Jump to content

[come eravamo] I Lucifer di Leonida, cinque anni dopo


appecundria
 Share

Recommended Posts

appecundria

Era il lontanissimo 2017 quando @magocinzio aprì l'argomento Lucifer di @leonida, le mitiche "pecette".

Cosa ne è stato dei Lucifer? cosa è rimasto di quella esperienza? cosa abbiamo imparato?

Io non li ho mai provati, a voi la parola.
 

[corretto in magocinzio, grazie @leonida]

Link to comment
Share on other sites

appecundria

@leonida cosa è rimasto di quella esperienza? cosa abbiamo imparato?

Io non li ho provati però a suo tempo ho seguito molto la discussione. Mi feci l'idea che si trattasse di un interessante esperimento di illusione acustica, che non considero negativamente, in fondo la stessa stereofonia è una illusione acustica, anzi, lo è l'intera riproduzione audio.

Ti andrebbe di rispondere scrivendo uno di quei tuoi interessanti post?

Link to comment
Share on other sites

appecundria

Scriveva @magocinzio

 

Cita

 

Dicevo che ho seguito i suoi consigli e le sue indicazioni, cominciando gradatamente a porre gli ologrammi sui componenti e ad ascoltare, step by step i risultati sonori ottenuti. Ho usato quasi sempre la meccanica CD, una vecchia VRDS 20, alternando nel cassettino CD vari con musica da camera (violino solo, quartetti e duo violino-pianoforte), orchestra da camera, orchestra con solista, quintetto jazz, pop anni ’80. Tutti dischi da me conosciutissimi e che ho portato con me per una miriade di ascolti, nonché per valutare a casa mia tutti i cambi a cui ho sottoposto, nel tempo, l’impianto. Intanto posso affermare che fin dalle prime applicazioni sono riuscito a percepire variazioni sul suono; in generale le primissime applicazioni hanno tolto un po’ di asprezza al suono anche se privandolo di un po’ di vitalità.

 

Cita

 

Questa sensazione è stata clamorosamente smentita continuando ad applicare le striscioline olografiche nei vari punti strategici indicati da Giuseppe Scardamaglia: in generale, infatti, step by step il suono ha acquistato una crescente vividezza e uno smalto sonoro sempre più evidente, divenendo percepibile in maniera decisamente più netta ed accurata in tutte le sue componenti in frequenza. Dapprima il suono si è “sgrassato”, ha perso un fondo di turgore, anche sulle basse frequenze, per compattarsi sempre di più e definirsi sempre meglio timbricamente, facilitando il riconoscimento del “vero” suono ed il vero timbro esatto di ciascuno strumento. Non si è addolcito: ha perso prima di tutto un po’ di asprezze frutto, secondo me, di artefatti legati alla riproduzione, ma poi si è definito, anche ad alta frequenza, è apparso sempre più scolpito, e si è andato gradatamente a perfezionare  anche a livello di palcoscenico virtuale.

Ad ogni aggiunta di adesivi, piccole striscioline, qualcosa è migliorato, e solo i lucifer posizionati dietro le vaschette di alimentazione dietro ai componenti non mi sono piaciuti. Quando arriveranno gli  altri ritenterò di posizionarli negli stessi punti, cercando di capirne l’effetto.

Usando sempre le stesse 5 o 6 registrazioni ho potuto apprezzare l’incremento di risoluzione in gamma alta: l’effetto ottenuto mi ha ricordato quando in negozio ho confrontato una vecchia Wadia con un aggiornatissimo Esoteric x-07: con quest’ultimo la gamma alta diventava più  riposante ma al tempo stesso più dettagliata e ricca di nuanches, dettagli  che l’altra meccanica non riusciva a riprodurre senza diventare aspra…

Anche la scena si è perfezionata, ha acquisito profondità, ma solo quando realmente presente nella registrazione: l’effetto di aumentata risoluzione e trasparenza permette di intuire senza sforzo e  con precisione la posizione di ogni strumento. E’ come se un vetro immaginario posto tra i diffusori e gli strumentisti fosse stato  pulito e sgrassato alla perfezione o, in alcuni casi, tolto del tutto.

Quando ho poi aperto il pre TacT per un trattamento sui componenti interni (lavoro che mi riprometto di fare con le altre 2 elettroniche), e l’ho rimesso in funzione sono rimasto abbastanza colpito: il violino ascoltato dopo il trattamento era diverso da quello ascoltato in precedenza, molto più ricco armonicamente, forse con una grana poco più grossa (che ci sta con gli strumenti a corda), ma con un grado di verosomiglianza veramente incredibile! Morbido ma rigoroso nel  timbro e nella riproposizione dell’ambiente, ricco di riverberi che rimangono nell’aria più a lungo.

 

 

Link to comment
Share on other sites

appecundria
Cita

 

In generale le linee secondarie e i dialoghi della musica sono sensibilmente più avvertibili e godibili, grazie anche ad un incremento di risoluzione in gamma media, nonché di scolpitura a tutte le frequenze, e ogni particolare si riesce ad ascoltare senza fatica permettendoci  tranquillamente di seguire i dialoghi musicali interni in maniera molto particolareggiata. E’ cambiata la facilità di ascoltare i numerosi particolari presenti nelle incisioni.

Qualcuno, scherzando, ha ironizzato sulla “cumulabilità” degli effetti degli ologrammi.

Io, da ciò che ho ascoltato, dico che l’accumulazione dei piccoli miglioramenti è una certezza, e si riscontra facilmente:

ho infatti  ascoltato,  dopo aver  terminato le striscioline,  altri dischi,  ben conosciuti,  che non avevo adoperato per le prove step by step:

l’accumulo di piccoli miglioramenti valutati tutti insieme  ha realmente permesso  la riproduzione di quelle registrazioni su livelli  molto più alti.

Il CD Five Tango Sensation, Kronos Quartett, lo avevo bollato un mese fa come una registrazione abbastanza deludente: stamattina suonava in maniera più che dignitosa e abbastanza verosimile.

In "Omaggio a Kreisler", Accardo, Foné, il violinista sembrava avesse sostituito il Mi di acciaio con una corda dal suono più morbido, al cromo o al titanio. E’ una  considerazioni da violinista: l’asprezza del mi è una delle cose che più ricordo in ogni CD ed ho una particolare sensibilità, anche quantitativa, nel mettere a fuoco questa particolarità del violino registrato.

Over the ocean, Giovanni Tommaso Quintet, suona ora con una immagine più ampia, più profonda,  e un contrabbasso molto meglio controllato e privo di “gonfiori”. L’entità del risultato può essere paragonato al cambio di elettroniche, se non di diffusori.

 

 

Link to comment
Share on other sites

appecundria

aggiungeva @bertof citando Rupert Sheldrake

Cita

Ho provato le strisce olografiche gentilmente spedite da Giuseppe. Per ora mi sono fermato al primo step, vale a dire la semplice esposizione alla vista sopra un elettronica, nel caso specifico una meccanica Wadia 20.

Devo ammettere di essere rimasto sorpreso: a me sembra chiaramente percepibile un effetto sul suono, che definirei come una migliore focalizzazione e più chiara distinzione dei piani sonori. In definitiva la scena diventa più definita e "viva", mentre al contrario riponendo al buio gli ologrammi il tutto ritorna più sbiadito, quasi smorto al confronto.

Quando ho fatto la prova a mia moglie chiedendole di tenere gli occhi chiusi, mi ha chiesto se avevo alzato il volume. L'effetto è un po' questo: metaforicamente è come se si depositasse della polvere e tutto diventasse più chiaro e distinto.

Essendo una differenza percettiva minima ci si abitua subito al suono ridiventato meno vivo; insomma, si può vivere bene anche senza, però devo ammettere che ora preferisco ascoltare in presenza delle strisce.

Ho fatto la prova con mia figlia, la quale invece non ha colto differenze di sorta, o meglio, le ha colte solo quando gliele ho fatte notare, il che è palesemente truccare il gioco.

Mi riservo di rifare questa semplice prova con gli amici, audiofili e  non, che verranno ad ascoltare a casa mia nei prossimi giorni, prima di partire con il tweaking più spinto. Sono curioso di vedere in che percentuale le mie percezioni saranno confermate o smentite.

 

Per quanto riguarda trovare una spiegazione a questo genere di fenomeni, la cui realtà per me è fuori discussione, trovo importante che si cerchi di interpretarli e di darne un fondamento razionale, ma allo stesso tempo  mi piacerebbe che le ipotesi esplicative fossero se possibile un po' più sobrie. Voglio dire che tirare in ballo principi di indeterminazione, entanglement quantistici, l'ordine impicito di Bohm, l'akasha o quant'altro non può che aumentare la diffidenza nei confronti di una cosa già di suo sottile a cogliersi e che invece una spiegazione più terra terra renderebbe più accettabile e quindi percepibile :-).

Non ho approfondito, quindi chiedo scusa in anticipo ed è possibile che mi sbagli, ma anche il ricorso ad una venerabile figura come Rupert Sheldrake mi sembra strampalato. Sheldrake è uno scienziato intelligente e intelligentemente spregiudicato che ha osato distaccarsi dall'establishment riduzionista proponendo ipotesi coraggiose. Ma che c'entra la risonanza morfica con i raimbow foils?

Non me ne intendo e sono un perfetto ignorante in materia, avendo studiato altro, ma non sarebbe più sensato pensare ad un effetto degli ologrammi sui campi elettromagnetici? C'è una polarizzazione della luce?  Così, tanto per stare coi piedi per terra prima di avventurarsi in ipotesi ardite....

 

 

Link to comment
Share on other sites

  • Moderators
BEST-GROOVE

Li ho avuti da Leonida con tutte le istruzioni ripromettendomi con la dovuta calma di sviscerarli a fondo se avessi udito delle differenze....purtroppo è passato diverso tempo e li ho ancora nel cassetto da testare ma entro quest'anno inizi del prossimo conto di farlo.

Link to comment
Share on other sites

1 ora fa, appecundria ha scritto:

Mi feci l'idea che si trattasse di un interessante esperimento di illusione acustica, che non considero negativamente, in fondo la stessa stereofonia è una illusione acustica, anzi, lo è l'intera riproduzione audio.

Ti andrebbe di rispondere scrivendo uno di quei tuoi interessanti post?

Era circa il 2008, quando ho iniziato ad osservare  una serie di fenomeni acustici, da moltissimi  chiaramente percepibili,  ma senza alcuna certezza sulka oro origine.

 

Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, il percepire una variazione acustica senza che nulla sia variato a livello di segnale riprodotto, sarebbe ed è  considerata, e giustamente aggiungo,  un'illusione acustica, proprio in quanto non si conoscono motivazioni scientifiche che possano in qualche modo giustificare la variazione  della sensazione. 

Qualcosa si è  mossa in tal senso e qualche studio scientifico riguardante aspetti percettivi, , ha mostrato come sia possibile  percepire variazioni del livello sonoro in differenti porzioni dello spettro, pur senza alcuna variazione dello stimolo acustico.

Oggi, dopo tredici anni di osservazioni e sperimentazioni a tempo pieno, potrei affermare, con prove certe e ripetibili, che la riproduzione musicale di alto livello qualitativo non permette, neanche  lontanamente, la realizzazione della sua piena potenzialità,  essendo quasi totalmente governata da un fenomeno fisico, ma di diversa fisica, e che nulla a che vedere con l'acustica classica e tantomeno con l' elettroacustica.

L'utilizzo degli  adesivi multicolori riflettenti la luce, rappresentava un esperimento di tipo elementare, tale da poter valutare la percettibilita' del fenomeno e la sensibilità individuale nel percepire  e decifrare la variazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Melius 1
  • Thanks 1
Link to comment
Share on other sites

3 ore fa, appecundria ha scritto:
3 ore fa, leonida ha scritto:

fenomeno fisico, ma di diversa fisica

C'entra Sheldrake? Se ti va di dirlo

Riguardo il fenomeno acustico a cui alludo, assolutamente nulla.

In forma estremamente semplificata si tratta infatti di una reazione del soggetto a stimoli non acustici prodotti da dispositivi attraversati da corrente o magnetici, dai quali  scaturiscono  sensibili variazioni nell'elaborazione del messaggio sonoro,perfettamente prevedibili una volta razionalizzato ogni aspetto del fenomeno.

 

La materia è  estremamente complessa e non si presta ad essere trattata dialetticamente senza adeguata e chiarificante valutazione empirica.

 

Emergono, in forma avanzata, alcuni aspetti che confermano una particolare teoria di Sheldrake, ossia il collegamento telepatico fra le menti, con relativo trasferimento alla collettività  di eventuali acquisizioni evolutive.

.

 

... Sheldrake's morphogenic field theory states that once a member of a group that shares the same biological structure acquires a new skill, the same skill can be acquired more quickly by other members of the group.

He states that our minds extend into time and space and that members of social groups are linked together through an invisible field even when they are far away 

 

 

___________

Posseggo prove inequivocabili che questo succeda in materia audio ed è  un aspetto che condiziona non poco la modalità percettiva di qualsiasi ascoltatore, in qualsiasi momento del giorno,  che si tratti di vivo o riprodotto.

Avevo anche programmato, tempo fa, di contattare Sheldrake, e non è detto che non lo faccia un futuro, per sottoporgli, a conferma della sua storia,  uno o più  esperimenti in materia di percezione acustica riguardo il particolare aspetto del trasferimento   collettivo di un'eventuale acquisizione evolutiva da parte anche di un solo soggetto.

 

 

 

 

  • Thanks 1
Link to comment
Share on other sites

@appecundria

Infatti è  la prima volta, dal 2010,  che scrivo pubblicamente qualcosa.

È appena una puntina di un gigantesco iceberg, che porta a conseguenze tali da dover rivedere l'intera materia audio

Può  darsi, in futuro, scriverò un libro sull'intera storia.

Il concetto essenziale è che nella stragrande maggioranza dei casi, ogni variazione percepita,  in pratica tutte quelle di cui giornalmente si discute, nessuna esclusa,  dalla testina al condensatore, dall'ampli al diffusore,  etc.., non sono causate da differenze del segnale trasferito ma da variazioni percettive dell'ascoltatore, generate da un fenomeno prodotto dalle stesse apparecchiature, diffusori in primis, nonché da qualsiasi dispositivo o anche singolo elemento attraversato da corrente, il tutto secondo una precisa modalità, perfettamente razionalizzata negli anni  e percepita allo stesso modo da qualsiasi soggetto in qualsiasi condizione ambientale. 

Da qui centinaia, migliaia di considerazioni e conseguenze  che non possono essere interpretate senza un'adeguata introduzione ai concetti basilari, ovviamente tramite l'esperienza interpretativa dell'informazione acustica.

Mi fermo quindi qui e non vado oltre.

  • Thanks 2
Link to comment
Share on other sites

  • Moderators
paolosances

I threads come questo , dal titolo "Come eravamo", vogliono/potrebbero essere un punto retrospettivo su argomenti che in passato hanno generato molte polemiche.

Oggi, confido nella lettura di nuove analisi ragionate, sperando che siano decantate le scorie che le hanno segnate in passato.

Mi auguro che questo thread possa essere il primo di una lunga serie, naturalmente con il contributo di tutti voi che vorrete segnalare alla Moderazione in Parla con lo Staff gli argomenti che ritenete di rinnovato interesse.

Ringrazio per la cortese attenzione nel leggermi.

Paolo Sances

  • Thanks 2
Link to comment
Share on other sites

appecundria
1 ora fa, leonida ha scritto:

non vado oltre

Non te la caverai così facilmente  🙂

confermami una cosa, per cortesia.

Un ipotetico impianto funzionante senza energia elettrica (una sorta di grammofono, và) sarebbe scevro da questi fenomeni?

Link to comment
Share on other sites

33 minuti fa, appecundria ha scritto:
2 ore fa, leonida ha scritto:

non vado oltre

Non te la caverai così facilmente  🙂

confermami una cosa, per cortesia.

Un ipotetico impianto funzionante senza energia elettrica (una sorta di grammofono, và) sarebbe scevro da questi fenomeni?

Esattamente.

Scevro si, ed anche totalmente ma il grammofono verrà  ascoltato in una x situazione ambientale che opererà negativamente in ogni caso, non essendo possibile eliminare l'elettrificazione.

In tal senso potresti effettuare un un'esperimento chiarificatore, ascoltando il grammofono a contatore staccato ed intera  casa totalmente isolata dall'esterno, ossia chiusura di tutte le aperture verso l'esterno.

Lo stesso se possiedessi uno strumento musicale, il suo suono in queste condizioni non avrà nulla a che vedere, in termini di qualità e bellezza, con quello percepito in normali condizioni di elettrificazione, ed ancor di più aprendo anche un minimo spiraglio verso l'esterno.

Di fatto sto affermando fatto che nessuno, da 130 anni, ha mai piu ascoltato suoni, voci,strumenti e musica in generale come venivano percepiti prima dell'elettrificazione.

Ho una prova inequivocabile per poterlo affermare con assoluta certezza, ossia il poter ascoltare per un brevissimo periodo,quanto basta per poter valutare ed acquisire a sufficienza ,   isolando le vie di accesso al cervello delle precise radiazioni  alteranti la corretta sensazione acustica. Utilizzando opportune condizioni di schermatura, condizione ovviamente possibile attraverso  una adeguata conoscenza del comportamento del fenomeno, della sua modalità di azione, e del modo di intervenire per prevenirne gli effetti,  leggi materiali in grado di bloccare la particolare radiazione onde impedire che possa interagire con l'elaborazione dell'ascoltatore, sarà  possibile valutare l'enorme gap  fra quanto emesso da un sistema di riproduzione o da uno strumento  musicale, ed il come e quanto percepito dall'ascoltatore.

La velocissima capacità del cervello di elaborare una nuova situazione di maggior beneficio, di memorizzarla e di acquisirla definitivamente come standard, renderà problematico il ritorno ad una precedente situazione ritenuta fino a quel momento, in assenza di superiori riferimenti,  anche estremamente valida.

 

 

 

  • Thanks 1
Link to comment
Share on other sites

@appecundria

Il risultato del test  che ho pubblicato sopra sulle variazione della variabilità del volume sonoro percepito in relazione all'osservazione di differenti colori, così  come quello del 2010 dell'università di Monaco sulla variabilità  del rumore percepito da mezzi di trasporto di differente colore, treni ed auto in particolare,  è  stato condizionato dall'aver utilizzato un monitor , quindi un dispositivo elettrificato per permettere ai partecipanti di poter osservare i vari colori ed esprimere la loro sensazione. 

Avessero usato le stesse immagini prive di elettrificazione,  e mantenendo l'immagine lontana da dispositivi elettrificato,   con ogni probabilità i due test scientici non avrebbe rivelato alcuna variazione percettiva.

Non è  quindi la visione in se del colore a generare l'alterazione percettiva, ma la radiazione che lo genera qualora quest'ultima venga contatto con dispositivi dove scorra corrente.

Il fenomeno è  quindi attivo anche da fonti provenienti da altri ambienti, pertanto, qualsiasi dispositivo  elettrificato , dovunque esso si trovi, interagisce di fatto con l'elaborazione  acustica dell'ascoltatore.

Ad esempio, la sostituzione  del cavo di alimentazione di un lume presente nell'ambiente produrrà  comunque un'alterazione acustica tanto quanto se lo stesso cavo fosse stato utilizzato nel sistema di riproduzione.

  • Thanks 1
Link to comment
Share on other sites

15 ore fa, leonida ha scritto:

Questo è  il risultato una recente ricerca, a conferma, dopo quella dell'universita di Monaco del 2010, in dell'interdipendenza fra la visione di differenti  colore ed il conseguente  volume percepito

https://www.researchgate.net/publication/290563210_The_effect_of_chroma_of_color_on_perceived_loudness_caused_by_noise

Molto interessante, hai il paper completo? Sennò lo richiedo io, sono accreditato in research gate..

Link to comment
Share on other sites

Nerodavola62

 

Allora, complice un breve periodo di pace e la possibilità di disattivare tutte le linee dell’impianto elettrico di casa a meno del HiFi (che ha il suo magnetotermico dedicato) ho voluto provare rapidamente l’esperimento suggerito da @leonida qualche post sopra.

Devo dire che sconnettendo tutte le linee elettriche ho effettivamente percepito un lieve miglioramento generale, in termini di naturalezza, fluidità e diffusione del suono in ambiente.

Devo aggiungere, ma questa è forse davvero psicoacustica (!), che spegnendo tutto … la prima sensazione apparente - prima ancora di accendere l'impianto - è quella di un maggior silenzio in ambiente (e non mi riferisco naturalmente al compressore del frigorifero, messo a riposo).

Non ho potuto dedicare molto tempo per provare ad approfondire queste “sensazioni”, e tantomeno potrei stimare se il presunto effetto possa essere ricollegabile a quanto descritto da @leonida e/o ad altre interazioni, sempre inerenti la corrente, ma magari più… tradizionali e legate a spurie o altro inettate normalmente dai vari apparecchi di casa una volta alimentati, seppure magari in stand-by.

Ma tant’è, questa la mia breve esperienza.

mauro

 

Link to comment
Share on other sites

@Nerodavola62

La sensazione di maggior silenzio ancor prima di accendere il sistema è  quello che abitualmente  succede in presenza di un reale miglioramento dell'acustica ambientale. 

 

Se realmente  sarà  stata creata una migliore condizione d'ascolto, il cervello reagirà negativamente al ritorno della situazione precedente, evidenziando le eventuali deficienze iniziali  in misura ben maggiore a quanto apparso attraverso il procedimento inverso.

È questa la prova probante, attraverso il ritorno alla situazione iniziale apparirà inequivocabilmente se di reale miglioramento si sia trattato e di quale reale entità. 

Quanto alla distinzione fra acustica e psicoacustica, questa lascerebbe pensare che possa esistere un generico concetto di suono e di acustica come oggetto di studio del tutto  scisso dalla semsazione del soggetto ascoltatore.

 

A mio parere un vero e proprio non sense.

 

.

 

 

Link to comment
Share on other sites

13 ore fa, paolosances ha scritto:

@leonida l'ascolto ad alta quota e assenza di elettrodotti, potrebbe influenzare il risultato

Una condizione irrealizzabile, la presenza comunque di dispositivi elettronici anche alimentati  a pile condizionerà comunque il risultato.

C'è inoltre un particolare aspetto che non permette di poter sfuggire al fenomeno,ma è  valutabile soltanto  eempiricamente e la spiegazione possibile solo  nel caso di un estremo approfondimento della conoscenza della  materia.

Se passi, ti spiego e dimostro di cosa si tratti.

Invtal senso puoi effettuare un particolare esperimento:  iascolta qualcosa isolando la stanza con porte e finestre chiuse, poi riascolta aprendo anche un minimo spiraglio di una finestra   verso l'esterno.

Confronta le due versioni e valuta se la chiusura dello spiraglio della finestra ti procura già   la sensazione di un cambiamento acustico ancor prima di mettere in funzione in sistema..

Se suonassi uno strumento musicale,  l'esperimento risulterà ancora più probante,  potrai confrontare le due versioni, nelle stesse condizioni descritte  ossia  una a  stanza del tutto isolata e l'altra  con qualche centimetro di apertura di una finestra verso l'esterno.

 

Link to comment
Share on other sites

Ho provato qualche tempo fa con cose simili ma ottundevano un po' troppo l'emissione del tweeter

IMG_20171026_092618.jpg

.

Sulle elettroniche, invece, non ho percepito alcunché.

 

IMG_20171026_101228.jpg

  • Haha 2
Link to comment
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
 Share




  • Obiettivi Recenti

    • Great Content
      dago
      dago earned a badge
      Great Content
    • Superstar Member
      Coltr@ne
      Coltr@ne earned a badge
      Superstar Member
    • White Vinyl Badge
      jammo
      jammo earned a badge
      White Vinyl Badge
    • Helpful
      ferrocsm
      ferrocsm earned a badge
      Helpful
    • Superstar Member
      hinsubria
      hinsubria earned a badge
      Superstar Member
    • Superstar Member
      Glennascaul
      Glennascaul earned a badge
      Superstar Member
    • Great Content
      alexis
      alexis earned a badge
      Great Content
    • Helpful
      KIKO
      KIKO earned a badge
      Helpful
    • Gold Vinyl Badge
      Titian
      Titian earned a badge
      Gold Vinyl Badge
    • Superstar Member
      znorter
      znorter earned a badge
      Superstar Member
  • 173 Pink Floyd discografia essenziale

    1. 1. Quali sono, secondo te, i dischi immancabili dei Pink Floyd?


      • 1967 - The Piper at the Gates of Dawn
      • 1968 - A Saucerful of Secrets
      • 1969 - More
      • 1969 - Ummagumma
      • 1970 - Atom Heart Mother
      • 1971 - Meddle
      • 1972 - Obscured by Clouds
      • 1973 - The Dark Side of the Moon
      • 1975 - Wish You Were Here
      • 1977 - Animals
      • 1979 - The Wall
      • 1983 - The Final Cut
      • 1987 - A Momentary Lapse of Reason
      • 1994 - The Division Bell
      • 2014 - The Endless River
      • 1988 - Delicate Sound of Thunder (live)
      • 1995 - Pulse (live)
      • 2000 - Is There Anybody Out There?: The Wall Live 1980-1981
      • 2021 - Live at Knebworth 1990

  • Last Adverts

×
×
  • Create New...