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Melius Club

Migliore piattaforma di trasmissione musica liquida generalista


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@Atalante rispondo solo adesso, ho avuto giorni parecchio pieni, meglio così. Devo dire che con Qobuz, a parte che devo prendere confidenza e i problemi di rete che dovrò verificare per strada, il salto in avanti in qualità lo avverto netto, nonostante possa ripetere che Spotify suona molto bene. Chissà che direzione prenderanno le piattaforme..... Spotify hi-res sarebbe probabilmente il sogno di tanti. Comunque Qobuz mi sta piacendo anche nelle proposte dell'algoritmo. La solita pecca è che manca il "Connect". Se Tidal regge il confronto in qualità potrebbe essere il giusto compromesso.

Per me Qobuz, Amazon, Tidal in quest'ordine per qualità sonora.

Certo Amazon, non avendo alcuno dei pochi streamer integrati nativamente, va alla risoluzione giusta solo con un PC Win attaccato al DAC, ma qui parliamo di qualità non usabilità.

Peraltro con Qobuz ho rilevato forse 3-4 micro blackout di pochissimi secondi in quasi due anni. Va detto che ascolto molte ore al giorno, ma quasi sempre a casa con rete cablata.

Ho imparato che il nostro orecchio (come ogni nostro senso) per differenze non macroscopiche è totalmente influenzato dalle nostre aspettative.  Le differenze sonore tra Qobuz e Tidal a qualità CD (cioè identica) funzionano così, ma oso dire anche l'alta risoluzione e MQA rappresentano differenze talmente piccole che sono le aspettative a pilotare la percezione.   Allora per scegliere uno streaming io mi focalizzo su come è organizzato il servizio nella globalità.

@sandromagni e dunque hai scelto.....? 😃

Ribadisco la mia fatica a staccarmi da Spotify ma anche il netto miglioramento che ho avvertito usando Qobuz. Oltretutto files hi-res a 12.50 il mese.....

Il ragionamento che faccio io, per prendere una decisione definitiva è se C'è molta differenza fra formato CD e hi-res. Perché magari Tidal con connect sarebbe una valida alternativa.

4 ore fa, sandromagni ha scritto:

Ho imparato che il nostro orecchio (come ogni nostro senso) per differenze non macroscopiche è totalmente influenzato dalle nostre aspettative. 

Verissimo @sandromagni Tuttavia la mia esperienza è un po' diversa. Abbiamo fatto ascolti ciechi in famiglia, non centinaia eh.. un paio di serate dedicate. Più una scusa per giocare con moglie e figlia che una cosa seria.
Il risultato comunque fu abbastanza delineato: mentre Qobuz e Amazon risultarono indistinguibili, Tidal emerse spesso  come un pelo più 'morbido', almeno con i pezzi Jazz, Blues con i quali provammo. Per i miei gusti meglio la neutralità che la 'raffinatezza'. Vero anche che la qualità CD sempre quella è, ma temo che i provider modellino un po' il suono per avere il ' proprio family feelig'. Tipo l'MQA. Avendo un DAC Gustard X16 con la conversione MQA, abbiamo provato. Assai brevemente in effetti perchè non ci abbiamo mai sentito nessuna differenza rispetto alle versioni CD.

Pure la questione hi-res è controversa, con certi dischi ci piace di più la versione 24-96, con altri quella CD, altre volte sono indistinguibili. Qui entrano in ballo questioni di certezza della versione, remastering, etc.  Ma questo è stato già discusso alla noia e qui  è off topic.

music.youtube 

e non solo perché offre contenuti non disponibili su alcun'altra piattaforma... leggi concerti dal vivo ad altissimo tenore artistico ed a volte anche sonico godibili in forma video ma anche come solo audio (user choice).

ps: da prove fatte Spotify, aldilà della limitazione (almeno teorica) del flusso no-lossless, è quella che offre i peggiori risultati misurati e ascoltati... tanto per fare un esempio la poco pretenziosa bandcamp come piattaforma streaming che in effetti non è, almeno non è nata per esserlo, è sonicamente superiore.

Il 24/9/2022 at 14:36, Masino ha scritto:

temo che i provider modellino un po' il suono per avere il ' proprio family feelig'

Come arrivi a questo sospetto? Non ci scommetterei, non possono permettersi di modificare il sound dei dischi, e poi il digitale è tale, loro lavorano tutto in dominio digitale e non producono la musica. Chi sente differenze temo che sia psocoacustica.

Non ho potuto fare confronti approfonditi, ma Qb con Roon va benissimo. Apprezzo molto il trovare dischi di classica, jazz, wordmusic, folk, e tollero qualche mancanza (poche per la verità) rock, il contrario non andrebbe bene per nulla. In più Qb è europeo e non americano, utilizza flac e non astrusi e inutili mqa…

1 ora fa, Pinkflo ha scritto:

non possono permettersi di modificare il sound dei dischi, e poi il digitale è tale, loro lavorano tutto in dominio digitale e non producono la musica.

E il formato MQA chi lo produce? 

9 ore fa, Masino ha scritto:

E il formato MQA chi lo produce? 

Universal Music Group ha firmato un accordo con MQA nel 2017 per applicare la codifica MQA al proprio catalogo come anche Warner Music Group nel 2016.

Anche altri hanno accordi con MQA come Tidal, Xiami Music (Alibaba) e Merlin.

Questi possono produrre in formato MQA la propria musica.

Pertanto Tidal dovrebbe ricevere da UMG e WMG il formato MQA mentre può produrre in proprio il formato MQA da file provenienti da altre fonti.

18 ore fa, Pinkflo ha scritto:

Chi sente differenze temo che sia psocoacustica.

Sono convinto che ce ne sia tanta, ma quando fai prove in doppio cieco e ci becchi è culoacustica? 😂

 

Questo argomento è supervecchio, quindi supertrattato. Ricordo di un utente una volta, che aveva analizzato lo spettro musicale di brani provenienti da diverse piattaforme (ovviamente le stesse incisioni) dimostrandone la differenza.

14 minuti fa, mimmo69 ha scritto:

Ricordo di un utente una volta, che aveva analizzato lo spettro musicale di brani provenienti da diverse piattaforme (ovviamente le stesse incisioni) dimostrandone la differenza.

@PinkfloAnche su AudioReview (n.440 marzo 2022) è uscito un articolo al riguardo … psico..ottica?

Vedo che avete alcuni argomenti, la logica sostiene l'assurdità di modificare la musica da parte di una piattaforma. Se Spotify diffonde in MP3 non vuol dire che "produca" la musica, semplicemente effettua una conversione che a parte le conseguenze dovute al formato, non modifica altri parametri quali, equalizzazione, masterizzazione, mixaggio, ecc. Così dovrebbe ovviamente succedere per tutti gli altri formati. Valga l'esempio della compressione DR, che è identica in tutti i file e trasversale ai formati. Altro non so dire, e ammettere che tocchino altri parametri oltre al formato equivarrebbe a invalidare tutto il metodo dell'ascolto della liquida. Quindi va bene i vari argomenti, prove di riviste (ma chissà mai cosa cercano) ma esistono argomentazioni ed auspici logici e di buon senso fondamentali che devono essere rispettati.

17 minuti fa, Pinkflo ha scritto:

la logica sostiene l'assurdità di modificare la musica da parte di una piattaforma

… a me non pare tanto assurdo … basta applicare un po’ di loudness, mica c’è bisogno di fare grosse manipolazioni come masterizzazione e mixaggio.

Molti percepiranno un suono più “pieno” e saranno quindi maggiormente attratti da quella piattaforma che applica quel po’ di loudness.

È questione di marketing … credi davvero che questi servizi siano immuni da strategie che portino loro più mercato?

Riguardo a Spotify ci pensa già la conversione a mp3 a fare il lavoro, gli algoritmi di conversione mp3 infatti applicano l’equalizzazione necessaria per sopperire al taglio di alcune frequenze indispensabile per ridurre il “peso” dei file, ovvero la loro dimensione in byte. Questi algoritmi sono stati creati proprio basandosi sugli studi di psicoacustica … (che è una scienza)

… la logica e il marketing viaggiano su binari diversi …

  • Melius 1

Quello che davvero non capisco di Qobuz , che da un punto di vista audio ritengo la piattaforma migliore, è la scelta della compilation settimanale personale (My weekly Q) elaborata , immagino, da un algoritmo assolutamente casuale,  che in realtà sembra non tenere alcun conto di ciò che ascolto realmente tramite Qobuz..

La cosa che più rimpiango di Spotify sono proprio le playlist personalizzate proposte dal programma stesso, realmente affini ai miei gusti ed a quello che ascoltavo.

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