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Melius Club

La percezione che abbiamo dell'impianto e dell'ascolto


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Mighty Quinn
9 minuti fa, Erik il Rosso ha scritto:

assai più precisa e soprattutto facile

Non per noi audiofili navigati 

Ste cose ce le inventiamo a priori 

Se fa buio è ancora più facile 

Tipo

So che ciò i cavi nordost quindi senti che dettagli 

Tipo

Se si che ciò i monotriodi senti che suono caldo 

Tanto per fare qualche esempio banale 

Il mio punto è che la vista che ci sia o meno per un audiofilo cambia poco o nulla dei suoi bias 

Anche il solo sapere che c'è il buio ti farà credere che ti stai concentrando di più e quanti dettagli che sento

Il buio non c' entra 

È solo la modalità segugio 

Se stai ascoltando davvero la musica 

Te ne freghi della precisione del palcoscenico 

L' unica cosa che potrebbe funzionare è non sapere cosa suona 

E infatti tutte sti cliché regolarmente si sciolgono come neve al sole in una tiepida giornata di primavera 

 

Premesso che sono uno che Cadeddu definirebbe un pazzo, dal momento che alterno continuamente i componenti dell'impianto (tranne giradischi e lettore CD) per soddisfare la mia curiosità nello scoprire le varie sinergie e apprezzare le caratteristiche peculiari di ognuno di essi, la ricerca punta sempre all' ottenimento di un suono che emozioni per presenza, precisione nella disposizione degli strumenti quindi ricostruzione dell' ambiente, sparizione dei diffusori e impatto fisico, quantunque quest' ultimo non sia indispensabile.

Fatta questa debita premessa, confermo che la soggettività e' ineludibile: avevo in funzione le Apogee Stage, accolgo due amici (audiomani come me: metà audiofili metà melomani). Io e uno di loro apprezziamo oltremodo le voci, per l'altro le stesse hanno evidenti problemi, mah?

Quando per motivi di tempo non ho la possibilità di mettere in temperatura l' impianto principale, mi accomodo in salotto e mi godo la musica senza fare caso a tutti quei parametri di cui sopra.

Certamente il livello di attenzione non può essere lo stesso, ma in fondo e' la musica che comanda, o almeno dovrebbe.

Buoni ascolti 

2 ore fa, Erik il Rosso ha scritto:

cervello per concentrarsi su una singolo elemento di percezione deve poter essere libero e scevro da altri impegni r

 

 

Direi che sono affermazioni di buon senso. Leggere un libro, guardare un film, osservare una scultura è più facile e proficuo nelle giuste condizioni di silenzio e concentrazione, che permettono una riflessione più profonda.

Senza però esagerare, per non arrivare ad approcci di ascolto quasi mistici e tutto sommato un po' patetici.

Erik il Rosso
3 ore fa, Mighty Quinn ha scritto:

infatti tutte sti cliché regolarmente si sciolgono come neve al sole in una tiepida giornata di primavera

Apprezzo molto il tuo stile di esposizione, alla pari con quanto sono in disaccordo sul contenuto. Io non sono certo un audiofilo navigato e tantomeno navigante, in quanto sono decisamente affondato dopo cinquant’anni di hifi direi almeno di buon livello. La concentrazione sull’ascolto della musica, se vuoi veramente valutarne la qualità e caratteristiche fino in fondo, non può che essere totalmente dedicata solo ad essa, ovviamente esclusivamente per un ascolto critico e con critico intendo per apprezzarne le più minute sottigliezze e particolarità. Che poi uno lo faccia anche solo mezz’ora al mese, all’anno o anche solo cinque minuti in tutta la vita, nulla cambia che senza quelle condizioni ideali qualcosa gli potrebbe sfuggire... perciò la deprivazione di altri stimoli per il cervello cambia in positivo il risultato. Se poi qualcuno è così dotato di capacità percettive al di sopra della norma, ben venga per lui e sono felice che riesca a farlo diversa

Ciò non toglie che anch’io la maggior parte degli ascolti li faccio in maniera molto più rilassata, 

Allungando lo schienale della poltrona, appoggiando col poggiatesta senza tener conto della perfetta posizione delle orecchie, ma tant’è molto spesso mi viene da chiudere gli occhi se la musica mi coinvolge. Se non mi coinvolge, faccio qualcos’altro…. oppure la lascio lì sottofondo ma a quel punto non parliamo più di riproduzione degli impianti HIFI, ma di Radio Tivoli e compagnia.

Erik il Rosso
1 ora fa, Jarvis ha scritto:

enza però esagerare, per non arrivare ad approcci di ascolto quasi mistici e tutto sommato un po' patetici.

Ma certamente, se hai la voglia di leggere il mio post immediatamente sopra chiarisco meglio il mio  pensiero, che rapprentava la mia idea dell’ascolto in modalità “ estremamente critica e perfetta” poi ovvio che il 99% delle volte è più rilassato ma, sinceramente, se un brano mi mi piace davvero di conseguenza mi coinvolge anche emotivamente e quindi mi viene naturale spontaneo comunque chiudere gli occhi e mettermi nella posizione migliore per l’ascolto.

mi riferisco naturalmente sempre ad ascolti da solo in ambiente dedicato.

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