QUELEDSASOL Inviato 20 ore fa Inviato 20 ore fa Nel mio caso particolare e' meglio che mi astenga dal commentare......
crik Inviato 19 ore fa Autore Inviato 19 ore fa un impianto casalingo come il mio serve si agli ascolti piu solitari e silenziosi ma anche come sottofondo alle serate, molte, passate a casa con amici e il sottofondo musicale per me è importantissimo ed anche qui che si appezza la bontà o meno delle scelte fatte, secondo me ovvio... poi se uno ha l'impianto solo per sè e nessun altro è cmq una scelta come un altra, io che ho molta vita sociale lo condivido con gli amici e loro a loro volta con me.
raf_04 Inviato 19 ore fa Inviato 19 ore fa Il mio grosso dubbio è: dove metterò le mie Klipsch La Scala, in un normale appartamento, visto che ora si esprimono così bene in una taverna da 40 mq? In soggiorno non se ne parla, una cameretta probabilmente sarebbe insufficiente... Il mio dover rinunciare alle La Scala è una prospettiva per me inquietante 2
Tronio Inviato 15 ore fa Inviato 15 ore fa 3 ore fa, crik ha scritto: anche come sottofondo alle serate Appunto: "anche". In questi casi il falso problema di un impianto che "sovrasta le conversazioni" si risolve con l'apposita manopola dove c'è scritto "Volume". 8 ore fa, crik ha scritto: quanto puo' essere fastidioso un ambiente con della musica mal riprodotta Questo non ha nulla a che vedere con il dimensionamento dell'impianto ma semmai con un ambiente acusticamente infelice e non trattato, oltre che come detto poc'anzi un livello di volume non consono a una serata conviviale.
Fabio Cottatellucci Inviato 15 ore fa Inviato 15 ore fa 3 ore fa, raf_04 ha scritto: In soggiorno non se ne parla, Che se ne parli invece, tu sei una persona che ha una passione e non sei ospite a casa tua. Peraltro le LaScala sono molto meno invadenti di tante piccole torri da pavimento o mini-diffusori sui loro trespoli. 1
Look01 Inviato 12 ore fa Inviato 12 ore fa 6 ore fa, crik ha scritto: un impianto casalingo come il mio serve si agli ascolti piu solitari e silenziosi ma anche come sottofondo alle serate, molte, passate a casa con amici e il sottofondo musicale per me è importantissimo ed anche qui che si appezza la bontà o meno delle scelte fatte, secondo me ovvio... poi se uno ha l'impianto solo per sè e nessun altro è cmq una scelta come un altra, io che ho molta vita sociale lo condivido con gli amici e loro a loro volta con me. Utilizza l’impianto come più ti piace, sia per un ascolto attento che per sottofondo musicale. Forse intendevi che un buon impianto, se è ben equilibrato, deve suonare bene anche a volume moderato, ed è una gran verità. Detto questo, una volta vigeva una vecchia regola: la misura del woofer doveva coincidere con i metri quadri della stanza. Poi si sa, la passione non segue la ragione, ed è per quello che si vedono diffusori enormi in ambienti piccoli, spesso addossati alla parete di fondo o a quelle laterali. Ma la passione è come l'amore: cieca, ed ognuno è pronto a spergiurare che la sua amata sia la più bella e la più brava, anche quando assomiglia alla signora Pina moglie di Fantozzi 😂😂😂. Una volta c’era il detto "diffusore grande, musica grande" e "diffusore piccolo, musica piccola". Sì, d'accordo: diffusore grande in ambiente grande ha sicuramente più impatto e presenza fisica nel riprodurre una grande orchestra. Ma in 15-18 metri quadri ci metti solo a rischio la tenuta della stanza: tra risonanze incontrollate e bassi gonfi come un pallone, alla fine non ascolti una grande orchestra, ma crei solo un gran baccano indigesto 😂😂.
Dufay Inviato 12 ore fa Inviato 12 ore fa 2 ore fa, Fabio Cottatellucci ha scritto: Che se ne parli invece, tu sei una persona che ha una passione e non sei ospite a casa tua. Peraltro le LaScala sono molto meno invadenti di tante piccole torri da pavimento o mini-diffusori sui loro trespoli. Al limite le puoi trasformare in scarpiere 2
Questo è un messaggio popolare. Easy Rider Inviato 11 ore fa Questo è un messaggio popolare. Inviato 11 ore fa 12 hours ago, crik said: Buongiorno a tutti, mi capita spesso di guardare le foto degli impianti qui sul forum e mi sembra che a volte le elettroniche e i diffusori siano decisamente TROPPO per molti ambienti in cui sono inseriti, manca lo spazio fisico per farle brillare rendendole spesso ingombranti acusticamente. E' una mia impressione o sbaglio? In certe occasioni dei diffusori da scaffale sarebbero migliori di alcuni super diffusori da pavimento anche se oramai le specifiche danno mq ben minori rispetto ai reali necessari. Proprio ieri sera a casa di amici mi sono reso conto di quanto puo' essere fastidioso un ambiente con della musica mal riprodotta, sovrasta le conversazioni e crea un ambiente poco confortevole. Ti assicuro che trovo molto "fastidiosa" la musica riprodotta in una stanza da 20mq o poco più da due ls3/5, dove due grandi tannoy srm15x suonano meravigliosamente. Semplicemente sciocco paragonarle. Certo, se non si ha il confronto sono anche piacevoli da sentire le piccole. Più che dimensioni dei diffusori e dei driver parlerei di progetti, tante torrette o medie taglie possono suonare gonfie o mal inserite in ambienti piccoli. L'estensione, l'impatto, la velocità, la capacità di suonare complete a basso volume e la trasparenza lo ritrovo nei grandi calibri, più scendo e più si perde qualcosa. Poi ovvio che se voglio parlare con amici abbasso il volume, ma il grande calibro continuerà a farsi preferire anche a bassi livelli. Non vale per il 100% dei grandi diffusori, chiaro. Ma dove sono inseribili, viva i grandi diffusori! 3
Questo è un messaggio popolare. one4seven Inviato 3 ore fa Questo è un messaggio popolare. Inviato 3 ore fa 8 ore fa, Easy Rider ha scritto: Non vale per il 100% dei grandi diffusori, chiaro Ecco, il problema è questo. Sempre al netto di situazioni grottesche (diffusore mastodontico in 10mq). I casi che "non vanno" sono spesso quelli di sistemi grandi che però non sono completi da 0 a 100. Ma solo da 50 a 100. Mi spiego: un diffusore (e un ampli) lineare da risultati completi anche a volumi moderati. Puoi parlare con i conviviali nel mentre che il messaggio musicale è completo. Il problema della stanza piccola con grandi diffusori, sorge quando grandi diffusori e relative amplificazioni, nonostante "la mole", a volumi moderati non vanno. Entrano "in coppia" solo da un certo volume in su. Se sei costretto ad alzare, non per piacere di un volume realistico, ma perché se non alzi mancano i pezzi del messaggio sonoro, la stanza piccola diventa il limite. L'impianto sembra sovradimensionato. Si ritorna quindi al concetto del pennello cinghiale: stanza piccola o grande che sia, non serve un diffusore grande, ma un grande diffusore. E amplificazione, perché spesso è un problema principalmente di amplificazione. 3
Tronio Inviato 1 ora fa Inviato 1 ora fa 11 ore fa, Look01 ha scritto: la misura del woofer doveva coincidere con i metri quadri della stanza Certo certo... come il peso ideale di una persona è l'altezza meno un metro o la misura di un calzino è uguale alla circonferenza del pugno... Fortunatamente questa antica credenza, retaggio dei tempi passati, è stata ormai superata dalle evidenze e a parte qualche nostalgico non si va più alla cieca ricerca di chi ce l'ha più grosso (il diametro...) ma al progetto che suona meglio: di sicuro c'è che un piccolo diffusore a due vie non ha fisicamente la capacità di riprodurre correttamente l'intera gamma di frequenze né di sonorizzare adeguatamente un ambiente ampio, ma per ottenere un buon risultato non è sufficiente aumentare le dimensioni o il numero delle vie. 11 ore fa, Look01 ha scritto: crei solo un gran baccano indigesto Se l'impianto è progettato male è di certo questo il risultato che si ottiene, indipendentemente dalle dimensioni dell'ambiente e dei woofer. 1 ora fa, one4seven ha scritto: spesso è un problema principalmente di amplificazione Non a caso nel configurare un impianto prima si scelgono i diffusori e dopo un amplificatore adatto a pilotarli: se quest'ultimo non è adeguato alla bisogna inutile poi prendersela con l'ambiente, i diffusori o... i cavi! 1
campaz Inviato 49 minuti fa Inviato 49 minuti fa Al di là che l’ascolto sacrale della musica un po’ mi inquieta (ma questa mia perplessità vale per qualsiasi piacere trasformato in rito, lettura compresa) ricordo di aver conosciuto fior di professionisti del settore, musicisti e compagnia cantante, che ascoltavano utilizzando risorse che per molti di noi, é proprio il caso di dirlo, risulterebbero blasfeme nella loro inconsistenza tecnica. Ma non lo sanno, o non vogliono saperlo, e a loro Mahler piace anche riprodotto da un altoparlantino bluetooth da pochi euro. Il mondo, quello vero, è spesso più grande della cameretta adolescenziale nella quale, nonostante la vecchiaia incipiente, metaforicamente ci rinchiudiamo per sfuggire alla più o meno spiacevole realtà esterna. Esistono universi paralleli nei quali si può chiacchierare durante l’ascolto commentando magari, invece del cristallino esaurimento armonico delle frequenze ipogee, della bellezza di un passaggio al pianoforte o del prezzo della gorgonzola.
Tronio Inviato 29 minuti fa Inviato 29 minuti fa 2 minuti fa, campaz ha scritto: l’ascolto sacrale della musica un po’ mi inquieta Forse stai interpretando in maniera troppo rigida quello che si scrive: non stiamo parlando di "dover" ascoltare per forza la musica concentrati e in religioso silenzio, senza nel frattempo chiacchierare con gli amici, preparare la cena, leggere un libro o completare un puzzle, ma di "essere in grado" di poterlo fare perché la configurazione dell'impianto ce lo consente. Nulla vieta di utilizzare la musica come colonna sonora di altre attività, che sia con un sistema di livello top o con l'altoparlantino Bluetooth poggiato sul tavolo, mentre come ben sappiamo per un ascolto consapevole e di qualità serve per forza di cose un impianto ben progettato, ma non ha alcun senso logico "incolpare" il dimensionamento di quest'ultimo perché... non si sente quello che dice l'amico (sic!).
Look01 Inviato 27 minuti fa Inviato 27 minuti fa 20 minuti fa, Tronio ha scritto: Certo certo... come il peso ideale di una persona è l'altezza meno un metro o la misura di un calzino è uguale alla circonferenza del pugno... Fortunatamente questa antica credenza, retaggio dei tempi passati, è stata ormai superata dalle evidenze e a parte qualche nostalgico non si va più alla cieca ricerca di chi ce l'ha più grosso (il diametro...) ma al progetto che suona meglio: di sicuro c'è che un piccolo diffusore a due vie non ha fisicamente la capacità di riprodurre correttamente l'intera gamma di frequenze né di sonorizzare adeguatamente un ambiente ampio, ma per ottenere un buon risultato non è sufficiente aumentare le dimensioni o il numero delle vie. Se l'impianto è progettato male è di certo questo il risultato che si ottiene, indipendentemente dalle dimensioni dell'ambiente e dei woofer. Non a caso nel configurare un impianto prima si scelgono i diffusori e dopo un amplificatore adatto a pilotarli: se quest'ultimo non è adeguato alla bisogna inutile poi prendersela con l'ambiente, i diffusori o... i cavi! Ribadisco parlo di un ambiente di 15/18 mq poi non esistono solo mini diffusori ma ormai si trovano diffusori da stand a cui manca magari solo un' ottava sulle basse frequenze. Resta il fatto che in un ambiente di dimensioni ridotte avrai da un punto di vista musicale con un ottimo diffusore da stand i seguenti vantaggi: L'esperienza d'ascolto guadagna enormemente in profondità e svincolo del suono: I diffusori sembrano letteralmente sparire dalla stanza: la musica non appare provenire dai due cabinet, ma si proietta nello spazio circostante. La scena acustica (soundstage) risulta ben focalizzata, permettendo di percepire chiaramente la disposizione degli strumenti sul palco virtuale, sia in larghezza che in profondità, con un forte senso di aria tra i musicisti. 3. Velocità, microdinamica e senso del ritmo Avendo da muovere cono e volumi d'aria ridotti rispetto a imponenti woofer da pavimento, i woofer dei diffusori da stand offrono una risposta ai transienti estremamente rapida: Il micro-dettaglio (il respiro di un cantante, lo sfregamento delle dita sulle corde, il decadimento naturale di un piatto) viene reso con eccezionale precisione anche a volumi d'ascolto contenuti. Il senso del ritmo (PRaT - Pace, Rhythm and Timing) beneficia di un basso che, pur non scendendo nelle frequenze subsoniche, è estremamente teso, articolato e veloce, senza "code" o trascinamenti. 4. Naturalezza negli ascolti a basso volume In ambienti piccoli si tende spesso ad ascoltare a volumi moderati per non saturare la stanza. I diffusori da stand mantengono il loro equilibrio timbrico e la loro chiarezza anche a livelli d'ascolto bassi o serali, dove una torre rischierebbe di suonare spenta o, al contrario, di sbilanciarsi sulla gamma bassa se non sollecitata con la giusta pressione. Per quali generi musicali c'è il massimo beneficio? Eccellono con: Jazz (in particolare combo ridotti, trio con pianoforte, voci), musica da camera, cantautorato, musica acustica, rock classico e barocco. Mostrano i propri limiti con: Grandi orchestre sinfoniche, organo o musica elettronica ad altissimo impatto sulle primissime ottave (sotto i 40 Hz), dove la mancanza di peso della prima ottava si fa sentire, anche se la leggibilità del messaggio musicale resta spesso preferibile rispetto a un basso profondo ma fuori controllo. Ribadisco che sto parlando non di mini diffusori ma di ottimi diffusore da stand con Mid-woofer day 18 cm. Poi per carità ammetto che dati i miei gusti musicali la propagazione del suono, la trasparenza, la naturalezza, la riproduzione del dettaglio nel modo corretto sono parametri fondamentali.
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