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Una bella cavalcata tra i media digitali domestici di (in)successo


ediate
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Navigando sul web mi sono imbattuto in questo bel video che illustra tutti o quasi i media digitali domestici, i loro successi (più spesso insuccessi) in un cammino che porta dalla cassetta alla DCC, poi al MiniDisc, infine all'iPod. Il video nasce come storia del MiniDisc (si vedono modelli bellissimi in tutti i formati possibili - walkman, autoradio, boombox, da tavolo - moltissimi suppongo non importati qui) analizzando i perchè del parziale insuccesso del formato e la nascita poi di nuove opportunità digitali che ne hanno decretato la scomparsa. E' un occasione per vedere (ed eravamo già nella fase calante dell'hifi...) le produzioni più disparate, anche nelle derivazioni professionali, con apparecchi magnifici su cui Sony aveva investito moltissimo perchè credeva ciecamente nel formato. Ha resistito vent'anni...

https://www.openculture.com/2021/06/the-story-of-the-minidisc.html

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Pimpinotto

Mi è capitato di andare alcune volte in Giappone tra il 1999 e il 2001 e, in quel periodo, il Mini Disc era diffusissimo ovunque sia con registratori hifi da tavolo, da inserire negli impianti hifi che montato su compattoni e radioni portatili.

Casomai, dalle nostre parti, non ha avuto successo anche perchè, nella fase iniziale fu parecchio osteggiato da diversi ns critici audio che, nelle loro recensioni, gli trovarono un mucchio di difetti sonici che, sinceramente, non notai assolutamente quando provai a casa per alcuni giorni, nel mio impianto, il primo apparecchio portatile della Sony.

Sarò maligno ma, in Europa qualcuno aveva paura che il MD prendesse piede e rendesse la contemporanea DCC un flop, anche perchè era molto più comodo (supporto di dimensioni molto più contenute della DCC e accesso velocissimo a qualunque brano).

  • Melius 2
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11 ore fa, Pimpinotto ha scritto:

Sarò maligno ma, in Europa qualcuno aveva paura che il MD prendesse piede e rendesse la contemporanea DCC un flop, anche perchè era molto più comodo (supporto di dimensioni molto più contenute della DCC e accesso velocissimo a qualunque brano).

La penso anche io come te, soprattutto per quanto riguarda l'accesso sequenziale alla DCC, già anacronistico per i tempi. Certamente i nastri hanno una ottima durabilità nel tempo, non a caso, per esempio, ad uso backup i DAT circolano ancora alla grande.

Ma, in realtà, ciò che volevo dire è che a posteriori (sì, avete ragione, non ci vuole un genio) non è che ostacolando il MD alla DCC sia andata tanto meglio 🙂 🙂 Probabilmente era già tardi per un qualsiasi nuovo supporto fisico, con quel che comporta, con l'informatica che stava prendendo piede (nuovi codec) e gli storage che, in rapporto allo spazio, calavano di prezzo..

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Paolo 62

L'unico vantaggio dei registratori DCC era la possibilità di leggere le vecchie cassette analogiche ma un appassionato per poterle abbandonare avrebbe dovuto sostituire il lettore per auto, il radioregistratore e il walkman con modelli a DCC. Oltretutto i registratori a DCC costavano quasi come i DAT.

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  • Administrators
cactus_atomo

resyo dell'idea che la proliferazione di formati tra loro incompatibili non sia un bene ne per i consumatori ne per i èroduttori. ai tempi delle reflex quante volte mi capitava di vedere chi neppure sapeca caricare un rollino. il successo della cassetta k7 philps è che era uno standard usable liberamente a patto di non modificarlo. prima esistevano altre cassette simili ma tutte incompatibili tra loro- il mercato vuole sandard consolidati, l'tente medio non vuole avere enne media diversi e incompatibili, la comodità vinca sulla superiorità- i produttori sperano di ingrassare con il loro standard e si fanno una guerra uicda, ricordare la quadrifonia, 3 standard, sq, qs e matrix, un problema per i produttori di hw di sw e per gli utenti. 

un formato per registrare va bene, 10 sono un suicidio.

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Pimpinotto
23 minuti fa, nick ha scritto:

Ma, in realtà, ciò che volevo dire è che a posteriori (sì, avete ragione, non ci vuole un genio) non è che ostacolando il MD alla DCC sia andata tanto meglio 🙂 🙂 Probabilmente era già tardi per un qualsiasi nuovo supporto fisico, con quel che comporta, con l'informatica che stava prendendo piede (nuovi codec) e gli storage che, in rapporto allo spazio, calavano di prezzo..

Ti do ragione.

Iniziava a essere tardi anche perchè, intorno al 2001 - inizi 2002 (nel 2002 feci l'ADSL con Tiscali) fecero capolino i primi contratti ADSL a prezzi molto popolari che consentivano velocità di download impensabili per le normali connessioni con modem su linea PSTN e, quindi, permisero, di li a poco, la nascita dei primi servizi di download di musica sia gratis che a pagamento.
Per non parlare della diminuzione molto repentina dei prezzi dei masterizzatori informatici e relativi supporti che erano utilizzabili molto facilmente per copiare i CD musicali.

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@Pimpinotto C'è da dire, comunque, che il MiniDisc ha delle "genialate" che un MP3 non ha: la possibilità di combinare con enorme facilità due o più brani in uno, la possibilità di dividere un brano in più spezzoni, rinominare a piacere la "sequenza" dei brani (far diventare il primo il terzo, il terzo il quarto, il quarto il primo). Tutte cose che si potevano/possono fare con un MiniDisc portatile, non c'era bisogno certamente di un computer... è stata una genialata non capita dai più. La DCC suonava molto meglio del MiniDisc grazie alla compressione più "bassa" (prendeva un campione su quattro, mentre il MiniDisc ne prende uno su cinque) e al conseguente bit-rate più alto (384 Kbps contro 292). Però la DCC pagava "lo scotto" di un media sequenziale, mentre il MiniDisc era facile, agevole, veloce e sicuro come un CD. In più la DCC col tempo si è rivelata inaffidabilissima (spesso basta cambiare deck e una registrazione non si sente più, o con lo stesso registratore si è afflitti - specie con i nastri DCC di prima generazione - dai drop-out che silenziano tratti di brano senza pietà) mentre i MiniDisc sono del tutto compatibili tra loro e non hanno, ovviamente, nessun problema di dropout.

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Pimpinotto
36 minuti fa, ediate ha scritto:

C'è da dire, comunque, che il MiniDisc ha delle "genialate" che un MP3 non ha: la possibilità di combinare con enorme facilità due o più brani in uno, la possibilità di dividere un brano in più spezzoni, rinominare a piacere la "sequenza" dei brani (far diventare il primo il terzo, il terzo il quarto, il quarto il primo). Tutte cose che si potevano/possono fare con un MiniDisc portatile, non c'era bisogno certamente di un computer... è stata una genialata non capita dai più.

Alcune me le ricordo abbastanza bene in quanto, quando provai quel registratore portatile (era il primo commercializzato in Italia, si chiamava MR-Z1?), ebbi modo di smanettarci un pochino e ci registrai diversi dischi di eccellente qualità (vari OMR e UHQR) per trovarne i limiti.

Tra l'altro, nonostante fosse un portatile era dotato di ingresso e uscita digitale ottica (seppure su connettori proprietari per cui occorreva acquistare a parte i cavi ottici dedicati) quindi, volendo, si potevano bypassare i convertitori A/D e D/A interni ottenendo sicuramente un miglioramento della qualità sonora. L'unico grosso difetto che trovai in quell'apparecchio era il prezzo di circa un milione delle vecchie lire (parliamo del 1997 o 1998 curca). 
.
La differenza del tasso di compressione tra i due formati non mi pare così eclatante (75% contro 80%) per attribuire solo a tale fattore le differenze soniche
Se, come dici, tu la DCC suonava notevolmente meglio del MD probabilmente era dovuto a degli algoritmi di compressione /decompressione migliori (nel senso che preservavano maggiormente l'integrità del segnale originale) e, magari a una migliore qualità delle sezioni analogiche e di conversione A/D e D/A.
.
C'è da dire, però, che Sony, nel tempo ha migliorato gli algoritmi di compressione dell'ATRAC per cui le macchine MD più moderne dovrebbero suonare meglio delle precedenti in virtù di algoritmi di compressione/decompressione sempre più evoluti per quanto, presumo "retrocompatibili" (spero di non aver scritto una enormità). Tra l'altro, se la memoria non mi inganna, negli anni successivi, quando l'interesse per la DCC scemò, Audio Review testò alcuni apparecchi MD da tavolo della Sony con risultati sia strumentali che di ascolto lusinghieri. 

  • Melius 1
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@Pimpinotto

Adesso, Pimpinotto ha scritto:

C'è da dire, però, che Sony, nel tempo ha migliorato gli algoritmi di compressione dell'ATRAC per cui le macchine MD più moderne dovrebbero suonare meglio delle precedenti in virtù di algoritmi di compressione/decompressione sempre più evoluti

Verissimo. L'ultima evoluzione dell'ATRAC (la 4) registra e riproduce benissimo, senza alcuna differenza rispetto alla sorgente. Con la musica classica, si nota un pizzico di mancanza di ambienza, che la rende piuttosto "strana" all'ascolto, cosa che non la DCC non si nota. E' probabile che essendo il 90% dei registratori DCC da tavolo mentre il 90% dei MiniDisc è portatile, nei primi ci siano convertitori A/D-D/A di migliore qualità - l'ultima versione della DCC usava convertitori a 18 bit - rispetto al MiniDisc. Però il mio MiniDisc professionale Tascam MD-801R MkII riproduce e registra da favola, ma stiamo parlando di un apparecchio costosissimo quando era in produzione che quattro/cinque anni fa ho preso per tre piatti di lenticchie... già oggi "veleggia" sui 1000 euro (io lo presi a 150...).

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Jonas Rainer

Come regalo di diploma, nel 2000 mi fù regalato un bellissimo MDS-JB930 della Sony. 

Ci avrò registrato una 30 ina di minidisk. Era ottimo anche come DAC (ci collegavo il Marantz CD57 tramite l'ingresso coassiale).

A dire il vero, a me piaceva tutta le serie QS, solo che al tempo, volevo Marantz a tutti i costi (l'anno prima presi CD57MKII e PM68).

Menomale che dopo riuscii a recuperare il lettore CD della stessa serie (con il fixed pickup)

 

  • Melius 1
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