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Domanda tecnica ohm


fumaccia
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fumaccia

Buonasera da dove si deduce fino a quale carico può lavorare un amplificatore, nell'ipotesi di acquistare diffusori

tipo Thiel da molti definiti bastardi.

In passato ho avuto le 1.6 ma non mi ero messo il problema.

Forse ho rischiato senza rendermi conto.

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@fumaccia Secondo me, bisognerebbe tracciare la curva di carico limite dell'amplificatore, misura introdotta dai laboratori di AudioReview (non mi ricordo se anche Suono faceva una prova simile). Senza quella, mi sembra abbastanza difficile poter determinare, aprioristicamente, se l'amplificatore "ce la fa" a pilotare i diffusori. Meglio ancor sarebbe tracciare la curva sotto carico reale, che come è noto non è puramente resistivo (tranne nelle Cizek) ma ha rotazioni di fase e variazioni di modulo spesso "da paura".

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Pimpinotto
13 minuti fa, ediate ha scritto:

la curva di carico limite dell'amplificatore, misura introdotta dai laboratori di AudioReview (non mi ricordo se anche Suono faceva una prova simile)

In effetti la curva di carico limite fu introdotta inizialmente dal Gruppo Editoriale Suono a metà del 1980. Tieni presente che, fino a quel periodo ci lavoravano molte persone che, poi, hanno "fatto" Audio Review (Paolo Nuti, Renato Giussani, Franco Gatta, Bo Arnklit, Mauro Neri, ecc) quindi non vorrei dire stupidaggini ma l'origine di quel test è comune sia per il Gruppo Editoriale Suono che per Audio Review.

.
Leggermente diverso è il discorso per le TRITIM su carico induttivo e capacitivo, introdotte uno o 2 anni dopo.

.

Ci fu un attacco da parte di Paolo Nuti verso lo staff del G.E.S. perchè il test di Audio Review prevedeva un carico di 8 ohm alla frequenza della fondamentale con un livello 0dB pari alla tensione equivalente alla potenza nominale su 8 ohm mentre il G.E.S. prevedeva un carico di 6 ohm alla frequenza della fondamentale ma con un livello 0dB pari alla tensione equivalente alla potenza nominale su 8 ohm anzichè su 6 ohm quindi una condizione di prova più severa e non del tutto corretta perchè è normale che su 6 ohm la tensione massima erogabile sia inferiore che non 8 ohm.

Comunque anche io concordo che per le valutazioni di cui abbisogna "fumaccia" occorre vedere le curve di carico limite a cui aggiungerei anche i grafici di TRITIM su carco induttivo e reattivo.

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Diciamo che in genere, quindi non sempre, uno a casa ascolta a volumi medio bassi, roba che l'amplificatore usa pochissimi watt, e quindi gli avanza corrente sufficiente a pilotare qualsiasi carico. Naturalmente, se si vuole spremere fino all'ultimo watt, allora si che bisogna capire, cosa richiedono le casse e cosa può darà l'amplificatore.

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fumaccia

Grazie per le risposte.

Ma in pratica è una cosa che può dedurre chiunque oppure bisogna avere particolari conoscenze e strumenti? Spesso leggo che si consiglia di accertarsi che l'ampli possa lavorare su carichi difficili, ma se questa risulta essere operazione complessa e non alla portata di tutti e non si trova menzione nelle specifiche. Mi chiedo che senso abbia.

 

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  • Moderators

ciao,

non ci sono metodi pratici al volo per verificare una cosa del genere, normalmente si va per esperienza e conoscenza dei differenti marchi. ma se ti compri delle casse come le Thiel dovresti già avere una esperienza tale da identificare l'ampli giusto. Altrimenti dovresti avere accesso, o fare direttamente tu,  a delle misure come quelle che ti hanno già descritto.

 

G

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@fumaccia

Un buon punto di partenza potrebbe essere quello dei dati dichiarati dalla casa: fra una che dichiara 100-150W su 8-4 Ohm e un altro per esempio 100-180W 8-4 Ohm e magari lo dichiara pure stabile su 2, già puoi farti un'idea di quale possa essere migliore dal punto di vista dell'erogazione.  Poi bisogna capire come suonano, ma questo è un altro discorso.

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Coltr@ne
Il 21/6/2022 at 18:12, fumaccia ha scritto:

Buonasera da dove si deduce fino a quale carico può lavorare un amplificatore, nell'ipotesi di acquistare diffusori

tipo Thiel da molti definiti bastardi.

In passato ho avuto le 1.6 ma non mi ero messo il problema.

Forse ho rischiato senza rendermi conto.

Si potrebbe applicare il ragionamento inverso.

Perchè acquistare diffusori bastardi che poi limitano la scelta ad un decimo dei pretendenti amplificatori?

Amplificatore finale e diffusore andrebbero "scelti assieme" IMHO

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fumaccia

@Coltr@ne  Certo eviteresti di complicarti la vita, ma siccome spesso leggo di cose tipo : verifica che l'ampli possa lavorare su carichi difficili, pensavo vi fosse un sistema, una regola, una equazione, per dedurre la capacità di pilotaggio in maniera semplice e visto che nessuno ha posto la domanda su come procedere, pensavo di essere io l'unico co...ne a non sapere come fare.

E giusto per capire ed avere una coscenza maggiore. 

 

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  • Administrators
cactus_atomo

@fumaccia  è diffiilissimo sapere a priori fino a che impoedenza lavora un ampli, in primis perchè raramente questa è dichiarata dal costruttore, poi perchè (a parte i pochissimi diffusori con carico puramente reattivo, tipo cizel e magnepalanr), l'impedenza real ha anche una componente reattiva ed una capacitiva, pensa che i naim dichiarano di pilotare carichi fino ad 1 ohm ma i vecchi modelli andavano in auto oscullazione con carichi fortemente capacitici. 

l'impedenza dei diffusori è un altro dato incognito n8(anhe se a volre le misure delle riviste aiutano), perchè una cosa è un minimo a 28 hz (dove il segnale musicale non c'è qiai mai), altra un minimo a 150 hz (dove la richiesta di energia della musica è solitamente altissima), altro è avere una impedenza sempre intorno ai 3 ohm da 500 hz in giù.

il fatto di lavorare a basse potenze non garantisce nulla, anche se lavoro mediamente con 1 watt, un segnale con una dinamica superiore di 20 db richiderà 100 watt, se l'impedenza scende ai dispositiv attivi sarà richiesto di erogare assai più corrente, con conseguente aumento del calore, queto fatto può se si arriva al clipping può creare indurimeto al suono, l'effetto trapano e anche il danneggiamento dei tweeter, ma la troppa corrente può danneggiare i dispositiv attivi 8(se non sono stai dimensionati ad hoc). i cotruttori utilizzano varie strategie per evitare queste conseguenze serie, dissipatori surdimensionati, limitatori di corrente, sensori di temperatura, ecc ecc.

Purtroppjo sapere a priori come si comporterà un ampli con un diffusori è quasi impossibile, ci si basa su esperienze pregresse, visrto che ci sono ampli che notoriamente pilotano tutti ed ltri nno. Ma una cera aea esiste, la possiamo risurre ma non annullare

per motivi commerciali le misure di tritim non le fornirà nessun produttore, non so se hai notato che i diffusorini piccoli da computer dichiarano semprem una rispsoata 20-20.000, chiaramente irrealistica, se dichiarassero quella vera rimarrebbero sullo scffale

  • Melius 1
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Coltr@ne
13 ore fa, Coltr@ne ha scritto:

Amplificatore finale e diffusore andrebbero "scelti assieme"

Perdonami se mi cito, volevo specificare meglio questo concetto.

Il diffusore chiude un circuito aperto ai capi del finale, è un "componente" del finale, a seconda di quale componete/diffusore gli attacchi, il circuito "risponderà" in maniera diversa.

Gli altri ti hanno gia risposto su come operare scelte e verifiche, col tempo e studiando imparerai di più, il fatto che non ci siano più riviste e misure faremo sempre più fatica a scegliere, un buon compromesso lo abbiamo coi diffusori attivi, dove il costruttore ha molti più parametri conosciuti per operare scelte adeguate.

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SHAR_BO

Come regola spannometrica ( gli anglosassoni dicono : rule of the thumb ) io mi regolo così:

- la potenza su carico di 4 ohm deve essere dichiarata

- la potenza dichiarata su 4 ohm deve essere il doppio o quasi di quella dichiarata su 8 ohm

- se manca uno dei 2 fattori, ritengo che l'ampli sia un modesto ( se non scarso ) erogatore di corrente alle casse.

Esempio:

potenza su 8 ohm 50 W, su 4 ohm 65 W : il gruppo alimentatore si siede quando deve erogare corrente

potenza su 8 ohm 50 W, su 4 ohm 90 W : gruppo alimentatore ben dimensionato, facile che riesca a spingere bene.

Tutto questo, sia ben chiaro,

nulla ha a che vedere sulla qualità intrinseca del suono riprodotto, al netto di usare casse facili da pilotare.

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fumaccia
Il 24/6/2022 at 13:20, Coltr@ne ha scritto:

col tempo e studiando imparerai di più

Ho sempre pensato che le attività da diporto non debbano impegnarmi più di tanto in tecnicismi, studio eimpegno, ho già tanto da fare col lavoro motivo per cui dopo 40 anni di sterei mi limito ad ascoltare. 

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  • Moderators

Allora, se ti limiti ad ascoltare, cosa peraltro assolutamente lecita, perché fai domande cosi tecniche e di difficile risposta?

 

Mi viene da pensare che tutti quelli che si sono  spesi per risponderti abbiano perso tempo.

 

G

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