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Generatore di calore ibrido


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1 minuto fa, nullo ha scritto:

Quella di rimane immagazzinata in un primo tempo e te la cede indietro a posteriori raffreddandosi più lentamente, non cambia nulla a parte l’inerzia.

Però scusa, con un impianto tradizionale il pavimento rimane più freddo ed essendo abbastanza inerte non assorbe moltissimo calore dall'ambiente. Avrò bisogno di meno energia per scaldare solo l'aria che non il pavinento no? Poi te dici una volta che ho scaldato il pavimento l'energia immessa è identica, ok ma nell'altro caso il pavimento non l'ho proprio scaldato! Quindi il totale dell'energia utilizzata sarà minore no? 

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@tomminno sei totalmente fuori dal ragionamento corretto, scusa la franchezza. Se non azzeri le tue credenze non riuscirai mai a capire come stanno le cose ed è difficile raccontarti come stanno in realtà con un po’ di post.

Accontentati di saperlo: a parità di involucro le fonti ad alta temperatura e piccola superficie sono meno efficienti di quelle a bassa temp e grande superficie. I caloriferi lo sono meno dei radianti a pavimento.

A ciò si aggiunge il confort che è molto minore nei primi per le modalità con cui il calore immesso si diffonde nell’involucro.

Se fossimo de visu potrei spiegartelo in una mezzoretta, per iscritto non è praticabile. Quindi o ti fidi o .... 

L’efficienza di scambio di un materiale ha a che fare solo con il tempo con cui questo avviene non con la quantità di calore che cede. Questo è funzione della sola differenza tra le temperature e le masse dei due lati dello scambio e la superficie ovviamente

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41 minuti fa, tomminno ha scritto:

Poi te dici una volta che ho scaldato il pavimento l'energia immessa è identica, ok ma nell'altro caso il pavimento non l'ho proprio scaldato! Quindi il totale dell'energia utilizzata sarà minore no? 

 

No, il calore assorbito in prima istanza viene comunque reimmesso in ambiente a posteriori, non lo perdi, è solo più lento il processo per andare a regime, ed è ovviamente più lenta la fine del processo di scambio.

Avrai un sistema si scalda più lentamente e si raffredda più lentamente.

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@nullo gli sbrinamenti sono “semplicemente” un periodo di funzionamento della pdc in sottrazione alle 24h in cui questa - in una situazione ideale - dovrebbe tenere la t nella casa. Come per l’acs. Solo che gli sbrinamenti sono una perdita pura. Come calcolare quante volte accade? Come evitarli? Belle domande… a cui non so rispondere se non con il buon senso (che però sovente è fuorviante) 😁

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Il 8/12/2021 at 12:31, Jack ha scritto:

Solo che gli sbrinamenti sono una perdita pura. Come calcolare quante volte accade? Come evitarli? Belle domande…

@nullo gli sbrinamenti sono IL male per il rendimento/CoP di una PdC, l'alto tasso di umodità è il fattore determinante/scatenante perchè la macchina parta in sbrinamento. Sinteticamente e sommariamente: nel momento in cui la macchina aspira aria, quest'ultima cede calore alla stessa, raffreddandosi ulteriormente. Quindi anche con temperature dell'aria pur superiori allo zero (ma prossime allo stesso ovviamente) e con alto tasso di umidità, per effetto di quanto ho scritto sopra, la batteria della PdC potrebbe ghiacciarsi e, di conseguenza, andare in modalità sbrinamento (con conseguente abbattimento del CoP).  Non credo di essere stato chiaro ma spero si capisca.

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Per esperienza personale lo sbrinamento era un problema con macchine della precedente generazione, gestite da elettroniche non molto sofisticate.  Gli impianti più recenti che ho gestito erano di 10 anni fa e non davano gli stessi problemi.  La sensoristica rileva correttamente il ghiaccio e interviene prima che lo spessore dello stesso diventi critico. 

La condizione peggiore è quella di clima nebbioso con temp. poco sopra zero, in quanto forma ghiaccio trasparente          da solidificazione più resistente di quello bianco da sublimazione. (la nebbia è un aerosol di particelle liquide) In queste condizioni gli sbrinamenti di una pdc a piena potenza possono occupare anche un 30% del tempo-macchina, il progettista dovrebbe tener conto di questo nel dimensionamento, oltre ad un minimo di accortezza nel piazzare l'unità esterna.

 

 

 

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@Martin  🙂 ma non toglie che anche con i moderni accorgimenti se sei in un range t ed ur critici perdi parecchia energia. 30% e quasi ti sei giocato la convenienza rispetto ad una caldaia a condensazione

... ma "quante caxzo ne sai Martin" te l'ho già detto? 🙂 

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6 minuti fa, Martin ha scritto:

La condizione peggiore è quella di clima nebbioso con temp. poco sopra zero,

ovverosia condizioni con alto tasso di umidità. Si torna sempre lì, pur tenendo conto, come giustamente scrivi, del miglioramento delle PdC attuali. Con gli accorgimenti, tipo piazzare l'unità motocondensante a sud, ci fai poco/nulla (ecco magari migliori un pò il CoP nelle giornate con sole).

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la nebbia è deleteria perché, essendo acqua liquida, non dona nemmeno il "calore latente di condensazione" che il vapore acqueo normale fornisce, mentre il manicotto di ghiaccio che si  forma è più compatto e maledettamente più isolante del ghiaccio bianco da sublimazione.

Spannometricamente calcolate che in presenza di nebbia sotto i 10 gradi un punticino-e-qualcosa di COP si perda.

Il tema stagionale è: Quante sono le ore di nebbia critiche nel corso dell'anno ?  Per quanto riguarda il clima italiano peggiore, quello padano, negli ultimi 20 anni queste ore di nebbia critica  si stanno progressivamente riducendo. 

Nei grossi impianti si sono sperimentati anche dei plenum a coalescenza che intercettano una qualche % delle goccioline di nebbia prima delle batterie di scambio, ma i risultati sono stati inferiori alle aspetattive. Preferiscono un accumulo da riscaldare in condizioni favorevoli (e/o integrato con altre fonti) per gestire gli sbrinamenti critici.

 

 

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Esempio di un ciclo di sbrinamento in tempo reale di una pdc di tipo "residenziale".  Quel grado di copertura si raggiunge (secondo la mia esperienza personale) in  15-20 minuti di marcia al 100% della potenza con Text di 5 gradi  fino a -2 e umidità >65%

 Contando 15' di marcia e 5 di sbrinamento si arriva a quel rapporto 3:1 di cui parlavo prima.       

https://www.youtube.com/watch?v=JzXZ6GkKiFg

 

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