Questo è un messaggio popolare. Lumina Inviato Lunedì alle 16:45 Questo è un messaggio popolare. Inviato Lunedì alle 16:45 Mi hanno regalato due classici della Ecm in cd, Officium di Jan Garbarek e Tabula Rasa di Arvo Part. li avevo già in vinile, ma non ho osato dirlo, mi pareva scortese. li ho ascoltati senza aspettarmi nulla e mi sono sorpreso di quanto suonino bene, e soprattutto di quanto la musica mi arrivi più direttamente, senza il soffio, pur lieve, del vinile, e soprattutto senza rumorini. Non rinnego gli scaffali pieni di vinili, ma con certi generi musicali il cd, a metà del costo, offre un ascolto più appropriato. Qualcuno penserà che scopro l’acqua calda, che è ovvio che sia così, ma a prescindere dal silenzio non mi aspettavo tanta qualità. 4
alexis Inviato Lunedì alle 17:09 Inviato Lunedì alle 17:09 Da me i vinili ECM hanno un silenzio tombale, ma ho una catena votata al vinile senza compromessi, e i vinili in casa ECM suonano sempre meglio dei rispettivi CD.. ma anche dei loro files HD, anche riprodotto con il migliore sistema analogico. In particolare ho riscoperto proprio Arvo Pärt, con Passio, opera pazzesca nche come timbrica e pulizia sonora..
one4seven Inviato Lunedì alle 17:12 Inviato Lunedì alle 17:12 Questo aspetto che hai colto, del silenzio, io lo apprezzai in maniera particolare in un disco capolavoro, sempre ECM, in cui il silenzio di fondo è a mio avviso un "nero essenziale" che fa da cornice, e cesella alla perfezione il suono delle sue percussioni. Soprattutto, e naturalmente, il berimbau. Parlo di "Saudades" di Naná Vasconcelos.
Lumina Inviato Lunedì alle 18:00 Autore Inviato Lunedì alle 18:00 48 minuti fa, one4seven ha scritto: Questo aspetto che hai colto, del silenzio, io lo apprezzai in maniera particolare in un disco capolavoro, sempre ECM, in cui il silenzio di fondo è a mio avviso un "nero essenziale" che fa da cornice, e cesella alla perfezione il suono delle sue percussioni. Soprattutto, e naturalmente, il berimbau. Parlo di "Saudades" di Naná Vasconcelos. Questo mi manca… lo metto subito nella lista desideri, grazie. 1
micfan71 Inviato Lunedì alle 18:44 Inviato Lunedì alle 18:44 Il silenzio del cd è diverso da quello del vinile, anche a parità di inudibilità. Il vinile ha un tappeto di fondo sconosciuto al digitale, nel bene e nel male. Anche io sto riscoprendo il piacere di ascoltare i cd: forse la maturità mi ha fatto finalmente capire che la ricerca spasmodica del meglio rischia di farci perdere di vista il bene che già si possiede. E che con questo stato d'animo la musica e l'impianto suonano meglio. 1
dariob Inviato Lunedì alle 18:49 Inviato Lunedì alle 18:49 1 ora fa, Lumina ha scritto: Non rinnego gli scaffali pieni di vinili, ma con certi generi musicali il cd, a metà del costo, offre un ascolto più appropriato. Qualcuno penserà che scopro l’acqua calda, che è ovvio che sia così, ma a prescindere dal silenzio non mi aspettavo tanta qualità. Anche meno della metà del costo, ma non importa. Se il disco è fatto bene, dimenticando la fascinazione visiva per quei bellissimi oggetti che sono i giradischi, la qualità del CD emerge.
SimoTocca Inviato 20 ore fa Inviato 20 ore fa Per chi ascolta musica classica il valore del “silenzio” è un valore incomparabile: La musica è il silenzio fra le note (frase celebre attribuita a Debussy). E il silenzio, con il vinile, non l’ho mai sentito … neppure laddove si usino giradischi milionari come l’Air Force One. Negli anni la (sacrosanta!) voglia di far suonare il digitale più naturale, più simile all’analogico, ha messo in ombra e fatto dimenticare i tantissimi vantaggi del digitale, il più importante dei quali è il silenzio. Non solo i malefici “tic e tac” in agguato in ogni solco vinilico…. Ma proprio il fruscio di fondo tipico delle registrazioni analogiche su vinile. Con l’avvento del digitale più avanzato, HiRes o SACD, si è riusciti ad abbinare i vantaggi del digitale al suono naturale analogico…. E quindi per me: Addio mia bella addio… (addio al vinile…intendo!). Ovviamente questi vantaggi del digitale sono meno utili se si ascolta Pop/Rock o, in alcuni casi, anche Jazz… 1
SimoTocca Inviato 20 ore fa Inviato 20 ore fa Peraltro, e qui chiudo, pur riconoscendo alle registrazioni ECM un gran valore tecnico (oltre che artistico) la ripresa del suono non è proprio sempre il massimo… e non mi riferisco solo al pianoforte di Keith Jarret… ma per esempio alle registrazioni ECM dove è prevista la grande orchestra… Lá..ecco.. lá bisogna lasciar fare alla Deutsche Grammophon, alla Decca, alla EMI/Warner, alla RCA …
SimoTocca Inviato 20 ore fa Inviato 20 ore fa Ehm… avevo detto che chiudevo ma questo ultimo pensierino lo devo aggiungere. Il silenzio, cioè il “nero assoluto” del digitale si apprezza ancor meglio all’ascolto in cuffia. La sensazione di “essere lá in sala” (seppure in posizione particolare, certo… meno palcoscenico, meno assai profondità… ecc) ascoltando da cuffie eccellenti, come le Stax… col digitale è il top! Con il vinile, l’ascolto è parecchio mortificato… (esperienza di circa 40 anni, la mia…). 1
OTREBLA Inviato 7 ore fa Inviato 7 ore fa Il silenzio assoluto del digitale penso che sia il vero vantaggio di questa tecnologia. La prima volta che lo ascoltai, in cuffia, mi parve che Guccini cantasse dietro di me. Fu una sensazione stranissima e sorprendente. Mi convinsi che il digitale era la svolta, e che tutti gli altri supporti avevano cessato improvvisamente di avere senso. In casa mia c'era un lettore CD portatile, lo avevano prestato a mio fratello. Ascoltavo tutti i giorni quel CD e altri che erano arrivati in dote temporanea col lettore. Il quale ci deliziò per qualche mese. Ricordo che già dopo un mesetto, forse un mese e mezzo, percepii che c'era qualcosa che non andava. E di lì fu una conferma continua, durata anni, fino al lettore cd Rega Planet, fino al lettore SACD Sony...c'era sempre qualcosa che non andava, anche con i SACD; E quel lettore SONY suonava benissimo (e costava parecchio). Quando un pomeriggio un negoziante mi fece ascoltare in contemporanea il mio CD di Henry Mancini e il corrispondente vinile, finalmente capii tre cose. Primo: il vinile suonava meglio. Secondo: il rumore di fondo a me non avrebbe dato alcun fastidio, purtuttavia era un difetto da tenere in considerazione. Così in ogni occasione che ascoltavo musica dal vivo badavo a verificare se potevo sperimentare quell'assenza totale di rumore di fondo del suono digitale; ovunque fossi, non succedeva mai. Qualche rumore di fondo c'era sempre. Impianti di condizionamento, eco di traffico stradale, il vento...persino il semplice vento, la pioggia, i rumori di chi sta vicino, ronzii misteriosi di natura elettrica, fruscii, ecc. Pertanto anche quell'unico vantaggio aveva cessato di esercitare su di me il suo innegabile fascino. Alberto. 1
micfan71 Inviato 7 ore fa Inviato 7 ore fa 17 minuti fa, OTREBLA ha scritto: finalmente capii tre cose. Primo: il vinile suonava meglio. Secondo: il rumore di fondo a me non avrebbe dato alcun fastidio, Terzo?
Armando Sanna Inviato 6 ore fa Inviato 6 ore fa Partirei da un presupposto: il silenzio assoluto in natura non esiste. In qualsiasi luogo, anche nel più remoto angolo della Terra, è sempre presente un sottofondo sonoro: lo stormire delle foglie, il soffio del vento, qualche rumore animale e così via. Il silenzio acustico assoluto è piuttosto una condizione artificiale, che ritroviamo anche nelle camere anecoiche, utilizzate per verificare e misurare determinate caratteristiche delle apparecchiature. È anche per questo che considero il suono analogico, con tutte le sue imperfezioni, i fruscii, i piccoli segni del tempo e dell'usura del supporto, per certi aspetti più vicino alla mia idea di riproduzione naturale. Questo non significa affatto che non apprezzi il digitale, anzi, ascolto con grande piacere anche il CD (ECM o altre etichette Act, 4AD, Axiom con piacere) mentre sono un po' meno convinto, almeno per i miei gusti, da alcune esperienze di musica liquida, soprattutto con le web radio . A casa mia, comunque, non viene bandita nessuna sorgente a priori. Che sia analogica o digitale, fisica o liquida, quello che conta è che sappia restituirmi la musica con soddisfazione, coinvolgimento e piacere d'ascolto. Alla fine, non sono le caratteristiche del supporto che mi interessano, ma la musica che riesce a farmi vivere. 2
Questo è un messaggio popolare. OTREBLA Inviato 5 ore fa Questo è un messaggio popolare. Inviato 5 ore fa 1 ora fa, micfan71 ha scritto: Terzo? Accidenti, hai ragione, la terza cosa non l'ho detta! Capii, proprio lì, all'interno di quel negozio Hi-Fi...che avrei venduto il mio impianto digitale, CD inclusi. Capii che era inutile passare dal Rega ad un lettore CD migliore, e poi al SACD e poi a chissà cosa; ma che dovevo proprio cambiare stile di ascolto, accettando i difetti del vinile, difetti di cui ero consapevole. E la prova di questa consapevolezza è che acquistai la macchina lavadischi PRIMA di iniziare ad acquistare i dischi. Alberto. 1 2
Armando Sanna Inviato 2 ore fa Inviato 2 ore fa 3 ore fa, OTREBLA ha scritto: E la prova di questa consapevolezza è che acquistai la macchina lavadischi PRIMA di iniziare ad acquistare i dischi. Meriti un sorriso grandissimo 😁😁😁😁
Lumina Inviato 2 ore fa Autore Inviato 2 ore fa 5 ore fa, OTREBLA ha scritto: Il silenzio assoluto del digitale penso che sia il vero vantaggio di questa tecnologia. La prima volta che lo ascoltai, in cuffia, mi parve che Guccini cantasse dietro di me. Fu una sensazione stranissima e sorprendente. Mi convinsi che il digitale era la svolta, e che tutti gli altri supporti avevano cessato improvvisamente di avere senso. In casa mia c'era un lettore CD portatile, lo avevano prestato a mio fratello. Ascoltavo tutti i giorni quel CD e altri che erano arrivati in dote temporanea col lettore. Il quale ci deliziò per qualche mese. Ricordo che già dopo un mesetto, forse un mese e mezzo, percepii che c'era qualcosa che non andava. E di lì fu una conferma continua, durata anni, fino al lettore cd Rega Planet, fino al lettore SACD Sony...c'era sempre qualcosa che non andava, anche con i SACD; E quel lettore SONY suonava benissimo (e costava parecchio). Quando un pomeriggio un negoziante mi fece ascoltare in contemporanea il mio CD di Henry Mancini e il corrispondente vinile, finalmente capii tre cose. Primo: il vinile suonava meglio. Secondo: il rumore di fondo a me non avrebbe dato alcun fastidio, purtuttavia era un difetto da tenere in considerazione. Così in ogni occasione che ascoltavo musica dal vivo badavo a verificare se potevo sperimentare quell'assenza totale di rumore di fondo del suono digitale; ovunque fossi, non succedeva mai. Qualche rumore di fondo c'era sempre. Impianti di condizionamento, eco di traffico stradale, il vento...persino il semplice vento, la pioggia, i rumori di chi sta vicino, ronzii misteriosi di natura elettrica, fruscii, ecc. Pertanto anche quell'unico vantaggio aveva cessato di esercitare su di me il suo innegabile fascino. Alberto. 3 ore fa, Armando Sanna ha scritto: Partirei da un presupposto: il silenzio assoluto in natura non esiste. In qualsiasi luogo, anche nel più remoto angolo della Terra, è sempre presente un sottofondo sonoro: lo stormire delle foglie, il soffio del vento, qualche rumore animale e così via. Il silenzio acustico assoluto è piuttosto una condizione artificiale, che ritroviamo anche nelle camere anecoiche, utilizzate per verificare e misurare determinate caratteristiche delle apparecchiature. È anche per questo che considero il suono analogico, con tutte le sue imperfezioni, i fruscii, i piccoli segni del tempo e dell'usura del supporto, per certi aspetti più vicino alla mia idea di riproduzione naturale. Questo non significa affatto che non apprezzi il digitale, anzi, ascolto con grande piacere anche il CD (ECM o altre etichette Act, 4AD, Axiom con piacere) mentre sono un po' meno convinto, almeno per i miei gusti, da alcune esperienze di musica liquida, soprattutto con le web radio . A casa mia, comunque, non viene bandita nessuna sorgente a priori. Che sia analogica o digitale, fisica o liquida, quello che conta è che sappia restituirmi la musica con soddisfazione, coinvolgimento e piacere d'ascolto. Alla fine, non sono le caratteristiche del supporto che mi interessano, ma la musica che riesce a farmi vivere. Capisco, in astratto. Il problema è che nel 2026 il più grande stampatore di vinili al mondo è GZ, Repubblica Ceca, che mi ha costretto a cambiare tre copie di With Every Breath I Take di Cecile McLorin Salvant. Doppio album a 45 giri, essenzialmente voce e orchestra. La peggiore stampa che abbia mai ascoltato. Fruscii insopportabili, rumori di tutti i i tipi in tutte e tre le copie, roba da masochisti, prima di passare al cd. 🤬
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