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Con un dac a che serve il pre?

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Con un dac a che serve il pre?  

3 utenti hanno votato

  1. 1. Con un'uscita dac è utile il pre per interfacciarsi al finale?

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    • Meglio provare il caso specifico.
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21 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

E' molto piu probabile (molto...) che dalla RME esce la frequenza con l'ampiezza originale (non anemica) e che il PRE ci aggiunga qualcosa di suo...magari un altro ordine di frequenza e la cosa assume piu "udibilità" e pseudo-corpo

 

In pratica, l'RME ti dà la verità scientifica (difficile da digerire :classic_biggrin:), mentre il pre trasforma quel dato in un'esperienza fisica udibile. 

Rimane sempre il fatto che siamo esseri umani :classic_biggrin: 

 

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ilmisuratore
5 minuti fa, Elettro ha scritto:

Un preamplificatore  se ha uno stadio a componenti discreti o valvole aggiunge armoniche di secondo e terzo ordine. Il nostro orecchio fa fatica a sentire i 19Hz puri  ma "ricostruisce" la nota fondamentale grazie alle sue armoniche superiori prodotte dal preampli. 

Spesso usiamo  il termine "distorsione" in senso tecnico, ma in realtà, all'orecchio,  si traduce in energia, corpo e intelligibilità.

D'accordissimo...ma NON sarà quello che esce dalla registrazione e dal DAC

Io voglio solo quello...personalmente 

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Mah, capisco l'introduzione di piccole distorsioni da parte del pre (cioè, capisco fino a un certo punto, visto che parliamo di un oggetto di un certo livello, non di un distorsore Boss) ma nulla di tutto questo giustifica la "sparizione" di una nota bassa bella potente come nel grafico del @ilmisuratore. Impossibile, semplicemente.

Quindi devo per forza pensare ad un errore nella metodologia comparativa di @Oscar oppure ad una esagerazione nella sua descrizione del fenomeno.

Di qua non si scappa.

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ilmisuratore
7 minuti fa, Elettro ha scritto:

 

In pratica, l'RME ti dà la verità scientifica (difficile da digerire :classic_biggrin:), mentre il pre trasforma quel dato in un'esperienza fisica udibile. 

Rimane sempre il fatto che siamo esseri umani :classic_biggrin: 

 

Non ho la RME ma un apparecchio "simile"

Topping D70s

Quando ho dolori di schiena metto alcuni brani dei Bassotronics ed è meglio di un massaggio 

La resa alle bassissime è straordinaria (mai sentito da nessuna parte qualcosa di simile) per SPL lineare prodotta...come se fosse uno scherzo riprodurre suoni che vengono da sottoterra senza il minimo cenno di cedimento 

Non vedo perchè dovrei aggiungere distorsioni indesiderate :classic_biggrin:

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widemediaphotography

 

Pur non essendo un professionista del settore audio, applico con rigore il mio approccio derivante da un ambito professionale differente e mediamente più evoluto, cercando di analizzare la catena di riproduzione con metodo poco discutibile. In attesa di riavere tra le mani una RME ADI-2/4 Pro, mi sono affidato a un setup composto da un’interfaccia MOTU Ultralite MK5, un amplificatore Violectric V222 e una cuffia Hifiman HE1000 Stealth, che al momento è l'unico trasduttore alla mia portata realmente in grado di gestire frequenze nel dominio degli infrasuoni. La questione centrale rimane infatti legata alla capacità di trasduzione. Infatti, mentre molti diffusori promettono i 20Hz, raramente viene specificato che tale valore è spesso raggiunto con un roll-off di almeno -12dB, rendendo l'ascolto di un infrasuono a 19Hz praticamente impossibile in un ambiente domestico standard.

Per il mio test ho generato con Audacity quattro toni puri con ampiezza 0.8 e durata di 30 secondi alle frequenze di 15, 20, 30 e 50Hz, eseguendoli poi con foobar2000 in modalità exclusive per garantire un flusso bit-perfect ed evitare che il kernel di Windows 11 manipolasse il segnale. I risultati confermano che l'elettronica moderna, sia essa MOTU o RME, non ha alcuna difficoltà a scendere linearmente fino a 15Hz, poiché i loro stadi di uscita sono progettati per non tagliare la banda subsonica. L'aspetto più interessante riguarda però la percezione fisiologica. Scendendo con la frequenza, ho dovuto agire sensibilmente sul potenziometro del Violectric, passando da ore 9 fino a ore 14 per mantenere un livello di pressione percepita coerente.

È fondamentale precisare che questa necessità di compensazione non è dovuta a un limite dell'hardware e nemmeno principalmente al decadimento uditivo legato all'età, che solitamente colpisce le alte frequenze. Si tratta invece della naturale risposta del nostro apparato uditivo descritta dalle curve isofoniche di Fletcher-Munson (certatele su Wikipedia). L'orecchio umano è estremamente sordo alle frequenze bassissime e richiede una pressione sonora immensamente superiore per percepire un tono a 20Hz rispetto a uno a 1kHz. La tecnologia magneto-planare della HE1000 Stealth dimostra tutto il suo valore, poiché permette di produrre quella spinta  necessaria con una distorsione armonica talmente bassa da non mascherare la fondamentale (è basilare per quanto detto), permettendo di percepire chiaramente la modulazione  anche a 15Hz, laddove quasi ogni diffusore tradizionale fallirebbe.

A, quelli che più volte hanno denigrato la mia propensione all'ascolto in cuffia ... lascio una sonora pernacchia! :classic_biggrin:
A qualche professionista del settore, consiglierei di pesare le affermazioni prima di avventurarsi in discorsi di forma non compiuta, per no definirli talvolta proprio errati!

 

 

 

image.thumb.png.ce30cdd24b19b029b848a5fc34f5cc11.png

 

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14 minuti fa, Elettro ha scritto:

Un preamplificatore  se ha uno stadio a componenti discreti o valvole aggiunge armoniche di secondo e terzo ordine. Il nostro orecchio fa fatica a sentire i 19Hz puri  ma "ricostruisce" la nota fondamentale grazie alle sue armoniche superiori prodotte dal preampli. 

Spesso usiamo  il termine "distorsione" in senso tecnico, ma in realtà, all'orecchio,  si traduce in energia, corpo e intelligibilità.


Certo

anche i trasformatori sono componenti non lineari che introducono distorsione armonica.

Ma guarda, non ne parlo mica in senso negativo, anzi…

Che sia per piacere di ascolto o per far traslare bene un mix (spesso introduco volutamente distorsioni proprio magari per far sentire quelle frequenze che in uno smartphone o in sistemi piccoli non si sentirebbero), le distorsioni entro tot.% sono sinonimo di suono più “caldo”, “denso” e si portano dietro anche una sorta di sottile limiting perché magari smussano un poco i transienti.

 

Però io personalmente in ascolto, non voglio aggiungere nulla…

Non voglio introdurre distorsione, voglio un DAC neutro (quindi no Apogee, sì Mytek e Lynx Audio nel mio caso) collegato direttamente ai monitor attivi.

In ADC invece voglio imprimere carattere con transistor, valvole, nastro magnetico et simila, per quando produco musica.

 

In soldoni, a mio avviso va bene inserire un pre per aggiungere qualcosa, ma non è obbligatorio e non è sinonimo di maggior qualità.

Spesso piace più all’orecchio…

Ed allora bene il pre, come anche un qualsiasi processo che introduca non linearità piacevoli.

 

Son questioni di gusti…

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ildoria76
6 ore fa, Partizan ha scritto:

Su 45 pagine 43-44 sono OT.

Non capisco come possa essere accettato.

Alla fine le discussioni a tutti i livelli, stanno scadendo su chi l'ha più lungo! Ma che problemi avete?

Ciao.

Evandro

Sono d'accordo ormai la gara è quella di elevarsi a professore su questo forum..."se apri un trhead ti spiego meglio..." questa è veramente il top...forse non ne sono al corrente io ma credo che l'Università di Audiofilia non esista ancora, è che l'audiofilo non è un mestiere..

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ilmisuratore

@dariosch ...vienimi a trovare Dario, cosi ti fai un idea (che per l'amor di Dio è la mia...) sul significato di impianto realizzato pedissequamente secondo il responso delle misure e con una bassa percentuale di rifinitura ad orecchio

Non è detto che debba piacerti, ma almeno valuteresti il mio concetto di riproduzione dei suoni dentro le mura domestiche e che tipologia di piacere se ne possa trarre  :classic_smile:

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3 minuti fa, gobert4 ha scritto:

In soldoni, a mio avviso va bene inserire un pre per aggiungere qualcosa, ma non è obbligatorio e non è sinonimo di maggior qualità.

Spesso piace più all’orecchio…

Ed allora bene il pre, come anche un qualsiasi processo che introduca non linearità piacevoli.

 

Son questioni di gusti…

Concordo, oltre che gusti anche di versatilità per chi ha più sorgenti da gestire.

  • Melius 1
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1 minuto fa, Elettro ha scritto:

Concordo, oltre che gusti anche di versatilità per chi ha più sorgenti da gestire.


certo…

Infatti sarebbe la sua funzione primaria.

Poi ognuno sceglie quale firma sonora metterci.

Il mondo è bello perché vario e si vive sereni!

 

Qui stanno a fare la guerra per nulla…

Se solo si volesse un po’ più di bene come diceva Pacciani :classic_biggrin:

 

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grisulea
1 ora fa, Elettro ha scritto:

Capisco che la domanda non è rivolta a me, ma una spiegazione potrebbe essere che il DAC non "dimentica" la nota, ma potrebbe non avere la forza di trasmetterla correttamente al finale di potenza.

 

Come potrebbe? Prova a dare una spiegazione. 

  • Haha 1
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