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LS3/5a: foto, notizie, esperienze, con le nostre amate "scatole da scarpe"


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12 ore fa, iBan69 ha scritto:

Cosa ci può essere di più sproporzionato, illogico e poco coerente che abbinare queste piccole scatolette ad un amplificazione a stato solido da 500watt, di 50kg e per di più americano? Poco o nulla, mi diranno la maggioranza di voi. Eppur … funziona e anche molto bene! 

Io, quando le ascolto, le piloto con il Boulder 1160, quindi nulla di nuovo. Aggiungo che in 40 anni le ho pilotate con qualsiasi cosa, e con questa ultima amplificazione ho raggiunto sicuramente il livello più alto. 

  • Moderatori
12 ore fa, iBan69 ha scritto:

Ebbene sì, oggi, ho avuto il grande piacere di ascoltare le LS3/5, nel mio impianto, pilotate da un pre e finale McIntosh.
Al momento vi dirò solo questo … 😍 ...poi, vediamo se domani, vale la pena raccontarvi qualcosa. 

Attenzione a fare questi ascolti sperimentali, che poi la probabilità di acquistare una bella coppia di “scatolette”, sarà altissima. 
Io ringrazio ancora il caro @giannisegala Gianni per avermi venduto le sue, che da casa mia non si muoveranno più. Le alterno con i miei “scatoloni” (leggi Heresy iii) con grandissima soddisfazione.

Anche io all’inizio pensavo che i tanti watt dello “extraterrestre” fossero esagerati per pilotarle, ma poi mi son ricreduto, e ascoltate al giusto volume (non sento mai la necessità di portare i Wmeters oltre i primi 4,5 watt) e col la giusta musica, sono una accoppiata strepitosa. 
Buonissimi ascolti

Buongiorno… riprendo gli ascolti iniziati ieri. 

Questi non sono altro che le mie prime impressioni, strettamente legate al

mio sistema e il mio ambiente, che non è certamente perfetto e ha ancora qualche margine di miglioramento.

Ma procediamo.
La prima  cosa che mi lascia stupito, è la gamma medio bassa. Non ho mai sentito le 3/5, esprimersi in modo così dinamico, in quella fascia di frequenze, pur nei loro limiti fisici. Merito della cavalleria del Mc452? Sicuramente, fa la sua parte. Fin dove scende, il contrabbasso, ha corpo, rotondità e spessore anche dovuto ad un leggero rinforzo dell’ambiente ancora da “sintonizzare”, che gli dona un peso inaspettato. La batteria è veloce e secca, si percepisce facilmente il senso del ritmo, anche in mancanza del pugno nello stomaco. Il pianoforte è molto bello, anche se non cosi esteso in frequenza e fisico. 
L’emissione da monitor privilegia la gamma media, che è precisa ed equilibrata, pur non radiografante, però con meno calore di quello che il primo ascolto di ieri, mi aveva dato l’impressione di percepire, soprattutto con le voci e il sax, mantenendo così la giusta tonalità, ma un pizzico meno di piacere, per i miei gusti. Gli alti sono precisi, con un buon dettaglio e mai affaticanti, grazie un leggero roll off, meno mercato comunque di quello che mi sarei aspettato. 
Ma quello che impressiona è l’immagine, ampia e precisa, con un’eccellente focus degli strumenti. Con le buone registrazioni, è facilissimo identificare la collocazione degli strumenti e i loro contorni, nello spazio. I diffusori spariscono, e ci si trova davanti un un quadro musicale di prim’ordine, solo limitato nella profondità, più dall’impostazione  monitor che da carenze intrinseche dei diffusori. 
Le aspettative, erano quelle di un diffusore con con un’impostazione sonora un po’ vintage, con certe carenze agli estremi di banda, ed invece ne è uscito un suono molto equilibrato e ancora attualissimo. 
Considerando che il termine di paragone, sono delle Magneplanar 1.7i, le piccolette si sono comportate in modo eccellente, per certi versi, al di sopra alle mie aspettative. 
Quello che riescono a fare, lo fanno ancora molto bene, pur con qualche decennio alle spalle. Meglio di certi mini diffusori di oggi, con gli altri, eccessivamente brillanti, fatti per colpire al primo ascolto, ma alla lunga quasi fastidiosi e soprattutto con poca personalità.
La classe e la storia di questo diffusore è tangibile all’ascolto, ed è appagante ancora oggi. Se si da più importanza alla qualità rispetto alla quantità, sonora, questo questo diffusore va assolutamente ascoltato, qualunque impianto abbiate. 
Insomma un piccolo gioiello della storia della riproduzione musicale, che un audiofilo dovrebbe possedere, in una qualsiasi delle sue innumerevoli edizioni  … e per quello che mi riguarda, ci sto già pensando … 😉

Grazie

 

Le piloto con un vecchio exposure e vi assicuro che ogni volta mi stupisco per il piacere che mi danno; ho anche in uso un classè da 100w e un cj premier eleven e anche in questo caso suonano alla grande. Ma con il piccolo sorprendente amplificatore inglese è pura magia tanto che è diventato l’ampli titolare: peraltro stessa magia ma con una maggiore estensione e dinamica la ottengo con le Harbeth P3esr, che secondo me sono le vere eredi. Buoni ascolti a tutti

Agli esperti proprietari delle 3/5, chiedo qualche suggerimento per un fine tunning sul loro posizionamento.
Attualmente le ho collecate a circa 78cm dalla parete posteriore, a 180cm distanti tra loro (dal centro altoparlanti). Distano 250cm dal punto d’ascolto e sono leggermente inclinate verso di esso. 
Suggerimenti? 
Grazie

11 minuti fa, iBan69 ha scritto:

qualche suggerimento per un fine tunning sul loro posizionamento

Quello cambia anche a seconda dell'ambiente e da cosa vuoi ottenere. Hai scritto prima ''solo limitato nella profondità'', puoi provare ad allontanarle dalla parete posteriore, gioca con la distanza fino ad arrivare anche a 1.5 metri e più. Poi mi è sfuggito su che stand le hai collocate. 

Ah, se le ascolti da 2 metri e mezzo, puoi anche allontanarle maggiormente tra loro.  

@iBan69 per quanto riguarda il toe in è una questione personale. Le ho sempre preferite parallele, ma dipende da tante cose e dai gusti personali. Per la distanza dalla parete posteriore io mi sono spinto fino a quasi alla metà della stanza. Se puoi prova. Da me i diffusori spariscono completamente e l immagine è fantastica. In questa posizione spariscono anche le 5/9. 

  • Melius 2

Comunque se si ha voglia , questi diffusori rispondono clamorosamente ad una vasta gamma di stimoli. Dall amplificazione al posizionamento agli stand ( a quello che metti sotto gli stand) ai cavi. Hanno le loro preferenze e trascendono le loro dimensioni    Possono risultare anonime in certi impianti male assortiti. Alcuni hanno usato la parola “ magia” e trovo che il termine non sia impropio quando tutto funziona. 

@Collegatiper  ma guarda, le Maggie, hanno un soundstage spettacolare per dimensione  se ben posizionate, ma la profondità è, nel mio ambiente, è poco di più rispetto alle piccolette. Probabilmente, è un limite del mio ambiente, che, con maggior spazio a disposizione, migliorerebbe, su questo aspetto. 
@naim adesso provo a portarle in avanti, verso il punto d’ascolto e centro stanza. Gli stand, sono di metallo pesante e sordi, ma di altezza di 60cm, che, come detto nel primo post, per me, un pochino bassi. 
In merito al Toe In, cosa mi suggerisci? 

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