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Sulla corretta timbrica dell'impianto hi-fi


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1 ora fa, senek65 ha scritto:

se distinguete una viola da un violino siete già a buon punto.

Guarda, a seconda delle note suonate e della registrazione, potrei anche confondermi...ma sarei ben più preoccupato se non riuscissi a distinguere la viola dal violoncello...🙈🤣🤣🤣

  • Haha 1
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@Titian

Sai distinguere un panino da McDonald's da una paninoteca di qualità?

Io sì, e questo lo definisco  avere piacere 

Trasferiscilo sulla musica riprodotta,ma almeno le fondamentali li devi conoscere 

L'esperienza si fa con gli anni e  chiaramente la voglia di imparare .

Io per esempio del calcio non mi interessa un fico secco e quindi non ne parlo.

Ma troppa gente che non ha mai visto un concerto e l'unico parametro è la riproduzione  ,pontifica o critica senza sapere neanche di cosa si parla.

 

 

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Membro_0015
Il 18/3/2022 at 13:12, mozarteum ha scritto:

Gli impianti assemblati da chi ascolta musica acustica dal vivo assiduamente sono riconoscibili al primo ascolto: ci si intende subito. 
recentemente sono stato a casa di stanzani (bellissima fra l’altro) e ho ascoltato quanto piu’ distante dal mio impianto: atc attive, rme, gira denon con testina ragguardevole. Ambiente ideale e misurato.

Suono verosimile come reputo il mio che si fonda su altra componentistica.

Una gioia l’ascolto di voci archi pianoforte , ma anche orchestra (che bella la settima di Beethoven di Klemperer) anche e soprattutto in vinile.

Ho sentito impianti importanti (forse ancora di piu’) a casa di altri certi parametri erano avvincenti ma nel complesso non c’era quel senso di verosimilglianza che chi ascolta assiduamente ha ben presente.

eppure c’era tutto quello che era nel supporto ma proprio tutto dal punto di vista quantitativo

Grazie @mozarteum mio squisito ospite.

Lasciami solo aggiungere che buona parte del risultato da te riscontrato é responsabilità dell'ambiente e del posizionamento e messa a punto dei sub. 

Spero di averti ancora mio ospite

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La timbrica del proprio impianto é personale.

L'errore stà nella presunzione di credere di avere un impianto perfetto e se qualcuno viene a sentirlo e muove una critica, legata ovviamente al suo modo di sentire la musica é un  incompetente.

 C'è chi preferisce un impianto molto dettagliato e trasparente, chi invece  lo preferisce più morbido e vellutato.

Non arrabbiatevi per gli aggettivi che ho usato, io li considero tutti positivi , sono passato attraverso impianti diversi e marche diverse, apprezzando le diverse tipologie di suono e spero di continuare a cambiare,  penso sia il bello dell'hi-fi.

I pianoforti  non suonano tutti uguali se no ci sarebbe un unico costruttore.  Gli artisti a seconda del suono che vogliono ottenere alle volte passano da una marca all' altra e sempre gli stessi artisti riescono ad ottenere suoni diversi dai propri strumenti.

È il bello della musica, ora qualcuno andrebbe a dire a Miles Davis che siccome il suo suono é diverso dagli altri non stà suonando la 🎺 😁

Può piacere di più o no questo é soggettivo.

 

 

 

 

 

  • Melius 2
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Il 17/3/2022 at 18:34, diego_g ha scritto:

Quindi, secondo me, è preliminarmente necessario farsi un'idea "platonica", ideal-tipica di come debba essere un suono naturale, vero, per mezzo di tanti ascolti dal vivo. Quando questa consapevolezza l'avremo interiorizzata a sufficienza, in modo tale che diventi per noi un riferimento stabile (sebbene mnemonico), allora potremo discutere della maggiore o minore verosimiglianza timbrica.

Il tema è tutto qui. Il dal vivo riprodotto su un impianto casalingo è un falso mito. E' una questione di fisica. Puoi solo approssimare una fedeltà che chiamasi "verosimiglianza".

Mai sentito un impianto suonare come un live. Troppo diversa la distribuzione dell'energia nello spazio.

Sono due concetti differenti. La riproduzione casalinga ti potrà dare un maggior dettaglio ma sicuramente una dinamica non paragonabile ed una timbrica che potrà solo scimmiottare quella dell'evento.

saluti

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@rpezzane

Ci si può avvicinare, ma pareggiare la realtà è (secondo la mia esperienza) impossibile e disperante: quando sento gli esecutori che accordano gli strumenti prima del concerto, mi viene sempre voglia di buttare via l'impianto.

.

Il punto però è che senza un riferimento mentale alla realtà (in senso generale, più che con riferimento ad un concerto specifico) diventa anche impossibile darsi una direzione: infatti, come si può inseguire qualcosa che non si conosce?

  • Melius 1
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1 ora fa, rpezzane ha scritto:

E' una questione di fisica.

Vorrei ricordare che le impressoni d'ascolto è una cosa della psicoacustica non di fisica.

Quel che fiscamente è presente non combacia con la nostra percezione. La base scentifica del nostro hobby di ascolto della musica non è la fisica in modo diretto ma la psicoacustica.

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27 minuti fa, Titian ha scritto:

Vorrei ricordare che le impressoni d'ascolto è una cosa della psicoacustica non di fisica.

Quel che fiscamente è presente non combacia con la nostra percezione. La base scentifica del nostro hobby di ascolto della musica non è la fisica in modo diretto ma la psicoacustica.

mi riferivo al fenomeno di propagazione delle onde sonore. Un conto è la produzione di onde di pressione che arrivano da 50 strument dislocati su un palco di 20 metri che si propagano in una sala mastodontica ed un conto è la riproduzione di quello stesso evento tramite 2 diffusori le cui onde si propagano in una camera di appartamento.

Faccio sempre l'esempio di uno che suona il pianoforte con la finestra aperta e tu passi per strada. Confondi mai quel piano come se fosse riprodotto da un impianto ?

Saluti

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