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Inviato
21 minuti fa, viale249 ha scritto:

L’ultima volta, la nottata è durata vent’anni…


speriamo almeno di essere ancora vivi per vedere lo spettacolo finale

gibraltar
Inviato

Mah, non fu uno spettacolo edificante.

Comunque di me me ne frego; io mi preoccupo per i miei figli: il mondo con queste destraglie al comando è diventato un luogo insicuro. 

Inviato
11 minuti fa, gibraltar ha scritto:

Mah, non fu uno spettacolo edificante.


questione di punti di vista
posso immaginare che sia stato uno spettacolo liberatorio per chi viveva in quegli anni e ha dovuto subire il regime
è sicuramente la scena più iconica di tutto il fascismo
 

gibraltar
Inviato

Non mi riferivo solo all'episodio di piazzale Loreto, tipoco esempio delle peggiori caratteristiche del nostro popolo, sempre pronto a salire sul carro del vincitore per poi rinnegarlo quando cambia il vento, ma a tutti i vari "regolamenti di conti" che seguirono e, soprattutto, alla normalizzazione di chi il giorno prima indossavacamicia nera, fez e manganello e il giorno dopo,come se nulla fosse, faceva il direttore dell'ufficio postale della Repubblica...

  • Melius 1
Inviato

@gibraltar eeh... c'era il pericolo del comunismo! In Italia non c'era una città che si chiamasse Norimberga e penso nemmeno l' interesse a ripulire l' Italia dai fascisti, rimasti comunque imnumerevoli in posizioni chiave dopo la fine della guerra.

La russa & co.: rinnegate il fascismo! Il male assoluto, la disgrazia e la più grande vergogna del genere umano, partorita dalla mente bacata di quella schifosa, lercia persona che fu benito mussolini e sodali ( un nome su tutti giorgio almirante....stranamente declinabile malamente in certi casi al femminile!)

 

  • Melius 1
Inviato
41 minuti fa, gibraltar ha scritto:

piazzale Loreto, tipoco esempio delle peggiori caratteristiche del nostro popolo, sempre pronto a salire sul carro del vincitore per poi rinnegarlo quando cambia il vento

Non mi accanirei troppo contro gli italiani, quella è la classica fine dei dittatori...

Inviato
54 minuti fa, gibraltar ha scritto:

sempre pronto a salire sul carro del vincitore per poi rinnegarlo quando cambia il vento

L'ex PdR O.L.S. amava raccontare che alla caduta del fasicsmo il comando alleati lo convocò immediatamente. Cercavano magistrati italiani non iscritti al pnf per formare  le corti militari.  Scalfaro raccontava che recandosi al comando di buon mattino, a piedi, ebbe la sensazione che vi fossero delle pietruzze sui marciapiedi. Guardando meglio si accorse che erano distintivi e mostrine del pnf che avevano gettato nottetempo dalle finestre...

  • Melius 1
Gaetanoalberto
Inviato

I miei genitori appartenevano ad una generazione nata e soprattutto cresciuta a fascismo consolidato.

I genitori di mio papà erano di estrazione popolare siciliana, "mastro" di un nobile il nonno, sarta la nonna.
La sorella di papà laureata in lettere durante la guerra, mio padre spedito in Russia mentre avrebbe dovuto finire il liceo.

Mio nonno materno sottufficiale di finanza, la nonna croata di Lastovo se n'era innamorata ( gli 8 fratelli costretti a lasciare la Jugoslavia per timore di rappresaglie, anche a causa di questa "fuitina" italiana).

Entrambi i nonni avevano fatto la prima guerra.
Perché racconto queste cose?

I giovani che poi hanno partecipato alla costruzione della Repubblica, non avevano visto altro che il fascismo.

Non tutti gli altri furono camicie nere.

Franza o Spagna purché se magna non credo nasca adesso, e neppure che sia una dote esclusivamente italica.

Ricchezze e carriere si costruiscono e mantengono galleggiando sul potere.

Comunque i miei, tutti, parlavano poco.
Ricordo il sorriso sarcastico e qualche espressione significativa di papà di fronte alla nuova classe dirigente "antifascista".

  • Melius 1
Gaetanoalberto
Inviato
2 ore fa, senek65 ha scritto:

Sono cose che non si possono dimenticare e perdonare.

Certo. Ma le colpe sono personali. 
I siciliani, ad esempio, potrebbero ringraziare il settentrione anche per il fascismo, e conseguentemente  mio padre per aver fatto la guerra, e i fratelli della nonna per l'esilio.

Dove inizia e dove finisce il principio di causa effetto?

E quando?

E quali sono le possibili generalizzazioni?

La miseria poi non era cosa rara.

Il giudizio sul fascismo storicamente deve essere negativo, ma come lo traduciamo in relazioni individuali ?

Gli inglesi che hanno sofferto, giudicando il fascismo, hanno diritto di giudicare tutti gli italiani del tempo?

Come sapere effettivamente chi e cosa ha fatto, fuori da un processo?

Inviato
25 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Ma le colpe sono personali. 

Colpe che molti non hanno mai espiate, anzi.

 

26 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

miseria poi non era cosa rara.

Lasciamo stare.

Inviato

Mio padre, tendenzialmente anarchico (ma non lo sapeva) che non aveva studiato ed era nato in una famiglia antifascista perché devota  alla Libertà ancor prima che alle analisi politiche, che non erano in grado di fare, sul fascismo mi ammoniva sempre: "Ricordati che essere fascista era facilissimo, nessuno ti imponeva di saltare nel cerchio di fuoco, anzi..." 

Lo faceva quando io, allora giovane militante del PCI, mi lanciavo in discorsi di "mancata pulizia" e di come si sia potuto perdere l'occasione per farla. 

Ci ho messo un po' a capire quel che voleva dirmi.

Inviato
3 minuti fa, Martin ha scritto:

era facilissimo

E comdo.

Gaetanoalberto
Inviato

Veramente, è stato scomodo non esserlo.

La questione è che, sempre dalle stesse parti in cui è nato, a sentire, è veramente molto difficile trovare un fascista. Eppure gli anti, quelli veri, li mandavano al confino o li facevano fuori.

Deve essere stato un sentiment inespresso durante, e venuto fuori con prepotenza dopo.
Una domanda possibile è se il silenzio sia complicità, e come abbiano potuto sopravvivere così tanti avversari.
Bisogna basarsi sulla fiducia.

 




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