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Le differenze: non le sento, ergo, non esistono.


iBan69
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piergiorgio
4 minuti fa, iBan69 ha scritto:

Io, credo che il problema stia più nelle nostre menti

giusto, ma non solo per quanto riguarda il concetto del topic ma anche il rifiuto di alcuni di accettare le misure che confermano o meno eventuali differenze.

 

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17 minuti fa, piergiorgio ha scritto:

le misure che confermano o meno eventuali differenze.

Le misure posso confermare le differenze, ma non ci dicono cosa o come sentiamo noi o un’altro. Certo un test audiometrico sarebbe d’aiuto, ma il mio discorso era incentrato più sul concetto di percezione e negazione, delle differenze, e non quello meramente, tecnico e di misure.

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piergiorgio
8 minuti fa, iBan69 ha scritto:

ma non ci dicono cosa o come sentiamo noi o un’altro.

come o cosa sentiamo è un dato soggettivo, le misure sono oggettive. dal primo concetto ne può uscire solo un thread di centinaia di pagine senza una conclusione, il secondo sarebbe OT visto l'argomento trattato.

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Il tuo discorso è totalmente fuori da ogni logica e ragione.

Chi ha mai detto che coloro che sentono il verso del fusibile non sia vero?

Io ed altri abbiamo detto altra cosa.

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31canzoni
57 minuti fa, iBan69 ha scritto:

Le misure posso confermare le differenze, ma non ci dicono cosa o come sentiamo noi o un’altro. Certo un test audiometrico sarebbe d’aiuto, ma il mio discorso era incentrato più sul concetto di percezione e negazione, delle differenze, e non quello meramente, tecnico e di misure.

Sì però che importanza ha per me qualcosa che non sento? Nell'esperienza di ascolto, mi devo preoccupare solo di sentire al meglio con l'educazione ciò che mi è dato sentire, non sento sotto i 20 hz, e non sento nemmeno (quando si è giovani) sopra i 20khz, non nego per questo che non esistano tali frequenza al di fuori dell'udibile, ma per l'esperienza di ascolto sono del tutto inutili, esistono anche gli infrarossi, rimane il fatto che al buio non vedo nulla. Credo che il malinteso sia di tipo linguistico - "Le differenze (al di fuori dell'udibile): non le sento, ergo, non esistono" - "Le differenze (al di fuori dell'udibile): non le sento, ergo, è come non esistessero". Altra cosa è come sento ad esempio il pianoforte io o come lo senti tu: meglio come lo interpreto io e come lo interpreti tu - entrambi lo riconosciamo come pianoforte, poi come lo interpretiamo dipenderà dalle nostre diverse sensibilità.

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Membro_0008

Io ho 3 amici Che abitano a 5 minuti da casa mia e hanno anche loro degli impianti di altissimo livello

a me e ad un altro piace un suono che vira al chiaro come sono impostati i nostri impianti,Agli altri 2 piace un suono leggermente piu scuro

quando ascolto da loro sento un

ottimo suono ma leggermente scuro e quando loro ascoltano da noi sentono un suono leggermente chiaro

come mai non si sa

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angeloklipsch

@iBan69 figurati sono d'accordo con te. Ad esempio sono certo che i giapponesi abbiano l'udito diverso dal nostro per il semplice fatto che ogni loro apparecchio suona "pronunciato" sulle alte frequenze, ergo loro non sentono molto le frequenze più alte, perlomeno diverse da noi caucasici. Mia ipotesi eh 😁

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powerpeppe

senza contare l'emotività del momento in cui si ascolta musica o si fanno comparative! 

entrano in gioco talmente tanti fattori ...

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@gigi60 Guarda, ho sempre asserito che a parte l’intrinseca fisica differenza fra un individuo e l’altro i fattori che possono portare alla perfezione radicalmente differente nel sentire (e quindi anche ascoltare), passa per un controllo dell’apparato uditivo, ristretto a pecche dovute all’età e/o patologie dell’orecchio, o più comunemente la produzione di cerume eccessivo. Anche il fattore abitudinario ha un suo perché. Già ai tempi del Car Stereo era spesso uso comune smanettare coi toni, ma ancora oggi ritoccando il “treble” verso l’alto, spesso in maniera eccessiva, riportando il controllo in flat si ha la sensazione di impianto malsuonante, mentre è solamente una questione di malabitudine. Io ritengo che soffra di un qualche problema chi necessita di enfatizzare le alte frequenze.

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Sarebbe meglio accontentarsi di una cosa mediocre, avendo la capacità di riconoscerla come tale, invece di criticare la capacità di discernimento altrui.

 

  • Melius 2
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2 ore fa, ilbetti ha scritto:

Cultura e pratica.

...

Come in  tutte le attività c'è un grande potenziale in ciascuno di noi. Potenziale che và sviluppato "allenandolo".

 

Senza dubbio. Eppure neppure cose così elementari appaiono accettabili per alcuni. Se ne parlava in altro thread dove evidenziavo l'assoluta irrilevanza del semplice gusto , il " mi piace" o " non mi piace",  per far spazio ad un autentico giudizio estetico, fondato logicamente ed argomentato.

È un percorso, non un'acquisizione istantanea.

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@iBan69Le differenze: non le sento, ergo, non esistono.

.

Ma no dai, capisco la provocazione ma non la vedo così (imho) come si dice dalle mie parti qui il più pulito ha la rogna, per dire che chi più chi un po meno siamo tutti smaliziati e notiamo anche quelle piccole differenze che tu dici, però  io penso che il punto non sia questo ma il valore che gli vogliamo attribuire, per qualcuno sono vitali, per altri se ne può  fare a meno.

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Non li sento, ergo non esistono, non è il mio modo di pensare. Io non nego niente per principio,  e provo qualsisi cosa, 

 ma non li sento? È come se non esistessero,  alla fine il succo è questo.

Prendiamo ad esempio un parametro come la distorsione, 0.0001, 0.0002, una è il doppio dell' altra, ma c è comunque inudibile. Esiste, ma in pratica non c'è.  Come i fantasmi...😀

Io trovo che spesso diamo per scontato quello che si sente, e ci concentriamo e spendiamo soldi,  per sentire l'inutile, mentre avremo molto da fare ancora sull'udibile.

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piergiorgio

@leoncino Scusa ma non ho capito chi hai quotato e a cosa ti riferisci col sentire o meno il verso del fusibile. Ho scritto che sentire o non sentire è soggettivo, e tutti gli interventi sin qui mi pare lo confermino, ma se per determinarlo l'unica soluzione è una misura e in questo  thread non va bene...

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25 minuti fa, ClasseA ha scritto:

Sarebbe meglio accontentarsi di una cosa mediocre, avendo la capacità di riconoscerla come tale, invece di criticare la capacità di discernimento altrui.

ovviamente siamo noi quelli che hanno la capacità di riconoscere ed apprezzare le differenze, gli altri non ci sentono...

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Membro_0008

@dadox non penso sia questione di usito perche questo succedeva anche 10/15 anni fa quando ci aentivamo tutti meglio

E una questione di gusti,penso

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FabioSabbatini
1 ora fa, gigi60 ha scritto:

quando loro ascoltano da noi sentono un suono leggermente chiaro

Dando per scontato il livello qualitativo altissimo del tuo impianto  la cosa torna....io le montagna le ho sempre sentite superchiare, troppo chiare per i miei gusti.

Magari giustamente a te piace un suono chiaro. Che ovviamente per te è semplicemente giusto.

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zigirmato

 D'inverno Era  mia abitudine metterle le buccie di arancio sul calorifero per sentire il profumo, così per abitune le misi anche in ospedale, solo che in ospedale avevo fatto un  piccolo intervento al setto nasale, il dottore mi chiese come mai mettevo le buccie d'arancio sul calorifero e gli risposi, mi piace l'odore d'arancia, e lui.. Ma ha i tamponi nel naso come fa a sentire l'odore,   pensai tra di me.. cavoli è vero quando mai me l'ha detto. 

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Sul fatto che la nostra capacità  uditiva sia diversa da qualsiasi altra persona siamo tutti d'accordo, credo...

Ognuno può allenarla andando ai concerti ecc...comunque la componente soggettiva rimane la fetta principale del nostro "ascoltare"...

Le differenze macroscopiche tra i suoni di due impianti (chiaro, scuro), saranno avvertibili oggettivamente da chiunque abbia un udito "normale", le sfumature, i particolari, quello no, dipende dall'attitudine all'ascolto e dall'abitudine a riconoscere i suoni...È come se il cervello fosse abituato a tenere in considerazione certi suoni piuttosto che altri...dipende da noi...Mio padre 87enne è quasi sordo, ma sente il canto di un tordo in lontananza, cosa che io, se non me lo dice, non ascolto poiché non allenato...o forse ci sta prendendo in giro da anni...😂 

 

Poi subentra il gusto personale, che però  non toglie il fatto di essere obbiettivi...esempio, quest'impianto suona bene, molto neutro, ma preferisco un suono più scuro... 

Avere un udito efficiente e soprattutto allenato per ascoltare qualsiasi sfumatura è molto difficile...

Personalmente, a 50 anni, il mio udito è molto meno efficiente di quando ne avevo 30, ma molto più allenato a riconoscere sfumature timbriche a cui prima non facevo caso...e chissà quante ne sfuggono ancora alle mie orecchie...ma non vuol dire che non esistono...

Tutta questa pappardella per dire che anche se non si è al 100% con l'udito, ci si può allenare per ascoltare quello che ci piace...il cervello farà il resto...ovviamente entro certi limiti...

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11 minuti fa, gigi60 ha scritto:

 

@dadox non penso sia questione di usito perche questo succedeva anche 10/15 anni fa quando ci aentivamo tutti meglio

E una questione di gusti,penso

 

Se è solo una questione di gusti, questo argomento non ha ragione di essere aperto. Se qualcuno invece (mettiamola sulla questione di gusti se vuoi) viene in casa tua (che prediligi un ascolto il più possibile senza interventi) e questo sparando gli acuti al massimo se ne esce con “oh, adesso sì che va bene”, non è mica tanto una preferenza….fra i due a chi deficitano (e parecchio) le orecchie🤔

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captainsensible
14 minuti fa, dadox ha scritto:

e questo sparando gli acuti al massimo se ne esce con “oh, adesso sì che va bene”, non è mica tanto una preferenza

E quindi, sarebbe un caso di "lesa maestà", questo ?

 

CS

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