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L'eterna polveriera balcanica


Velvet
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Sono passati i secoli e passati i decenni recenti in cui nei Balcani si sono susseguite guerre di ogni tipo eppure c'è sempre una fiammella che arde sotto a quelle popolazioni.

 

https://www.huffingtonpost.it/entry/barricate-in-montenegro-nellincubo-della-grande-serbia_it_613476ece4b0eab0ad99ccc7

 

I convinti nazionalisti nostrani dovrebbero dare uno sguardo alla storia di quei paesi europei dove nazionalismo e religione hanno formato un mix micidiale che ha causato morte, isolamento, conflitti e infine povertà.

 

 

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2 ore fa, Velvet ha scritto:

I convinti nazionalisti nostrani dovrebbero dare uno sguardo alla storia di quei paesi

Cosa vuoi che guardi gente che per due voti in più sarebbe disposta a vendere la madre...

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Per dire di averla vinta contro un balcanico dovresti farlo a pezzi, distruggere le parti con metodi diversi, sepellire i resti a migliaia di km l'uno dall'altro, e ancora non basterebbe.  Come dicono le mie cuggine nate a Pola: Con loro puoi ottener ragione dai padri, ma non l'avrai dai figli. 

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sono stato in giro per un pezzo di bosnia giusto due anni fa l’ultima volta... 

ricominceranno presto a mio avviso. Giusto il tempo di perdere la memoria diretta della precedente strage e ricominceranno un’altra volta.

D’altra parte col guazzabuglio di “stato” messo insieme per far cessare l’ultimo tutti contro tutti...

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Suddivisioni_della_Bosnia_ed_Erzegovina

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10 minuti fa, Martin ha scritto:

Per dire di averla vinta contro un balcanico dovresti farlo a pezzi, distruggere le parti con metodi diversi, sepellire i resti a migliaia di km l'uno dall'altro, e ancora non basterebbe.  Come dicono le mie cuggine nate a Pola: Con loro puoi ottener ragione dai padri, ma non l'avrai dai figli. 

Per me è stata illuminante molti anni fa la lettura del celebre libro "il ponte sulla Drina", dove abbracciando la storia di molti secoli l'autore ci fa capire come uno sgarro subito nel '500 può essere ancora ai giorni nostri considerato un affronto da lavare col sangue ad ogni buona occasione.

 

Poi qualche viaggio in Serbia, Bosnia, Croazia ecc mi ha fatto capire molto del carattere di questi popoli che definire "orgogliosi" sarebbe un pallido eufemismo.

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3 minuti fa, Jack ha scritto:

D’altra parte col guazzabuglio di “stato” messo insieme per far cessare l’ultimo tutti contro tutti...

Paradossalmente l'esperimento jugoslavo del maresciallo è stato il periodo di pace più lungo che abbia visto convivere quei popoli sotto uno stesso tetto in una federazione piuttosto ben congegnata dal punto di vista degli equilibri cultural-religiosi. Purtroppo le spinte centrifughe sopite per decenni sotto la cenere poi hanno creato quello che sappiamo.

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1 minuto fa, audio2 ha scritto:

era pace costretta e repressa

Mica tanto, dal punto di vista delle libertà personali la jugoslavia era quasi a livello dei paesi europei. Certo economicamente non lo era, ma come federazione funzionicchiava piuttosto bene e non c'era la povertà che caratterizzava gran parte del blocco sovietico. Purtroppo nel passaggio totale all'economia di mercato il pueblo ha dato ascolto ai cattivi maestri (più o meno tutti finiti al gabbio per crimini di guerra) che hanno convinto ogni nazionalità di essere superiore alle altre e più meritevole di prendere in mano i destini della patria.

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Adesso, Jack ha scritto:

intendevo il guazzabuglio che è stato messo insieme in Bosnia

Già, son quelle cose fatte col bilancino e la calcolatrice che non hanno grande aspettativa di durata. Prima o poi salta il tappo 

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2 minuti fa, Velvet ha scritto:

non c'era la povertà che caratterizzava gran parte del blocco sovietico

non so, io l' ho girata abbastanza nel periodo pre guerre e secondo me erano letteralmente con le pezze al sedere.

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4 minuti fa, audio2 ha scritto:

non so, io l' ho girata abbastanza nel periodo pre guerre e secondo me erano letteralmente con le pezze al sedere.

anche secondo me, ma credo solo gli ultimi 10-15 anni prima del patatrac che la fece esplodere.

Prima, pur nell’idea folle dell’appiattimento socialista, stavano meglio dei satelliti di Mosca. Secondo me.

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Da un punto di vista oggettivo l'economia jugoslava fu abbastanza florida (relativamente ad un paese socialista) fino alla fine degli anni '70. Dopo la morte di Tito (1980) si innescò una spirale inflattiva enorme, aumentò il debito e la moneta divenne carta straccia. Si salvarono bene le regioni costiere in ragione del turismo e del grande afflusso di moneta straniera. In Istria e Dalmazia le pezze al chiulo non le ha mai avute nessuno, ma sicuramente all'interno le cose erano ben diverse.

Ante Markovic a fine anni '80 introdusse pesantissime riforme per portare il paese verso l'economia di mercato con ampie privatizzazioni, ma in breve tempo dovette scontrarsi con i simpaticoni a capo dei governi federali che arrivarono addirittura ad introdurre dazi doganali all'interno della stessa federazione (i dazi sono un cavallo di battaglia di ogni buon nazionalista con mire dittatoriali).

Di lì ad un anno sarebbe scoppiata la carneficina che sappiamo.

5 minuti fa, Jack ha scritto:

anche secondo me, ma credo solo gli ultimi 10-15 anni prima del patatrac che la fece esplodere

Esattamente. 

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2 minuti fa, vaurien2005 ha scritto:

un po’ betonata da digerire

Si non una passeggiata ma merita se ci si vuole fare un'idea meno superficiale dei meccanismi che animano quelle regioni.

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Ricordo una volta sull’isola di Kvar un poliziotto mi fece una partaccia per farmi pagare una multa “estorta” (era banale corruzione di sopravvivenza)... mollai chiedendo quanto volesse dunque... mi chiese una cifra spropositata in dinari che al cambio risultavano essere ben... 1500 lire di fine ‘80s 😁

ma poco prima anche la spagna viaggiava su quelle cifre. 

È il destino delle società illiberali essere precarie e di scarso valore, monetario e reale.

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@Jack Ah bè, la polizia federale (che viaggiava con le potentissime Zastava 101) la si metteva in conto nel viaggio. Sapevi che ti avrebbero fermato prima o poi, e  dovevi avere qualche marco in tasca oppure un rotolone di dinari.

D'altronde erano quasi tutti serbi o croati dell'interno, con miseri stipendi che non stavano dietro all'inflazione.

L'intraprendente pescatore istriano il quale apriva il grill nel cortile di casa per i turisti che negli anni 80 arrivavano già da mezza europa per godersi le meravigliose coste ancora intatte ed il mare cristallino, a confronto del poliziotto era miliardario.

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