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Vannacci. La sirena nera


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14 minuti fa, claravox ha scritto:

Provate a scrivere lo stesso libro metterlo sui  classici canali di vendita online e tradizionali e poi contate le copie vendute.

Che Vannacci sia un assoluto fuoriclasse è una persona di un livello estremamente superiore alla media e’ un fatto oggettivo, lo scrivo da sempre.

Non solo nella politica, in generale.

Solo un idiota può definirlo un “imbecille”, esattamente come un idiota può definire “imbecilli” altri fuoriclasse della politica come Renzi la Meloni o Trump, per non parlare di altri personaggi pubblici fuoriclasse assoluti, come  Thiel, Bezos, Steve Jobs, o come il più grande di tutti, il Leonardo Da Vinci del nuovo millennio, Elon Musk.

Non siamo tutti uguali, uno non vale uno, il mediocre si deve rassegnare, ci sono delle persone che qualsiasi cosa gli dai da fare la

fanno molto meglio, che sia il soldato, il medico, il libero professionista, l’operaio o il falegname.

Con buona pace dei mediocri frustrati.

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@claravox

Poi però bisogna anche riconoscere che l’operazione politica che ha portato Vannacci a farsi il partito rossobruno e’ stata propiziata e favorita da Renzi ed e’ ora cavalcata dalla SX che si e’ trovata l’avversario perfetto, l’unica chance di vincere (o meglio, far perdere) le elezioni al CDX moderato e responsabile, a favore di un branco di estremisti esaltati come AvS e 5stelle.

Renzi, un altro indiscusso fuoriclasse.

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30 minuti fa, Roberto M ha scritto:

Come i decreti sicurezza di Salvini, “disapplicati” dalla Apostolico

Ancora con la mania di persecuzione???

Siamo oltre la frutta, vecchio mio. Per questo Vannax vi sta facendo sale e pepe, perché continuate a raccontare la favola di Giorgia nel paese delle meraviglie. Ma le favole hanno un difetto: c'è sempre qualcuno che le racconta meglio.

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«Quel diavolo di Matteo» così nel Pd raccontano le mosse di Renzi «influencer» del generale Vannacci (per sconfiggere la premier)

di Francesco Verderami

 

Il «martellamento» per togliere voti al centrodestra. Delrio: una ne fa e cento ne pensa. E Franceschini scherza: conosco il ragazzo

13 giu 2026

 

Che Vannacci incontrasse Renzi l’ha raccontato Renzi. Da mesi questa storia è il segreto di Pulcinella tra le file del centrosinistra, perché da mesi il leader di Iv se ne vanta soprattutto con i compagni del Pd, ai quali aveva anticipato la sua strategia. Ancora oggi Delrio ricorda divertito «quel diavolo di Matteo» che sosteneva di voler puntare sul generale per sconfiggere la premier. L’idea, a suo modo geniale, partiva da una constatazione numerica: il centrosinistra — precedenti alla mano — può ambire a raggiungere il 45% alle elezioni e dunque per battere il centrodestra deve far scendere le percentuali della coalizione avversaria sotto quella quota.

 

L’uovo di Colombo, insomma. E Vannacci sarebbe stato funzionale a tener dritto l’uovo. Perciò Renzi aveva iniziato a premere sull’allora vicesegretario della Lega, perché mollasse Salvini e si mettesse in proprio. «Vannacci sarà un problema per Meloni», diceva in quel frangente in pubblico. Mentre in privato andava nei dettagli con i dirigenti dem. «Praticamente ci informava passo dopo passo dei suoi rapporti con Vannacci», prosegue Delrio: «Finché ci disse che l’avrebbe visto per convincerlo a rompere una volta per tutte gli indugi».

 

Era tale il flusso di informazioni messe in circolo che alcuni dettagli arrivarono alla stampa. Quando la storia degli incontri si trasformò in pubblica notizia, alla fine di gennaio, Vannacci e Renzi reagirono violentemente: il primo preannunciò querele per diffamazione, il secondo accusò di complicità politica con la premier chi aveva scritto «il falso». «Ma Matteo si diverte anche quando fa mostra di arrabbiarsi», sorride Franceschini: «Conosco il ragazzo, fidatevi. Poi, bisogna vedere fino a che punto si era davvero spinto questo rapporto». Perché l’ex premier — a sentire i democratici che erano a conoscenza della faccenda — sosteneva di aver preparato il piano (politico) di battaglia al generale fin nei dettagli: dal timing all’organizzazione del nuovo soggetto. In pratica tutto.

 

Sta di fatto che tre giorni dopo le rivelazioni sui media, Vannacci lasciò il Carroccio e fondò Futuro nazionale. E Renzi si presentò davanti ai giornalisti raggiante, come avesse fatto tredici al Totocalcio: «Avevo previsto che Vannacci sarebbe stato un problema per Meloni. La sua uscita dalla Lega è un assist al Campo largo».

 

Assist di cui rivendicava di fatto la paternità al cospetto degli alleati, che erano al corrente delle sue mosse. D’altronde sono indiscutibili le capacità manovriere di Renzi nel Palazzo, basti pensare al modo in cui buttò giù il governo giallorosso di Conte potendo contare solo su uno sparuto gruppo di senatori.

 

Anche stavolta, dopo la scissione di Vannacci, si mostrò formidabile quando dovette risolvere un problema di comunicazione: siccome la rottura nella Lega aveva prodotto poco più di una modesta fiammata sugli organi d’informazione, Renzi si trasformò in una sorta di influencer del generale: «Ragazzi — diceva ai giornalisti — mi state sottovalutando il Vannacci».

 

«Matteo una ne fa e cento ne pensa», commenta Delrio ripensandoci. In quei giorni, a ogni dichiarazione o intervista, «Matteo» invece di parlare del centrosinistra accendeva i riflettori su quanto accadeva nel centrodestra. E da quel momento non ha più smesso, avviando una manovra di martellamento: «Vannacci e Giorgia. Giorgia e Vannacci».

 

Così la storia della liaison (politica) tra lo scout e il militare ha preso piede nel Palazzo. Prima era oggetto di chiacchiericcio, poi ha assunto un certo grado di ufficialità. D’altronde era Renzi ad accreditarla: raccontano sia andato a raccontare la relazione (politica) con Vannacci persino agli avversari. Giusto per farli rosicare. Perché l’idea dell’ex premier mette in difficoltà «Giorgia», che è lo scalpo a cui mira il leader di Iv e con il quale vorrebbe accreditarsi nel centrosinistra. Anche se in realtà nel Campo largo temono i suoi doni. E lo tengono costantemente sotto osservazione. Lo si intuisce dalle parole del capogruppo pd al Senato: «Sappiamo delle sue manovre nel centrodestra ma non solo…», dice sibillino Boccia. Dove colpirà in futuro Renzi non si sa. Ma intanto con l’operazione Vannacci di cui si vanta si è guadagnato un’altra mostrina.

 

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Provocazione per provocazione, considerando che si è in presenza di criptofascisti, tornerei alla legge elettorale italiana del 1882 (c.d. "legge Zanardelli"), alla legge elettorale voluta di liberali dell'epoca, con alcune modifiche.

Il voto a chi ha conseguito il diploma di maturità e versa non meno di 15.000 euro di IRPEF, ridotta per i laureati a 10.000 euro e per tutti i contribuenti che versano oltre 25.000 euro di IRPEF.

 

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Roberto Vannacci ha presentato a Roma l’assemblea costituente di Futuro Nazionale, rivendicando posizioni sovraniste e identitarie.

Dal palco dell’Auditorium della Conciliazione ha rilanciato lo slogan “L’Italia agli italiani”, sostenendo che il nuovo movimento sarebbe già accreditato intorno al 5% dei consensi. Sul rapporto con il centrodestra, Vannacci ha dichiarato di essere disponibile a collaborare, ma senza modificare le proprie posizioni: “Chi vuole salire sulla barca lo faccia rispettando le nostre linee rosse”. Ha inoltre criticato l’Unione Europea, definita “allo scatafascio”, e affermato che l’ingresso nell’euro non avrebbe portato benefici all’Italia. Nel corso dell’evento il generale ha attaccato anche parte della stampa, polemizzato con l’assenza dei leader nazionali del centrodestra e letto la preghiera dei paracadutisti francesi, invitando la platea ad alzarsi in piedi. Su Giorgia Meloni ha commentato: “Le risponderò quando mi interpellerà direttamente”. Ansa/FABIO FRUSTACI

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briandinazareth
37 minuti fa, appecundria ha scritto:
1 ora fa, Roberto M ha scritto:

un assoluto fuoriclasse è una persona di un livello estremamente superiore alla media

 

Sei di poche pretese.

 

Non si sbagliano mai nella scelta dei campioni,  ricordo ancora quando era tutto un arrapamento per putin..

 

 

Però vannacci assoluto fuoriclasse è una chicca da ricordare.  

 

Ma vedo molti stregati da vannacci. 

 

Non so se sia solo perché abbiamo finalmente un fascista che non si nasconde,  oppure per quel fascino molto ambiguo della vestaglia, si sa che molti di questi bianchi, etero e antiwoke, hanno questo lato segreto 🤣

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Mussolini “La dottrina del fascismo”

 

Nel 1932 Mussolini curò, insieme con Giovanni Gentile, la voce dell'Enciclopedia italiana che riguardava la dottrina del fascismo, esponendone molto chiaramente alcuni principio fondamentali: l'anti-pacifismo, l'antisocialismo e l'anti-democraticismo.  

 

Quando, nell'ormai lontano marzo del 1919, dalle colonne del Popolo d'Italia io invocai a Milano i superstiti interventisti-intervenuti, che mi avevano seguito fin dalla costituzione dei fasci d'azione rivoluzionaria avvenuta nel gennaio del 1915 - non c'era nessuno specifico piano dottrinale nel mio spirito. [...]

Il fascismo è oggi nettamente individuato non solo come regime, ma come dottrina. Questa parola va interpretata nel senso che oggi il fascismo, esercitando la sua critica su sé stesso e sugli altri, ha un suo proprio inconfondibile punto di vista, di riferimento - e quindi di direzione dinanzi a tutti i problemi che angustiano, nelle cose o nelle intelligenze, i popoli del mondo.

Anzitutto il fascismo, per quanto riguarda, in generale, l'avvenire e lo sviluppo dell'umanità, e a parte ogni considerazione di politica attuale, non crede alla possibilità né all'utilità della pace perpetua. Respinge quindi il pacifismo che nasconde una rinuncia alla lotta e una viltà di fronte al sacrificio. Solo la guerra porta al massimo di tensione tutte le energie umane e imprime un sigillo di nobiltà ai popoli che hanno la virtù di affrontarla. Tutte le altre prove sono dei sostituti, che non pongono mai l'uomo di fronte a se stesso, nell'alternativa della vita e della morte. Una dottrina, quindi, che parte dal postulato pregiudiziale della pace, è estranea al fascismo; così come estranee allo spirito del fascismo, anche se accettate per quel tanto di utilità che possono avere in determinate situazioni politiche, sono tutte le costruzioni internazionalistiche e societarie', le quali, come la storia dimostra, si possono disperdere al vento quando elementi sentimentali, ideali e pratici muovono a tempesta il cuore dei popoli. Questo spirito antipacifista, il fascismo lo trasporta anche nella vita degl'individui. L'orgoglioso motto squadrista «me ne frego», scritto sulle bende di una ferita, è un atto di filosofia non soltanto stoica, è il sunto di una dottrina non soltanto politica: è l'educazione al combattimento, l'accettazione dei rischi che esso comporta; è un nuovo stile di vita italiano. Così il fascismo accetta, ama la vita, ignora e ritiene vile il suicidio; comprende la vita come dovere, elevazione, conquista; la vita che deve essere alta e piena; vissuta per sé, ma soprattutto per gli altri vicini e lontani, presenti e futuri.

La politica «demografica» del regime è la conseguenza di queste premesse. Anche il fascista ama infatti il suo prossimo, ma questo «prossimo» non è per lui un concetto vago e inafferrabile: l'amore per il prossimo non impedisce le necessarie educatrici severità, e ancora meno le differenziazioni e le distanze. Il fascismo respinge gli abbracciamenti universali, e pur vivendo nella comunità dei popoli civili, li guarda vigilante e diffidente negli occhi, li segue nei loro stati d'animo e nella trasformazione dei loro interessi, né si lascia ingannare da apparenze mutevoli e fallaci.

Una siffatta concezione della vita porta il fascismo a essere la negazione recisa di quella dottrina che costituì la base del socialismo cosiddetto scientifico o marxiano: la dottrina del materialismo storico, secondo il quale la storia delle civiltà umane si spiegherebbe soltanto con la lotta d'interessi fra i diversi gruppi sociali e col combattimento dei mezzi e strumenti di produzione. [...]

Dopo il socialismo, il fascismo batte in breccia tutto il complesso delle ideologie democratiche e le respinge, sia nelle loro premesse teoriche, sia nelle loro applicazioni o strumentazioni pratiche. Il fascismo nega che il numero, per il semplice fatto di essere numero, possa dirigere le società umane; nega che questo numero possa governare attraverso una consultazione periodica; afferma la disuguaglianza irrimediabile e feconda e benefica degli uomini che non si possono livellare attraverso un fatto meccanico ed estrinseco com'è il suffragio universale. Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l'illusione di essere sovrano, mentre la vera effettiva sovranità sta in altre forze talora irresponsabili e segrete. La democrazia è un regime senza re, ma con moltissimi re talora più esclusivi, tirannici e rovinosi che un solo re che sia tiranno. Questo spiega perché il fascismo, pur avendo prima del 1922 - per ragioni di contingenza - assunto un atteggiamento di tendenzialità repubblicana, vi rinunciò prima della marcia su Roma, convinto che la questione delle forme politiche di uno stato non è, oggi, preminente e che studiando nel campionario delle monarchie passate e presenti, delle repubbliche passate e presenti, risulta che monarchia e repubblica non sono da giudicare sotto la specie dell'eternità, ma rappresentano forme nelle quali si estrinseca l'evoluzione politica, la storia, la tradizione, la psicologia di un determinato paese. Ora il fascismo supera l'antitesi monarchia-repubblica sulla quale si attardò il democraticismo, caricando la prima di tutte le insufficienze, è apologizzando l'ultima come regime di perfezione. Ora s'è visto che ci sono repubbliche intimamente reazionarie o assolutistiche, e monarchie che accolgono le più ardite esperienze politiche e sociali.

 

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ne hanno tante di ossessioni.

però finora l' unico partito provato per loro stessa ammissione che ha preso soldi da fuori

ovvero da soros è stato + europa. ah, per legge sarebbe pure proibito e allora che hanno fatto

questi cioè soros, facile li ha dati direttamente agli esponenti politici così fatta la legge gabbata

la volpe, o qualcosa del genere.  il resto fino al terzo grado di garlasco è aria fritta.

be' a parte i trolley europei con i petro denari ma li c'entrano i socialardi panzerottiani, vien da se.

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