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Il Don Giovanni secondo Currentzis e Castellucci


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3 minuti fa, Alpine71 ha scritto:

E' il sotteso, il non detto che la rende un'opera mirabilmente morbosa, scabrosa.

 

 

Ma certo, è quello che ho detto anc'hio, parlando delle "sottotestualità" .., e quindi c'è una dinamica interiore, profonda che la "didascalia" registica invadente e stravagante, distraente, finisce per soffocare...

 

 

11 minuti fa, Alpine71 ha scritto:

personalmente l'ho vista da sempre dinamica nel secondo modo che tu hai indicato, per il simbolismo e per le allegorie che sono indicate, nonchè per la musica, che è superbamente movimentata; ma tutto questo deve essere, a mio modo di vedere beninteso, rappresentato allo spettatore. 

 

La regia in musica non si dovrebbe "quasi" vedere.., se non quella che l'autore imprime nelle note stesse.., nella musica, nelle costruzioni, architetture, scenografie musicali.., sovrapporre a questo le regie naturalistiche, "teatrali", è fare grave danno.., è il teatro che si sovrappone e soffoca la musica.., distogliendo l'attenzione dell'ascoltatore.  Poi ci sono le buone regie non "narcisistiche" che tendono a rubare la scena alla musica e allora ben venga.., ma  il "teatro della rappresentazione di questo Don Giobanni  è davvero pessimo, per me, ovviamente... tutti rispondiamo al ostro "desiderio", al piacere o dispiacere provato..., nulla è in assoluto.

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Il 8/9/2021 at 23:12, mozarteum ha scritto:

Strepitoso il finale, e’ il delirio solitario di Don Giovanni che chiude una vita irrisolta e si traforma anche esso in statua. Ma stuatue saranno anche gli altri, ciascuno secondo quello che fu in vita… quindi

Donna Anna spiritata perche’ vive in squilibrio emotivo molto piu’ di Elvira e Zerlina

Magnifica la resa di Don Ottavio

 

 

Ma questo è già nella musica, nel "libretto", nello scavo psicologico musicale e letterario, la regia non fa che ripetere didascalicamente ciò che appartiene già allo pirito e ai significati allegorici ed espliciti della partitura, del testo. ...

Don Ottavio una gran bella voce, in effetti.

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Sara’ pure nella

musica ma in scena abbiamo visto don giovanni sprofondare all’inferno (sai che acume) oppure sparire oppure ricomparire sornione alle spalle dei “sopravvissuti” (Carsen alla Scala). Nella musica c’e’ molto ma il teatro lirico e’ fatto di regia anche e bisogna averne viste molte per fare qualche paragone.

Provate a vedere il dvd di Furtwangler ad esempio o il Don Giovanni di Streheler alla Scala: roba polverosissima

Grande Castellucci Il Fellini dell’ opera

 

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3 ore fa, stanzani ha scritto:

questo e' stato un gran bel don giovanni secondo me https://www.teatroecritica.net/2019/10/grigio-e-annoiato-english-man-il-don-giovanni-di-vick/

Graham Vick mi manchera' 

 

 

Trucidino alquanto ma ci sta.., divertente come dicevo, mi sono ricordato però che mentre il don giovannibgrida "viva le femmine, viva il buon vino" , si scola sbracato sul divano il tavernello nello scatolotto di carta... 😄

 

 

2 ore fa, stanzani ha scritto:

Current is e jacobs non mi dispiacciono anche se quel famoso strano a volte mi da sui nervi e devo corre a riascoltare giulini... 

 

Del Don GIovanni di Jacobs conosco solo l'edizione in CD, non so se ne esista una audio-video, non so se ti riferisci alla sola regia, sul piano musicale direi che non ha nulla del famolo strano.., anzi, personalmente la trovo sublime, una chiave di lettura filologica, "corretta", una musicalità squisita, assolutamente "libera", stimolante, senza essere imbalsamata o schematica.

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7 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Sara’ pure nella

musica ma in scena abbiamo visto don giovanni sprofondare all’inferno (sai che acume) oppure sparire oppure ricomparire sornione alle spalle dei “sopravvissuti” (Carsen alla Scala).

 

 

Sarà anche prevedibile, ma questo immaginario comune e risaputo, è lo stesso che suggerisce il libretto e la partitura musicale. Cosa facciamo, riscriviamo entrambi per poterla fare diversa? Facciamo precipitare Tosca dalla rupe tarpea per dare una smossa alla "consuetudine"?

Si potrà vedere cento volte don giovanni precipitare nelle fiamme.., ma lo si potrà vedere ogni volta in modo diverso con gli occhi dell'immaginazione.., non occorre che vi sia chi faccia scorrere le didascalie.., è la musica che deve prendere e pentrare nella coscienza e nell'inconscio dell'ascoltatore, dove l'immagine regista deve restare al suo servizo". e non imporsi narcisisticamente... Mettici poi un direttore narcisistico come Correntitz.., abbiamo fatto il pieno...

Non sono queste cose che fanno il profofondo significato musicale, la sua essenza estetica e poetica.

 

Tra l'altro.., le donnine nude o in calzamaglia aderente.., le banalissime simbologie sessuali di Castellucci, per non parlare di tante altre banalità stra-viste, presentate solo con una masherina diversa, sono l'originalità?

 

 

 

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10 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Ma no che trucido spettacolo molto raffinato anzi. L’hai visto era a Roma

 

 

Trucido non l'estetica, lo spettacolo.., bensì la rappresentazione registica dei personaggi e degli ambienti.., ìnzomma lo "zampillo" fisiologico che fa il don giovanni dietro il divano non s'era mai visto in una regia d'opera.., geniale! 😄

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23 ore fa, mozarteum ha scritto:

Analogico il teatro d’opera non fa per te sient’amme. Ti stimo per tutto il resto

 

 

E vabbè.., è già qualcosa 😄 ... ovviamente il senso della stima è reciproco; anche quando non si è pienamente d'accordo "macroscopicamente, c'è sempre da cogliere uno o più  motivi di interesse, una personale, sensibile, sincera e rispettabile "verità" in quel che esprimiamo. Nessuno ha le "verità" tutte solo nelle sue proprie tasche... ☺️

  • Melius 1
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il don giovanni è la mia opera preferita, vista diverse volte a teatro ed ascoltata in diverse esecuzioni in disco o in cd. mi ascolterò appena posso anche la versione suggerita da @mozarteum. Premetto che bon sono amante delle regie "originali", piccole variazioni sul tema ok, ma ci sono cose che proprio reputo fuori posto

Il don giovanni è opera difficile, comica, tragica, malinconica, parte da un testo edificante spagnolo che come la nemesi è diventato il cobntrario della tesi che voleva dimostrare.

Richiede una direzione energica, non mollacciona, e ottime voci, mentre purtroppo spesso i cantanti lirici si avvicinano a moxart perchè pensano che sia un reperorio facile (ecezione l'aria della regina della notte). Ma non è così

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Un grazie a @analogico_09 per la sua radicale stroncatura di questo Don Giovanni. Come sempre, sostenuta da argomenti pertinenti e interessanti. Devo dire, tuttavia, che non potrei essere più in disaccordo 🙂.

Certo, si può discutere sulle qualità di alcuni cantanti, che anche a me non sono piaciuti (in quale realizzazione teatrale questo non succede, tuttavia?). Ma resto dell'idea, espressa all'inizio da @mozarteum, che questo Don Giovanni sia straordinario. Le ragioni sono tante. La prima che mi viene in mente è il perfetto connubio tra interpretazione musicale e realizzazione scenica. Currentzis e Castellucci lavorano perfettamente all’unisono per realizzare una precisa concezione artistica di quest’opera. Sotto questo profilo, non sono d’accordo sul fatto che la regia “non si dovrebbe vedere”. Sono convinto che non esistano dogmi o canoni universali in musica, né tanto meno nel teatro in musica. Già ai tempi di Mozart Goldoni si chiedeva, non senza una certa dose di invidia, come mai quest’opera riscuotesse tanto successo tra il pubblico. Dopo tutto, non rispettava nessuno dei canoni estetici della tradizione aristotelica e doveva essere giudicata per forza brutta, senza possibilità di appello. E in effetti sono la partitura e il libretto del Don Giovanni a infrangere per primi le regole estetiche del tempo. Questo elemento trasgressivo c'è nella realizzazione di Castellucci, ma non è fine a se stesso. La presenza invadente aspetti scenici serve a sottolineare la lettura della partitura offerta da Curretzis, il suo fraseggio fatto di incisi brevi con forte accentuazione ritmica. Un ritmo quasi ossessivo che viene esaltato dalle continue variazioni dell’impianto scenico, il cui impatto visivo viene a sua volta amplificato dalla musica. Nulla in questo è lasciato al caso o risulta superficiale, strumentale, sopra le righe, furbesco. Lo sforzo di Curretntzis e Castellucci è piuttosto quello di mettere in luce un aspetto del mito di Don Giovanni che spesso viene lasciato sotto traccia dagli interpreti.  A Curretzis non interessa né il lato drammatico né quello comico dell’opera. Né tanto meno il presunto anelito di morte che animerebbe Don Giovanni, del tutto estraneo a quest’opera secondo me. Ciò che Currentzis e Castellucci vogliono mettere in scena è il volto “estetizzante” del Don Giovanni. La seduzione fine a se stessa che anima Don Giovanni, trascinandolo in un turbinio di eventi di cui egli per primo, al pari dello spettatore, perde il controllo, si sottrae a qualsiasi determinazione razionale o valutazione etica. E’ purezza del desiderare, puro slancio vitale, come dice Kirkegaard nel suo commento all'opera di Mozart. Un vitalismo sfrenato che  Currentzis e Castellucci riproducono a livello percettivo nello spettatore serrando i tempi, alternando continui colpi di scena, esasperando i contrasti, sovraccaricando chi assiste all'opera di emozioni immediate. Un’estetica che è pura sensazione percettiva irriflessa. E cos’è tutto questo se non una rappresentazione trasfigurata del presente e della tensione estetizzante che ritroviamo oggi in qualsiasi manifestazione culturale, dal teatro alla musica al cinema alla letteratura alla moda, per arrivare alle relazioni sociali e alla sfera politica? Chi è ciascuno di noi se non un novello Don Giovanni alla disperata ricerca di se stesso nel continuo sforzo di desiderare?

Trovo tutto questo tanto geniale quanto magnifico, pur nel rispetto dei giudizi altrui ovviamente.

 

  • Melius 1
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Molto bella

la tua recensione granco. Tuttavia io vedo in questa magnifica realizzazione che l’aspetto estetizzante da te giustamente evidenziato e’ la “forma” attraverso cui Currentzis e Castellucci decifrano il nichilismo di questa opera. Concezione estetizzante e nichilismo sono fratello e sorella…

Il lentissimo recitativo che precede

il la ci darem la mano ( e che stronca il critico di Musica che non e’ entrato per niente nell’opera, pero’ la spia di cio’ si ha quando si citano per stroncarli singoli momenti avulsi della regia come fanno le signore Mie a teatro: hai visto don elvira vestita da suora?? Genio di Vick in quel caso a Roma), non e’ la ripetizione estenuata di un corteggiamento che e’

divenuto anche per lo stesso don giovanni straniato rito di seduzione?

e la fine dello stesso che diviene statua ingessata, lui dissoluto o forse meglio apatico incapace di pathos cioe’, non e’ la stessa che tocca al commendatore moralista? E agli altri astanti?

La vita che si consuma inutilmente fra passioni frenate da se stessi, deviazioni psicologiche, in cui la realta’ si combina in modo continuo e senza salti con l’incubo onirico (questa e’ la dimensione dell’uomo secondo Fellini ad esempio) e’ al centro di questo superlativo Don Giovanni.

altro che la regia non si deve vedere ingenuita’ che denota totale infrequentazione o distrazione rispetto ai capolavori registici della Modernita’ che fanno apparire oggi polverosissime le regie didascaliche

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Se interessa un altro capolavoro registico (qui riuscii a vederlo dal vivo) e’ quello delle Nozze di Figaro di Harnoncourt a Salisburgo con la Regia di Guth. Esiste il dvd se lo conoscete sarebbe interessante parlarne.

Uno dei momenti da brivido di questa regia e’ quando finalmente il rito di vestizione di Cherubino da parte di Susanna e della Contessa diventa un sottile gioco erotico a tre… considerando l’en travesti di Cherubino…

e la musica cosa dice? Proprio quello, ansima.

Ma al di la’ dei momenti e’ l’impostazione d’insieme della regia a risultare straordinariamente sull’opera: i sentimenti naturali che devono fare i conti con le convenzioni, tutto che si gioca claustrofobicamente all’interno del palazzo nobiliare (non c’e’ il giardino dell’ultimo atto), ma in realta’ quanta liberta’ di traiettorie emotive in quello spazio chiuso che si incrociano fra tutti i protagonisti. La stessa Susanna non e’ totalmente insensibile al fascino del Conte…

il guazzabuglio del cuore umano

  • Thanks 1
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