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Le differenze: non le sento, ergo, non esistono.


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acusticamente
26 minuti fa, Gici HV ha scritto:

Quantifica sensibilmente diverso..

Magari anche un “per cortesia” non ci stava male.  Non è che si possono chiedere precisazioni come se fosse un ordine, anche la forma ha una certa importanza.

.

Comunque, a prescindere dal fatto che mi sembra un concetto già abbastanza chiaro, posso precisare che erano differenze sensibili in termine di precisione nel presentare gli strumenti, immagine e fedeltà timbrica.

Quantificare la parola “sensibile” ha un senso ? Posso dire 10 o 20 o un altro numero ?

Sensibile vuol dire sensibile, non una sfumatura.

Vuole anche dire che mi sento sicuro delle differenze che ho sentito.  
Non è un qualcosa che voglio rendere oggettivo per gli altri, o cercare di imporlo, e quindi esprimerlo con una quantità precisa.

È unicamente riferito a quanto incide sulle mie sensazioni.

Comunque il concetto che volevo esprimere non stava certo nell’evidenziare una quantità ma che le condizioni che ho descritto mi potevano escludere dall’effetto condizionamento.

Prendere un cavo che nemmeno si ricorda cos’è mi sembra quasi un test in cieco….

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Ma poi… siete così sicuri che le misure non dimostrino le differenze sonore che si asserisce di percepire?

I metodi di misurazione posso essere diversi, sbagliati o non sufficientemente approfonditi. 

Due cavi diversi, per estremizzare, misurati, danno gli stessi identici risultati? No, eppure potremmo percepire delle differenze oppure no, pur di fronte a differenze costruttive o di materiali.
La scienza ci dice che la diversità è insita in tutte le cose esistenti, ed anche se oggi, è quasi tutto misurabile, non è ancora tutto, spiegabile. Senza considerare l’aspetto percettivo e soggettivo umano, altra variabile, poco misurabile.
Questo accanimento, del non sento, ergo non esiste, lo trovo fondamentalmente una visione limitante dell’umano pensiero e delle sue grandi capacità percettive (forse è la paura di non poter spiegare tutto). La storia stessa dell’uomo, è fatta di credenze e preconcetti basti su fatti più o meno veri o dimostrati, che poi la scienza ha sfatato o spiegato, ma non sempre.
L’hifi è come la Luna: può essere misurata e considerata un semplice “sasso”, oppure come il corpo celeste più romantico e ispirante della storia dell’umanità. Eppure, quando è nuvolo, non la vediamo, ma non vuol dire che non ci sia. Quale visione volete dare alla vostra vita audiofila? Quella basata sulla misura, o quella basata sulla passione? A voi la scelta. Per quanto mi riguarda, io voglio ancora poter sognare, pensando alla Luna, come ascoltando musica, con il mio impianto. 

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9 minuti fa, iBan69 ha scritto:

Ma poi… siete così sicuri che le misure non dimostrino le differenze sonore che si asserisce di percepire?

Io no

È per questo che,  quando possibile (e con banalità come dac e cavi ma con un pò di impegno anche pre e finali è sempre possibile) si fa qualche prova un pò più rigorosa. 

Mi raccomando attenti ai livelli e vai col tango 

18 minuti fa, iBan69 ha scritto:

 

Per tante altre cose è addirittura facilissimo. C'è già la pappa pronta.

Molti dicono che sentono il jitter. 

Provare è facilissimo.  Esistono esempi a jitter variabile. Scopriranno quello che è noto e ovvio, ancora una volta. 

E cioè che cominciamo a sentire il jitter a valori non dieci, non cento non mille ma dieci/centomila volte superiori a quello medio di un dacchino qualsiasi un pò raffazzonato.

Ma le evidenze oggettive non basterebbero mai a rasserenare l'animo acculturato di un buon vero audiofilo. 

Quindi se possibile,  comprare un bel femtoclock da trentamila e vai con la scansione dei piani sonori. 

 

19 minuti fa, iBan69 ha scritto:

Questo accanimento, del non sento, ergo non esiste

È una questione semantica 

Tu lo chiami accanimento 

Io lo chiamo riconoscere i fatti semplici e oggettivi e dimostrati come reali

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10 ore fa, Branch ha scritto:

Queste ragioni che rappresenterebbero il mio problema, quali possono essere? Escludendo l'udito, secondo te potrei non cogliere differenze per mancanza di esperienza di ascolto, cultura musicale, altro?

 

Pare innanzitutto che non tutti sentiamo e vediamo in modo perfettamente uguale. Inoltre l'ascolto deve possedere adeguata concentrazione. Siamo abituati in media alla musica la supermercato dove al massimo cogliamo il refrain ma visto il rumore e la concentrazione nulla, nessun particolare. Prova a leggere il Paradiso perduto di Milton al supermercato e capirci qualcosa. Peraltro la maggior parte delle persone neppure a casa in silenzio sarebbero in grado di capire. 

A parte ciò senza dubbio sono l'esperienza e il sapere che permettono ( portando alla consapevolezza) di cogliere tutta una serie di aspetti e di sfumature che al profano passano inosservate. Basti pensare alla diversa profondità di lettura offerta da un critico d'arte rispetto al quivis de populo. 

Che poi la consapevolezza non è un'acquisizione né spontanea ne' immediata ma, in pressoché ogni campo, consiste in un percorso lungo e faticoso.

Mi piace pensare che la consapevolezza giochi un ruolo più importante della suggestione, mi pare un approccio piu' rispettoso dell'essere umano e delle sue facoltà.

E infine: le misure cosa c'entrano? Nulla assoluto. La musica è fatta dall'uomo per l'uomo non per i microfoni.

In nessuna parte del globo si offre un giudizio sulla musica sia essa riprodotta sia essa live attraverso delle misure.

Il test in cieco non si presta per la cultura. Va bene per la medicina. Cosi' come si devono scrivere i bugiardini grazie a ragionamenti statistici su cavie umane, per dire: a uno fa venire la diarrea, all'altro l'eczema e così via...

 

 

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10 ore fa, _Diablo_ ha scritto:

straordinarie.

Secondo me già da queste due righe si intuisce che sei fuori strada e non ricaverai dati utili a dirimere la questione.

No, come preannunciato da Sabatini, sarebbero prove banali e dal risultato certo ed inconfutabile

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Una domanda che mi pongo è che problema esiste per una persona se gli dicono che quello che sente è frutto di suggestione ed immaginazione? 

Oppure se viene detto che che le misure non servono a nulla?

Se uno è convinto di sè stesso poco gli dovrebbe interessare o colpire una tale affermazione.

 

E se una persona vivesse felicemente nel suo mondo senza infliggere leggi, che c'è di sbagliato?

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E sostanzialmente un tred inutile che non arriverà mai a una accettabile forma di sintesi..

da una parte vi sono gli umanisti romantici, dall’altra i micropositivisti gnostici 😁..

Semplificando assai i due filoncini di pensiero emersi nella discussione.

Un po’ sognatori naiv i primi, tra cui mi annovero, che pongono la creazione artistica e la fenomenologia sottostante sopra ogni cosa, cui la tecnica umana deve semplicemente asservirsi, nella sua fallace pedestre rappresentazione di Teknè, su un gradino necessariamente più basso dell’Arte, quest’ultima imponderabile, perchè di ispirazione divina.

i secondi? Dei valenti e volenterosi applicatori di quelle poche regoluzze fisiche strappate all’infinita complessità del cosmo, dei buoni diavoli, dei geometri al Prado ( citando Moz) degli imbianchìni con tabella Ral al cospetto della Sistina ( citando me stesso).

Ma dove sta la realtà delle cose? 
Scomodando insieme ontologia & escatologia (😜) sta… da nessuna parte… e ovunque.. una grande ruota fiammeggiante dorata, con il perimetro ovunque e il centro in qualsiasi luogo… citando questa volta Borges… in quel capolavoro di sintesi, che è “ la scrittura del Dio”.

“la regola da qualche parte c’è… ed ed una formula magica cifrata e inaccessibile se non a pochissimi eletti” e condivederla equivarrebbe a distruggere il mondo, la nostra civilità il forum stesso… per cui non chiedetemela…

Il primo rogo di Bruxelles dovrebbe rimanere l’unico…

😂😂😂

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11 minuti fa, Titian ha scritto:

Una domanda che mi pongo è che problema esiste per una persona se gli dicono che quello che sente è frutto di suggestione ed immaginazione

Per ovviare a questo "problema", tempo fa, prima del rogo @appecundria aveva aperto proprio un 3d in "difesa" della suggestione... 

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acusticamente

Tra le righe di alcuni interventi mi sembra di cogliere quasi un risentimento nel caso venga avanzata l’ipotesi che certe differenze non vengano colte per situazione specifica.

”Secondo te ho forse un impianto che fa schifo ?…. Sono sordo io ?… ” tanto per esemplificare tipiche reazioni.

Anche se comprensibile come meccanismo umano di reazione mi sembra che non ci sia nessun tentativo di colpevolizzare in questo senso.

In tutte le umane attività ci sono sensibilità estremamente diverse che predispongono ma anche l’abitudine su un certo meccanismo è parte importante.

Mi sembra proprio che nessuno tra gli ammogliati al soggettivismo (come da definizione di FabioSabbatini) abbia mai inteso denigrare l’altrui impianto (e un impianto che meno evidenzia alcune differenze non necessariamente è peggiore o non appagante) oppure sostenere di essere un uomo migliore solo per avere una diversa attitudine o una diversa modalità di lettura della musica.

Ecco, probabilmente il punto sta tutto qui.  Se la vediamo in termini di attitudine e non di capacità certe reazioni potrebbero stemperarsi.

Possiamo anche battagliare per sostenere le nostre idee, citare o ipotizzare differenze umane, perché inevitabilmente siamo tutti diversi (come da apertura di iBan69) ma non per questo migliori o peggiori

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@acusticamente In questi ultimi due giorni sto rimettendo in funzione, dopo lungo tempo, le mie Quad 63 pilotate da Quad 44 e 405.

Tra pre e finale sto facendo girare i cavi a mia disposizione che vanno da alcuni modelli vintage, ad esempio un Audioquest Emerald, ad altri più moderni, come un Nordost Eimbdall, e in più vari che non mi ricordo nemmeno più cosa sono (c’è sicuramente anche un Cello).

Ognuno mi ha dato un risultato sonoro sensibilmente diverso e non necessariamente proporzionale al costo e alla modernità, anzi ad oggi il migliore mi sembra un cavo di quelli sconosciuti (sconosciuti perché assemblati probabilmente da amici tecnici e senza marca)

Ora sarei curioso di sapere come interpretano i sostinitori dell’auto suggestione questa mia esperienza quando: i cavi in questione sono da tantissimi anni da me e quindi stradigeriti a livello emotivo, non ho aspettative da modelli in prova magari più costosi e addirittura per alcuni non ricordo nemmeno la provenienza.

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@ilmisuratore @captainsensible Ragazzi, dovete fare una adeguata distinzione fra riflessione e riverbero. Quest’ultima non ha nulla a che vedere con i riverberi. E non mi pare che le Mbl agiscano allo stesso modo. Il principio espresso originariamente da Bose evidentemente qualcuno lo ritiene valido, se i costruttori vi attingono, ma impossibile da copiare per ragioni di Copyright. E quindi cercano di ottenere risultati simili per vie traverse. Quello che le fa girare 🎱 agli addetti ai lavori, e conseguentemente ai possessori è che molte, troppe soluzioni proposte foss’anche prestazionalmente identiche o migliori, son sempre grandi, ingombranti, costose. Il che, rispetto ad un diffusore contenuto nelle dimensioni e costi finali al pubblico, da catena di montaggio, puó solo causare lividi di rabbia. Diffusori di recenti progettazioni contro un progetto nato più di 50 anni fa. Convinzione delle proprie teorie (messe in pratica) o paziente da rinchiudere? Di sicuro da lì Amar Bose non si è mai smosso. Passato e presente, un paragone, un confronto difficilmente praticabile, ma in condizioni di metrature identiche, idem per l’elettronica di pilotaggio, io sarò pronto a farlo. Giusto per chiarire che la parola vintage è solamente un riferimento a quel che è uscito di catalogo. E null’altro. E per tornare ai due termini inizialmente accennati, su cosa punta una Mbl, al riverbero o alla riflessione? Al fine del realismo son due cose differenti alla percezione del suono prodotto dal diffusore.

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6 minuti fa, alexis ha scritto:

sostanzialmente un tred inutile che non arriverà mai a una accettabile forma di sintesi..

Lo scopo di questo thread, non è l’utilità, ma la riflessione e il confronto. 

Non stiamo parlando di che viti usare per la nostra testina.... ma di qualcosa di più importante, le base, il principio d’approccio a questo hobby.

 

Ps: Di “formule magiche” ne esistono quante gli appassionati di hifi.

 

Ringrazio comunque,  tutti quelli che hanno partecipato, attivamente e seriamente, prescindere dal loro credo.😉

 

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