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Roma: riparatori hifi in affanno per mancanza di materiali?


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22 minuti fa, giocec ha scritto:

@Oscar Delle piccole scariche come ticchettii su tutti e due i canali che aumentano di intensità man mano che alzo il volume. 

Visto lo schema banale e i quattro componenti in croce utilizzati, i problemi possono essere causati: chip commutazione ingressi, alimentazioni(condensatori elettrolitici e fet regolatori), fet sul circuito di preamplificazione. Nulla che una banale misurazione con un generatore di segnali e oscilloscopio non possa trovare in cinque minuti netti.

Il chip di commutazione ingressi si trova in commercio, a prezzi non proprio popolari, ma si trova.

I condensatori e fet delle alimentazioni sono banalissimi.

I fet del circuito pre invece vanno cercati, comprati e selezionati. Quindi piu lungo come iter, ma non impossibile. Alla fine si tratta di tempo e soldi.

  • Melius 1
magoturi

@Oscar 180 euro per la ricerca guasto e la sostituzione di un fet è una bella cifra, nel 1994 mi occupavo di assistenza tecnica, ho riparato uno dei rari Jap....un Sansui caduto di piatto in fase di spostamento, ho dovuto riparare il circuito stampato e rifare tutte le piste,controllo generale e collaudo, non l'ho fatto attendere molto ed alla fine il titolare del negozio che si occupava di vendita ed assistenza, ha preso una cifra onestissima, se non erro 80 Mila lire o forse meno ma: Catania 1994....

SALVO

Correggo: se il problema è costante come tipologia(scariche sempre uguali e non variabili come tipologia e frequenza) e aumentano di intensita all'aumentare del volume, allora il problema è a monte del pre vero e proprio, che di fatto sta DOPO il controllo del volume. Quindi se fosse lui eo la tensione che lo alimenta, il problema dei rumori alle uscite sarebbero costanti come intensita e sempre al massimo.

Qui invece è un problema agli ingressi, quindi o è la tensione che alimenta il chip di commutazione ingressi, oppure proprio il chip ad avere problemi. 

Fine diagnosi.

Ho venduto tutti i miei pezzi vintage o solo vecchi perché non mi preoccupava la mancanza di pezzi, ma di riparatori. I miei riferimenti, Balconi, Colombo, Riccardi, Foschi... chiusi o irraggiungibili.

PS: bollicine. Alla fine ho tenuto solo Lector, perché è un'azienda seria con un magazzino ricambi, una rete di assistenza e un sito con partita iva, indirizzo, numero di telefono, mail. Considero Lector una piccola Toyota italiana: magari non ha un'estetica accattivante, ma a piedi non ti lascia.  

  • Melius 2
  • 2 settimane dopo...

Finalmente sono riuscito a riprendere possesso del mio pre dopo tre mesi vissuti con preoccupazione a dire la verità. Il laboratorio che una volta era un locale con tanto di insegna e segretaria che svolgeva la pratica di presa in consegna degli apparecchi ora non c è più. Il negozio molto ridimensionato praticamente un buco con una scala che porta, pare in cantina dove "dovrebbe" esserci il laboratorio e una signora che compare una volta suonato un campanello. Insomma ritiro l'apparecchio pago ma chiedo di poter parlare con il tecnico per sapere qualcosa di più sulla riparazione e mi risponde che al momento non c'è. Insomma ho una vaga impressione mi sbaglierò, secondo me il mio pre amplificatore  non è stato riparato da loro ma chissà da chi e dove. Ho persino pensato che fosse andato perso o addirittura che avessero chiuso all'improvviso visto i tempi. Non è giustificato tutto questo tempo di attesa per un FET tra l'altro da un costo di qualche euro, a fronte di 180 euro! Ci avranno guadagnato forse in due? Mah! Alla fine tutto è bene ciò che finisce... ma con trepidazione. 

 

180 euro è un conto salato, tenendo conto che si tratta di un apparecchio piuttosto semplice, ma purtroppo è tutto caro e se non si sa fare i lavori in autonomia non cè alternativa.

 

Alcune parti sono veramente difficili da trovare o sostituire con equivalenti senza snaturare il suono di un apparecchio, inoltre molti centri di assistenza se ritengono antieconomica la riparazione danno per morti apparecchi che sarebbero riparabili.

Si aggiunga che col progressivo turn over dei tecnici specie del vintage si perdono conoscenze e competenze che molti giovani non possiedono e questo complica ulteriormente la questione.

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