorso che in caso di suono diverso tra due altoparlanti questi produrrebbero le medesime misure non regge

Nel caso esistesse una coppia di altoparlanti che suona diversamente e produce misure identiche mostratemeli...e non per fare polemica...ma per osservare che tipologia di misura è stata effettuata sui trasduttori e valutare se potrebbe essere esaustiva o insufficiente 

ilmisuratore
41 minuti fa, best_music ha scritto:

A me sembra che la somma "rumore+THD" un tanto al kilo per capirci  non ci dica tutto

Detta in questo modo no...non direbbe nulla, il discorso non andrebbe affrontato in questo modo 

Tuttavia... chiedo....la velocità dei transienti (misurabile) dev'essere congrua al segnale originale registrato o deve essere molto più lenta ?

2 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Senza dubbio

Ma il discorso che in caso di suono diverso tra due altoparlanti questi produrrebbero le medesime misure non regge

Nel caso esistesse una coppia di altoparlanti che suona diversamente e produce misure identiche mostratemeli...e non per fare polemica...ma per osservare che tipologia di misura è stata effettuata sui trasduttori e valutare se potrebbe essere esaustiva o insufficiente 

Tu non fai altro che ribadire all'infinito un un concetto fallace che risulta smentito dall'evidenza dei fatti.

 

 

 

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