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Melius Club

Amici immaginari o mutilati


melos62

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Bel soggetto, senza dubbio:

https://www.open.online/2021/09/15/prato-don-francesco-spagnesi-prete-arrestato/

Mi sfugge l'accostamento...boh

Dovrei riproporre, fino alla nausea, un estratto di S. Grof che spiega molto bene la differenza tra spiritualità e istituzione 

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https://melius.club/topic/3904-amici-immaginari-o-mutilati/page/34/#findComment-211579
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@artepaint non c'entra un piffero con il thread, che evidentemente non sei capace di comprendere,  e sei inutilmente diffamatorio e offensivo nei miei riguardi. Anche a te dico: chi cazz ti conosce? Mi riservo di segnalare alla moderazione 

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https://melius.club/topic/3904-amici-immaginari-o-mutilati/page/34/#findComment-211587
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Ripropongo S. Grof, ritenendolo alquanto interessante: La spiritualità è basata sull’esperienze diretta di dimensioni non ordinarie della realtà. Non richiede un luogo speciale o una persona ufficialmente nominata che medi il contatto col divino. I mistici non hanno bisogno di chiese o templi. Il contesto nel quale sperimentano le dimensioni sacre della realtà, ivi inclusa la loro propria divinità, sono i loro corpi e la natura. I preti officianti, al contrario, hanno bisogno di un collettivo istituzionale d’appoggio o della guida di un insegnante che abbia più di loro progredito nel viaggio interiore.

La spiritualità comporta un tipo speciale di relazione tra l’individuo ed il cosmo ed è, nella sua essenza, un affare personale e privato. In confronto, la religione organizzata è un’attività di gruppo istituzionalizzata che ha luogo in un’ubicazione designata, un tempio o una chiesa, e comporta un sistema di officianti nominati che possono o no avere avuto esperienze personali delle realtà spirituali. Una volta che la religione si trasforma in organizzazione, spesso perde completamente il collegamento con la sua fonte spirituale e finisce col divenire un’istituzione secolare che sfrutta le necessità spirituali umane senza soddisfarle.

Le religioni organizzate tendono a creare sistemi gerarchici che si concentrano sulla ricerca del potere, controllo, politica, denaro, possesso, e altre preoccupazioni secolari. La gerarchia religiosa disapprova e scoraggia le esperienze spirituali dirette dei suoi membri, perché favoriscono l’indipendenza e non possono essere efficacemente controllate. Quando tutto questo accade, la vita spirituale genuina continua solamente nei rami mistici degli ordini monastici ed estatici delle religioni coinvolte.

Non c’è dubbio che i dogmi di religioni organizzate si trovino generalmente in fondamentale conflitto con la scienza. La situazione è però molto diversa se si considera il misticismo basato su autentiche esperienze spirituali. Le grandi tradizioni mistiche hanno accumulato una grande conoscenza della coscienza umana e dei regni dello spirito in un modo che è simile al metodo che gli scienziati usano nell’acquisire conoscenza sul mondo materiale. Ciò comporta la necessità di una metodologia per indurre le esperienze transpersonali, una raccolta sistematica di dati e una convalida intersoggettiva.

Le esperienze spirituali, come qualunque altro aspetto della realtà possono essere sottoposte ad un’accurata ricerca e possono essere studiate scientificamente. Non c’è niente di non scientifico nello studio imparziale e rigoroso dei fenomeni transpersonali e delle sfide che presentano. Solamente tale approccio può rispondere alla domanda critica sullo status ontologico delle esperienze mistiche: esse rivelano la profonda verità su alcuni aspetti basilari dell’esistenza, come sostenuto dalla filosofia perenne, oppure sono prodotti della superstizione, fantasia, o malattia mentale, come la scienza materialistica ed occidentale li vede?

https://www.virginiasalles.it/due-interviste-a-grof?fdx_switcher=true

Del resto, lo stesso R. Panikkar affermo' che il cristianesimo ha bisogno di mistici per sopravvivere

 

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briandinazareth
29 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Lo spazio di vita interiore - inteso come luogo della rielaborazione intima e irripetibile dell’esistenza e dell’esperienza- restituisce ragion d’essere a ciascuno, compresi i vecchi,  i disabili, i delusi.

Non e’ uno spazio colmabile ragionieristicamente dalla scienza ne’ cercare di giustificare questi fenomeni scientificamente li rende meno veri per chi li vive.

E se sono veri per lui sono realta’ anch’essa.

 

l'esperienza interiore è un fatto reale e fisico, indubbiamente. non significa che siano reali le cose che ipotizziamo.
credere a qualcosa non solo non la rende reale ma non è un argomento valido di verità sull'esistenza di qualcosa. 
credere o non credere in dio non cambia la natura dell'universo e l'eventuale esistenza o no di una volontà superiore. 


investigare la natura (che ci comprende totalmente), anche con grandi domande su cosa sia la coscienza, ad esempio, aggiunge, non toglie. 
così come l'astronomia non toglie la meraviglia di un cielo stellato, anzi, apre uo squarcio che va oltre la più fervida. immaginazione che ogni uomo abbia avuto. 

anche solo conoscere le distanze e le dimensioni dell'universo aumenta la meraviglia.

la curiosità umana che spinge a non accontentarsi della spiegazione più immediata (e quasi sempre sbagliata) è alla base di quello che siamo. 
questa curiosità ci ha insegnato, tra le altre cose, che quasi tutto quello che pensavamo su. di noi, la nostra mente, l'unitarietà dell'io, l'affidabilità della nostra memoria e della nostra soggettività, non è vero. 

non è vero per nessuno ed è sperimentabile da chiunque.
a volte si utilizzano strumenti troppo datati, ignorando che abbiamo la possibilità di osservare le cose con conoscenze molto più avanzate, ovviamente precluse a tutti coloro che sono venuti prima di noi, per quanto grandi fossero.


ovviamente non mi riferisco a teorie più o meno fantasiose ma ad una forma di conoscenza che ha la caratteristica dell'universalità e della falsificabilità. 


poi siamo. liberi di rifarci alle  concezioni ottocentesche  sulla mente, quando neppure sapevamo cosa fosse un neurone e che basta un piccolissimo danno in regioni molto specifiche del cervello per cambiare totalmente e profondamente la nostra personalità, le cose un cui crediamo, addirittura la fede, la stessa concezione di noi e il tempo ecc. 


ma sarebbe come utilizzare gli umori di ippocrate per curare il covid o spiegare con gli spiriti maligni una psicosi...

  • Melius 2
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briandinazareth

a proposito:

tutto quello che ho scritto vale anche in un campo molto meno nobile come l'audiofilia...  😂

essere certissimi di sentire delle differenze in modo non controllato non significa in alcun modo che queste differenze esistano. eppure in molti casi ci metteremmo la mano sul fuoco.

anzi, chiunque abbia fatto qualche prova seria, sa che "sentiva reali" una marea di cose che alla prova dei fatti erano relative alla soggettività e non ad un concreto fatto fisico, qual è la riproduzione musicale.

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briandinazareth
5 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

In sintesi: psicoacustica

 

a pacchi 😂
occhio che non significa che non ci siano differenze udibili, per continuare il parallelismo, ma semplicemente che la nostra mente si è evoluta per la sopravvivenza su questo pianeta e non per la "verità", quindi l'affidabilità che ci piace pensare abbia è un'illusione.

è vero, detronizza ancora di più l'uomo dal suo scranno autocostruito... ma bisogna pure accettare le evidenze, per quanto doloroso.
 

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