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Sulla corretta timbrica dell'impianto hi-fi


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8 ore fa, veidt ha scritto:

Per questo motivo a volte apparecchi come Spectral, Krell, Mark Levinson, Bryston etc. vengono accusati dagli audiofili di essere eccessivamente brillanti rispetto ad altri (tipo McIntosh, Accuphase, Conrad Johnson) quando la loro unica "colpa" è quella d'intervenire meno sul segnale, rispettando maggiormente la timbrica dell'incisione

 

veramente pur rispettando la tua esperienza con macchine di pregio - faccio fatica a seguirti - per me dovresti ascoltare E800 in classe A accu bene (non mi dispiacciono gli spectral e stra-vedo per i Dan D'agostino)

 

8 ore fa, veidt ha scritto:

Invece il nero infra-strumentale generato dal maggior silenzio delle apparecchiature serve a rendere più vivi i diversi colori degli strumenti, quindi una viola sarà ancor più diversa (timbricamente parlando) dal violoncello. 

 

io ho un idea del nero infra strumentale un poco diversa: per me la capacità di un impianto (e del suo ambiente corrispettivo) pur avendo un suono d'insieme magnifico, di isolare il suono di ogni singolo strumento e di renderlo quindi distinguibile ed identificabile - un esempio: nella sezione delle viole - riuscire ad identificare bene questa sezione e magari anche il contributo di ogni singola viola 

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ascoltoebasta
1 ora fa, diego_g ha scritto:

Non è sul caso singolo che si deve fondare la nostra consapevolezza del reale, ma su di un numero sufficientemente ampio di eventi da consentirci di farci un'idea tipica di come dovrebbe essere la musica

Io non contesto ciò che dici, che ritengo corretto, ma solamente che anche la musica riprodotta il più fedelmente possibile all'evento dal vivo,sicuramente non piacerà a tutti, e per coloro ai quali non piacerà sarà irrilevante il fatto che sia come la musica dovrebbe essere.

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SECONDO ME...😉

... rispetto alle informazioni contenute sul supporto ogni impianto, anche il migliore, ci mette del suo, quindi interpreta. Non esiste l'impianto "neutrale", è solo una mera e illusoria convinzione personale. Esistono solo buone interpretazioni (coerenza timbrica e temporale, colori saturi e contorni ben definiti, suono vivido e lucente, ritmo pimpante e coinvolgente) e cattive interpretazioni che, secondo la MIA esperienza, corrispondono ai componenti/impianti comunemente definiti "neutrali" che in realtà suonano, per i MIEI gusti, anonimi, opachi, tristi, noiosi e squallidi; quindi preferisco decisamente una "buona interpretazione" ad una grigia e loffia mancanza di personalità...😇

😁

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37 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

ma solamente che anche la musica riprodotta il più fedelmente possibile all'evento dal vivo, sicuramente non piacerà a tutti

Perfetto: semplicemente, queste persone non sono interessate all'alta fedeltà. Più che legittimo, per me ognuno può ascoltare come vuole.

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17 ore fa, veidt ha scritto:

Questa credenza diffusa è palesemente falsa perché nella maggioranza dei casi invece è esattamente il contrario.

Questa tua affermazione, lascia il tempo che trova e non può essere propinata come verità. 

La credenza audiofile solo quelle che confondono dettaglio, brillantezza, chiarore con neutralità. 😏

 

 

 

  • Melius 1
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32 minuti fa, iBan69 ha scritto:

La credenza audiofile solo quelle che confondono dettaglio, brillantezza, chiarore con neutralità. 😏

Esatto! E il marketing è stato molto abile a giocare con il vero e proprio "senso di colpa" che molti di noi si fanno ("Se quell'impianto fa sentire quelle cose, è perché ci sono e quindi non può non piacermi, perché è più fedele"), proponendo apparecchi con una esasperata brillantezza / sbilanciamento sui medio-alti, che diano la "sensazione" del dettaglio.

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Aiuta conoscere un po' il modo di lavoro e ragionamento dei musicisti.

Se chiedete ad un musicista vi dirà che un bel timbro è uno degli aspetti più importanti cbe ricerca nello strumento da lui suonanto.

La stessa cosa vale per l'impianto: lasciate stare la fedeltà alla registrazione che è possibile determinare solo grosso modo, solo in linea di massima e quindi aiuta ben poco. Più decisive sono invece le considerazioni sulla timbrica media, e per media intenso che l'impianto mediamente presenta in tutte le incisioni che si teova a riprodurre e che differenzia la riproduzione di una stessa incisione su diversi impianti. Ebbene, compreso ciò, è evidente che un suono ricco, opulento, morbido, vellutato, prodondo, sibaritico, bilanciato, musicale, levigato e... sbizzarritevi con la sempre decisiva aggettivazione ... sarà sempre preferibile ad un suono ( mediamente come sopra) sottile, grezzo, armonicamente povero, vetroso, sbilanciato, secco, acidulo, squillante, anoressico, dai sentori elettrici e così via...

Questo sempre e comunque. Sempre senza eccezione. Come è vero che il sole sorge ogni giorno.

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@diego_g i motivi posso essere ricercati in vari aspetti. È mia personale opinione, che la tendenza a costruire apparecchi sempre più votati ad impressionare e colpire ad un primo ascolto e confronto, abbia spinto molti costruttori, ad eccedere in alcune caratteristiche sonore che hanno reso la riproduzione sonora sempre più radiografante e meno “naturale”. Non solo, eccedendo su questa strada, il rischio di incappare nella “famigerata” fatica d’ascolto, è dietro l’angolo. 
Un’altro aspetto, da considerare è quello dell’età media degli audiofili che acquistano e ascoltano impianti di un certo valore. Sappiamo tutti, ahimè, che con l’età, vi è un calo di percezione delle alte frequenze, e forse questa fisiologica parabola, viene compensata, da alcuni costruttori, da un’impostazione sonora più brillante, dei propri apparecchi, o forse i nostri giudizi sono condizionati da questo invecchiamento. Senza ricordare che, le orecchie non sono tutte uguali. 

Se partiamo dal fatto che non esiste una neutralità assoluta nella riproduzione audio, che le stesse registrazioni, possono essere manipolate in un senso o in un’altro, non facciamo altro che interpretare, e comunicare le nostre personali “verità”. 
Anche l’ascolto di strumenti musicali dal vivo, non ha una sola chiave di lettura, come è già stato correttamente detto da altri, le variabili del luogo, della distanza e del

modo in cui uno strumento viene suonato, possono determinare percezioni diverse. Pensiamo al suono di un violino, che può essere suadente come stridente.
Quindi, la correttezza timbrica esiste, certo, per i musicisti, sicuramente, per gli audiofili è da interpretare.
Sarei più cauto ad affermare, certe presunte “verità”.
 

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18 ore fa, veidt ha scritto:

Bisogna innanzi tutto comprendere che il timbro varia in base alla posizione d'ascolto. Un soprano se ascoltato da lontano non ci sembrerà avere la voce stridula, ma se la ascoltiamo a 3-4 metri di distanza (che è la distanza tipica di ascolto negli ambienti medio-piccoli) la voce tenderà ad essere pungente se parliamo di un incisione realizzata allo stato dell'arte.

verissimo. Non solo dalla distanza ma anche dall'angolo. Cascun strumento stesso ha grandi dfferenze timbriche a dipendenza dall'angolo d'ascolto. Andando in distanza entrano in causa nel timbro risultante le caratterstche della sala in cui ci si trova. Sono queste caratteristiche che smorzano soprattutto le frequenze alte e meno le basse e che riducono la dinamica. Comunque più lontani si va, meno l'angolo ha influenza sul timbro in una sala, questo perché la proporzione del suono diretto diventa sempre meno rilevante.

Pensare però che il timbro sia irrelevante o poco importante durante la riproduzone perché non c'è un timbro solo degli strumenti (dipendenza da tanti fattori) è un atteggamento molto superficiale nello svolgere questo hobby (vabbe' molti non vogliono farsi pippe mentali, come lo chiamano loro, anche un'atteggiamento con lati positvi). Ci sono sempre dei limiti dove oltre quelli, il timbro percepito in ogni caso sembra falso e non naturale. Questi limiti sono a dipendenza dalle esperienze d'ascolto dell'ascoltatore. Vorrei anche ricordare che noi percepiamo lo stesso identico suono con timbri diversi a dipendenza dall'intensità.

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10 ore fa, ascoltoebasta ha scritto:

ma solamente che anche la musica riprodotta il più fedelmente possibile all'evento dal vivo, sicuramente non piacerà a tutti

Secondo me l'equivoco è sempre questo. Noi e i nostri impianti dobbiamo riprodurre più fedelmente possibile il contenuto che è sul supporto, e non ricreare il suono che ascoltiamo dal vivo. L'ostacolo per avere in casa un suono ''simil live'' lo si ha già in fase di registrazione, la presa di uno strumento ne limita il suono, ancor prima e indipendentemente da quale impianto la riprodurrà. Un sistema hi-fi non può (e nemmeno deve) inventarsi qualcosa che non c'è sul disco, quindi cercare nel proprio salotto la timbrica, le sensazioni o la pressione che percepiamo durante un concerto, ha poco senso. Utilizzare come riferimento il suono live, ci può se mai far capire quanto è disgraziata una registrazione.

In certi casi, si riesce ad avvicinare la sensazione dell'evento live, ma occorrono: un sistema importante con diffusori di grandi dimensioni (salvo rari casi) e un'ottima registrazione con un ridotto numero di strumenti (è molto più facile riprodurre in modo realistico una voce e chitarra acustica, lo sono molto meno un pezzo di sinfonica o un brano hard rock).

Non ho parlato dei limiti dovuti alle dimensioni delle nostre stanze rispetto a quelle di un teatro perché mi sembra una cosa scontata.

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cactus_atomo

@Look01 come dal vivo non ha senso. Troppo diversi gli ambienti, la stessa orchestra con lo stesso brano e lo stesso direttore suonerà diversa in sale diverse. Per la musica amplificata c'è anche  da vedere cosa ha fatto il service in location differenti

Non sappiamo come suonava il brano in origine, non sappiamo come lo ha interpretato il fonico, nnesssun componente dal microfono di ripresa al diffusore che abbiamo può essere perfettamente lineare 

Mi accontento di un impianto che mi dia una riproduzione credibile (tra le tante possibili) con una percentuale elevata di quello che ascolto

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SuonoDivino
2 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

Mi accontento di un impianto che mi dia una riproduzione credibile (tra le tante possibili) con una percentuale elevata di quello che ascolto

Ma nemmeno artificialmente "eufonizzata" come molti esplicitamente dicono di volere. Ed evidentemente ci sono costuttori che li accontentano.

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cactus_atomo

@SuonoDivino la riproduzione del suono è artificiale, il violino di heifetz suona eufonico pure live, quello di accardo no. Noi ascoltiamo molto vicini al punto di ascolto in ambienti piccoli. Non aami i suoni edulcorati ma neppure quelli resi trapanante, est modus in rebus, è come il sale nella ministra per me troppo per te giust per un altro troppo poco. Io ascolto e mi regolo con il mio sistema percettivo, mica chi ama la cioccolata al latte deve per forza mangiare quella fondente

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