Questo è un messaggio popolare. UpTo11 Inviato 14 Ottobre Questo è un messaggio popolare. Inviato 14 Ottobre Nel frattempo, nel solito silenzio generalizzato: . Cristiani per Israele Italia Cristiani per Israele Italia fa parte di una rete internazionale sionista che muove milioni di euro e raccoglie donazioni per finanziare gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata. Contattata sotto copertura da Fanpage.it, la filiale italiana ha confermato che è possibile destinare denaro a progetti nelle colonie. L’associazione ha organizzato eventi al Senato con Giorgia Meloni e Matteo Salvini e ricevuto contributi dalla Regione Veneto a guida centrodestra. . Cristiani per Israele è un’associazione che finanzia gli insediamenti dei coloni in Cisgiordania; il governo Netanyahu continua a promuoverne l’espansione, ma per le Nazioni Unite costituiscono “una flagrante violazione del diritto internazionale e un grave ostacolo alla realizzazione della soluzione dei due Stati", oltre che al raggiungimento "di una pace giusta, duratura e complessiva”. La West Bank fa parte dei territori palestinesi occupati da Israele dal 1967. Nel 2024 la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che la presenza israeliana in questa regione è illegale e deve cessare il più rapidamente possibile. Invece secondo Edda Fogarollo, docente di storia e presidente di Cristiani per Israele Italia, lo Stato ebraico “sta facendo ciò che anche la parola di Dio disse: quella terra appartiene al popolo di Israele”. Al netto delle enormi ambiguità, tra cui i continui tentennamenti sulle misure commerciali contro gli insediamenti, il governo Meloni ha condannato la colonizzazione della Cisgiordania. Però l’associazione di Fogarollo vanta rapporti solidi e di lunga durata con la destra italiana: nel 2015 la professoressa si è candidata alle regionali venete con Fratelli d’Italia (ma non è stata eletta). Nel 2022 ha corso alle comunali nella lista “Più Padova con Peghin sindaco”, sostenuta dal centrodestra. Quest’anno ha fatto anche campagna per il sì al referendum sulla giustizia, spendendosi pubblicamente a favore della riforma Nordio. A settembre 2026 era a Pontida con una bandiera di Israele, al fianco del deputato leghista Paolo Formentini. Tra il 2011 e il 2025 il suo movimento ha organizzato numerose conferenze con diplomatici israeliani e parlamentari dell’attuale maggioranza: al convegno “Jerusalem Prayer Breakfast” hanno partecipato come relatori anche Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Inoltre, l’ente pro-coloni ha ricevuto soldi pubblici. Una rete sionista internazionale con filiali in oltre 40 paesi e flussi di denaro verso gli insediamenti illegali L’associazione fa parte della rete “Cristiani per Israele Internazionale” (C4I), un movimento fondato nei Paesi Bassi nel 1979 con “affiliate, rappresentanti e partner”, come si legge sul sito ufficiale, “ in oltre 40 paesi”. Tra questi ci sono la Germania, l’Ucraina, l’Australia, la Corea del Sud, gli Stati Uniti d’America e l’Italia. Le singole sezioni, che ogni anno versano una quota all’internazionale, ricevono donazioni da sostenitori e finanziano progetti in Israele. La campagna straordinaria di aiuti d’emergenza lanciata da C4I dopo il sette ottobre ha raccolto 3,6 milioni. C4I manda soldi in Cisgiordania da oltre vent’anni: “Giudea e Samaria, ciò che il mondo chiama West Bank, sono il cuore d’Israele”, spiega il reverendo Willem J. J. Glashouwer, il presidente onorario. “Anche le alture del Golan, il Bashan biblico, appartengono alla terra d’Israele. Anche la Striscia di Gaza: fa parte del territorio assegnato alla tribù di Giuda. Gerusalemme non è mai stata una città divisa. Era una sola città, capitale dello Stato d’Israele”. La maggior parte dei fondi destinati agli insediamenti passa per Cristian Friends of Israeli Communities (Cfoic), un’organizzazione che ha il quartier generale nelle colonie. Oltre alle iniziative umanitarie, con le donazioni acquista droni, telecamere, sistemi di sorveglianza e jeep per pattugliare il territorio. Il media olandese Investico ha scoperto che la filiale dei Paesi Bassi di C4I ha investito nell’espansione degli insediamenti, sovvenzionando prefabbricati per nuovi immigrati. L’associazione collaborava anche con Nati Rom, un estremista che vive nei territori occupati. In una telefonata con i giornalisti di Investico, che si erano presentati come ricchi ereditieri, l’attivista ha proposto di utilizzare le donazioni per l’acquisto di pistole da destinare ai coloni. Dopo la pubblicazione dell’inchiesta la sezione olandese ha annunciato la sospensione della partnership. La filiale italiana manda soldi in Cisgiordania e collabora con le autorità politiche occupanti La filiale italiana, che ha sede ad Albignasego (in provincia di Padova) ed è stata fondata nel 2011, sul suo sito pubblica un IBAN e indica i progetti che i donatori possono sostenere. Tra le voci disponibili, “Giudea e Samaria”: “Collaborando con CFOIC sosteniamo la nascita di nuove comunità ebraiche nel cuore dell’Israele biblico […] Aiutaci ad edificare le comunità in Giudea e Samaria!”. Abbiamo contattato C4I Italia fingendoci interessati a effettuare una donazione. In una conversazione via chat la sezione ha confermato la possibilità di finanziare progetti nei territori colonizzati; per vincolare l'elargizione, spiegano, è sufficiente specificare nella causale “Giudea e Samaria”. Nello scambio, l’ufficio ha rivelato anche che collabora direttamente con le autorità politiche occupanti. Del resto, negli anni l’associazione ha organizzato numerosi viaggi in Israele e negli insediamenti; alcuni tour prevedevano incontri con i soldati dell’Idf. Sui social C4I Italia pubblica interviste con i leader del movimento dei coloni come Yossi Dagan, il capo del Consiglio regionale di Samaria. Marco Alexander, guida turistica in Israele e ospite ricorrente dei webinar che il movimento carica su YouTube, dice che “la miglior cosa sarebbe che la popolazione di Gaza fosse trasferita altrove […] affinché possa subire un processo di depalestinizzazione”. In un altro video Fogarollo attacca il cardinale Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme: “un cristiano con la kefiah […] Mi auguro che il Papa intervenga e gli dica: togli quella kefiah o vai in un’altra città”. La polizia israeliana aveva appena impedito l'accesso alla Basilica del Santo Sepolcro al cardinale e a padre Francesco Ielpo, il Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro. Secondo la presidente di C4I Italia il governo di Giorgia Meloni dovrebbe dichiarare fuori legge “ogni forma di propal”. Cristiani per Israele al Senato, con Giorgia Meloni e Matteo Salvini Già nel 2011 la filiale italiana aveva portato al Senato la campagna contro il riconoscimento unilaterale dello Stato palestinese. In quella sede, promuove una petizione “a sostegno d’Israele e contro la decisione unilaterale di dividere Gerusalemme la capitale d’Israele e il centro della cristianità mondiale”, che sottoscrive anche il senatore Lucio Malan (in un’altra occasione pubblica, presentato come “grande amico di Cristiani per Israele”). All’epoca in quota Popolo della Libertà, oggi Malan è capogruppo al Senato per Fratelli d’Italia: un partito che è sempre stato favorevole alla soluzione “due popoli, due Stati”. Il 13 ottobre 2021 C4I organizza il Jerusalem Prayer Breakfast al Senato. Introduce Fogarollo: “siamo qui per prendere una posizione precisa per Israele, per Gerusalemme”. Si rivolge a “senatori, deputati, uomini politici, uomini di governo […] è tempo che prendiamo posizione a favore di Israele”. All’evento ce ne sono tanti, e per ciascuno la scaletta prevede un intervento: oltre all’ambasciatore israeliano in Italia Dror Eydar, Lucio Malan, il deputato Paolo Formentini e il senatore Simone Pillon (entrambi Lega), Giuseppe Cucca (Italia Viva), Giorgia Meloni – all’epoca leader dell’opposizione – e Matteo Salvini. Il capo del Carroccio assicura che “trasferire la capitale da Tel Aviv a Gerusalemme sarà un impegno morale, civile, religioso e politico”. Il 30 novembre 2023 il movimento torna a Palazzo Madama per la conferenza “Nuovi sviluppi dell’antisemitismo in Italia”, su iniziativa del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo; presenti i compagni di partito Paolo Formentini ed Erika Stefani, oltre a Lior Keinan, viceambasciatore dello Stato d’Israele in Italia. “A ogni incontro”, dice Fogarollo a conclusione dell’evento, “dobbiamo arrivare a un risultato”. Poi legge un documento preparato da Cristiani per Israele e indirizzato alla Presidenza del Consiglio in cui indica una serie di richieste: ad esempio, codificare in una legge la definizione dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) di antisemitismo. “Non solo a fini educativi”, ma anche affinché “si concretizzi con normative a carattere penale per i trasgressori”. Infine, si augura che il convegno “possa portare a una proposta di un decreto di legge”. Il 30 gennaio 2024, dunque solo pochi mesi dopo, il senatore Romeo deposita un controverso disegno di legge a tema antisemitismo che riprende proprio la definizione dell’IHRA (dopo numerose modifiche è stato approvato dal Senato e ora sta per passare anche alla Camera). In questa formulazione rientra anche, ad esempio, “applicare due pesi e due misure nei confronti di Israele richiedendo un comportamento non atteso da o non richiesto a nessun altro stato democratico” o “fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei Nazisti”. Erika Stefani invita nuovamente l’organizzazione in Parlamento a febbraio 2025 per un convegno sull’Iran; stavolta partecipano anche il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio (Lega) e il solito Formentini. Il 23 settembre 2026 Maurizio Gasparri ha ospitato Fogarollo nel suo studio al Senato per un confronto sul ddl antisemitismo che è stato pubblicato sul canale ufficiale dell'associazione. Il senatore forzista difende il provvedimento e assicura che "non c’è nessun divieto di fare critiche al governo o ai politici di Israele". Quando la presidente di C4I Italia gli chiede che cosa possa fare il suo movimento per facilitare l'approvazione del testo, Gasparri la esorta a "dare un contributo di verità e di coraggio, come state già facendo. Questo dà forza a noi e divulga, attraverso tutti i mezzi di comunicazione, la verità della democrazia, della difesa dei diritti delle persone e della lotta all’intolleranza e all’antisemitismo". L’associazione pro-coloni ha ricevuto soldi pubblici dalla Regione Veneto a guida centrodestra Nel quadro dell’iniziativa “per la conoscenza della Shoà, dei crimini del nazismo e dell’antisemitismo e per la conoscenza della realtà, della cultura e della tradizione ebraica”, tra il 2023 e il 2024 la Regione Veneto a guida centrodestra ha assegnato a Cristiani per Israele 16.000 euro, destinati al finanziamento di eventi culturali: “la Mostra d’arte degenerata” (9.500 euro) e “l’amico di Primo Levi, Eugenio Gentili Tedeschi” (6.500 euro). Alla prima – che si è tenuta alla “InParadiso Art Gallery”, nei giardini della Biennale di Venezia – era presente anche Magdi Cristiano Allam, ex europarlamentare passato per Fdi e amico personale di Fogarollo. Con i quadri dell’esposizione alle spalle, ha pronunciato un discorso in cui ha negato l’identità nazionale palestinese: “si parla della Palestina come se fosse stata una realtà politica, quando sarebbe sempre stata soltanto una realtà geografica”. Per poi lanciare un appello: “Dobbiamo sostenere Israele su tutti i fronti: sul fronte militare, sul fronte culturale, sul fronte civile, sul fronte della comunicazione, perché Israele rappresenta la cultura della vita”. . https://www.fanpage.it/politica/cristiani-per-israele-lassociazione-vicina-a-fdi-e-lega-che-finanzia-i-coloni-e-ha-ricevuto-soldi-pubblici/ 3
UpTo11 Inviato 14 Ottobre Autore Inviato 14 Ottobre Il lobbista pro-Israele in Ue: “Meloni amica di Tel Aviv, la sinistra in Italia fomenta l’antisemitismo” Tomas Sandell è il fondatore dell’organizzazione di lobbying European Coalition for Israel, che opera a Bruxelles. Ha raccontato a Fanpage dei suoi rapporti con il governo di destra: a giugno incontrò il diplomatico di Palazzo Chigi Roberto Storaci mentre l’Ue discuteva delle sanzioni contro gli insediamenti in Cisgiordania. Sandell parla anche della sinistra in Italia: “È estremamente anti-Israele, alimenta l’antisemitismo” . “Quello che ho visto nella sinistra italiana è una politica estremamente anti-Israele, al punto da diventare davvero problematica e da alimentare l’antisemitismo”, dice a Fanpage.it Tomas Sandell, lobbista e fondatore di European Coalition for Israel (Eci). L’alleanza tra la “sinistra radicale” e gli “islamisti”, un fenomeno che si starebbe diffondendo in tutta Europa, non è più solamente “una minaccia contro Israele, ma contro l’Occidente in quanto tale, e persino contro l’Italia stessa”. Eci è un movimento che punta a “promuovere relazioni migliori tra Israele ed Europa attraverso l’advocacy e l’educazione”, come si legge sul sito ufficiale. L’organizzazione sostiene, tra le altre cose, "il diritto del popolo ebraico ad affermare la sovranità sulla Cisgiordania e Gerusalemme"; è stata co-fondata nel 2003 da Cristiani per Israele Internazionale (C4I), rete sionista con filiali "in oltre 40 paesi" e attività "in tutti e cinque i continenti" che finanzia gli insediamenti israeliani nella West Bank. Come ha rivelato Fanpage.it la sezione italiana di C4I, che raccoglie donazioni per realizzare progetti nei territori occupati, vanta legami solidi con Fratelli d’Italia e con la Lega. A due dei numerosi convegni organizzati al Senato dalla filiale italiana – su invito e con il contributo di politici di destra – ha partecipato anche Sandell, in qualità di relatore. Oggi però, come lui stesso precisa a Fanpage.it, Eci e C4I sono entità separate: “Siamo in ottimi rapporti, ma con l’evolversi delle cose Eci è diventata una voce distinta, un’organizzazione indipendente”. L’associazione di Sandell opera a Bruxelles, perché al centro della sua attività di lobbying ci sono le istituzioni europee. Gli chiediamo se questo, considerando il dibattito in corso sulle sanzioni a Israele, possa essere considerato come uno dei momenti peggiori per le relazioni tra l’Ue e Tel Aviv: “Non direi. Penso che questo sia il punto più basso nelle relazioni tra Gerusalemme e Londra”. La responsabilità sarebbe anche del nuovo ministro degli Esteri Ed Miliband, che sta promuovendo sanzioni contro i coloni israeliani. Tuttavia, sottolinea Sandell, non si tratta mai di “una sola persona”. Inoltre, "dobbiamo sempre ricordare che le cose possono cambiare rapidamente. Se guardiamo all'esempio della Slovenia, un giorno è il Paese più anti-Israele, il giorno dopo è il più pro-Israele. E l'abbiamo visto in molti paesi. Quindi nulla è scolpito nella pietra". In Europa, ricorda Sandell, coesistono diverse posizioni sul tema. Però Giorgia Meloni, dice il fondatore di Eci, “è chiaramente un’amica di Israele". E "se guardiamo all’insieme dei paesi dell’Ue, l’Italia sta chiaramente dalla parte giusta”. Chi è Tomas Sandell, da giornalista a lobbista pro-Israele Negli anni Novanta Tomas Sandell, cittadino finlandese, lavora a Bruxelles come giornalista accreditato presso le istituzioni europee. Nel 2001 si tiene la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite contro il razzismo di Durban; secondo il fondatore dell’European Coalition for Israel quell’evento – nel corso del quale Israele è stato al centro di durissime contestazioni – segna una svolta nel ritorno dell’antisemitismo nel Vecchio Continente. L’intuizione all’origine di Eci matura in quel contesto: “non sarà portavoce di Israele, non sarà un’organizzazione ebraica e neppure un’organizzazione americana, ma qualcosa di unico: una realtà europea dal basso”. Nel 2003 l’idea prende forma e nasce l’European Coalition for Israel. Alla fondazione partecipa, come detto, anche Christian for Israel International: in seguito le due organizzazioni – pur conservando buoni rapporti – prendono strade diverse. “Penso che, come espressione culturale, questa fosse una cosa unica in Europa: persone provenienti da un background cristiano che agiscono nella sfera politica”. Come lavora Eci per influenzare il dibattito europeo L’European Coalition for Israel è iscritta al Registro per la trasparenza dell’Ue come associazione che svolge attività di rappresentanza di interessi. Produce documenti che condivide con i decisori politici, organizza convegni al Parlamento europeo, conduce campagne pubbliche e, tra varie iniziative, ha anche diffuso una classifica degli europarlamentari più filoisraeliani, dal meno al più allineato. Sandell però spiega a Fanpage.it che lo strumento più efficace a disposizione di un lobbista resta “la condivisione di informazioni”. Gli chiediamo di fornirci un esempio: un obiettivo concreto che Eci ha raggiunto ed è nelle condizioni di rivendicare. “Non vogliamo alimentare quest’idea che circola in alcuni ambienti secondo cui esisterebbe una potentissima cabala ebraica. Siamo una piccola organizzazione, siamo modesti, facciamo questo soprattutto per convinzione morale. Ma, per darvi una risposta, già nel 2005 abbiamo promosso e organizzato il primo evento per il Giorno della Memoria al Parlamento europeo, che oggi è diventato un appuntamento annuale ospitato dal presidente dell’Eurocamera”. Sul proprio sito Eci si attribuisce anche altri risultati: nel 2005 “ha presentato un’analisi critica dei finanziamenti dell’UE all’Autorità Palestinese. Nel corso dell’anno, la Commissione europea ha deciso di congelare i propri finanziamenti all’Autorità Palestinese, citando le argomentazioni contenute nel nostro rapporto”. L’organizzazione, racconta Sandell, mette in pratica un approccio multilivello, che coinvolge istituzioni europee, governi nazionali e partiti politici: “Il Parlamento europeo ha poteri molto limitati. Il potere è nel Consiglio europeo, che è composto dagli Stati membri. Quindi è scontato che sia a livello degli Stati membri che dobbiamo convincere le persone sulle politiche”. L’incontro con Palazzo Chigi mentre l’Ue discuteva misure contro gli insediamenti Il 12 giugno 2026 il direttore di Eci ha incontrato a Roma Roberto Storaci, funzionario che lavora nell’Ufficio del Consigliere diplomatico della presidente del Consiglio, per confrontarsi sulle “relazioni tra Unione Europea e Israele in vista del Consiglio Europeo”, in programma la settimana successiva. Fanpage.it gli ha chiesto di cosa hanno discusso e se l’incontro con un diplomatico di alto livello come Storaci abbia contribuito a determinare la posizione dell’Italia sulle sanzioni commerciali ai prodotti realizzati negli insediamenti israeliani; infatti, al Consiglio degli Affari Esteri dell’Ue, Roma e altri Stati hanno preteso l’unanimità, che de facto significava rendere impossibile il raggiungimento di un accordo e dunque rendere le misure operative, visto che paesi come la Germania erano e sono apertamente contrari. Sandell riconosce che incontri simili possano costituire una leva importante, però si tratterebbe solamente “di scambiarsi informazioni, ascoltare e avere questo tipo di conversazioni: è questo che definisce il nostro modo di lavorare e il modo in cui le cose si sviluppano". Questi confronti, aggiunge, "sono off the record, quindi non entrerei mai nei dettagli di ciò che viene discusso esattamente”. Gli chiediamo se hanno parlato anche di Cisgiordania ed insediamenti: “Abbiamo discusso delle questioni che erano sul tavolo e quello che lui ha rivelato non era certo un segreto per quanto riguarda la posizione del governo italiano. E naturalmente ciò che avrei trasmesso io è la nostra posizione, su quali basi poggia e come la spieghiamo. Ma è stata una discussione buona e aperta”. Rispetto all’ipotesi che abbia condizionato la postura dell’esecutivo sul dossier coloni Sandell ironizza: “Potrei essere presuntuoso, ma non sono così presuntuoso. Penso che sul governo italiano non abbiamo nessuna influenza. Abbiamo dalla nostra parte soltanto la nostra storia e il nostro argomento morale”. Tuttavia, si dice felice del fatto che l’Italia e la Germania, seppur con modalità e posizioni differenti, abbiano fatto saltare le restrizioni commerciali contro gli insediamenti. Anche se Meloni “è un’amica di Israele”, puntualizza Sandell, non può essere considerata un’alleata dei coloni presenti nella Cisgiordania occupata. Peraltro, il capo di Eci non considera una posizione radicale "credere che Giudea e Samaria siano occupate". A suo giudizio per il governo Meloni pesano sia i vincoli della politica europea – perché l’Ue è allineata con l'Onu e, almeno ufficialmente, considera illegali gli insediamenti – che quelli della politica interna: la premier italiana deve pensare “anche al modo in cui posizionarsi in vista delle prossime elezioni”, dato che “stare fermamente dalla parte di Israele non porta necessariamente voti aggiuntivi”. L'alleanza tra la sinistra e l'islamismo contro Israele Ora c’è la destra al governo ma le elezioni politiche sono dietro l’angolo e lo scenario potrebbe cambiare. “Sono preoccupato per la sinistra radicale in Italia”, confessa Sandell, “perché è molto simile a quello che vediamo in Gran Bretagna o in Svezia, dove si sta alleando con gli islamisti”. Sulle cause del distacco tra la sinistra europea e lo Stato ebraico la riflessione dell'ex giornalista parte da lontano: “Finché Israele era un esperimento sociale dei kibbutz e, prima del 1967, Davide contro Golia, i socialisti lo sostenevano molto. Ma poi nella misura in cui Israele non si è sviluppato in quella direzione, diventando un’utopia socialista, molte persone di sinistra l’hanno vissuto quasi come un tradimento”. Però negli ultimi anni il mondo progressista, a giudizio del direttore di Eci, non ha assunto un approccio critico verso Tel Aviv solo per ragioni storiche, bensì anzitutto per tornaconto elettorale: “Lo abbiamo visto nelle elezioni svedesi, dove c’è una popolazione musulmana che cresce e vota a sinistra”, perché questa fazione ormai “ha fatto della Palestina il suo principale messaggio elettorale”. Del resto, "la politica è un gioco cinico": i socialisti "hanno perso molto terreno a favore della destra populista per quanto riguarda il voto operaio", quindi "hanno trovato un altro elettorato". Gli chiediamo se il reale motivo di questa scollatura possa essere individuato nell'approccio autoritario di Benjamin Netanyahu e i massacri di Gaza: “In una certa misura”, risponde, “ma direi in una misura molto limitata”. Sandell sostiene che, dopo il 7 ottobre, l'attuale premier in realtà sia stato “uno dei leader più moderati in Israele, mentre molti di quelli che oggi fanno campagna per sostituirlo erano molto più radicali, compresi esponenti del centro. Penso che oggi l’ossessione per Netanyahu sia un po’ come l’ossessione per i Rothschild, cento anni fa”. Gli facciamo due nomi, chiedendo se il loro estremismo stia danneggiando Israele: Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, i ministri fanatici della destra messianica: “Sì, sono d’accordo. Penso che l’attuale composizione [del governo] sia infelice. Penso che l’attuale primo ministro sarebbe il primo a riconoscerlo, ma la domanda è chi bisogna incolpare". Secondo Sandell, la responsabilità della loro presenza nella maggioranza di governo sarebbe anche di altri leader politici che, invece, hanno escluso l'ipotesi di un accordo con Netanyahu. Costringendolo ad appoggiarsi all'ultradestra. . https://www.fanpage.it/politica/il-lobbista-pro-israele-in-ue-meloni-amica-di-tel-aviv-la-sinistra-in-italia-fomenta-lantisemitismo/
gibraltar Inviato 14 Ottobre Inviato 14 Ottobre Per un musulmano Gesù è uno dei grandi profeti riconosciuti dell'Islam; per un ebreo è un impostore blasfemo e bestemmiatore che i suoi antenati misero a morte, giustamente secondo la legge di allora. Però i cristiani sono amici degli ebrei e diffidano dei musulmani...
Coltr@ne Inviato 14 Ottobre Inviato 14 Ottobre 1 ora fa, gibraltar ha scritto: Però i cristiani sono amici degli ebrei e diffidano dei musulmani... Amico, come un lavoratore in nero, col datore di lavoro.
ferdydurke Inviato 14 Ottobre Inviato 14 Ottobre 2 ore fa, gibraltar ha scritto: Però i cristiani sono amici degli ebrei Infatti ne hanno ammazzati un bel po' nel corso dei secoli
Muddy the Waters Inviato 14 Ottobre Inviato 14 Ottobre 9 ore fa, gibraltar ha scritto: Però i cristiani sono amici degli ebrei e diffidano dei musulmani.. Perché entrambi sono ammaliati e venerano il Dio che sta sopra tutti gli altri: Il denaro
ascoltoebasta Inviato 14 Ottobre Inviato 14 Ottobre Il monoteismo pare non avere altre foci che le guerre o i soprusi,e porta associazioni di tale infame stampo a ritenere legittime le occupazioni di territori altrui,perchè in nome di quello che ritengono l'unico Dio,che ritengo sia stata l'invenzione più dannosa e tragica della storia dell'umanità.
CarloCa Inviato 15 Ottobre Inviato 15 Ottobre 19 ore fa, UpTo11 ha scritto: Edda Li dovevamo fucilare tutti
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