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Sonus Faber, l'eccellenza del "mini-monitor" dell'era Serblin.


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shastasheen

E comunque io sento/ascolto abitualmente tre coppie di Concertino, due delle quali prima sono passate per casa mia,  in tre situazioni diverse, e gli anni luce proprio non li percepisco, anzi, sarei propenso a pensarla al contrario.

 

Gusti, gusti, gusti.

 

Mario

@motorpsycho le ho avute entrambe, quelle regolabili mooooolto più belle 😉

Quelle fisse non erano un granché, oltretutto per i diffusori dell’epoca (cioè Parva, Electa e Minima) anche un po’ basse. Le regolabili le presi con le Electa Amator 

@motorpsycho

A suo tempo acquistai assieme MA e stands regolabili in legno e pietra. Era stato un salasso notevole, ma volevo che, nel tempo, il colore del legno fosse identico per diffusori e piedistalli. A parte la bellezza incredibile dell’insieme...🥰...le MA devono essere staccate da terra (lo dice la stessa Sonus Faber: tweeter “generosamente” sopra la linea dell’orecchio), altrimenti suonano cupe e gommose. Io avevo regolato lo stand per un’altezza di 75 cm. Anch’io mi sono sempre chiesto il perché di quegli stand “bassi e fissi”...🤔

Renato Bovello

Ragazzi,guardate che questi stand che citate e che ho avuto ( regolabili ) sono stand molto belli ma non sono stand tecnici, soprattutto quello in legno. Per ottenere il massimo delle prestazioni sarebbe opportuno,doveroso per dirla tutta,utilizzare altri tipi di stand . Dico quanto sopra ,a fronte di prove e verifiche effettuate a suo tempo. La differenza e' a prova di sordo. 

Renato Bovello

@prometheus Hai ragione al 100% . Pensa che io ho una coppia di Minima FM2 nella rara versione laccata Steinway e mi ero fatto fare , nel 1989, dalla Sonus Faber anche gli stand in legno laccati neri . Bellissimi ma ... erano un disastro . Peccato 

Sono un fedelissimo Sonus Faber da fine anni '80.

Le ho tutte acquistate e mai rivendute.

Anno 1988 circa ho acquistato un paio di SF Minima , quelle con il Tweeter Dynaudio a 4 viti amplificate con un Sugden A 25 classe B e mi hanno accompagnato con soddisfazione per anni.

Poi ho acquistato un ampli Sugden A25 SE in Classe A e il suono è migliorato  in definizione e in gamma medio alta specie a volumi di ascolto modesti, a volumi alti non è a suo agio, Va meglio il Sugden in casse B.

Poi ho acquistato un secondo impianto, per altra stanza dedicata alla musica, con pre Mc 220 e ampli Mc 252 e SF Guarneri Memento e per raggiungere una buona qualita' di ascolto ho dovuto aspettare tante, ma tante, ore di rodaggio, quando ho capito che piu' le usavo e meglio suonavano, facevo funzionare l'impianto anche quando uscivo di casa, lo lasciavo andare per ore e ore a meta' volume.

Da qui la mia considerazione che un paio di diffusori nuovi spesso li si giudica e li si castiga appena immessi sul mercato perchè ascoltati da nuovi che non hanno ancora incominciato a suonare.

Poi ho acquistato un paio di SF Minima Vintage quelle con il Tweteer a tre viti e le alterno ogni tanto, così per cambiare, alle Minima vecchie.

Considerazioni mie

Le Minima vecchie hanno un suono magico con alti piu' cristallini e basso un po' piu' frenato.

Le Minima Vintage hanno sono piu' complete piu' avvolgenti, sono piu' equilibrate su tutta la gamma, suono favoloso, se ascoltate da subito, se invece ho ascoltato prima le Minima vecchie, sembra manchi un po' la cristallinita' degli alti. 

Le Guarneri Memento acquistate una decina di anni fa , le ascolto solo con il Mc perchè il Sugden A21 SE non ce la fa e dopo un anno di rodaggio hanno maturato un suono molto equilibrato, piacevole, mai stancante, diffusori maturi , oserei dire definitivi specie accompagnati da un Sub Elac  2070 quando ascolto musica Rock a volumi un po' piu' alti.

Altra mia considerazione è che tutte le SF si esprimono meglio dopo che sul fondo della stanza dietro ai diffusori ho intallato una tenda pesante a tutta parete

La stanza è 3.80mt x 8.00 h 2.60.

 

Tutte mie personali opinioni.

1 ora fa, verdino ha scritto:

Le Minima Vintage hanno sono piu' complete piu' avvolgenti, sono piu' equilibrate su tutta la gamma, suono favoloso, se ascoltate da subito, se invece ho ascoltato prima le Minima vecchie, sembra manchi un po' la cristallinita' degli alti. 

 

 

Secondo me, come peraltro hai osservato tu stesso, il nuovo midwoofer delle vintage, più prestazionale del vecchio Seas per estensione e tenuta in potenza, unitamente al condotto reflex maggiorato va a "sporcare" un po' il medio-alto. Le FM2 sono perfette nella loro imperfezione, "equilibrio" timbrico raggiunto a scapito dell'estensione verso il basso. 

 

In SF hanno voluto cercare di migliorare qualcosa di già compiuto, forse anche semplicemente perchè il vecchio wooferino non era più disponibile, con il risultato di alterare, sia pur di poco, la personalità del progetto originario.

 

D'altronde che senso ha cercare di irrobustire le basse frequenze in un diffusore che non è nato con quello scopo?

 

Mario

@shastasheen

In SF hanno voluto cercare di migliorare qualcosa di già compiuto, forse anche semplicemente perchè il vecchio wooferino non era più disponibile, con il risultato di alterare, sia pur di poco, la personalità del progetto originario.

 

 

 

 

Comparando le Minima vecchie alle Minima Vintage, non me la sento di dire quale delle due sia migliore.

Hanno sfumature diverse, in stanza acusticamente non trattata le vecchie si apprezzano per il suono equilibrato ma non scendono molto con le frequenze basse, mentre le Vintage , come dici tu complice il tubo reflex di diametro maggiore ed il midwoferino piu' efficiente, le basse frequenze mettono un po' in ombra gli alti e i medi.

La situazione si ribalta a favore delle Vintage in stanza trattata, dove le risonanze delle basse frequenze vengono smorzate, allora ne esce un suono equilibrato, maturo, completo, molto bello, per nulla affaticante.

In stanza trattata invece le vecchie mostrano di piu' il limite dinamico alle basse frequenze, quindi stanza riflettente vanno meglio le Minima e in stanza trattata assorbente vanno meglio le Vintage.

Rimane sempre pero' quella leggera bellissima cristallinita' delle vecchie, secondo me da attribuire al Tweeter Dynaudio prima serie, quello con le quattro viti.

E comunque tutte le Sonus Faber in mio possesso (Minima , Minima Vintage, Guarneri Memento) risentono tantissimo dell'ambiente e del loro posizionamento, molto di piu' della qualita' dell'amplificatore, si sente anche quella ehh ma in misura meno evidente.

In definitiva mi verrebbe da consigliare ai possessori di Sonus Faber di fare molta attenzione al loro posizionamento e alla stanza che sia adeguata dal punto di vista fonoassorbente , quindi tappeti tende mobili librerie ecc, contribuiscono alla resa finale in modo significativo, oserei dire determinante.

Il mio ingresso in Sonus Faber avviene nel 2001 con le concerto home. In 12 mq erano spettacolari: basso profondissimo senza la gobba del medio-basso, medie un po' avanti e molto informative, alti puliti ed estesi il giusto. Si pilotavano con un soffio ma l'apice l'ho raggiunsi con l'integrato Aura V50 del mio amico. Con questo amplificatore si perdeva un po' di controllo in basso però si creava una magia da brividi.

Cambiando casa volli passare a torri da pavimento e cambiai parrocchia ma conservo un ottimo ricordo di quei bookshielf.

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