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Raduno alpini e molestie


bluesman74
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bluesman74

https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2022/05/09/-alpini-centinaia-di-casi-di-molestie-denunciate-a-rimini-_d9567a01-97e3-4d56-99c9-c5c7ffe583d5.html

 

Sarà colpa dell'alcol che probabilmente scorre a fiumi?

 

"Molestie mascherate da goliardia e tradizione che in realtà sono figlie di una cultura patriarcale che vuole donne, persone trans e gender non conforming assoggettate al potere e alla paura, al ricatto e alle minacce in caso di rifiuto".

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maurodg65
7 ore fa, bluesman74 ha scritto:

Sarà colpa dell'alcol che probabilmente scorre a fiumi?

"Molestie mascherate da goliardia e tradizione che in realtà sono figlie di una cultura patriarcale che vuole donne, persone trans e gender non conforming assoggettate al potere e alla paura, al ricatto e alle minacce in caso di rifiuto".

Cerchi sempre di sfruttare episodi spiacevoli e sgradevoli in modo da rivendicare le tue idee, anche quando non ce ne sarebbe ragione e basterebbe, come in questa situazione, stigmatizzare gli eccessi che non possono essere giustificati dall’eccesso di alcool ma che, almeno si spera, così possono essere spiegati.

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briandinazareth

che storia brutta... 

e che brutti quelli che difendono le molestie... alla fine sono queste ragazze che esagerano, cosa vuoi che sia toccare le tette e il cūlus ad una cameriera... è solo goliardia...

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briandinazareth

 

Sono centinaia, e continuano ad aumentare, le denunce di molestie raccolte a Rimini da Non una di meno, andate in scena nel corso del fine settimana a Rimini, quando c'è stata l'adunata nazionale degli alpini.

 

L'associazione femminista ha infatti invitato le persone che hanno subito molestie a raccontare la propria esperienza e in molte, soprattutto giovani donne, molte dei quali lavoratrici nel settore del turismo, lo hanno fatto.

 

Stasera a Rimini ci sarà un'assemblea, definita dagli organizzatori una 'contro adunata'.

 

"Abbiamo iniziato a raccogliere e condividere le loro testimonianze e la risposta é stata altissima - scrive Non una di meno - tanto quanto sconvolgente per il numero e l'intensità delle molestie ricevute.

 

 

Fischi, cat-calling, minacce e vere e proprie molestie hanno colpito diverse persone colpevoli solo di voler vivere la propria città. Molestie mascherate da goliardia e tradizione che in realtà sono figlie di una cultura patriarcale che vuole donne, persone trans e gender non conforming assoggettate al potere e alla paura, al ricatto e alle minacce in caso di rifiuto".

 

Il sabato pomeriggio con l'amica, gli stand in piazzale Kennedy, la musica alta, il ballo: poi, a un certo punto, il braccio che viene strattonato, Adriana che non capisce chi sia e nell'arco di qualche minuto si ritrova in mezzo a un cerchio di 8-10 uomini, tutti over 50, con la "divisa" e la penna nera.

 

La mettono davanti a un signore con i capelli canuti, lui le scosta il giubbino di pelle dalla spalla, glielo apre sul seno, glielo sfiora.

 

Lei gela. L'amico, un altro signore di mezza età, le dice «sai, lui è un chirurgo plastico, se vuoi ti dà una sistemata». Adriana ha 27 anni e sabato era con un'amica a Rimini, voleva godersi un pomeriggio di relax e spensieratezza, il primo dopo oltre due anni di pandemia: c'erano gli Alpini che nella città romagnola hanno festeggiato, per tre giorni, il loro 93° anniversario.

 

Per poco più di 72 ore di festeggiamenti l'associazione transfemminista Non Una Di Meno Rimini, che ieri sera ha convocato una "controAdunata" con decine di persone per valutare la possibilità di una denuncia collettiva alle autorità, ha raccolto tra le 150 e le 170 testimonianze: sono arrivate via social, via messaggio, molte anonime. Nessuna, a ieri, alle autorità.

 

In tante, però, ci hanno messo la faccia. Come Adriana, appunto, che ancora non ci crede, ha quasi vergogna a parlarne: «Ho urlato "come vi permettete", ho detto "basta", ma non è servito a nulla. Nessuno è intervenuto, salvo la mia amica, e loro hanno soltanto riso. Mi sono sentita umiliata, come se fossi una sorta di prodotto su uno scaffale al supermercato, come se fossi un oggetto. Sicuramente non mi hanno fatta sentire una persona: mi hanno tolto il diritto di dare il mio consenso e anche quando ho detto "no" l'hanno ignorato».

 

Interno giorno, hotel sul mare. Azzurra fa la receptionist, ha 34 anni. Sabato riceve una chiamata al fisso, le chiedono una stanza alle 15 per un gruppo di alpini, vogliono fare una doccia.

 

Lei organizza. Poi loro arrivano in ritardo, lei sta quasi per staccare. Ma li aspetta.

«Per fortuna non ero sola, c'era il mio collega, un ragazzo di 26 anni. Se non ci fosse stato lui non so come sarebbe finita», ci racconta due giorni dopo.

 

Arrivano in dodici, sono già ubriachi «ma non è un'attenuante, anzi», la spingono in un angolo, lei finisce dietro il bancone. Uno di loro la punta con le mani, le intimano: «Vieni a fare la doccia con noi». Interviene il collega, Azzurra va a casa. Ma il giorno dopo gli Alpini - altri Alpini - tornano: festeggiano la fine dell'Adunata proprio nell'hotel in cui la ragazza lavora da sei anni. «Ero fuori a fumare una sigaretta, d'un tratto uno degli ospiti, senza che io quasi lo vedessi, mi viene di fronte e mi mette il cappello in testa.

 

Poi mi dà un bacio sulla guancia destro e un altro sulla sinistra. Lo conoscevo? No. Gliel'ho chiesto? Nemmeno. Ma dato che era una Penna Nera si sentiva in diritto di dovermi comunque stampare due baci».

 

Altra scena, enoteca del cento di Rimini. Amina, 27 anni, italo-somala. «Non solo mi hanno detto frasi imbarazzanti del tipo "mi sono innamorato di te" oppure "che sport fai per avere questo bel cūlus?", ma visto che sono mezza nera mi hanno dedicato un saluto fascista».

 

Qualche centinaio di metri più in là, altro bar centralissimo. Ci lavora anche Francesca, che ha 24 anni. «Mentre servivo all'esterno un signore sui 70 anni mi ha tirato a sé con una tale forza da farmi atterrare sulle sue ginocchia. Non ho detto nulla perché il bar era così pieno che non volevo creare problemi. Ma mi ha fatto schifo e non è stato neppure l'unico episodio».

 

Altri le hanno rivolto attenzioni non desiderate: «Che begli occhi», le ha detto uno. Che poi ha approfittato di un momento con la mascherina abbassata per provare a baciarla. A Raffaela, 19 anni, di Bologna non è andata tanto meglio. «Se non ci fosse stato il mio amico non so come sarebbe finita. Già così è andata che la polizia ci ha chiesto i documenti e anche "accusato" di aver scatenato una rissa. La verità è che io e i miei due amici eravamo a Rimini per fare un giro e a un certo punto mi sono ritrovata a essere seguita da quest' uomo che non mi dava tregua. Allora il mio amico mi ha protetta mettendosi alle mie spalle.

 

Solo che poi si sono spintonati e alla quarta volante della polizia che passava, si sono fermati. E ci hanno chiesto i documenti». E ancora: Marta - la chiameremo così, perché lavora in una delle istituzioni che ha finanziato l'Adunata - ha 43 anni e le sue molestie sono avvenute una mattina al bar mentre faceva colazione. «Erano in tre, mi hanno accerchiata e strattonata per la giacca, volevano andassi a bere con loro. Mi sono ribellata, mi hanno toccato la pancia, ho perso la testa: nessuno deve permettersi di toccarmi senza il mio consenso».

 

Episodi in cui nessuno è intervenuto a interrompere le molestie. Come tre anni fa a Milano, al 90° dalla fondazione degli Alpini, quando decine di ragazze e donne vennero toccate e abusate verbalmente. «È goliardia», «sono clienti, dai, devi assecondarli», «cosa vuoi che sia, succede a tutte» le frasi - insopportabili - più ripetute. Tutte pronunciate da uomini. Tutte pronunciate da chi avrebbe potuto alzare la voce, sbattere fuori i clienti inopportuni e chiamare le forze dell'ordine.

 

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crosby

toccare mai, parlare neanche ma guardare è obbiettivamente impossibile. come si fa a resistere. 

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lello64

mi pare non sia stato ancora scritto, ma nel 2019 è già successo a milano

e l'anno precedente è successo a trento

in mezzo a questa gente ci sono dei balordi

e i "non balordi" non sono abbastanza responsabili da fermare i balordi

io vieterei la manifestazione negli anni a seguire

 

https://www.ildolomiti.it/cronaca/2018/adunata-di-trento-gli-alpini-chiedono-ufficialmente-scusa-alle-donne-che-hanno-subito

 

 

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ClasseA

Nessuno è sopra la legge. Se sei un alpino e, coperto dalla folla di un raduno, cerchi di leccare sulla bocca una cameriera, sei un pezzetto di cacca, alpino o non alpino! Stai commettendo un reato. La gogliardia non c'entra nulla

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lello64

quando in una piccola città come brindisi arrivava una portaerei americana succedevano fatti di questo tipo

ma per fortuna sbarcavano assieme ai marinai anche un grosso numero di MP che manganellavano chi passava la riga

o si organizzano così anche loro, con un servizio di sorveglianza

o le città che ospitano (e che ovviamente in casi di piccole città come rimini hanno vantaggi economici dal raduno) si organizzano con uomini che sono autorizzati a dare cazzotti in bocca e spaccare le dentiere di questi balordi

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Velvet

Al raduno di una decina di anni fa nella mia città sono successe cose simili (ma all'epoca classificate come goliardia, si era lontani dal me too) e hanno lasciato un lordaio con tanto di gente che defecava o vomitava nei giardini pubblici e condominiali. 

Notevole anche il seguito di prostitute di ogni età e genere al seguito della carovana. 

Alla larga 

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bluesman74

Incredibile come i tuonatori dal braccio teso, gli stessi che anni fa chiedevano pene esemplari per i fatti di Colonia, minimizzino fatti aberranti come questi solo perché a commettere le violenze sono italiani ex alpini.

 

Giustifichiamo anche gli stupri in Ucraina?

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bluesman74
3 ore fa, briandinazareth ha scritto:

visto che sono mezza nera mi hanno dedicato un saluto fascista»

Strano non abbiano sollevato il pugno chiuso

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2 ore fa, bluesman74 ha scritto:

fatti aberranti come questi solo perché a commettere le violenze sono italiani ex alpini.

 


 

Occhio c’è il rischio di fare la fine di don Chisciotte…… zero denunce al momento (e almeno per eventuali violenze fisiche almeno qualcuna dovrebbe esserci) ….. 300.000 persone qui a rimini in questi giorni….alpini 80.000-90.000…. Vediamo gli sviluppi

 

stampa locale:

https://www.riminitoday.it/cronaca/adunata-attiviste-100-casi-molestie-alpini-accuse-ingenerose.html

 

 

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Robbie

Ma ragazzi ho testimonianza diretta di una mia amica presente lì, a cui è stato leccato un piede, mentre alla sua compagna di viaggio è capitata una più tradizionale palpata di cūlus.

Nessuna delle due ha denunciato, quindi non prenderei il numero di denunce come polso della liceità dei comportamenti.

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Guest
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