criMan Inviato 11 ore fa Inviato 11 ore fa è una nuova tendenza , l'accettazione della scienza a fasi alterne. Oggi sono per la scienza. Domani sono per la scienzah. 😁
Paolo 62 Inviato 10 ore fa Inviato 10 ore fa Si crede alla scienza quando conferma le nostre idee mentre la si rifiuta quando non lo fa.
MaurilioMc Inviato 10 ore fa Inviato 10 ore fa 1 ora fa, aldofranci ha scritto: Mi piace questo discrimine ricorrente. Sono favorevole ai vaccini (grazialcazzo...segue spontaneo) ma non a quelli covid, per questo questo e quest'artro motivo. C'è un piccolissimo problema però, anzi due: . 1) così come tu, widemediacometichiami, non sei "nuddu miscatu cu nenti" per stabilire se i vaccini vanno bene o no in generale, allo stesso identico modo per i vaccini covid vale lo stesso identico principio generale del parlare quando "piscia la gallina": l'autorità sanitaria ha deciso che te lo devi fare per la saluta tua e collettiva, benissimo...se non sei uno dei tanti coyotes autoproclamati sapienti di scienza medica e biologica te lo fai e muto. . 2) anche volendo ipoteticamente validare, per assurdo, il discrimine socio-antropologico A) no vaccini = gnuranti B) no vaccini covid = sapienti tu, alla luce della tua sterminata (nonché fottutamente logorroica) produzione qua dentro sui più disparati temi, saresti senza dubbi di sorta la classica eccezione che conferma la regola: un infiltrato della categoria A) all'interno della B). Hai parlato come un libro stampato. Grandissimo.
MaurilioMc Inviato 10 ore fa Inviato 10 ore fa La scienza è scienza sempre. Tutto il resto è fuffa o menzogna.
widemediaphotography Inviato 6 ore fa Inviato 6 ore fa 3 ore fa, aldofranci ha scritto: Mi piace questo discrimine ricorrente. Sono favorevole ai vaccini (grazialcazzo...segue spontaneo) ma non a quelli covid, per questo questo e quest'artro motivo. C'è un piccolissimo problema però, anzi due: . 1) così come tu, widemediacometichiami, non sei "nuddu miscatu cu nenti" per stabilire se i vaccini vanno bene o no in generale, allo stesso identico modo per i vaccini covid vale lo stesso identico principio generale del parlare quando "piscia la gallina": l'autorità sanitaria ha deciso che te lo devi fare per la saluta tua e collettiva, benissimo...se non sei uno dei tanti coyotes autoproclamati sapienti di scienza medica e biologica te lo fai e muto. . 2) anche volendo ipoteticamente validare, per assurdo, il discrimine socio-antropologico A) no vaccini = gnuranti B) no vaccini covid = sapienti tu, alla luce della tua sterminata (nonché fottutamente logorroica) produzione qua dentro sui più disparati temi, saresti senza dubbi di sorta la classica eccezione che conferma la regola: un infiltrato della categoria A) all'interno della B). La realtà è ben diversa, e ha il pregio della geometria elementare: Tu sei liberissimo di farti iniettare la qualunque, ma gli altri possono benissimo infischiarsene dell'autorità sanitaria, valutando, decidendo e assumendosi ogni conseguenza reale. E non quelle da fegato spappolato che ti piacerebbe voler applicare. I perimetri esistono, e per quanto il concetto sia banale, evidentemente li ignori. Risparmiami la fatica di dover postare altre immagini, con il tuo bel nickname scritto a pennarello, giusto per ricordarti quanto siano labili le tue epocali intuizioni sugli altri. Non sono Novax e l'ho abbondantemente scritto e sulla nettezza dell'autorità sanitaria lascio a te la possibilità di emulare Muzio.
aldofranci Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa 3 ore fa, widemediaphotography ha scritto: Tu sei liberissimo di farti iniettare la qualunque, ma gli altri possono benissimo infischiarsene dell'autorità sanitaria, valutando, decidendo e assumendosi ogni conseguenza reale Vedi widecoso, al mondo ci sono due categorie di minchioni. Quelli che almeno hanno l'accortezza di tacere e lasciare un pur labile margine di dubbio sulla loro natura. E quelli che se lo marchiano in fronte ogni volta che aprono bocca o danno funesto impulso ai polpastrelli. A quale delle due tu appartenga appare più lapalissiano della tua conoscenza in fatto di vaccini e di civiltà umana. Fai come ti pare, siamo (ancora per poco) in democrazia, ma appena apri bocca o agiti i polpastrelli contro quattro ragazzotti cojoni che spaccano le vetrine ci sarò io a ricordarti la frase quotata. 2
Savgal Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 13 ore fa, extermination ha scritto: Giorgia, con strategie politiche ed “editoriali” - comunicative, cerca di orientare pesantemente i comportamenti della gente, decide di cosa far discutere la gente, usa un linguaggio per spingere la gente a schierarsi per appartenenza emotiva, occupa le posizioni pubbliche che contano monopolizzando politica e cultura, mette in atto attacchi mirati a delegittimare gli organi di garanzia dello Stato, esercita pressione politica e mediatica sui giudici, sulla corte dei conti, politicizza il dissenso- insomma la ragazza pedala giorno dopo giorno per accentrare su di essa potere-potere-potere- controllo-controllo -controllo. Meno male che ci sta una robusta costituzione che nonostante i tentativi di picconare sta mostrando resistenza e resilienza. un grazie anche al ns PdR Da tempo mi chiedo "per quale ragione gli agnelli votano per i lupi?". Danton e Bauman danno una loro risposta. --- In fatto di fede, lo scopo del dibattito non è arrivare a un accordo, ma mostrare che l'avversario è incurabilmente sordo e cieco alla «verità dei fatti» e fatalmente incline alla malafede. E una volta sentenziato che le sue intenzioni sono cattive, a nulla varrà che cerchi di dimostrare la propria sincerità. Ascoltare gli avversari è fortemente sconsigliato, provare empatia nei loro confronti è un errore fatale, assolutamente suicida: «Quando discutete con i vostri avversari, non usate mai il loro linguaggio», raccomanda agli attori (o aspiranti tali) che recitano sulla scena politica George Lakoff, di cui Geoffrey Nunberg della Università della California tesse le lodi per aver saputo coniugare nella nuova edizione del suo Non pensare all'elefante (definito «geniale» anche dal Nobel per l'economia George Akerlof) «l'orecchio di un linguista per le sottigliezze del linguaggio e la comprensione delle complessità della politica moderna». Contrariamente al mito ampiamente diffuso tra gli attori politici, gli utenti dei canali comunicativi rimangono sordi ai messaggi che parlano ai loro interessi egoistici, se a inviarglieli sono «loro», etichettati a priori come «nostri» nemici giurati. «Prestare ascolto a quei messaggi sarebbe un tradimento della "nostra" identità, minacciando di indebolire il nostro proponimento e minare le stesse fondamenta del mondo a cui apparteniamo: il nostro mondo». «La gente non vota necessariamente per il proprio interesse», avverte Lakoff: «vota per la propria identità, per i propri valori, per la persona con cui si identifica. A volte può identificarsi con il proprio interesse, può succedere, non è che non abbia mai a cuore il proprio interesse. Ma tutti votano per la propria identità. E solo se identità e interesse coincidono, voteranno per il candidato che li rappresenta. È importante comprendere questo». Aggiunge Lakoff: «Altrimenti i fatti entrano ma poi escono immediatamente. Non li vediamo, o non li accettiamo, come fatti, oppure ci confondono: perché qualcuno dovrebbe dire una cosa del genere? A quel punto etichettiamo il fatto come irrazionale, folle o stupido e per delega estendiamo quell'etichetta a coloro che ce l'hanno detto, ammesso che «non ce l'avessero prima di cominciare a parlare». (Bauman, Retrotopia) --- Tuttavia, anziché prestare attenzione a queste rivendicazioni progressiste per un capitalismo più equo, l'umore dell'elettorato delle città industriali in declino si è fatto catturare dalle sirene del populismo e dal nazionalismo dei «conservatori identitari». I cambiamenti economici hanno avuto non poche conseguenze culturali, che sono state intese come altrettante minacce ai modi di vita e alle identità tradizionali. I vincitori erano istruiti, disponevano di una visione del mondo cosmopolita ed erano a proprio agio con il multiculturalismo, i mercati globali aperti e l'immigrazione. I perdenti, al contrario, tendevano a non avere qualifiche formali, erano legati a città industriali in declino con minori prospettive, nonché a disagio con il multiculturalismo e adottavano una visione nativista. Allo stesso modo la classe media ormai “schiacciata”, che un tempo aveva avuto lavori da colletti bianchi sicuri e ben pagati, soffriva l'informatizzazione, la maggiore precarietà del lavoro e la perdita dei diritti pensionistici, tutti elementi che hanno contribuito ad alimentare la nostalgia per un passato socialmente conservatore. Invece, le società finanziarie della City e di Wall Street, i grandi studi legali e le aziende tecnologiche avevano una portata globale, con un personale multiculturale proveniente da ogni parte nel mondo. Ne è scaturita come ha affermato un commentatore in modo alquanto riduttivo una divisione tra gli “impegnati” e i “qualunquisti”, ossia tra i “liberali convinti” dotati di istruzione universitaria e di capacità di apprezzare la diversità – e i “conservatori identitari” solitamente più anziani, privi di istruzione universitaria e tendenzialmente avvezzi ad atteggiamenti etnocentrici. Le vecchie divisioni di classe tra destra e sinistra, tra lavoro e capitale, stavano via via cedendo il passo a politiche culturali o dell'identità. (Daunton, Il governo economico del mondo) 1
appecundria Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 9 minuti fa, Savgal ha scritto: Da tempo mi chiedo "per quale ragione gli agnelli votano per i lupi?". 1
extermination Inviato 44 minuti fa Inviato 44 minuti fa @Savgal Eppure capita spesso di vedere gli “istruiti” -laureati, intellettuali professionisti, varie ed eventuali- attratti dalle sirene del populismo e del nazionalismo; chi sono costoro? i “nuovi perdenti”?
appecundria Inviato 18 minuti fa Inviato 18 minuti fa La vicenda del cosiddetto "aiatollà dei maranza" ci mostra con solare evidenza il fosso che abbiamo scansato grazie al referendum.
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