Questo è un messaggio popolare. OLIVER10 Inviato 1 Luglio Questo è un messaggio popolare. Inviato 1 Luglio Letto in rete, condivido. di Mario Abenante IL RITORNO ALL’ETÀ DELLA CLAVA (CON IL BIGLIETTO IN PRIMA FILA) Ho visto i video di ragazzine in lacrime ai concerti di Geolier. Piangono, si disperano, si emozionano mentre il loro idolo, sul palco, mima gesti espliciti toccandosi i genitali e urlando barre del tipo "Tengo troppi palle e pe m''e purta' appriess giro cu 'nu bilico / A te nun te crereno, crireme (auh)". E la mia mente è andata immediatamente lì: ai genitori. Quelli che hanno pagato il biglietto, che hanno fatto ore di fila, che erano lì di fianco a quelle figlie. Mi chiedo: ma i testi di questo artista, li avete mai letti? Avete mai provato a capire cosa state somministrando ai vostri figli? O avete semplicemente abdicato al ruolo di educatori per trasformarvi in spettatori passivi, in "cani al guinzaglio" che seguono i desideri della prole pur di non gestire un "no"? Qui non si tratta di fare del moralismo spicciolo sull'artista, che fa il suo mestiere e riempie gli stadi. Il problema drammatico è ciò che la nostra società decide di elevare a modello. Abbiamo sostituito lo studio, la meritocrazia, il sacrificio e la formazione canora con l'esaltazione acritica del ghetto, dello slang borderline, della rabbia delle periferie esibita come un brand da consumare. Nelle scuole facciamo convegni contro il bullismo e il body shaming, e poi permettiamo che l'idolo degli adolescenti canti in 081 frasi come "Pe me guarda' attuorno tengo ll'uocchij 'e Marotta", scimmiottando pubblicamente lo strabismo di un dirigente sportivo. Poi, però, ci meravigliamo se i nostri figli si drogano di cyberbullismo nei corridoi delle scuole medie. Doppia morale, ipocrisia di massa. La dittatura della mediocrità Questo fenomeno non è casuale. Il filosofo e politologo Jean Baudrillard parlava della transizione verso una società del "simulacro", dove l'immagine e l'iperrealtà sostituiscono il valore reale. Ma è soprattutto la sociologia contemporanea a spiegarci questa deriva: l'appiattimento culturale ci spinge a premiare il mediocre. Scegliamo, nello spettacolo come in politica, lo standard più basso perché ci somiglia. Elevare il semianalfabeta a divo non è un riscatto sociale, è una scorciatoia psicologica: se ce la fa lui senza studiare, senza una morale laica condivisa, senza approfondimento, allora non devo sforzarmi nemmeno io. È l'illusione democratica che il talento sia un concetto superato. Un tempo i miti della musica affrontavano le ingiustizie sociali, la guerra, la condizione femminile, la pedofilia. Oggi si celebra il "pacco" sul palco e la furbizia della strada. I genitori moderni hanno smesso di vigilare, di forgiare la formae mentis delle nuove generazioni. Hanno smesso di essere bussole per diventare fan dei propri figli, traghettandoli allegri verso il vuoto pneumatico. E quell'urlo, quell'"AUH!" che rimbomba negli stadi e chiude le canzoni, ne è la perfetta sintesi fonetica. Non è musica, non è arte. È un verso ancestrale, il richiamo dei nostri primati. Il segno evidente che una parte della nostra società, stanca di pensare e di evolversi, ha una voglia spasmodica di abbandonare la civiltà e tornare all'era della clava. Se il futuro è questo, abbiamo un serio problema di evoluzione. O forse, di spaventosa involuzione. #Geolier #concerto #trap #società 7 1
Questo è un messaggio popolare. OLIVER10 Inviato 1 Luglio Autore Questo è un messaggio popolare. Inviato 1 Luglio Lo stesso accade in politica, i modelli sono gente come Vannacci che fa forza sulla miseria ancestrale del popolo che lo vota. 4 1
Velvet Inviato 1 Luglio Inviato 1 Luglio 27 minuti fa, OLIVER10 ha scritto: Piangono, si disperano, si emozionano mentre il loro idolo, sul palco, mima gesti espliciti toccandosi i genitali e urlando barre del tipo Non ti crucciare dai: mia nonna quando vedeva filmati di Mick Jagger sul palco si segnava e mormorava una serie di gesùgiuseppemaria. Se l'avessero portata ad un'esibizione dei Throbbing Gristle probabilmente avrebbe piantato un paletto nel cuore a qualcuno. Per dire, in tempi più recenti Miley Cyrus non faceva e diceva dal palco cose molto diverse dal Geolier (vedi apparato iconografico sottostante) ...Ah ma lei è femmina e sotto sotto a noi ci piace quindi non rappresenta una minaccia per l'integrità delle nostre creature. 2
piergiorgio Inviato 1 Luglio Inviato 1 Luglio 40 minuti fa, OLIVER10 ha scritto: Vannacci Te pareva... 1 1
maverick Inviato 1 Luglio Inviato 1 Luglio 1 ora fa, OLIVER10 ha scritto: sull'artista eeeehhh ? artista de che ? 1 1
gibraltar Inviato 1 Luglio Inviato 1 Luglio Discorsi da boomer in età troppo avanzata anche per i boomer.
Martin Inviato 1 Luglio Inviato 1 Luglio Non sono che gli epifenomeni (!) della rinuncia sociale alla selettività in corso da decenni... 1
Guru Inviato 1 Luglio Inviato 1 Luglio Più che i cantanti che provocano quello che non ho mai capito sono le ragazzine che urlano e si strappano i capelli...
eduardo Inviato 1 Luglio Inviato 1 Luglio 1 ora fa, Velvet ha scritto: Mick Jagger L' esempio non regge. Quella, per quanto all' epoca disturbante, era musica di rottura. Ma era musica, e con contenuti, tanto è vero che è sopravvissuta a varie epoche (al momento, sono sessant'anni e credo che ne passeranno ancora molti altri); Geolier e compagnia ragliante tra un anno se lo saranno scordato tutti. E per fortuna. Ma il punto non è questo. Il problema sono i genitori; semplicemente, e drammaticamente, non c' è più voglia (e capacità) di farlo. 2
Questo è un messaggio popolare. campaz Inviato 1 Luglio Questo è un messaggio popolare. Inviato 1 Luglio Caparezza cantava: “I politici, no no, non sono più quelli di un volta. Le donne, no no no, non sono più quella di una volta. Io, no no no no, non sono più quello di una volta. Solo la retorica è rimasta la stessa!” quanto è facile diventare retorici quando si invecchia, quando le lenti della nostalgia abbelliscono il passato e imbruttiscono il presente… 8
tapeman Inviato 1 Luglio Inviato 1 Luglio 17 minuti fa, eduardo ha scritto: tra un anno se lo saranno scordato tutti. Il rap, nelle sue svariate forme, mi sembra sia sopravvissuto negli ultimi 45 anni. Non è un fenomeno passeggero.
eduardo Inviato 1 Luglio Inviato 1 Luglio 7 minuti fa, campaz ha scritto: quanto è facile diventare retorici quando si invecchia, quando le lenti della nostalgia abbelliscono il passato e imbruttiscono il presente… Retorici ? Ma ti guardi intorno ? Non c' è più nessuno che - semplicemente - pensa con la propria testa, producendo pensieri giusti o sbagliati che siano. Tutti o quasi si appoggiano, per comodità, incapacità, o inerzia, al flusso del "così vanno le cose". Ma allora che pēnis li fate a fare i figli ? I figli vanno cresciuti, giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto. Presenza attenta e costante del genitore, ma mai invadente. Io - e sono bi-padre, non un teorico - non guardo al passato, citato qui da altri, ma guardo al presente, a quella che è la realtà attuale e che non vedo per niente incoraggiante. Se poi però uno decide di continuare a muoversi con le fette di prosciutto sugli occhi, va bene. Ma per lui, non per me. E non sono pessimista di carattere, tutt'altro. 1
senek65 Inviato 1 Luglio Inviato 1 Luglio 1 minuto fa, eduardo ha scritto: Non c' è più nessuno che - semplicemente - pensa con la propria testa, producendo pensieri giusti o sbagliati che siano. Bummmmmm!!!!!! 1
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