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Melius Club

Il Papa e la Fede cattolica apostolica romana


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Inviato

l'ottimo @melos62 ha come al solito ben argomentato. 

Da non credente ritengo che le sue osservazioni siano di rilievo e azzeccate. Posso solo muovere una piccola critica ritenendo io che si possa, da esterni alla fede, muovere qualche appunto, ad esempio sul celibato dei preti che forse ridurrebbe qualche... diversivo. Viceversa, il fedele ritengo debba uniformarsi all'infallibilità papale giacché già troppi ruoli il comune cittadino riveste: allenatore della nazionale, virologo, PDC, PDR e, sicuramente alcuni, anche eccelsi fuffologi!

Inviato
20 minuti fa, melos62 ha scritto:

quindi una fede faidate, dove la persona stessa si confessa e si da l'assoluzione, decide lui cosa è giusto e cosa no

@melos62 ma a tuo avviso con il progredire della tecnologia e quindi di pari passo con la scienza (la qual cosa se non gestita da uomini di buona volontà mi spaventa tanto quanto il fideismo e spesso fanatismo religioso)  si avrà sempre più bisogno di religioni e di dei a cui credere o i posteri arriveranno a farne a meno?  

Inviato
11 minuti fa, mauriziox60 ha scritto:

celibato dei preti

non è dogma di fede, ma valutazione di opportunità. in passato i preti si sposavano, Pietro stesso aveva una suocera passata agli onori della cronaca in uno dei primi miracoli di Gesù . Nel merito non credo che il matrimonio curi la pedofilia. Se uno ha un tale enorme e pericoloso problema psicoaffettivo, è meglio che non vada da Enzo Miccio per il tight,  ma da un ottimo psichiatra. 

 

14 minuti fa, mauriziox60 ha scritto:

infallibilità papale

che è tale solo quando parla ex cathedra di questioni essenziali della fede, quindi rarissimamente. Anche il Papa sbaglia, quando ad esempio dice di avere simpatie per la Juve in quanto ex piemontese

Inviato
18 minuti fa, mauriziox60 ha scritto:

che forse ridurrebbe qualche... diversivo

pur ritenendo che i preti debbano potersi sposare temo che ai fini della pedofilia  non sia cosi utile

 

 

Inviato
1 minuto fa, ferrocsm ha scritto:

si avrà sempre più bisogno di religioni e di dei a cui credere

si avrà sempre bisogno di interrogarsi sul senso della realtà e del proprio io, certo

  • Melius 1
Inviato
23 minuti fa, ferrocsm ha scritto:

si avrà sempre più bisogno di religioni e di dei a cui credere o i posteri arriveranno a farne a meno?  

 

Però dovremmo iniziare a fare dei distinguo fra religione e superstizione.

La seconda, che a mio modo di vedere annovera anche i torpedoni diretti  in gran numero a Medjugorje piuttosto che a Pietralcina, pare essere il tipo di fede dominante in questi tempi così secolarizzati.

 

Ovvero, il bisogno di credere prende la forma di un distributore automatico di miracoli a richiesta con una certa garanzia di "esistenza" certificata dal veggente di turno.

La fede interiore, il rapporto con Dio ed il Mistero sono cose passate di moda, oggi si preferisce la batteria di pentole e l'albergo trestelle pensione completa. 

briandinazareth
Inviato
23 minuti fa, Velvet ha scritto:

La fede interiore, il rapporto con Dio ed il Mistero sono cose passate di moda, oggi si preferisce la batteria di pentole e l'albergo trestelle pensione completa. 

 

in realtà è sempre stato così per la stragrande parte dei credenti, anzi, la superstizione era ancora più forte quando l'ignoranza era più estesa e diffusa. 

Poi è normale che, come avanza la conoscenza universale e condivisibile attraverso le diverse culture (quella basata sulle evidenze), molti ambiti precedentemente appannaggio della religione sbiadiscano.

così come accade alla filosofia o alla psicologia "ingenua".

ad esempio le guarigioni miracolose del passato che sono pochissima cosa rispetto alle guarigioni reali del presente che non hanno nulla di soprannaturale, oppure tutte quelle forme religiose legate ai riti agricoli. pregare per la pioggia, contro le epidemie, per vincere le guerre ecc.

anche l'infallibilità del papa, la pretesa della chiesa di essere l'unico tramite possibile con dio e tutto quello che poteva funzionare in altri secoli, ha perso attrattiva, anche presso tantissimi che si definiscono cattolici.

Inviato
25 minuti fa, Velvet ha scritto:

Però dovremmo iniziare a fare dei distinguo fra religione e superstizione.

Non è riuscito a fare distinguo neppure il nano che si è genuflesso nell'ora dell'addio dato che era ignorante sulla statura del soprannaturale e si che lui aveva pure passato notti insonni a studiare.  

extermination
Inviato

Alla prova dei fatti - intendo dire nelle azioni quotidiane-  rilevo un opportunismo diffuso; tuttaltro che carità, amore e fratellanza. Poca roba sintanto che "tutto" rimane nella propria spiritualità.  

Inviato
12 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

la superstizione era ancora più forte quando l'ignoranza era più estesa e diffusa. 

 

12 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

oppure tutte quelle forme religiose legate ai riti agricoli.

 

Più che di superstizione credo si trattasse di Mistero e Timore.

Il sacerdote era il tramite fra questi due elementi e la vita terrena.

La religione dei nostri nonni era compendio e conforto ad una vita di sofferenze, malattie, carestie, latifondismo, pellagra.

Una religione atavica legata fortemente ai riti della terra ed al sacrale rispetto per i principi di autoconservazione.

briandinazareth
Inviato
1 minuto fa, Velvet ha scritto:

Più che di superstizione credo si trattasse di Mistero e Timore.

Il sacerdote era il tramite fra questi due elementi e la vita terrena.

La religione dei nostri nonni era il compendio ad una vita di sofferenze, malattie, carestie, latifondismo, pellagra. Era una religione atavica ma legata fortemente ai riti della terra ed al sacrale rispetto per i principi di autoconservazione.

 

vero, ma nella pratica si traduceva in forme di superstizione che coprivano tutto l'ambito della vita e la religione seguiva, comprese le parti di sincretismo tra cattolicesimo e riti più antichi sopravvissuti. 

Inviato
4 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

nella pratica si traduceva in forme di superstizione che coprivano tutto l'ambito della vita

Almeno dalle mie parti tutte queste forme di superstizione nei "vecchi" non le ho mai viste.

C'erano i riti, le cose comandate, le scadenze fissate dal calendario ecclesiastico, l'autorità assoluta del prete che aveva potere immenso su ogni parrocchiano... Ma superstizione quella no.

 

Gli elementi di superstizione che ancora oggi sopravvivono da queste parti (altrove non so) sono tutti di origine pre-cristiana, certo tollerati nei millenni dalla Chiesa o addirittura incorporati in qualche misura nei riti cattolici.

Inviato
12 minuti fa, Velvet ha scritto:

C'erano i riti, le cose comandate, le scadenze fissate dal calendario ecclesiastico, l'autorità assoluta del prete che aveva potere immenso su ogni parrocchiano... Ma superstizione quella no.

bravo Velvet, era una cultura, popolare, contadina,  non una superstizione, un sistema in cui sacro e profano erano abbracciati e intrecciati. Con la separazione forzata delle due sfere, e l'ostracismo successivo della sfera sacra nell'irrilevanza del privato, sono emerse forme surrogate e malate di falsa sacralità, maghi, fattucchiere , astrologi ecc.

però mi accorgo che siamo finiti off topic, l'opener è stato chiaro

 

Inviato

Nella fede "popolare" venivano e vengono integrate forme di superstizione, c'è molto più sincretismo di quanto si immagini nel cattolicesimo, basta dare un'occhiata agli ex-voto a Oropa, alla Consolata, ovunque.




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