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Il tecnonazismo svela se stesso


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Il sogno di costoro è di poter tornare, grazie alle nuove tecnologie dell'IA, alla contrapposizione dell'Alto Medioevo potens/pauper, eliminando le figure sociali intermedie costituitesi nel corso dello sviluppo economico e sociale successivo.

Ha molte similitudini con la polarizzazione marxiana di capitalismo/proletariato, ma senza l'esito finale della rivoluzione.

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Se io produco tecnologia militare, il mio interesse è che la spesa militare sia sempre più alta, gli eserciti sempre più forti e più finanziati. Meglio ancora se la guerra diventa (come sta accadendo ora) una specie di condizione permanente; economicamente, politicamente, ideologicamente.

È quanto si deduce dal “manifesto” in 22 punti che Palantir, il colosso tech americano, ha diffuso in rete spiegando (papale papale, verrebbe da dire, se il Papa non avesse appena detto quello che ha detto sulla guerra e su chi ne approfitta) che esiste, per Silicon Valley un «dovere morale» a sostenere la difesa dall’America.

Quello che l’acciaio dei Krupp fu per il Terzo Reich equivale a quello che l’IA di Palantir è oggi per l’America di Trump? In termini strutturali (tecnico-economici) certamente sì. La quadratura del cerchio è scoprire che anche in termini sovrastrutturali (ideologici e culturali) ci sia una forte adesione all’idea che esista una Nazione-guida ed esistano valori-guida: e a essi l’umanità debba sottomettersi, volente o nolente, ovviamente per il suo bene.

Siamo al dottor Stranamore, ed è bene saperlo. In un certo senso dobbiamo essere grati a Palantir per la schiettezza, quasi per il candore. Nemmeno i Krupp, a loro tempo, spesero per la Germania la palpitante empatia che oggi Palantir manifesta per il Pentagono.

La Seconda guerra mondiale fu per loro un ottimo affare, non una missione morale. Pare, anzi, che alcuni membri di quella famiglia disprezzassero Hitler. Non così Palantir, che in un certo senso indora il rapporto tra guerra e profitto ammantandolo di nobili intenzioni. Verrebbe da dire: “aridatece i Krupp”.

 

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Il fascino perverso della repubblica tecnologica
di Ferruccio de Bortoli | 21 aprile 2026

Guerre ibride e tecnofascismo, i 22 punti del Manifesto di Palantir, la società fondata da Peter Thiel, miliardario e stratega di JD Vance, per il quale la democrazia è un intralcio all'innovazione

La sintesi migliore l’ha fatta l’economista Carlo Alberto Carnevale Maffé: «Leggetela se avete lo stomaco forte; temetela se avete l’animo debole; sfidatela se avete lo spirito necessario». Il docente della Bocconi si riferisce ai 22 punti del Manifesto di Palantir, la società fondata da Peter Thiel, il miliardario dante causa di JD Vance, per il quale la democrazia è un intralcio all’innovazione. A Roma Thiel si è appena esibito in alcune conferenze sull’Anticristo pochi giorni prima che il suo «protetto» vicepresidente degli Stati Uniti si trasformasse maldestramente in una sorta di Antipapa. Tutto questo ovviamente in nome di Dio, ormai ridotto al peggior marketing della politica.

Il manifesto che inorridisce Maffé è tratto dal libro The Technological Republic di Alex Karp, chief executive officer di Palantir, e Nicholas Zamiska. Che cosa dice, in estrema sintesi. La Silicon Valley ha un debito morale nei confronti del proprio Paese e dunque tutti coloro che sono impegnati nell’innovazione devono idealmente vestire una divisa militare per difendere l’Occidente dai suoi nemici. Si potrebbe cominciare a pagare quel presunto debito morale versando le tasse in maniera progressiva, ma non è di questo che si parla. L’Intelligenza artificiale è la nuova grande arma di deterrenza, meglio persino del nucleare. 

Pluralismo, inclusività sono solo l’altra faccia della pavidità delle società del benessere. Basta con la tirannia delle app, con l’idea romantica - già peraltro largamente superata - della rete democratica, open source. Il software deve essere al servizio delle guerre ibride. Bisogna armarsi e liberarsi dei limiti della cultura democratica, giudicata regressiva, debole e rinunciataria. Questo il futuro. Per alcuni il manifesto è una brutale sveglia all’Occidente imbolsito dal benessere, per altri la dimostrazione della pericolosità del tecnofascismo che fagocita le istituzioni. Più ammirato e invidiato nella fascinazione del progresso tecnologico che temuto e combattuto per i suoi riflessi autoritari.  

 

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54 minuti fa, Savgal ha scritto:

L’Intelligenza artificiale è la nuova grande arma di deterrenza, meglio persino del nucleare. 

Azz...la siamo spacciati, se così fosse tremo al pensiero di come potrà essere la vita per le nuove generazioni, noi (io almeno) ho in parte già dato, un annetto e poi se proprio deve essere andrò verso il mio buen retiro in mezzo a peri meli ciliegi susini kiwi zucchine pomodori insalate fagioli fagiolini e ogni tanto quando sarò stanco sotto questo cedro dell'atlanteimage.png.bab481df932e734291dac84d8b95ebb6.png  tremo al pensiero di cosa potrà essere per i miei nipoti.  

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17 ore fa, mozarteum ha scritto:

In mezzo a queste teorie strampalate c’e’ pero’ un dato concreto e vero: la difesa o attacco militare oggi passa per tecnologie che hanno reso superati o comunque incompleti gli apparati tradizionali.

Ci sono poi molti sistemi di guerra ibrida che possono fiaccare le economie, (inibizione reti bancarie, di trasporti ecc), suscitare disordini interni funzionali a cambi di governo ecc.

Gli scarponi sul terreno riguarderanno pochissime realta’ a mio avviso anche perche’ hanno un costo politico oggi non piu’ sostenibile

Questo scenario è molto probabile: però porta con se il rischio di guerre infinite. Già ora è un pò così. Rischiando di passare per cinico, le guerre si vincono soprattutto quando la tragedia, l'orrore ha superato la soglia di tolleranza umana.

 

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aldofranci

Sto manifesto delirante (e agghiacciante al tempo stesso per la sua pericolosità) a ben vedere è il discorso che faceva il premier canadese, espresso dalla parte interessata: la finzione della democrazia messa finalmente da parte in quanto orpello non più necessario.

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shoegazer_82

bah, sono cose che Karp e Thiel ripetono da (almeno) un lustro, non ho trovato sinceramente nulla di nuovo sotto il sole; in ottica di tecno-guerrafondai c'è anche uno step ulteriore se ne avete voglia: Palmer Luckey di Anduril (ammesso che riusciate a prendere sul serio le cose che dice uno col suo outfit)

 

che Karp (che ha studiato filosofia in Germania, sotto la direzione di Jürgen Habermas) stia da qualche tempo sbagliando le quantità nel microdosaggio direi che è noto, visto anche le sue recenti apparizioni in stato di alterazione, poi nel mucchio dei 22 punti mi pare ci sia un po' di tutto: banalità, provocazioni, mezzi deliri, cose sensate

 

tra le ultime infilerei sicuramente il fatto che l'AI a scopi bellici è a disposizione da tempo di autocrazie (alcuni analisti militari attribuiscono il successo della resistenza dell'Iran proprio ad un uso massivo dell'AI, specie per colpire gli obiettivi nei paesi del golfo), per cui anche chi è periferia dell'impero - come noialtri - dovrà in qualche modo attrezzarsi per non soccombere agli attacchi futuri (mentre il governo di illuminati attuale pare interessato a cambiare i vertici delle società della difesa non sulle capacità di tali manager di attuazione dell'indispensabile transazione tecnologica, ma sulla base del devozionismo partitico, come se fossimo ancora negli anni '70)

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