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Prospettive francesi e ripercussioni sulla intera UE


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appecundria
Inviato
14 minuti fa, grisulea ha scritto:

Sono necessari? Non basta aprire gli occhi? Mi pare di aver capito che saresti tu il controllore. 


non controllo niente, mi fanno compassione gli anziani un po' svagati che vedono fantasmi anche prima di pranzo. Anche tu prima di pranzo vedi fantasmi?

 

appecundria
Inviato
45 minuti fa, nullo ha scritto:

54 miliardi di tagli per arrivare al 5% di deficit 

notevole ma sfortunatamente ho i problemi miei da badare. Sul serio.

Inviato
2 minuti fa, appecundria ha scritto:

 

Tu pure prima di pranzo vedi fantasmi?

Dipende dalla fame.

  • Haha 1
mozarteum
Inviato

Mah, io vedo -fra i miei fantasmi- magnifiche sorche e progressiste venirmi incontro

extermination
Inviato

Per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole un albero, per fare un albero …

grisulea
Inviato
36 minuti fa, appecundria ha scritto:

non controllo niente

Mi scuso, ho capito male. 

38 minuti fa, appecundria ha scritto:

Anche tu prima di pranzo vedi fantasmi?

 

Era dopo. 

Gaetanoalberto
Inviato

Quindi?

Inviato

 

In pensione a 62 anni, meno imposte, deficit sotto il 3%: Marine Le Pen presenta il suo «contro-budget». Gli esperti sono critici, ma lei resta favorita nei sondaggi

di Stefano Montefiori

 

Lo stato delle finanze pubbliche è sempre più preoccupante e Marine Le Pen cerca di rafforzare la sua credibilità con un piano economico fatto che consta di 125 misure. Scettica la confindustria francese: «Le cifre sono poco più che un pio desiderio e ci sono molte approssimazioni, soprattutto sulle pensioni»

 

Dal nostro corrispondente

PARIGI - Mentre le piazze di Francia sono teatro della protesta degli studenti, tra distruzioni dei casseur e repressione della polizia, lo stato delle finanze pubbliche è sempre più preoccupante e Marine Le Pen cerca di rafforzare la sua credibilità come portatrice di ordine: da un lato invoca la ripresa delle lezioni a scuola, dall’altro presenta il suo “contro-budget”, l’insieme delle misure che lei prenderebbe qualora venisse eletta presidente della Repubblica in primavera. L'unico modo, secondo lei, «per restituire alla Francia un minimo di credibilità nella zona euro».

 

«Se i francesi non scelgono una rottura politica, il Paese corre verso il fallimento», ha detto Le Pen presentando il suo piano accanto a Jordan Bardella, confermato aspirante primo ministro nonostante il caso dei messaggi antisemiti che, secondo l’inchiesta di Mediapart, avrebbe scritto quando era un militante 17enne.

 

«La situazione che ci lasceranno in eredità Emmanuel Macron, Édouard Philippe e Gabriel Attal è drammatica. Hanno indebolito il nostro Paese a tal punto che la Francia è ormai al centro delle preoccupazioni degli investitori internazionali», ha detto Le Pen. «Considerato l’aumento dei tassi e il bilancio insufficiente proposto da Sébastien Lecornu e Macron, vi annuncio fin da ora che lavoreremo per fare 140 miliardi di euro di risparmi nel 2032 rispetto al 2026», ha aggiunto, auspicando al contempo «di non essere costretta ad aumentare ulteriormente tale soglia qualora dovesse verificarsi un altro peggioramento della situazione prima del 2 maggio», data del secondo turno delle elezioni presidenziali.

 

Il Rassemblement national promette anche di ridurre le tasse «di almeno 30 miliardi di euro netti», in particolare attraverso una riduzione delle imposte sulla produzione (meno 20 miliardi) e «la riduzione delle imposte burocratiche» con la fine del «millefoglie amministrativo» che moltiplica gli oneri.

 

La favorita per l’Eliseo vuole anche organizzare un referendum per inscrivere nella Costituzione francese una “regola d’oro” e riportare progressivamente il debito della Francia al 60% del Pil (oggi è al 119,1%, terzo Paese della Ue dopo Grecia e Italia), e arrivare nel 2030 a un deficit pubblico inferiore al 3% (oggi è al 5,4%). Ma intanto Le Pen punta a rimettere in ordine i conti pubblici per arrivare entro il 2028 a un’eccedenza primaria, cioè un budget dello Stato in attivo se non si considera il rimborso dei debiti già contratti.

 

Affiancata anche da Jean-Philippe Tanguy, responsabile economico e astro nascente del partito (secondo alcuni Tanguy potrebbe prendere il posto di Bardella se la situazione di quest’ultimo dovesse rivelarsi insostenibile), Le Pen si è proposta come una forza rassicurante, una candidata capace di interpretare la voglia di cambiamento dei francesi e allo stesso tempo di evitare loro un salto nel buio, rivolgendosi agli ambienti economici e sperando nella loro approvazione.

 

Missione compiuta solo in parte, perché il contro-budget presentato dal RN è stato accolto da molte critiche e accuse di essere totalmente irrealizzabile. Lo dicono, e questo non sorprende, innanzitutto gli avversari politici: «Madame Le Pen, per sedurre gli elettori lei promette miliardi, e per risparmiare si inventa di tutto. Ma la realtà alla fine ha sempre la meglio. Quello che propone non regge. E si vede», ha detto l’ex premier Edouard Philippe e possibile sfidante di Le Pen al ballottaggio del 2 maggio.

 

Ma anche gli ambienti economici, che erano i primi destinatari del piano, sono perplessi. «Le cifre sono poco più che un pio desiderio – dice Patrick Martin, capo del Medef, la confindustria francese -. E vedo molte approssimazioni, soprattutto sulle pensioni: lavorare di più è la chiave di volta per il risanamento del Paese». Il Rassemblement national invece vuole riportare l’età pensionabile a 62 anni, o addirittura a 60.

 

Il think tank Institut de l’Entreprise, vicino agli imprenditori, ha esaminato a fondo il piano Le Pen, con queste conclusioni: «Abbiamo controllato le 125 misure proposte una a una, e le cifre non tengono: dei 140 miliardi di risparmi promessi, dopo il nostro esame ne restano solo 7,5». Ma il Rassemblement national sembra confidare nella capacità di convincere gli elettori, che secondo i sondaggi continuano a premiare la candidatura di Marine Le Pen, stabile in testa con circa il 35% delle intenzioni di voto, quasi il doppio degli inseguitori più forti, Edouard Philippe e Jean-Luc Mélenchon.

 

Inviato

@Savgal

Insomma, al di là del fatto che la Le Pen non combinerà nulla, cosa che sappiamo tutti, perché in quel quadro sociale e politico non si può fare nulla....

In Francia c'è una preoccupante crisi che sta erodendo le basi della stato come un fenomeno carsico...

O vediamo I fantasmi come dice @appecundria

extermination
Inviato
23 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Quindi?

Ci stanno dicendo, senza troppi giri di parole, che non è possibile innovare e crescere senza svendere diritti fondamentali.

Ci stanno dicendo che L’Europa la sua anima sociale l'ha già venduta al diavolo da un pezzo- accettando tagli precarietà senza ottenere né crescita economica né il peso geopolitico. 
Ci stanno dicendo che abbiamo perso due volte e che continueremo e perdere senza soluzione di continuità.
Ci stanno dicendo “la fine dell’Europa” 

 

  • Melius 1
mozarteum
Inviato

Evabbe’ mica il mondo finisce.

ci troviamo in questa situazione critica all’interno dell’Europa, sembra che ne siamo invece fuori e l’unico modo per uscirne e’ entrare in Europa, non so se  mi sono capito

Gaetanoalberto
Inviato
31 minuti fa, Savgal ha scritto:

riduzione delle imposte sulla produzione (meno 20 miliardi) e «la riduzione delle imposte burocratiche» con la fine del «millefoglie amministrativo» che moltiplica gli oneri.

Mih, toglierà le accise e taglierà la burocrazia!

Manca il blocco navale.

 

21 minuti fa, extermination ha scritto:

Ci stanno dicendo

... che ce lo avevano detto...

 

Allora: la Franza sta male, la Germania anca, non resta che diventare la 51ma stella.

Inviato
4 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Mih, toglierà le accise e taglierà la burocrazia!

Manca il blocco navale.

 

... che ce lo avevano detto...

 

Allora: la Franza sta male, la Germania anca, non resta che diventare la 51ma stella.

Una prima osservazione va fatta, ci si dichiara di destra, ma i programmi sulla spesa pubblica paiono scritti da "comunisti".

Ma sono "comunisti" molto particolari, quando si passa ad individuare le fonti con cui finanziare la nuova spesa pubblica tornano ad essere di destra, contrari a nuove tassazioni, a patrimoniali, alle tasse di successione. L'aspetto curiosamente contraddittorio è che questa contrarietà provenga da categorie a basso reddito (non come te che rientri nel 2% degli italiani con il maggior reddito) e nel migliore dei casi avente come proprietà la sola casa di abitazione.

Avvengono fenomeni che è difficile comprendere. Negli Stati Uniti le contee dove Trump ha riscosso più voti corrispondono alle stesse contee con i più alti tassi di mortalità tra i bianchi per overdose, suicidio, dove più alta è la prescrizione di farmaci oppioidi o altri indizi del dissolvimento del senso di appartenenza alla comunità. Eppure è chiaro che le politiche di Trump danneggiano proprio costoro.

  • Melius 1
Gaetanoalberto
Inviato
37 minuti fa, Savgal ha scritto:

Negli Stati Uniti le contee

Mia figlia sta scrivendo la tesi della magistrale di interpretariato sulle campagne elettorali in corso negli USA, concentrata su alcuni stati chiave, tra cui la roccaforte repubblicana del Texas.

Mi dice che ci sono interessanti sviluppi potenziali.




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