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Rosy Bindi for President


Messaggi raccomandati

22 minuti fa, Jack ha scritto:

Infermieri: il flusso più consistente

Stima annuale: circa 6.000 - 7.000 infermieri all'anno lasciano il Paese.

Mete principali: Svizzera, Regno Unito, Germania e Canada.

Quotidiano Sanità+ 1

Determinanti: La motivazione principale è il divario retributivo e contrattuale. In Svizzera o nei Paesi del Nord Europa le retribuzioni di ingresso per un infermiere possono superare di 2-3 volte quelle medie del SSN italiano.

Quotidiano Sanità

Infatti vanno all'estero, non nelle strutture private dove 9 volte su 10 il trattamento e' peggiore che nel pubblico.

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4 minuti fa, senek65 ha scritto:

Probabilmente se la politica non avesse spinto in tal senso, privato, tutti quei soldi avrebbero permesso molto di più al ssn. Se ci sono strutture con l'80% dei ricavi derivanti dalle prestazioni in convenzione, non so come mai potrebbero sopravvivere senza la mammella pubblica. 

Lo sfascio, semmai esista,del ssn non è casuale ma volutamente pilotato per deviare i fondi dal pubblico,  che non ha fini di lucro, al privato. Pilotato dalla politica che avrà certamente ricevuto un corrispettivo in cambio.

 

Il discorso è un cane che si morde la coda. E' vero che molte strutture private (specie quelle piccole) sopravvivono grazie al SSN, ma è anche vero che il SSN sopravvive grazie alle prestazioni che loro forniscono. 
 

La strategia che ha portato all'affossamento del pubblico è stata soprattutto quella di umiliare i medici sia lavorativamente, sia economicamente pagandoli pochissimo e mettendoli sotto il tallone di un direttore amministrativo che risponde solo alla politica e che spesso è un totale incompetente. In ogni caso, come ho già detto, secondo me la partita è già chiusa. Dal SSN chi può se ne va, e chi può scegliere non ci entra. I concorsi vanno tutti deserti e non puoi obbligare i medici a lavorare nel SSN, adesso che la loro laurea e la loro specializzazione è valida in tutta Europa. Questo si poteva fare quando 1) i medici erano tantissimi e in gran parte disoccupati 2) il privato praticamente non esisteva 3) non c'era la possibilità di lavorare all'estero.  

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7 minuti fa, keres ha scritto:

Infatti vanno all'estero, non nelle strutture private dove 9 volte su 10 il trattamento e' peggiore che nel pubblico.

 

La paga del medico "semplice" è effettivamente più bassa nel privato che nel pubblico. Ma nel privato non ci va l'assistente che non riesce a fare carriera nel pubblico, ma il medico molto bravo che nel pubblico prende uno stipendio da fame e viene limitato nella libera professione. Questo arriva al privato dove gli viene fatta fare tutta la libera professione che vuole (ogni visita privata porta un paziente potenziale) alle tariffe che vuole e il un certo numero di interventi convenzionati li fa con il SSN, gli altri a pagamento. Ala fine il compenso è immensamente più alto di quello che c'era nel pubblico. Ovviamente questo stato di cose lascia nel pubblico (a parte gli idealisti: ci sono, ma sono tutti vecchi) solo i meno bravi che comunque non guadagnerebbero nella libera professione. 

 

 

 

1 minuto fa, extermination ha scritto:

Da noi arriveranno flotte di infermieri Indiani

 

Infermieri stranieri sono già arrivati con conseguenze catastrofiche. 

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38 minuti fa, Jack ha scritto:

D. Quanti quelli che passano dal sistema pubblico a quello privato?

R

Il passaggio dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) al settore privato o alla libera professione (i cosiddetti "dimissionari volontari") costituisce l'altra grande direttrice dell'emorragia di personale sanitario, affiancandosi all'emigrazione all'estero.

Nel complesso, si stima che tra i 7.000 e i 10.000 professionisti sanitari (medici e infermieri) lascino ogni anno il sistema pubblico per passare alla sanità privata, alle strutture convenzionate o al lavoro autonomo/libera professione (inclusi i gettonisti).

Disaggregazione per categoria

1. Medici (Specialisti e Dipendenti SSN)

Il fenomeno delle dimissioni anticipate prima del raggiungimento dei requisiti pensionistici ha registrato un'accelerazione post-pandemia.

Volume annuo: circa 3.000 – 4.000 medici specialisti rassegnano le dimissioni dal SSN ogni anno per spostarsi nel privato o avviare l'attività professionale autonoma.

Aree più colpite: Medicina d'emergenza-urgenza (pronto soccorso), anestesia e rianimazione, ortopedia e chirurgia generale.

Doctor33

Destinazioni: Cliniche private accreditate, Sanità integrativa/Poliambulatori, o lavoro a gettone via cooperativa (spesso nelle stesse strutture pubbliche lasciate, ma con orari prescelti e compensi orari superiori).

 

2. Infermieri e Professioni Sanitarie

Volume annuo: circa 4.000 – 6.000 infermieri abbandonano il contratto a tempo indeterminato nella sanità pubblica.

Destinazioni: Una parte consistente migra verso strutture private convenzionate (con ritmi o turnazioni percepite come più sostenibili), la sanità d'azienda o l'assistenza domiciliare/privata in regime di partita IVA. Una quota stimata intorno al 15–20% sceglie invece un cambio di settore professionale.

 

Le cause del travaso pubblico-privato

Le ragioni principali identificate dai sindacati di categoria (Anaao-Assomed per i medici, Nursing Up/Fnopi per gli infermieri) non sono legate solo all'aspetto economico:

Conciliazione vita-lavoro: Il carico di turni festivi, notturni e le ore di straordinario non retribuite o accumulate in banche ore non fruibili.

Doctor33

Burnout e sicurezza: Stress psicofisico e crescente frequenza di aggressioni/contenziosi legali (specialmente nei reparti d'emergenza).

Flessibilità ed equilibrio retributivo: Il settore privato o la libera professione offrono una gestione autonoma degli orari, oltre alla possibilità di negoziare direttamente il compenso netto privo dei vincoli contrattuali bloccati della Pubblica Amministrazione.

@keres tu dici? Parrebbe di no

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3 minuti fa, ferrocsm ha scritto:

Boh! poi io tutto questo sfascio non lo vedo, almeno nella mia regione Emilia-Romagna e per fortuna le (poche) volte in cui mi sono trovato a dover ricorrere a cure sanitarie nel pubblico ho sempre trovato buoni trattamenti e professionalità. 

 

Proprio dalla tua Emilia Romagna ho ricevuto due settimane fa la telefonata della madre disperata di una paziente ventinovenne alla quale era stato rimosso parzialmente un tumore del cervello maligno. Per questa patologia è stato approvato da poco da EMA un farmaco che, in una situazione senza speranza, è molto efficace (si chiama vorasidenib, puoi controllare). Nella prestigtiosa struttura alla quale si era rivolta la ragazza il farmaco non le è stato NEANCHE NOMINATO , in altra struttura (privata) dove l'ho indirizzata, sbigottito per questa omissione, le è stato ovviamente detto che lei era la candidata ideale per questa terapia, ma che purtroppo costa 15000 euro al mese, perché (mentre un tedesco già la può assumere gratuitamente nell'ambito del suo SSN). 

 

L'Emilia-Romagna è organizzata un poco meglio rispetto ad altre regioni dove la sanità è da terzo mondo, ma la sostanza è la stessa. Anzi, sul piano della libera professione e via dicendo sono molto più "sovietici" che altrove, per cui i medici scappano esattamente come nelle altre regioni, anzi di più perché il tessuto sociale è molto ricco e la gente ha molti soldi da spendere. Non a caso uno dei più grandi centri della sanità privata italiana è nato e prospera a Cotignola, accogliendo molti profughi. 

 

 

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20 minuti fa, robem ha scritto:

Proprio dalla tua Emilia Romagna

E cosa vuoi che ti dica? Ho premesso che per fortuna ho fatto poco uso del servizio sanitario per quanto mi riguarda direttamente e le volte in cui ne ho avuto bisogno ho trovato professionalità, non mi metto poi certo a discutere con chi in questo campo vanta molta molta più esperienza di me, ho solo riportato una mia esperienza personale che avrà o no lo stesso diritto di cittadinanza dentro un bar, seppure lounge? Sono anche milite volontario sulle autoambulanze della CRI del mio paesello e neppure lì ho visto tutto questo sfascio che voi riportate esserci in Emilia, quando mi trovo a frequentare pronti soccorso con il paziente sulla barella. Ma torno a ribadire che una volta riportate queste mie umili esperienze di più davvero non posso e sicuramente non so e ti lascio campo libero. 

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tornando al principale oggetto del Thread, la presidenza della Repubblica, oggi altro esemplare intervento di Mattarella.

Tirata d'orecchie, neppure tanto velata, a una certa sinistra compiacente con i gruppi di "facinorosi" (vogliamo chiamarli così?, anche se il termine da usare sarebbe molto diverso), che hanno messo a ferro e fuoco la val di Susa.

E altrettanto forte tirata d'orecchie a chi sta usando il caso Roggero per adeguare le leggi al sentire comune (di qualcuno).

Diversi nostri politici si guardino allo specchio per vedere il colore delle loro orecchie, e teniamoci buono questo Presidente, uno dei pochi baluardi di buonsenso in mezzo ad una valanga di insulsi demagoghi.

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22 minuti fa, senek65 ha scritto:

Sempre in convenzione con il ssn....sempre di li si ciuccia

 

Forse non hai capito che il SSN ha bisogno delle prestazioni dei privati quanto i privati hanno bisogno delle convenzioni dell'SSN. Se la catena si rompesse, il SSN si dissolverebbe, i privati più validi prospererebbero. Comunque chiudiamo il discorso, vi auguro ottima salute in modo che l'efficienza del SSN sia un argomento che non vi riguarda. 

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