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Il "suono" del giradischi


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18 ore fa, viale249 ha scritto:

questa in sintesi potrebbe essere la ricetta giusta: motore ad alta coppia, trazione a cinghia, piatto ad alta massa, anello chiuso da sensore tachimetrico sul piatto (ma con controllo PID "rilassato"...). In pratica un aiuto elettronico ad un sistema meccanico già di per se stabile.

Buonasera,

ecco my two cents sull'argomento: se ben ricordo la teoria dei servocontrolli studiata a scuola, per rendere il sistema (in questo caso la rotazione del piatto) stabile, non serve una massa del piatto alta, ma piuttosto che i momenti di inerzia del  motore e del piatto trascinato da questo siano il più possibile simili, se non uguali (e possibilmente con una cinghia anelastica).

Ciao!!

 

Marco

  • Melius 1
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7 ore fa, alexis ha scritto:

Un falso problema, equivale alle scie chimiche con la prospettiva di un terrapiattista.. neanche tanto sveglio

Ricordo quei fantascientifici giradischi Nakamichi che affrontavano il problema ma il meccanismo di correzione faceva una brutta fine a causa del guasto di un integrato o qualcosa del genere ... 

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18 ore fa, alexis ha scritto:

Un falso problema, equivale alle scie chimiche con la prospettiva di un terrapiattista.. neanche tanto sveglio.

E' un falso problema? E allora,perchè come dice anche Suonatore,insistete sulle deleterie fluttuazioni delle note lunghe del pianoforte,che anche a me fanno "ribrezzo",che se un motore non consono,le metterebbe in evidenza?Ma il buco eccentrico,non è la causa principale di tutto ciò?Mah................

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Il motore a mio avviso deve essere l’esatto contrario.. alta potenza, possibilmente senza isteresi, coppia costante e continua, senza servocontrolli esterni, perché questi intervengono solo dopo aver rilevati scostamenti tachimetrici, e completamente indifferente alla massa del piatto. Insomma un V8 da seimila che a un filo di gas tira in souplesse qualsiasi carico, che sia un carretto dei gelati, la roulotte di Barbie, mentre ella si trastulla con Ken, o un aratro in un campo arso dal sole… 😅 Arrivare lì, è tutt’altro che semplice e le ricette affatto univoche.

la buona vecchia ricetta  dei motori squirrel cage usati nei pro e broadcast d’epoca solo pochi costruttori moderni possono montarle anche solo per una questione di costi, rimane la scelta altamente tecnologica, con tutte le complicanze annesse di un motore su base pabst ebm, il migliore, oppure un DD di ultima concezione come usa il 10 R, anch’esso non del tutto privo di controindicazioni, essendo un DD..

insomma, la partita è aperta, e i motori e la loro alimentazione oltre alla tipologia di trazione sono diventato il tema centrale di moltissimi costruttori di giradischi.

ed é giusto che sia così.. il motore fa il suono, almeno nelle componenti percettive primarie, pitch fuoco scena sviluppo armonico e of course dinamica. Poi arriva tutto il resto.. ma se non c’è quello, c’è poco da far festa… a mio avviso.

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Ho fatto prove col mio precedente Pro-Ject RPM 9.1 concentrandomi su alimentazione e trazione. Il motore obiettivamente non l’ho mai cambiato. L’alimentazione dedicata, con controllo di velocità elettronico ha sortito ben poche variazioni, molte di più sostituendo la cinghia di serie in gomma con un filo di lana. 
Ho dedicato invece sempre enorme attenzione alle basi d’appoggio, ritenendo queste pesantemente influenti sul risultato finale.

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@alexis Beh il 3d tratta del “suono” del giradischi, non solo il motore quindi, del quale evidentemente nulla posso dire. Per mia esperienza anche la base d’appoggio ha un’influenza pesantissima sul risultato finale, tale da essere inserita a pieno titolo nel sistema giradischi. 
Spero sia più chiaro. 

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4 ore fa, Rimini ha scritto:

Interessante.

Quindi motore piccolo, leggero e poco potente che trascina un piatto pesante sembrerebbe l'esatto contrario.

Non è detto, dipende anche e soprattutto dalle relative velocità dei due oggetti: se il motore gira (tipicamente) a 250 giri al minuto, possiamo usare un piatto di una certa massa effettiva (che peraltro non corrisponde in toto al peso totale del piatto), se il motore invece gira a 1000 giri al minuto il piatto può e deve avere una massa decisamente superiore.

Tra l'altro, giusto per citare una macchina che @Alexis conosce molto bene, L'uguaglianza dei momenti di inerzia è alla base della progettazione del giradischi Versa*, che per la trazione usava un piccolo motore passo passo dal basso momento di inerzia e buona coppia motrice ed un piatto di massa dimensionata ad hoc per il rotore dello stepper motor.

Permettetemi un'ultima precisazione: l'uguaglianza dei momenti di inerzia tra motore e piatto vale soprattutto nel caso si decida di introdurre un servocontrollo PID nel sistema, per evitare ritardi temporali eccessivi sul ramo di retroazione e rendere inefficace (se non deleterio) il servocontrollo stesso; in caso di mancanza del servocontrollo si può essere un po' più permissivi, senza arrivare però ad inutili esagerazioni.

 

Marco

 

* un altro originale approccio dei giradischi Versa era che il suo perno di rotazione (se così si può chiamare) era stato progettato per avere un certo attrito, questo per tenere il sistema sempre in fase di "tiro" e mai in "rilascio" come avviene negli altri giradischi a cinghia.

  • Melius 1
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No, il Derenville impiega una scheda digitale che utilizza l'encoder interno al motore per la regolazione della velocità. Una volta impostata il controllo provvede a mantenerla ma non ha alcun feedback dal piatto. In pratica la scheda controlla i giri del motore, che vanno impostati con i sistemi usuali, quali stroboscopio o le app del telefonino, una vota tarate le velocità, queste vengono mantenute basandosi sui giri del motore NON del piatto. Se interviene qualche elemento di disturbo, come ad esempio un pesante clamp, la velocità va ri-controllata con i sistemi citati sopra

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