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Biamplificazione attiva, passiva, orizzontale... teoria, pratica e soprattutto chiarimenti


Xabaras
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Si stente spesso parlare di biamplificare i diffusori, le strade sono molte e personalmente le idee per me non sono chiarissime. Mi piacerebbe discutere della messa in pratica e della teoria, dei miglioramenti ottenibili e delle vostre esperienze in merito. Le mie lacune sono talmente tante che, ad esempio, nel caso della biamplificazione passiva mi sfugge come andrebbero collegati i finali al pre che generalmente ha solo due uscite stereo. E non credo di essere l'unico nel nostro bellissimo gruppo che si pone certe domande. Insomma, chi l'applica al suo attuale impianto, ad esempio, quale tipologia di biamplificazione ha adottao? E così via. 🙂

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I finali si collegano in parallelo al pre, che quindi vede un carico diverso, con interfacciamento da verificare.

I finali continuano ad amplificare l’intera banda audio, dissipando poi sul crossover della via alla quale sono adibiti la parte inutile.

I diffusori devono essere ovviamente predisposti per il biwiring, oppure il loro crossover passivo va modificato.

Maggiore separazione fra le vie e back Efm dal woofer che non raggiunge il medioalto.

In caso di biamplificazione verticale maggiore separazione stereofonica teorica.

Forse sarebbe più semplice usare un crossover attivo a monte dei finali, ampiamente utilizzato nel settore Pro e Car, ma che può risultare sonicamente non trasparente.

 

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59 minuti fa, Collegatiper ha scritto:

Forse sarebbe più semplice usare un crossover attivo a monte dei finali, ampiamente utilizzato nel settore Pro e Car, ma che può risultare sonicamente non trasparente.

 

Grazie. Ma in questa ipotesi però sarebbe il caso di escludere i crossover interni dei diffusori. O non è necessario?

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@Xabaras se si usa un crossover attivo esterno, bisogna collegare gli altoparlanti delle varie vie direttamente ai finali dedicati scavalcando il crossover delle casse.

Su precedenti impianti ho usato la biamplificazione passiva, un finale a transistor per la gamma bassa, un finale a valvole per la gamma media, medio alta, per la regolazione dei finali di potenza, almeno un finale deve avere un proprio potenziometro per poter adeguare il volume al secondo finale. Oppure altra soluzione, il pre deve essere equipaggiato con due uscite ed una deve avere una regolazione fine. Se tutto regolato per bene, provata la biampliicazione non si torna piu' indietro.

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La mia esperienza sulla biamplificazione passiva. Anche se in teoria non cambia la massima potenza erogata, la percezione è di aver cambiato l'ampli con uno di maggiore potenza. La gamma bassa appare più estesa, migliora la micro e macro dinamica, voci e strumenti sono meglio focalizzate.

La mia modesta opinione è che in ragione di diffusori con impedenze inferiori a 4 Ohm (ormai la quasi totalità) e spesso tormentate, il raddoppio della corrente potenzialmente erogabile ed il fatto che l'ampli veda un solo woofer consenta all'amplificatore di pilotare con più facilità il diffusore.

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1 ora fa, Savgal ha scritto:

La mia modesta opinione è che in ragione di diffusori con impedenze inferiori a 4 Ohm (ormai la quasi totalità) e spesso tormentate, il raddoppio della corrente potenzialmente erogabile ed il fatto che l'ampli veda un solo woofer consenta all'amplificatore di pilotare con più facilità il diffusore.

E questo non si ritrova, più facilmente e senza sbattimenti, su diffusori amplificati?

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1 ora fa, Xabaras ha scritto:
2 ore fa, Collegatiper ha scritto:

Forse sarebbe più semplice usare un crossover attivo a monte dei finali, ampiamente utilizzato nel settore Pro e Car, ma che può risultare sonicamente non trasparente.

Grazie. Ma in questa ipotesi però sarebbe il caso di escludere i crossover interni dei diffusori. O non è necessario?

Sarebbe meglio ovviamente, 

Ciò detto però è da tenere presente che i crossover passivi spesso contengono reti ulteriori (notch per tosare picchi), all pass (per ritardare il tweeter), partitori (per pareggiare i livelli fra le vie attenuando i tweeter), ecc…

Un comune crossover digitale fa tutte queste cose ma l’eventuale esclusione dei passivi ed il suo inserimento andrebbero fatti con opportuni strumenti di misura e da persona capace di utilizzarli.

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5 minuti fa, giaga ha scritto:
1 ora fa, Savgal ha scritto:

La mia modesta opinione è che in ragione di diffusori con impedenze inferiori a 4 Ohm (ormai la quasi totalità) e spesso tormentate, il raddoppio della corrente potenzialmente erogabile ed il fatto che l'ampli veda un solo woofer consenta all'amplificatore di pilotare con più facilità il diffusore.

E questo non si ritrova, più facilmente e senza sbattimenti, su diffusori amplificati?

Si, se L’omologo attivo esiste ma con minore flessibilità in termini di scelta delle amplificazioni.

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  • Administrators

la teoria è una cosa, la pratica un'altra. in teoria la vera biamplificazione prevede un crossover modificabile, meglio se attivo, ma tranne i rari casi di diffusori predisposti per bypassare il cross interno, l'operazione non è semplice, è invasiva, rischia di abbassare il valore commerciale in caso di rivendita e soprattutto richiede strumentazione e competenze normalmente non alla portata del normale appassionato- il rischio di peggiorae la situazione (al di la dell'effetto scarrafone ) è concreto

biamplificare un diffusore a cià predisposto è cosa decisamente più facile, le precauzioni da prendere sono poche, in primis finali uguali o con uguale guadagno, poi un pre che sia in grado di pilotare due finali

si può optare per la biamp orizzontale (un finale per le vie bass ed uno per le medioalte) o per quella verticale (un finale per ogni diffusore). 

per la seconda soluzione ovviamente i finali devono essere identici. e' una soluzione che va bene con ampli che non sia completamente dual mono, in quanto fa si che l'alimentazione possa dare alla parte bassa qulla riserva di energia che non serve per i medialti. La biamp oizzonatle ha senso se il finale per i bassi è assai più musoloso di quello per i medio alti (per esempio due finali monomarca e coevi, stessa serie, uno da 50 ed uno da 200 watt per canale)

eiste poi una altra via, decisamente più cosotsa, ossia 4 finali mono, due per ogni diffusore, a pilotarne separatamente le vie alte e basse. 

personalmente eviterei per la parte bassa ampli a ponte che vedono una impedenza metà di quella reale

 

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Confermo che se si prova difficilmente poi si rinuncia.

Provato sia con due finali identici, Lector VM 200, che con valvolari sulle medio alte (2 mono QS) e SS pro (vecchio Crown o Yamaha) con potenziometri, per le vie basse.

La sensazione del palco più ampio è assicurata così come il controllo del basso, anche se il finale non è un campione per quel parametro. 

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...oppure una bella biampli passiva verticale con un prefiltraggio blando all'ingresso del canale di ogni finale per sgravarlo dal dover amplificare comunque tutto il segnale.

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@Xabaras passivamente. Applicando le formule dei crossover passivi adoperando come impedenza di calcolo quella d’ingresso dei finali.

 

Però avevo letto da qualche parte dubbi circa la resa sonica di tale soluzione.

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In passato mi sono divertito a fare alcune prove con finali diversi,  ma non sono stato granche' soddisfatto dei risultati.

Parliamo di passiva,  la attiva mai provata.

Poi,  da qualche anno,  sono passato a due (gran bei ...) finali uguali,  pilotati da un pre con due uscite.

Configurazione verticale,  con una separazione, un palcoscenico, una messa a fuoco,  ed una dinamica (non maggiore volume) di grande soddisfazione.      

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Non mi dilungo in spiegazioni tecniche teorico/pratiche ma ribadisco solo che la multiamplificazione attiva (ed intendo dalle 4 vie in sù) è una delle uniche due soluzioni per ottenere vere migliorie.

Nessun effetto psicologico.

Vero miglioramento.

Ale§andro.

 

P.S. Quasi dimenticavo, evitate multiamplificazioni passive, quei soldi spendeteli per l'acquisto di dischi, in vacanze, in ristoranti o in quel che meglio credete!

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3 ore fa, eduardo ha scritto:

Dici ?

Parli per esperienze dirette o per esperienze di tuo cugino ?

Gran maleducato che non sei altro parlo per esperienze dirette e soprattutto professionali in quanto, a differenza tua e dell'altro cafone del post precedente, ho una laurea in ingegneria elettronica e si da il caso che, sempre per lavoro, mi occupi di sistemi che si rapportano per complessità al tuo impiantino aifai come il cervello di einstein si rapporta a quello di nonna papera.

Ale§andro.

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@networkcode ola  olla  dai aggettivi   - ho solo detto amen -  guarda che qua non sei l'unico ingegnere - stai più tranquillo su e scusati per i tuoi toni così aggressivi e fuori luogo - lascia stare il povero Einstein - che riposi in pace

 

 

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Un grazie all' opener per aver aperto questo 3ead : anche io ho un dubbio in merito : in passato ho sperimentato con ottima riuscita la biamplificazione usando uno 011 e due finali 956 Burmester, ciascuno pilotava un diffusore. Oggi ho uno 032 e ricordo ancora molto bene il suono delle mie 907 con quelle elettroniche. Lo 032 ha anche un'uscita pre e la sua sezione finale è identica a quella del finale  036, tanto che mi è passato per la testa di acquistare quest'ultimo e collegarlo all' uscita pre dello 032. Facendoli funzionare entrambi, userei lo 036 a pilotare le vie basse dei diffusori, lasciando l'integrato a pilotare le medie e le alte. Potrebbe funzionare? Mi porterebbe dei vantaggi il raddoppio della sezione finale? Ovviamente pensavo al raddoppio del cablaggio con cavi di uguale lunghezza e tipo. Grazie a chi mi saprà rispondere o a chi ha sperimentato una situazione simile e vorrà intervenire.

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@networkcode le tue competenze potrebbero essere molto minori delle mie, dato che non mi conosci.

Anche le tue esperienze potrebbero essere molto minori delle mie, dato che sei molto giovane.

Ti consiglio maggior controllo e meno arroganza.

Questo è un forum di esperienze.

Se ne hai fatte, le descrivi e se ne discute.

Se vuoi fare il professorino perché sei il cugino di Einstein,  hai proprio sbagliato persona.

  • Melius 2
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7 ore fa, networkcode ha scritto:

come il cervello di einstein si rapporta a quello di nonna papera

Ti consiglio anche molta prudenza nell' usare certe similitudini con altri forumers.

Potresti beccarti del piccolo cojoncello, e chi lo penserebbe ne avrebbe ben donde.

  • Melius 2
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