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Quando lo strumento musicale fa la differenza


Gingobiloba
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Gingobiloba

Apro questo Thread per portare un'esperienza che vorrei condividere con voi, anni fa sono stato ad un concerto di Carmignola, all'inizio hanno suonato se non mi sbaglio i soliti del Verbano, poi è entrato in scena lui, a parte le sue indubbie capacità anche come figura sul palco, ha una grande personalità, ma quello che era imbarazzante era il suono del suo violino, sembrava di essere in un gruppo di Panda accese e poi arriva la Ferrari con il suo rombo, ho avuto la fortuna di averlo a quattro metri di distanza. Ho poi letto che suona uno Stradivari e un Guarneri, insomma vi assicuro che questi strumenti ascoltati dal vivo di fronte ad altri fanno una differenza abissale. Sicuramente dico una banalità per molti ma è dal vivo che puoi capire la differenza di certi oggetti

 

Anche sul pianoforte di Glenn Gould ho percepito qualcosa di diverso (a parte la sua indubbia capacità) e mi sono letto la storia del suo rapporto con il suo accordatore e lo Stenway CD318. Il genio che porta uno strumento ad avere un certo tipo di sonorità è una cosa interessante che vorrei condividere con voi.

 

Anche Arturo Benedetti Michelangeli aveva un orecchio assoluto e il suo pianoforte preferito per i concerti, guarda caso...

 

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  • Moderators
oscilloscopio

Mi pare che anche Horowitz portasse ai concerti il suo pianoforte, uno Steinway ma non ricordo il modello.

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OTREBLA

Richter raccontava che una volta gli capitò di suonare in uno sperduto paese di provincia, ai tempi dell'Unione Sovietica. Il pianoforte di cui il teatro cittadino disponeva, un mezza coda, era un po' malandato (addirittura qualche tasto funzionava male) e sulle prime Richter minacciò di tornarsene a Mosca. Il sovrintendete, disperato, gli disse "Ma io cosa ci posso fare, mi devo uccidere?", al che il pianista decise di restare e fu un grandissimo successo, nonostante lo strumento mediocre. 

Certo che però uno Stradivari...o un Guarneri...d'accordo che se non c'è il manico miracoli non ne fanno nemmeno loro, ma se ad imbracciarli è un grande violinista, la differenza si sente eccome.

Alberto.

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10 ore fa, Gingobiloba ha scritto:

Anche Arturo Benedetti Michelangeli aveva un orecchio assoluto e il suo pianoforte preferito per i concerti, guarda caso...

A proposito di ABM e dello strumento, interessante questo aneddoto raccontato dal suo tecnico accordatore, Aldo Fabbrini:

 

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analogico_09

Penso di averla già raccontata.., anni fa ero ad un concerto di Sonate per cembalo e viola da gamba di J. S.

Bach - Rinaldo Alessandrini, cembalo; Paolo Pandolfo, viola da gamba.

Sulla parte interna del copercio dello strumento a tastiera rivolta verso il pubblico, un bellissimo cembalo azzurro, copia di un esemplere del 18mo secolo, con finiture dorate, ben piantato sulle quattro gambe finemente scolpite, campeggiavano, vergate in oro, le seguenti parole:


Riccho Son D’or
Et Riccho Son Di Suono.
Non Mi Sonar
Se Tu Non Hai Del Buono

 

Morale della favola.., il ricco strumento vuole il ricco suonatore.., mi pare una cosa normale, logica e risaputa.., lo sapevano pure l'antichi...

 




Per quanto riguarda i preziosi violini d'epoca:  Stradivari, Guarnieri, Guadagnini, ecc.., forse è utile ricordare che per poterli adattare alle nuove musiche, alle nuove esigenze tecnico-interpretative ed espressive, detti strumenti  abbiano subito nel corso dei secoli delle trasformazioni costruttive ed organlogiche importanti (che riguardano il ponticello, la mentoniera aggiunta, il tipo di materiale delle corde, l'archetto, e altro ancora)  giungendo fino a noi con un suono evidentemente molto diverso dal suono che il liutaio creatore aveva "soffiato" al loro interno...

Verrebbe quasi da pensare l'unica cosa originale rimasta di tali strumenti sia il nome; il resto, il nuovo suono, le caratteristiche tecniche ed espressive, il tutto più adatto alle nuove musiche, soppiantano le proprietà origina(li)rie...
Forse andrebbero ribattezzarli - sempre per quanto riguarda gli esemplari originali d'epoca rimaneggiati - "Il Guarnieri bis - la vendetta!" ... 😄

 

 

 

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SimoTocca

Se ne parlò a lungo qualche anno,fa, sul vecchio Forum..

La colpa è di una professoressa francese che insegna nientemeno che alla Sorbona di Parigi... una certa Claudia Fritz.

In pratica la Fritz sostiene che il suono “superiore” dei famosi violini Stradivari o Guarnieri sia solo frutto dell’effetto Placebo.

Iniziò con un piccolo studio, condotto con metodologia scientifica del “blind test”, confermato poi da questo studio più grande effettuato su ben 21 violinisti professionisti tutti vincitori di almeno un concorso internazionale... mica pizza e fichi!

Ebbene, una volta “bendati” non solo i 21 violinisti non riuscirono ad identificare se stavano suonando un violino antico o uno (buono ovviamente..) moderno, ma in totale le preferenze finali, in cieco, erano 13 a 8 per i violini moderni!

https://www.researchgate.net/publication/51980465_Player_preferences_among_new_and_old_violins

 

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SimoTocca

Ho riportato il collegamento, per chi conosce l’inglese è una lettura interessante ed istruttiva...

Alla Fritz  contestarono questo studio del 2012, dicendo che è per gli ascoltatori che il suono cambia...

Allora lei rispose con uno studio, del 2017, fatto in una sala e con diversi ascoltatori...

Riporto qui sotto il link...

https://hal.sorbonne-universite.fr/hal-01521152

Però... posso riassumere che non solo i violinisti professionisti non erano in grado di riconoscere uno Stradivari da un buon violino moderno... ma anche anche gli ascoltatori non lo erano  ... e anzi, alla fine, richiesti di quale violino preferissero... ecco per la maggior parte gli ascoltatori preferivano un violino moderno!

Se questa soggettività estrema regna fra i musicisti professionisti... ci figuriamo un po’ quello che succede fra noi audiofili con le nostre preferenze ...?!!😉  

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SimoTocca

@Paperinik2021 Letto con interesse... ma ci sono alcune cose  che mi rendono questo studio un po’ meno “digeribile”. La prima cosa  è l’estrema complessità di quello che si vuole cercare resa con una altrettanta estrema complessità di parametri misurati: insomma è tutto così complicato che alla fine diventa tutto molto nebuloso. 

La seconda cosa: si usa solo una scala di note, e non un brano musicale complesso. E questo, se da una parte semplifica i parametri che cerco, dall’altra rende l’esperimento poco “naturale”, lontano dalla vita reale.

La terza cosa: 70 liutai della provincia di Cremona, in uno studio finanziato dal Comune di Cremona... insomma, ci sarà mica un piccolo conflitto di interessi? 😉

Rimane, di sicuro, il grande mistero e il grande dilemma: ma quanto influenza l’effetto placebo il giudizio che poi ciascuno di noi dà?

Comunque, ecco che concludo: 1) mi scuso perché volevo solo porre un paio di legittimi interrogativi, ma non volevo mandare così lontano (non proprio OT, ma certamente lontano dall’intenzione di chi ha aperto il Thread).Quindi mi fermo qui con queste osservazioni su articoli di prova in cieco fra diversi strumenti. 2) dico che anch’io sento notevoli differenze fra violini o pianoforti diversi quando sono a teatro, dal vivo, e quindi ho riportato questi articoli per conoscenza collettiva, ma non perché io sia d’accordo con le conclusioni di tali articoli.

 

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analogico_09
3 ore fa, Paperinik2021 ha scritto:

Aggiungerei quest'altro esperimento, che dimostra cose diverse

  Cosa dimostra, detto sinteticamente (non conosco l'inglese).

 

Ogni studioso giunge a delle sue conclusioni, dipende da come viene impostata la ricerca e da come vengono interpretati gli indizi, gli elementi frutto delle indagini. Una cosa però mi pare sicura e innegabile.., come dicevo nel topic che ha forse dato il via a questa discussione sui violini, che i pregiatissimi Stadivari  & C. fabbricati nelle loro epoche ci sono arrivati modificati, nel "fisico" e nel suono, non saprei dire se tutti o solo una parte, se alcuni dei rimaeggiati siano stati riportati alle condizioni originarie. Di sicuro facendo un ipotetico confronto tra uno stradivari arrivato sano e salvo, e uno stradivari giuntoci "abartizzato".., qualsiasi violinista coglierebbe la diversità del suono, anche alla luce del sole, senza bende agli occhi...

 

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