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Melius Club

Siamo veramente la generazione che ha avuto di più?


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Inviato
16 ore fa, vizegraf ha scritto:

Siamo noi che abbiamo beneficiato dei sacrifici dei nostri vecchi,

E invero anche dei giovani che pagano laute pensioni retributive scollegate dai contributi

Inviato
1 ora fa, Jack ha scritto:

che sa dove andare.

Speriamo😀

Inviato
5 ore fa, mozarteum ha scritto:

Speriamo😀

con “speriamo” uno non sa dove andare ancora prima di mettersi le scarpe da barca 😀

Gaetanoalberto
Inviato

Però Melius dovrebbe mettere nel nick un numerino per distinguere la generazione di ciascuno, sennò come discutiamo? 

Inviato

Ma per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare? 

extermination
Inviato

Seguite la parola del Signore!

Inviato
19 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Però Melius dovrebbe mettere nel nick un numerino per distinguere la generazione di ciascuno

Questo l'ho pensato anch'io quando ho letto la frase del cardinale, ho wikipardato per cercare quale età avesse lui e ho visto che è del 1955, tra una generazione e l'altra mediamente trascorrono 25-30 anni (correggetemi se sbaglio) e così arriviamo all'incirca abbondando un poco agli anni 90, da quello che spesso si è letto e detto questo bar è perlopiù frequentato da 40-50-60enni e oltre, quindi a mio avviso siamo per la stragrande maggioranza titolati ad intervenire, casomai i 20-30enni si facciano avanti che troveremo sicuramente parole di conforto per come li abbiamo trattati e per il mondo che gli abbiamo lasciato in eredità. 😁

Inviato
7 ore fa, mozarteum ha scritto:

E invero anche dei giovani che pagano laute pensioni retributive scollegate dai contributi

Si, ma non vi preoccupate che abbiamo ancora poco da campare.

Inviato

Forse è vero che queste sono le generazioni che hanno avuto di più, ma la percezione individuale si basa più sulle aspettattive che sul livello acquisito.  I miei, cresciuti in anni non facili, subendo la guerra e dovendo emigrare, hanno conquistato obiettivi che sulla bilancia odierna apparirebbero risibili anche al sottoproletariato,  ma che sicuramente hanno dato loro l'impressione di avere il mondo ai loro piedi  molto più di quanto non sia per me oggi.  Ed è questa percezione individuale a determinare il "mood" complessivo. 

Certo, da allora sono cambiate le "costanti di tempo" del sistema (perdonatemi se non conosco l'appropriato lessico sociologico) -  tutto è più rapido, il cosiddetto "tempo di attesa della gratificazione" si è oltremodo ristretto, e questo aggrava la percezione negativa di cui sopra. 




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