Questo è un messaggio popolare. appecundria Inviato 7 ore fa Questo è un messaggio popolare. Inviato 7 ore fa “Ricordo ancora la domanda che fece il professore di filosofia il primo giorno di liceo: A che serve studiare? Chi sa rispondere? Qualcuno osò rispostine educate: a crescer bene, a diventare brave persone… Niente, scuoteva la testa. Finché disse: Ad evadere dal carcere. Ci guardammo stupiti. L’ignoranza è un carcere. Perché là dentro non capisci e non sai che fare. In questi cinque anni dobbiamo organizzare la più grande evasione del secolo. Non sarà facile, vi vogliono stupidi, ma se scavalcate il muro dell’ignoranza poi capirete senza dover chiedere aiuto. E sarà difficile ingannarvi. Chi ci sta? Mi è tornato in mente quell’episodio indelebile, leggendo che solo un ragazzo su venti capisce un testo. E penso agli altri diciannove, che faticano ad evadere e rischiano l’ergastolo dell’ignoranza. Uno Stato democratico deve salvarli perché è giusto. E perché il rischio poi è immenso: le menti deboli chiedono l’uomo forte.” Corrado Augias, La Repubblica, 6 dicembre 2019 15 5
fastdoc Inviato 5 ore fa Inviato 5 ore fa Parole da incorniciare, ma soprattutto da mettere in pratica, e anche la scuola fra un taglio e l'altro non é messa bene bene
mozarteum Inviato 5 ore fa Inviato 5 ore fa Anche le menti forti possono chiedere l’uomo forte se le menti deboli rompono le palle
mom Inviato 3 ore fa Inviato 3 ore fa A scuola dalle suore,a turno, ogni giorno, una di noi doveva scrivere alla lavagna: "Nulla dies sine linea". . Riporto da Avvenire: "Caro direttore, «nulla dies sine linea» è un’espressione che Plinio il Vecchio nella sua “Storia Natura-le”, ha attribuito al pittore greco Apelle, il quale non trascorreva mai la giornata senza tracciare almeno una linea. Ma è solamente nella raccolta “Adagia”, a opera dell’umanista Polidoro Virgilio, che la frase viene espressamente riportata, fino a diventare proverbiale. Numerosi scrittori l’hanno ripresa, applicandola alla scrittura. Émile Zola fece intagliare l’espressione nella trave orizzontale del camino del suo bureau. Jean-Paul Sartre nel suo testo “Les mots” dice: «Io scrivo sempre. Che potrei fare altrimenti? “Nulla dies sine linea”. È la mia abitudine e, dopo tutto, è il mestiere». L’esposizione inaugurale del Centro Paul Klee nel 2005 a Berna portava questo titolo in tedesco: «Kein Tag ohne Linie» . La formula era stata adottata dallo stesso Paul Klee in riferimento alla sua intensa attività di artista. In definitiva la frase allude alla necessità dell’esercizio quotidiano, senza il quale nessun traguardo può essere conseguito con successo. Lorenzo Cortesi" https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/nulla-dies-sine-linea-e-nella-giusta-direzione_26762 2
senek65 Inviato 3 ore fa Inviato 3 ore fa 1 ora fa, mozarteum ha scritto: menti forti possono chiedere l’uomo Io chiederei l'Uovo forte....il Vov.
kauko Inviato 3 ore fa Inviato 3 ore fa 8 minuti fa, mom ha scritto: A scuola dalle suore,a turno, ogni giorno, una di noi doveva scrivere alla lavagna: "Nulla dies sine linea". . Riporto da Avvenire: "Caro direttore, «nulla dies sine linea» è un’espressione che Plinio il Vecchio nella sua “Storia Natura-le”, ha attribuito al pittore greco Apelle, il quale non trascorreva mai la giornata senza tracciare almeno una linea. Ma è solamente nella raccolta “Adagia”, a opera dell’umanista Polidoro Virgilio, che la frase viene espressamente riportata, fino a diventare proverbiale. Numerosi scrittori l’hanno ripresa, applicandola alla scrittura. Émile Zola fece intagliare l’espressione nella trave orizzontale del camino del suo bureau. Jean-Paul Sartre nel suo testo “Les mots” dice: «Io scrivo sempre. Che potrei fare altrimenti? “Nulla dies sine linea”. È la mia abitudine e, dopo tutto, è il mestiere». L’esposizione inaugurale del Centro Paul Klee nel 2005 a Berna portava questo titolo in tedesco: «Kein Tag ohne Linie» . La formula era stata adottata dallo stesso Paul Klee in riferimento alla sua intensa attività di artista. In definitiva la frase allude alla necessità dell’esercizio quotidiano, senza il quale nessun traguardo può essere conseguito con successo. Lorenzo Cortesi" https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/nulla-dies-sine-linea-e-nella-giusta-direzione_26762 ci sono degli studi che smentiscono il valore del talento arrivando alla conclusione che il talento in realtà è spesso un risultato di passione e costanza di esercizio. per tornare al 3d, evadere, quale che sia la prigione, è una faticaccia che siamo biologicamente predisposti per risparmiare energia. Diciamo che psicologia e biologia sono a favore dell'entropia, basta per es leggere Khaneman.
ascoltoebasta Inviato 3 ore fa Inviato 3 ore fa 1 minuto fa, kauko ha scritto: «nulla dies sine linea» è un’espressione che Plinio il Vecchio Altra espressione usata sovente e inspiegabilmente meno nota,di Plinio il Vecchio,era: "Vecchio sarai tu!" 1
senek65 Inviato 3 ore fa Inviato 3 ore fa 2 minuti fa, kauko ha scritto: smentiscono il valore del talento arrivando alla conclusione che il talento in realtà è spesso un risultato di passione e costanza di esercizio. Dipende da molti fattori e dall'ambito a cui si riferisce.
UpTo11 Inviato 3 ore fa Inviato 3 ore fa E "Nulla dies sine copula" l'ha mica detto qualcuno? Chiedo per un amico. 2
MaurilioMc Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa Il problema è che il potere non ama chi è in grado di evadere dal carcere. Non è un problema di un singolo partito e di un determinato colore politico o di una nazione in particolare. Il potere ha bisogno dell'ignoranza e prospera e si espande proprio attraverso l'imposizione sistematica dell'ignoranza della superstizione e dell'interpretazione traviata c'è strumentalizzata delle credenze religiose verso le masse ed i popoli sottoposti. La cultura deve rimanere territorio delle elites economiche che si trasformano così anche in elites intellettuali garantendo il passaggio del potere da una generazione all'altra di pochi eletti sempre facenti parte della stessa casta che detiene "monarchicamente" il potere. L'istruzione normalmente riservata alle masse popolari sia che sia pubblica, privata o confessionale, e' strutturata, appositamente, per fornire il livello di istruzione minimo necessario e sufficiente a garantire il controllo e la gestione culturale delle masse popolari stesse. Non si può insegnare più di tanto a rilevanti quantità della popolazione.Il rischio e'quello di destabilizzare il potere stesso che potrebbe passare in mano a soggetti diversi da quelli già stabiliti. L'unica possibilità certa di apprendere le migliori "tecniche di evasione" dal carcere dell'ignoranza, deve quindi far leva unicamente sulla volontà e determinazione di ogni singolo individuo che sia interessato e determinato ad intraprendere questo cammino verso la conoscenza intesa come tale, e questo, in qualunque ambito di ricerca.Cercare di elevare e superare i propri limiti conoscitivi non solo ci aiuta a relazionarci meglio con la realtà che ci circonda ma, anche, ad ottenere una migliore conoscenza di noi stessi. Potrebbe essere proprio questa la migliore e più ricca eredità da lasciare ai nostri figli e nipoti." Virtute e Canoscenza".
P.Bateman Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa @MaurilioMcMagari andare a capo ogni tanto aiuta chi legge. Grazie.
extermination Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa 5 minuti fa, MaurilioMc ha scritto: problema è che il potere non ama chi è in grado di evadere dal carcere. Suvvia! basta uno sguardo all’attuale composizione del nostro Governo per rendersi conto di quanto l’ignoranza ( da ignorare) regni sovrana.
liboize Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa 6 minuti fa, extermination ha scritto: Suvvia! basta uno sguardo all’attuale composizione del nostro Governo per rendersi conto di quanto l’ignoranza ( da ignorare) regni sovrana. Sono tutti in gattabuia poveracci .
Paolo 62 Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa Il potere vuole il popolo sottomesso. Se è anche ignorante tanto meglio, basta che obbedisca e paghi le tasse senza fiatare.
MaurilioMc Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa 7 minuti fa, P.Bateman ha scritto: @MaurilioMcMagari andare a capo ogni tanto aiuta chi legge. Grazie. Ti ringrazio di cuore per il suggerimento e ti chiedo scusa per l' eccessiva lunghezza dei periodi. Cercherò, per il futuro, di fare massimo tesoro delle tue cortesi osservazioni.
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