talli. Inviato 16 Settembre 2021 Inviato 16 Settembre 2021 @manta sono abbastanza d'accordo è non è tra i miei preferiti, ma io rispondevo alla domanda su file o cd registrato bene e non sulle interpretazioni preferite 🙃
mozarteum Inviato 16 Settembre 2021 Inviato 16 Settembre 2021 Karajan 1962 suona piu’ che bene e da li’ si deve partire a mio superbo avviso 1
Membro_0013 Inviato 18 Settembre 2021 Inviato 18 Settembre 2021 Le due sinfonie registrate da Currentzis (la 5a e la 7a) mi vedono in sintonia con Nicola Campogrande: per quel poco che ne capisco, tagliano in due la storia dell'interpretazione beethoveniana; segnano un confine tra il prima ed il dopo. Non vi è soltanto la cura certosina del suono e del fraseggio, ma vi è un senso del chiaroscuro inusitato, un contrasto tra l'elemento tragico e l'elemento trionfale e dionisiaco che raggiunge vette di grande coinvolgimento emotivo. Currentzis, lo so, non è per tutti: o si ama o si odia, senza mezze misure, ma per me è il direttore più originale del nostro tempo. Poi c'è Jordi Savall, che alle soglie degli 80 anni ci ha regalato un Beethoven vigoroso e ricco di colori, e non solo nella 3a e nella 5a, più vicine al suo temperamento, ma anche in quelle sinfonie a torto definite "minori", a cui ha dato spessore drammatico. La buona notizia è che il ciclo verrà completato quest'autunno, e quindi potremo presto goderci anche le 4 non ancora registrate. Siamo nell'uno e nell'altro caso in presenza di registrazioni con strumenti d'epoca. Ormai si va in quella direzione, come è già accaduto con la musica barocca. Gli strumenti d'epoca hanno una ricchezza coloristica che gli strumenti moderni non hanno: questi ultimi, anche sotto la direzione di grandi artisti, ci offrono un Beethoven addomesticato e "perfettino" dal punto di vista timbrico, e non danno l'idea neppure alla lontana di come fosse rivoluzionario il suo approccio, di come portasse al limite estremo le possibilità offerte dagli strumenti a sua disposizione. Infatti, se volessi rivolgermi ad altri che non siano Currentzis o Savall, cercherei l'integrale di Gardiner o - per una visione meno estrema - quella di Van Immerseel o la prima delle due realizzate da Bruggen.
gabel Inviato 18 Settembre 2021 Inviato 18 Settembre 2021 1 ora fa, Don Giuseppe ha scritto: tagliano in due la storia dell'interpretazione beethoveniana; segnano un confine tra il prima ed il dopo A me sembra un po’ prematuro fare affermazioni del genere, a prescindere dal fatto che si ami o meno Currentzis. Troppe volte, in passato, si è gridato al “miracolo”, al nuovo “inaudito”, e poi non fu così. Il tempo, in generale, “mette in bolla” molti giudizi. Staremo a vedere (anzi, a sentire!). 😉
mozarteum Inviato 18 Settembre 2021 Inviato 18 Settembre 2021 8 ore fa, Don Giuseppe ha scritto: Le due sinfonie registrate da Currentzis (la 5a e la 7a) mi vedono in sintonia con Nicola Campogrande: per quel poco che ne capisco, tagliano in due la storia dell'interpretazione beethoveniana; segnano un confine tra il prima ed il dopo Sentite dal vivo al Mozarteum. Non tagliano niente 2
Membro_0013 Inviato 19 Settembre 2021 Inviato 19 Settembre 2021 @mozarteum de gustibus. Io lo ho ascoltate on streaming decine di volte, ed ogni volta mi sorprendono. Ma ho scritto anche che Currentzis divide gli appassionati e non è detto che piaccia a tutti. Infatti....
maverick Inviato 19 Settembre 2021 Inviato 19 Settembre 2021 7 ore fa, Don Giuseppe ha scritto: Ma ho scritto anche che Currentzis divide gli appassionati e non è detto che piaccia a tutti. Infatti.... non l'ho mai sentito dal vivo ( mica sono @mozarteum ...) però dalle registrazioni mi sembra molto, molto interessante. Forse "estremo", .. io non mi staccherò mai da Abbado, o Karajan, .. o Walter, però questo Currentzis per me ha molto da dire, .. e non va sottovalutato. Ha idee chiare, anche se possono non piacere a tutti, come è ovvio, ed è stato detto più volte anche qui.
gabel Inviato 19 Settembre 2021 Inviato 19 Settembre 2021 A volte da la sensazione di voler essere originale per forza (vedi la sua versione della quinta).
adolfo1947 Inviato 19 Settembre 2021 Inviato 19 Settembre 2021 @gabel Anche Furtwangler con i suoi "tempi" e ai suoi tempi è stato originale,
maverick Inviato 20 Settembre 2021 Inviato 20 Settembre 2021 8 ore fa, adolfo1947 ha scritto: Anche Furtwangler con i suoi "tempi" e ai suoi tempi è stato originale, tutto il mondo musicale è concorde nel considerarlo imprescindibile, e non solo in Beethoven. Ho preso il cofanettone tutto Furtwaengler di 55 cd , sembra rimasterizzato al meglio, ... in uscita a fne settimana, .. speriamo bene
mozarteum Inviato 20 Settembre 2021 Inviato 20 Settembre 2021 Currentzis piace molto anche a me e ne ho apprezzato molte cose ma dire lo spartiacque ecc e’ troppo. C’e’ una ipercinesi di fondo che alla lunga stanca e risulta anche prevedibile anche se, va detto, non e’ mai a discapito dell’organizzazione musicale. Quello che manca un po’ agli interpreti di oggi e’ il pensiero musicale di cui parla Furtwangler nel suo libro parola e musica e cioe’ saper vedere nel pezzo musicale non solo delle note ben organizzate ma un mondo poetico che va oltre le note. Nel Beethoven di Furtwangler c’e’ Kant nei pressi, in quello di Currentzis la linea dell’alta velocita’ 1
nebraska Inviato 20 Settembre 2021 Inviato 20 Settembre 2021 @oscilloscopio Furtwangler è nella rosa degli imprescindibili, non lasciamoci fuorviare dalla qualità delle registrazioni non sempre perfette..
mozarteum Inviato 20 Settembre 2021 Inviato 20 Settembre 2021 Anche perche’ c’e’ una settima in giro che sembra posseduto da Dioniso e fa impallidire tutti i presciosi d’oggidi’ 1
maverick Inviato 20 Settembre 2021 Inviato 20 Settembre 2021 3 ore fa, nebraska ha scritto: Furtwangler è nella rosa degli imprescindibili, non lasciamoci fuorviare dalla qualità delle registrazioni non sempre perfette.. vi dirò presto se nell'ultima edizione, che dicono completamente rimasterizzata, è stato fatto qualche passo in avanti, .. ovviamente compatibilmente con i nastri dell'epoca che sono quello che sono. Ma ho sentito altre registrazioni, degli anni '40 e '50 che dopo un lavoro di maquillage sono risultate assolutamente godibili.
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