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Melius Club

Cercasi vittima surrogata


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best_music
Inviato

Non so se si applichi a questo caso, comunque la legge Gozzini, che peraltro applica il dettato costituzionale, prevede anche la riduzione della pena a 3/4 (9 mesi valgono come 12) quindi non è esattamente "27 anni e te li fai".

best_music
Inviato
Adesso, briandinazareth ha scritto:

Serve a fare

Sai come si dice: "il filo è filo, il piombo è piombo, il muro è storto".

appecundria
Inviato
1 ora fa, best_music ha scritto:

Mi hai attribuito pensieri di "vendetta" (!?!?)

Ci rinuncio.

  • Thanks 1
best_music
Inviato

In cosa consiste il rapporto tra reo e vittima nel percorso di "giustizia riparativa":

:

Cita

(google overview, fonti varie)

Il rapporto tra reo e vittima nella giustizia riparativa consiste in un incontro volontario, sicuro e guidato da un mediatore neutrale.

Questo spazio serve a superare la logica della punizione e a ristabilire il legame spezzato dal reato. Le persone possono così parlare, ascoltarsi e affrontare insieme le conseguenze del danno causato.

:

Le basi del rapporto

:

Volontarietà: L'incontro avviene solo se entrambe le persone danno il proprio consenso libero e consapevole.

:

Ruolo del mediatore: Un professionista terzo e imparziale aiuta il dialogo senza giudicare o prendere decisioni per loro.

:

Spazio protetto: Un luogo riservato in cui esprimere emozioni, paure e bisogni in sicurezza.

:

Obiettivi dell'incontro

:

Ascolto e verità: La vittima può raccontare il proprio dolore e fare domande per capire il perché del reato, mentre il reo può assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

:

Riconoscimento del danno: Permette all'autore del reato di vedere la persona offesa non come un numero, ma nella sua umanità, comprendendo le conseguenze concrete del suo atto.

:

Riparazione: Si cerca un modo per riparare il danno, sia esso materiale o emotivo, guardando al futuro e ricostruendo un equilibrio sociale.

Riuscite ad immaginarvi la scena?

:

"Buongiorno, io ho ammazzato un vecchietto, so che non era suo nonno, che pure è stato ammazzato, sono qui per riparare".

:

Ma veramente non la trovate una situazione surreale, anche se non ne cogliete l'aspetto comico?

Inviato

@best_music può essere visto anche come un tentativo per rendere più consapevole il reo del danno irreparabile che ha arrecato.

Può o potrebbe essere utile anche alle vittime che si sono prestate agli incontri per cercare di affrontare il danno subito.

Ovviamente sono illazioni e, sinceramente, trovo pure io un'attimo surreale la cosa, però magari può pure funzionare..

  • Melius 1
gibraltar
Inviato

Larticolo, al solito, richiede abbonamento...

ferdydurke
Inviato

Mah, penso che ai parenti delle vittime non sia gradito incontrare il malfattore e non ne vedo molto il senso. Ai parenti delle vittime, sicuramente, interesserebbe che il colpevole sconti integralmente sua pena in carcere.

  • Melius 1
gibraltar
Inviato

Ma in sostanza, al di là del fatto che le vittime siano surrogate o meno, in cosa consisterebbe questo percorso di giustizia riparativa? Una serie di incontri tra gli attori in causa?

appecundria
Inviato
1 ora fa, mozarteum ha scritto:

Appe il dubbio dell’opener non e’ campato in aria.

Moz, io non sono il senatore Borghi che spiega il diritto a Mattarella. Questa istituzione esiste e io sono consapevole della mia scarsa qualifica per criticarla, anche se è evidente lo scopo meritorio di voler recuperare il condannato. 

 

Posto che il reo ha preso 27 anni di galera, posto che a quanto si legge crea in carcere risse con cadenza settimanale, posto che l'assassino ha il diritto di essere recuperato anche nell'interesse della società civile, non è possibile legare i tentativi di recuperare il reo al benestare dei parenti della vittima. 
Per non parlare del caso contemplato dall'opener per cui se ai superstiti della vittima il fratello (/ sorella ecc) stava antipatico non si procede.

 

Questo mi pare solare. Vorrebbe dire legare l'azione doverosa dello Stato al capriccio di  terzi. Questa impostazione mi ha ricordato il diritto presso i Longobardi che non avevano il concetto di Stato e ritenevano non espiata la pena in mancanza della vendetta da parte del clan della vittima.

 

Pensiamo un po' se Mattarella per concedere la grazia a Roggero avesse bisogno del benestare di tutti i parenti degli assassinati. È lo stesso principio. 

appecundria
Inviato
19 minuti fa, ferdydurke ha scritto:

Mah, penso che ai parenti delle vittime non sia gradito incontrare il malfattore

Per questo esiste la surroga

briandinazareth
Inviato
23 minuti fa, ferdydurke ha scritto:

Ai parenti delle vittime, sicuramente, interesserebbe che il colpevole sconti integralmente sua pena in carcere.

 

Ci sono invece molti casi dove gli incontri ci sono.  

best_music
Inviato
Adesso, appecundria ha scritto:

Per non parlare del caso contemplato dall'opener per cui se ai superstiti della vittima il fratello (/ sorella ecc) stava antipatico non si procede.

Ho scritto questo?

:

In realtà non ho detto come la penso, in fondo non è importante, ho invece condiviso "come mi sento": certo confuso, certo dubbioso, ma alla fine anche un po' divertito.

Ritengo di avere un certo senso dell' assurdo, mi sarebbe piaciuto vedere questa scena in un film dei Monty Pyton.

best_music
Inviato
3 minuti fa, gibraltar ha scritto:

Una serie di incontri tra gli attori in causa?

Sì, il riassunto di Google è in uno dei miei post.

Lo possiamo immaginare come uno di quegli incontri visti al cinema di terapia di coppia per i coniugi in crisi ma anche per genitore+figlio, incontri in cui uno psicologo ha una veste di moderatore ed interviene con domande tipo " ... e questo come ti fa sentire?".

best_music
Inviato
14 minuti fa, gibraltar ha scritto:

Larticolo, al solito, richiede abbonamento...

E' un fatto di cronaca recente lo puoi sicuramente trovare su altre fonti. Un ragazzo recentemente condannato per omicidio durante una rapina (per non dire del tutto immotivato, visto lo scarso valore dell' oggetto di cui si è appropriato) è stato avviato ad un percorso di riabilitazione che presuppone la presenza dei familiari della vittima che non hanno inteso collaborare. La legge vigente consente di sostituirli con altre vittime - immagino di un reato simile - e così si procederà.




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