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Tre romanzi giapponesi in tre giorni...


Partizan
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Aggiungerei che i due autori sono completamente diversi, Murakami è vivente e dopo questo romanzo di inizio ha virato decisamente in una direzione commerciale, inserendo quasi sempre nei suoi romanzi elementi fantasy, ha messo a segno qualche blockbuster dell' editoria mondiale e si è prestato di mettere la sua fama e la sua capacità di scrivere in modo accattivante al servizio della musica  producendo una galleria di Ritratti in Jazz  (volumetto illustrato sui grandi del jazz a ciascuno dei quali dedica una paginetta e suggerisce un album estratto dalla sua collezione personale - quasi tutti reperibili, basta tener conto che in molti casi sono edizioni giapponesi di successi internazionali) che raccomando.

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Mishima è decisamente ancorato al secolo scorso, è senz' altro un grande della letteratura (non solo giapponese) va detto che ad un certo punto ha preso una deriva fascistoide sognando il ritorno del Giappone al ruolo di potenza mondiale e non ha del tutto tenuto fuori questo suo sogno dalla sua arte (ci sono romanzi mainstream - sia pure di ambientazione giapponese - e scritti più "politici").

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Quindi anche la politica distingue i due, Murakami - scevro da qualsiasi "nostalgia" - ha inserito in almeno un paio di romanzi riferimenti ai crimini di guerra giapponesi in Manciuria, eventi di cui parla mestamente come di una terribile memoria da tenere viva. 

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2 ore fa, audio_fan ha scritto:

 Ritratti in Jazz  (volumetto illustrato sui grandi del jazz a ciascuno dei quali dedica una paginetta e suggerisce un album estratto dalla sua collezione personale - quasi tutti reperibili, basta tener conto che in molti casi sono edizioni giapponesi di successi internazionali) che raccomando.

In realtà trovo questo libercolo abbastanza insignificante: in una paginetta (scritta larga) per disco, non dà grandi informazioni nè di carattere generale, nè di giudizio personale originale.

Sul resto sono d'accordo.

 


Ciao

Evandro

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Sì, ho omesso di dire che il mio è l' entusiasmo di un (eterno) neofita del jazz, immagino che anche come materiale introduttivo ci sia di meglio, però io a suo tempo mi ci impegnai ad leggere ciascuna di quelle paginette ascoltando il disco "raccomandato", o comunque un album dell' artista protagonista.

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Immaginate qualcuno - e non credo di essere l'unico - che pur amante della musica non ha mai avuto una sua raccolta di album e che improvvisamente (o quasi) con lo streaming si è trovato a disposizione l' intera discoteca mondiale e... non sa da che parte cominciare. Diciamo che questo potrebbe essere il profilo del lettore ideale.

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Il 18/11/2021 at 06:44, Partizan ha scritto:

Nella loro formale cortesia, che ho potuto verificare di persona  durante un viaggio in quel paese, e che inizialmente mi infastidiva, celano al loro interno tormenti e passioni, “peggio” di noi latini.

È vero. Penso che loro non ritengano opportuno sbattere in faccia a chiunque i propri problemi come, spesso, siamo soliti fare noi occidentali. 

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I giapponesi sono tanti [😉] anche da loro ci sono i cafonazzi ed i "signori", senz' altro per quanto riguarda il maschilismo "culturale" sono più indietro di noi.

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Leggevo anni fa nelle recensioni di Kitchen (di Banana Yoshimoto) che non a caso nelle opere di finzione più spostate verso il pubblico femminile (siano esse manga, anime, romanzi) si rappresentano spesso maschi romantici, indecisi, tormentati - a volte sessualmente ambigui - e donne volitive, decise, dal carattere forte. Semplicemente perché quelle storie sono lo sfogo fantastico di una società che educa i ragazzi in un senso completamente diverso.

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Chiunque abbia visto più di 10 anime giapponesi (che non siano del tipo più strettamente "epico") sa comunque quanto possano essere sentimentali quegli autori non solo in storie romantiche (diciamo così "al femminile") ma anche storie di sentimenti familiari, civili, sul senso del lutto ecc

 

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  • 3 weeks later...
Il 18/11/2021 at 13:48, Partizan ha scritto:
Il 18/11/2021 at 11:21, audio_fan ha scritto:

Ritratti in Jazz  (volumetto illustrato sui grandi del jazz a ciascuno dei quali dedica una paginetta e suggerisce un album estratto dalla sua collezione personale - quasi tutti reperibili, basta tener conto che in molti casi sono edizioni giapponesi di successi internazionali) che raccomando.

In realtà trovo questo libercolo abbastanza insignificante: in una paginetta (scritta larga) per disco, non dà grandi informazioni nè di carattere generale, nè di giudizio personale originale.

 

 

Concordo. Ciò che scrive su Charlie Parker, in particolare, è da denuncia al sindacato dei musicisti morti che non hanno più voce per difendersi... Se non ricordo male lo mette in "classifica", la sua personale, sotto Stan Getz...

Mia moglie è appassionata di questo autore di cui ha quasi tutti i libri; mi inciata a leggerli ma non so perchè ci giro intorno da tempo.., fatto istintivo, irrazionale ma non mi scocca la molla della curiosità... Magari saranno letture che farò da grande... 😄

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@analogico_09 Murakami è un autore immenso se entri nel suo mondo..  segui il consiglio di tua moglie. Ma entra senza pregiudizi e con animo fanciullo.. e vedrai saprà come conquistarti. Di lui ho letto praticamente  tutto, ma dopo IQ84 ho smesso.. 🙂

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