wow Inviato 14 ore fa Inviato 14 ore fa 1 ora fa, nullo ha scritto: Catena di montaggio fordiana? Non ti pare di prenderla, ancora una volta, dalla parte sbagliata? La Ai, ad esempio, aumenterà la velocità del giro dei cacciaviti seonco te? stiamo parlando di Progetto Manhattan, di consorzi per la creazione di modelli AI, di aziende come AMD, Microsoft, Oracle, Anthropic, Nvidia, IBM, AWS e OpenAI e del nostro gap tecnologico e produttivo e tu mi parli di cacciavite !!!???? Forse sei tu che la prendi, ancora una volta, dalla parte sbagliata. 1
wow Inviato 14 ore fa Inviato 14 ore fa dove è avvenuta la costosissima transizione green che ci costringe ad essere ancora dipendenti dell'estero? Mi sono perso qualcosa?
nullo Inviato 14 ore fa Autore Inviato 14 ore fa 3 ore fa, wow ha scritto: 13 ore fa, nullo ha scritto: In un thread del genere, ragionare di produttività oraria significa essere rimasti alla catena di montaggio di fordiana memoria Tu hai tirato fuori Ford. La produttività del singolo non si misura da anni solo sul giro di chiavi sui bulloni e cacciaviti sulle viti. L'impatto della Ai aumenterà la produttività, cosi come ha fatto l'automazione e qualsiasi ottimizzazione dei processi, che migliorerà ulteriormente grazie alla Ai.
wow Inviato 13 ore fa Inviato 13 ore fa 8 minuti fa, nullo ha scritto: Tu hai tirato fuori Ford. La produttività del singolo non si misura da anni solo sul giro di chiavi sui bulloni e cacciaviti sulle viti. L'impatto della Ai aumenterà la produttività, cosi come ha fatto l'automazione e qualsiasi ottimizzazione dei processi, che migliorerà ulteriormente grazie alla Ai. quindi, la bassa produttività europea è una conseguenza del gap tecnologico non la causa come sembrava avessi scritto. La chiusura di questo gap forse dipende dalla possibilità di investire, di trattenere teste e di avere costi energetici abbastanza bassi. Come fai notare, noi ci balocchiamo con le caldaie e con il dressing della Meloni, ma chi deve prendere decisioni, fare riforme, programmare, investire, trattenere teste e creare know how si balocca con i rave, i negri da deportare e i burqa negli asili. Il modo in cui è stato dilapidato il PNRR urla vendetta.
Gaetanoalberto Inviato 13 ore fa Inviato 13 ore fa Tanto per chiacchierare: ma negli Usa questa innovazione viene dal pubblico o dal privato?
nullo Inviato 13 ore fa Autore Inviato 13 ore fa 12 minuti fa, wow ha scritto: Come fai notare, noi ci balocchiamo con le caldaie e con il dressing della Meloni, ma chi deve prendere decisioni, fare riforme, programmare, investire, trattenere teste e creare know how si balocca con i rave, i negri da deportare e i burqa negli asili. Il modo in cui è stato dilapidato il PNRR urla vendetta Carissimo, tu in Italia non hai spazio per fare alcunché di comparabile, ma neanche molto molto meno. Mister Draghi ricordi a chi parlasse, di cosa parlasse e di quanti dindi parlasse per cercare di raddrizzare la baracca europea? Si? Ecco, dopo la Ford, hai messo nel mirino un bersaglio impotente. La mole di investimenti necessari, le forze in campo, le sinergie necessarie per averne i mezzi tecnici, attraversano tutta la Ue, senza che nessuno dei grandi decisori abbia deciso di fare alcunché di compatibile con la bisogna. Perché?... semplice.... Perché sono nazionalisti e non mollano di un pelo. Loro.... non quei quattro testiculi che sbraitano dalla opposizione.
wow Inviato 13 ore fa Inviato 13 ore fa O perché devono sembrare più sovranisti e nazionalisti delle opposizioni, i quattro testiculi presumo, che (come da molti auspicato) stanno prendendo il potere?
nullo Inviato 13 ore fa Autore Inviato 13 ore fa 1 minuto fa, wow ha scritto: O perché devono sembrare più sovranisti e nazionalisti delle opposizioni che (come da molti auspicato) stanno prendendo il potere? Sono così da sempre lo vedi nelle politiche del passato in maniera chiara e tangibile. Gli altri sono arrivati ben dopo, per motivi altrettanto chiari e tangibili.
widemediaphotography Inviato 12 ore fa Inviato 12 ore fa I costi della transizione ecologica sono soprattutto quelli indiretti. Basta guardare all’automotive europeo, settore trainante sacrificato sulla base di una ideologia green fittizia o alla raffinazione progressivamente spostata fuori dall’UE, aumentando la nostra dipendenza dall’estero ( motivo per cui il disel costa ora piu della benzina) D’altronde, se si è convinti che il costo per ogni italiano del conflitto ucraino sia di soli 70 euro, ignorandone tutti i costi indiretti, credo rimangano pochi margini di confronto.
wow Inviato 8 ore fa Inviato 8 ore fa Di ideologico vedo solo il pervicace rifiuto di capire che le nostre economie non possono essere basate esclusivamente sull'uso perenne di idrocarburi, con i conseguenti costi ambientali, per la salute pubblica e di vassallaggio nei confronti di potenze straniere. Ci è stato tutto il tempo necessario per iniziare a provvedere a quella che viene banalizzata e stignatizzata come svolta green, ma che è non solo una futura incombenza alla quale non ci si può sottrarre se non si vuole finire bolliti, ma una immensa possibilità di sviluppo oltre che di abbattimento di tutta una serie di costi. Purtroppo la mentalità corrente è quella della casa sbranata per la sostituzione di una vecchia caldaia a carbone con una pompa di calore. 1
nullo Inviato 4 ore fa Autore Inviato 4 ore fa 3 ore fa, Coltr@ne ha scritto: Cinesi l'han capito e ci guadagnano pure
Coltr@ne Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa Il concetto di "economia della vita buona" in Aristotele (ripreso e attualizzato anche nel dibattito contemporaneo, ad esempio dal filosofo ed economista Stefano Zamagni) rappresenta uno dei contributi più potenti e attuali per ripensare il senso dell'attività economica. Per il filosofo greco (specialmente tra i libri della Politica e dell'Etica Nicomachea), l'economia non è una scienza autonoma orientata al profitto illimitato, ma una branca della politica e dell'etica, il cui fine supremo è la felicità (eudaimonia) e la realizzazione della "vita buona" (eu zen) per l'individuo e per la comunità. 1. Il cuore della visione aristotelica * Il fine ultimo è la felicità: Tutte le azioni umane, incluse quelle economiche, tendono a un fine. Il bene supremo non è la ricchezza, poiché quest'ultima ha un valore puramente strumentale: serve cioè a procurarsi qualcos'altro. La ricchezza è un mezzo, non il fine della vita. * L'economia come "Oikonomikè": La vera economia (da oikos, casa/famiglia, e nomos, legge/regola) è l'arte dell'amministrazione domestica. Il suo scopo è l'acquisizione e la gestione dei beni necessari e utili alla vita buona della famiglia e della comunità. Ha un limite naturale (peras): ed è la "misura" di ciò che basta per vivere bene. 2. La grande distinzione: Economia vs Crematistica Il contributo più rivoluzionario di Aristotele nella Politica (Libro I) è la distinzione tra due forme di acquisizione della ricchezza: | Forma | Natura | Obiettivo | Limite | |---|---|---|---| | Economia (Oikonomikè) | Naturale e legittima | Ottenere i beni materiali necessari per la sussistenza e la vita buona. | Ha un limite preciso: si ferma quando i bisogni della vita buona sono soddisfatti. | | Crematistica innaturale (Chrematistikè) | Artificiale e orientata al profitto | L'accumulazione del denaro per il denaro stesso (la logica del profitto finanziario puro). | È illimitata ed infinita: non conoscendo un fine esterno, genera un desiderio insaziabile di ricchezza. | Aristotele non condanna la ricchezza in quanto tale, ma la sregolatezza della crematistica finanziaria quando si slega dai bisogni umani reali. Quando il denaro diventa fine a se stesso, l'essere umano perde la bussola della saggezza (phronesis) e subordina la propria esistenza all'accumulazione, smettendo di vivere per il "bene" e riducendosi a vivere solo per il "guadagno". 3. I pilastri dell'economia della vita buona * Il principio del limite: Una vita buona richiede risorse materiali (senza beni essenziali non si può agire virtuosamente), ma queste risorse devono essere misurate. Oltre una certa soglia, l'eccesso di ricchezza non aggiunge nulla alla felicità e diventa anzi un fattore di corruzione morale e sociale. * La subordinazione al bene comune: L'economia non può essere autoreferenziale o basarsi sull'idea che il mercato si autoregoli a prescindere dai valori etici. Essa deve servire la fioritura umana (flourishing), permettendo ai cittadini di avere il tempo e le condizioni per dedicarsi alla vita civile, alle relazioni, alla virtù e alla conoscenza. * Il ruolo della giustizia nello scambio: Nell'economia della vita buona, i rapporti di scambio e il commercio devono fondarsi sulla giustizia commutativa e sulla reciprocità proporzionale, affinché nessuno prevalga sull'altro e lo scambio avvantaggi realmente entrambe le parti della comunità. L'attualità del pensiero aristotelico Oggi riscoprire "l'economia della vita buona" secondo Aristotele significa mettere in discussione il paradigma della crescita economica infinita (il PIL come unico indicatore di progresso) per domandarsi, sulla scia di quanto argomentato anche in chiave moderna: in che modo l'economia può tornare a essere uno strumento al servizio della qualità della vita umana, della coesione sociale e della felicità pubblica? Vorresti approfondire un aspetto particolare di questa visione, come il confronto con le teorie economiche moderne o il concetto di virtù ap plicato al lavoro?
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