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Melius Club

Diffusori hi-fi degli anni ‘70 significativi: sondaggio!


Diffusori significativi degli anni ‘70  

42 utenti hanno votato

  1. 1. Quali tra questi diffusori degli anni '70 ritieni più significativi?

    • Acoustic Research AR-10π
    • Acoustic Research AR-9
    • Allison One
    • B&W DM6
    • BBC LS3/5a
    • Dahlquist DQ10
    • Decibel 360 Modus
    • ESS AM-T 1B
    • IMF TLS 80
    • JBL L300 Summit
    • Jensen Model 15 Serenata
    • KEF 105 Reference
    • Linn Isobarik
    • Magnepan Magneplanar SMG
    • Magnepan Magneplanar Tympani 1
    • Philips RH545 MFB Studio
    • RCF BR40 & BR55
    • Snell Type A
    • Technics SB-10000
    • Yamaha NS-1000M


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Erano in vendita (poi vendute) in un noto negozio emiliano, non sono più in conflitto di interessi :classic_biggrin: e posso parlarne liberamente:

a) impressionanti come dimensioni e stimo che abbiamo maggiore ragione di essere in grandi ambienti anche se la scuola giapponese utilizza grandi diffusori con alta efficienza in ambienti molto ridotti

b) nonostante i stimo 50 anni circa andavano veramente bene per quel tipo di diffusori 3 vie di cui le due alte a tromba + woofer di grandi dimensioni

c) le ho ascoltate con dei SS di altissima fascia, io preferisco il full tube al contrario, scontando l'amplificazione SS di alta fascia ultra moderna (non la mia preferita di certo) il risultato era interessante, lontano dalla resa audio dei sistemi RD anche a 3 vie tradizionali

d) non ho potuto per ovvie motivazioni farmi installare dei full tube raffinati, ma in quel caso il matrimonio poteva essere molto interessante stimo

e) le ho provate a volumi contenuti, stimo che siano potenzialmente molto gradite a chi ascolta anche a volumi sostenuti che possono essere gestiti in totale tranquillità

f) ennesima conferma che i vecchi big japan quando volevano erano in grado già in quegli anni 70 di produrre oggetti per la riproduzione audio di livello elevato oltre che produrre "stereo per tutti a prezzi contenuti"

g) ho visto i due driver alti smontati e solo i magneti mi hanno fatto ricordare un sistema a tromba storico sempre  a 3 vie (stimo da concerti all'aperto) made in USA che era installato in una discoteca a Lanzarote negli anni 90, una resa audio da "paura" in un locale chiuso, bei tempi :classic_biggrin:, mai più ascoltato nulla che si avvicinasse in un locale chiuso

Oggetto molto raro da trovare tra l'altro

 

  • Melius 1
Fabio Cottatellucci
42 minuti fa, indifd ha scritto:

- Technics SB-10000 ascoltate negli ultimi giorni 


Stavo per votarle, anzi ora lo faccio.

Ascoltate a Roma a una mostra nel '77 o '78 e mai dimenticate.

Erano in una grande sala e la riempivano tutta di musica.
Il suono, a seconda della SPL, sembrava venire in avanti e ritirarsi come le onde del mare in tempesta contro una scogliera.

Un ascolto che ha influenzato per sempre il mio atteggiamento verso i diffusori.

Fabio Cottatellucci
14 minuti fa, indifd ha scritto:

ennesima conferma che i vecchi big japan quando volevano erano in grado già in quegli anni 70 di produrre oggetti per la riproduzione audio di livello elevato oltre che produrre "stereo per tutti a prezzi contenuti"

Il fatto che i Jap non sapessero fare oggetti di alto livello è una leggenda metropolitana raccontata da importatori di roba americana ed europea, specialmente inglese, e dalle riviste dell'epoca.

Un vecchio detto recita:
"In hi-fi non esistono cose che i giapponesi non sono in grado di fare, esistono solo cose che i giapponesi non hanno voglia di fare".
 

P.S. ovviamente consigliato l'ascolto a chi ha come preferenze tra i diffusori:

a) Klipsch grandi

b) JBL grandi

c) alta efficienza sia storica che moderna

Purtroppo per quello che conosco io in Italia c'è solo quella coppia o forse un'altra di Technics SB-10000

Discopersempre2
12 ore fa, Sonnyblues ha scritto:

Cerwin vega

Come già detto/scritto, ho avuto le C.V. AT-80 e devo dire che, nonostante la fama di JBL dei poveri, mi garbarono molto; forse non rifinite, ma *sanguigne, specie col rock e la disco:classic_love:.

*: © Discopersempre :classic_dry:.

Ferruccio1967
Il 11/04/2026 at 19:10, Ulmerino ha scritto:

@911 ho ascoltato le dq10 per tanto tempo e in molte occasioni,  pur riconoscendo il grande valore sonico,  non mi hanno mai conquistato come una snell type A o anche una quad esl57, non è questione di estensione o timbrica, non ho mai trovato quella "magia" tanto decantata dagli estimatori, magia che ho trovato in tanti altri diffusori,  anche della stessa Dahlquist (dq30i , che poi acquistai anni fa), ma sicuramente sarà dovuto all'ambiente,  alla catena a monte, o più probabilmente ai gusti del sottoscritto...

Una quad 57 è limitata in frequenza rispetto ad una dq10...ma mi piace molto di più...

Chissà perché quando si parla delle dq10 viene sempre fuori la storiella della scarsità dei componenti,una grande balla. Il vero difetto di questi diffusori sta nella costruzione strutturale questo si. Infatti perché possano suo.nare a dovere ed evitare fastidiosissime risonanze, vanno ascoltate "nude", ovvero senza le griglie metalliche anteriori e posteriori.Diventano bruttissime è vero però non si può prescindere da questa cosa

SimoTocca
15 ore fa, appecundria ha scritto:

lo sforzo negli anni '70 era più quello di scoprire i principi basilari del sistema altoparlante / stanza / ascoltatore e applicare industrialmente le scoperte. Vedere i "game changers" per capire dove erano rivolti gli sforzi

Sono assolutamente d’accordo … ma si deve anche tener conto del fattore “costo”: negli anni ‘70, sia commercialmente che politicamente (nel senso più lato del termine) progetti “cost no object” erano rari e mai del tutto sganciati dalla “realtà economica del tessuto sociale”. Insomma, almeno in Italia ed in Europa, alcuni progetti americani (le Infinity Servo Statik e poi le Infinity grandi..fino alla Beveridge) erano considerati più “follie” che esercitazioni tecniche. 
Quindi per realizzare lo scopo di ottimizzare l’interazione fra diffusore/ambiente si aveva sempre un occhio all’economia.

È anche per questo che progetti come le Dahlquist montavano altoparlanti “dozzinali”, che però scelti ad hoc ed ottimizzati al meglio, suonavano come meraviglie. Ma sono altoparlanti che difficilmente reggono l’urto del tempo… (e cosa mai regge il lento trascorrere del tempo, del resto?) e che quindi ascoltati a 30 o 40 anni di vita effettiva…ecco l’ascolto attuale può essere più ingannevole del ricordo! Questo volevo dire…. 
Peraltro le Dahlquist erano esigenti non solo in fatto di watt.

Per esempio, e dico a @vignotra, hanno sempre suonato “così così” con i McIntosh che pure erano potenti assai…

Ho invece sentito suonare le Dahlquist in maniera eccezionale pilotate  da monotriodi valvolari… e da ampli valvolari in genere…

P.S. E poi mi taccio: ma appunto.. le Beveridge? Quelle colonne elettrostatiche con la lente acustica che aveva in casa a New York il famoso direttore Leonard Bernstein (mentre il suo assistente, Seji Ozawa, faceva pubblicità alle AR 10pogreco)? E le Acoustat? 

  • Melius 1
Ferruccio1967
6 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

Sono assolutamente d’accordo … ma si deve anche tener conto del fattore “costo”: negli anni ‘70, sia commercialmente che politicamente (nel senso più lato del termine) progetti “cost no object” erano rari e mai del tutto sganciati dalla “realtà economica del tessuto sociale”. Insomma, almeno in Italia ed in Europa, alcuni progetti americani (le Infinity Servo Statik e poi le Infinity grandi..fino alla Beveridge) erano considerati più “follie” che esercitazioni tecniche. 
Quindi per realizzare lo scopo di ottimizzare l’interazione fra diffusore/ambiente si aveva sempre un occhio all’economia.

È anche per questo che progetti come le Dahlquist montavano altoparlanti “dozzinali”, che però scelti ad hoc ed ottimizzati al meglio, suonavano come meraviglie. Ma sono altoparlanti che difficilmente reggono l’urto del tempo… (e cosa mai regge il lento trascorrere del tempo, del resto?) e che quindi ascoltati a 30 o 40 anni di vita effettiva…ecco l’ascolto attuale può essere più ingannevole del ricordo! Questo volevo dire…. 
Peraltro le Dahlquist erano esigenti non solo in fatto di watt.

Per esempio, e dico a @vignotra, hanno sempre suonato “così così” con i McIntosh che pure erano potenti assai…

Ho invece sentito suonare le Dahlquist in maniera eccezionale pilotate  da monotriodi valvolari… e da ampli valvolari in genere…

P.S. E poi mi taccio: ma appunto.. le Beveridge? Quelle colonne elettrostatiche con la lente acustica che aveva in casa a New York il famoso direttore Leonard Bernstein (mentre il suo assistente, Seji Ozawa, faceva pubblicità alle AR 10pogreco)? E le Acoustat? 

Acoustat: tantissima roba👍

Ulmerino

@Ferruccio1967 economico non vuol dire scadente, come costoso non vuol dire di qualità o bensuonante...non cerco nessuna giustificazione, le dq10 sono eccellenti diffusori, sopra la media del periodo e ottimi anche oggi, ma c'è di meglio, oggi come ieri. Il mio diffusore preferito, lo snell type A, utilizza lo stesso philips ad5060 e un tweeter audax con un woofer Becker o Cts...componenti ben fatti ma ordinari...una volta era fondamentale il manico del progettista, sia nelle dq10 che nelle type A di manico ce n'è parecchio...ma quando leggo che si vuole difendere a spada tratta un oggetto solo perché lo si considera il non plus ultra di tutti i tempi, allora sorrido e lascio correre...come in questo caso...😁

Un diffusore non suona mai da solo, e alcune casse hanno dei limiti che non si scavalcano...altre invece, più  accortezze dai loro a monte, più qualità restituiscono...

Poi questo è il mio pensiero personale, e come affermato più volte, non cerco di convincere nessuno...preferisco sutri diffusori vintage alle dq10.

.

.

P.s. ascolto abitualmente dq10 e type A negli stessi ambienti e von una girandola di apparecchi di alto livello, insieme a mirage m1, marten oscar duo e altre casse...le snell mi sono sempre piaciute di più,  meglio delle marten, poi le mirage e le dq10 , con preferenza per le canadesi...

spersanti276
1 ora fa, Ferruccio1967 ha scritto:

Chissà perché quando si parla delle dq10 viene sempre fuori la storiella della scarsità dei componenti,una grande balla. Il vero difetto di questi diffusori sta nella costruzione strutturale questo si. Infatti perché possano suo.nare a dovere ed evitare fastidiosissime risonanze, vanno ascoltate "nude", ovvero senza le griglie metalliche anteriori e posteriori.Diventano bruttissime è vero però non si può prescindere da questa cosa

Le dq10 non hanno griglie metalliche anteriori, se ben ricordo.

 

Ferruccio1967
6 minuti fa, spersanti276 ha scritto:

Le dq10 non hanno griglie metalliche anteriori, se ben ricordo.

 

Come no? Sotto il telo la struttura è metallica e le tre spugne che qualcuno sostiene abbiano uno scopo migliorativo del suono, servono proprio per non fare vibrare la griglia.Ho fatto poco tempo fa un test con il generatore di frequenze, è incredibile quanti rumori molesti provenissero dalle parti metalliche. Saluti 👍 

Ferruccio1967
37 minuti fa, Ulmerino ha scritto:

@Ferruccio1967 economico non vuol dire scadente, come costoso non vuol dire di qualità o bensuonante...non cerco nessuna giustificazione, le dq10 sono eccellenti diffusori, sopra la media del periodo e ottimi anche oggi, ma c'è di meglio, oggi come ieri. Il mio diffusore preferito, lo snell type A, utilizza lo stesso philips ad5060 e un tweeter audax con un woofer Becker o Cts...componenti ben fatti ma ordinari...una volta era fondamentale il manico del progettista, sia nelle dq10 che nelle type A di manico ce n'è parecchio...ma quando leggo che si vuole difendere a spada tratta un oggetto solo perché lo si considera il non plus ultra di tutti i tempi, allora sorrido e lascio correre...come in questo caso...😁

Un diffusore non suona mai da solo, e alcune casse hanno dei limiti che non si scavalcano...altre invece, più  accortezze dai loro a monte, più qualità restituiscono...

Poi questo è il mio pensiero personale, e come affermato più volte, non cerco di convincere nessuno...preferisco sutri diffusori vintage alle dq10.

.

.

P.s. ascolto abitualmente dq10 e type A negli stessi ambienti e von una girandola di apparecchi di alto livello, insieme a mirage m1, marten oscar duo e altre casse...le snell mi sono sempre piaciute di più,  meglio delle marten, poi le mirage e le dq10 , con preferenza per le canadesi...

Ma certo capisco ciò che intende, assolutamente,non sono il non plus di tutti i tempi, sicuramente si tratta di un progetto ben riuscito. Di sicuro con quanto si spende nella valutazione attuale non si può avere di meglio.Le ho tenute in vendita online per un anno,poi le richieste e proposte di presunti audiofili mi hanno stufato così ho deciso di tenerle fino a quando funzioneranno.Devo dire che mi piacerebbe sentire le Snell sono anni che ne sento parlare ma non ho mai avuto l' occasione di ascoltarle. Saluti 👋 

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    1. 1. Quali tra questi diffusori degli anni '70 ritieni più significativi?


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