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Single ended triode pareri


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Altainefficienza

@ilbetti è che comunque, nella grande maggioranza dei casi, si sfrutta la riduzione delle distorsioni dovute al funzionamento PP abbassando l'impedenza placca placca per avere più potenza, sia pure con distorsione maggiore (ma tollerando livelli da SE la potenza in uscita è ben più che doppia). Così lo smorzamento "naturale" diminuisce ulteriormente.

Ed a proposito di triodi o multigriglie poi bisognerebbe guardarsi un po' le ellissi di carico per capire come, su un carico reale, cambi la potenza erogata davvero (che poi adoro anch'io le 807 intendiamoci). E che poi comunque i compromessi bisogna farli, così io amo anche i figli di dio minore con le EL84...

Cordiali saluti,

Piero

  • Melius 1
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https://melius.club/topic/10803-single-ended-triode-pareri/page/41/#findComment-649134
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@Altainefficienza

devo fare una precisazione.

Un progettista sano di mente non abbasserebbe mai la impedenza di carico di un p-p per ottenere più potenza.

E saprebbe che conviene sempre adottare un rapporto di trasformazione tendente verso l'alto così da mettersi al riparo anche verso la impedenza Z che il carico reale ha e che comporta avere una ellisse piuttosto che una retta.

Non solo, dovrebbe avere come cura primaria quello di ottenere la più ampia banda possibile ad anello aperto cosicchè si possa usare anche un valore di FB contenuto che migliora, di fatto, il funzionamento del circuito.

Risposte in frequenza limitate ad anello aperto indicano dei limiti di bse del circuito tutto; e possono generare instabilità quando viene applicato il FB anche in bassi valori ed il carico ha ampie rotazioni di fase

Quello della risposta ad anello aperto è un tema delicato dato che risulta difficile avere delle informazioni dettagliate.

Nei s.e. tutto è più semplice dato che normalmente, essendo privi di FB, quello che vediamo è sopratutto la risposta del trasformatore di uscita e non dei circuiti a valle che ben dimensionati hanno una larga banda.

Però alcuni parametri ci aiutano a capire come quel circuito funziona.

Primo tra tutti è la distorsione in funzione della frequenza, difficile da reperire per ogni apparecchio che è in commercio.

Ad Audioreview è un test molto considerato specialmente nei valvolari, di fatto aiuta a capire molte cose.

 

 

 

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Altainefficienza

@walge Allora prendi quelli che hanno progettato la EL34 (si suppone che gli ingegneri Philips fossero sani di mente): https://frank.pocnet.net/sheets/030/e/EL34.pdf

il singolo tubo viene caricato con trasformatori da 2 a 3 kOhm. 8 o 10 W in uscita, 10 % di armonica (ovviamente inutilizzabile così com'è).

Il push pull in AB con 3,4 kOhm. 35 W con il 5% di armonica.

Questo è il datasheet di quei pazzi della RCA (la 2A3 è loro):

http://www.r-type.org/pdfs/2a3.pdf

Il singolo tubo viene caricato con 2,5 kOhm. 3,5 W in uscita, 5% di armonica.

Il push pull con 3 o 5 kOhm (a seconda che sia con polarizzazione fissa od automatica). La prima viene dichiarata per 15W in uscita (2,5% di armonica).

Da sempre i progettisti che vogliono tirare fuori potenza abbassano le impedenze di carico e cercano di applicare tanta controreazione. Poi si potrebbe stare a parlare un bel pezzo di prese al secondario, impedenze assurde dei diffusori, e del fatto che davvero la potenza a pentodo su un carico reale non ha a che fare con quella dei depliant. Tant'è che molti tagliano la testa al toro e lavorano con triodi puri, così non c'è la tentazione di usare altre griglie...

La larghezza di banda ad anello aperto non ha a che fare con l'impedenza di carico. E quanto ai limiti di base, preferisco un SE con un trasformatore interstadio, e larghezza di banda ovviamente limitata, ai primati di estensione che si possono raggiungere con un accoppiamento a condensatore. Anche se non posso dimostrarti perché.

Un saluto,

Piero

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@Altainefficienza

Mostrare le specifiche tecniche dei data sheet ha senso ma bisognerebbe interpretarle bene sopratutto al giorno d'oggi con la strumentazione a disposizione

Non significa niente avere la max potenza possibile con il 10% di Thd se non si va a vedere come essa è composta e ti garantisco che se dovessimo parametrare la potenza reale ad una Thd che consideriamo decente, diciamo il 2% probabilmente saremmo a 6 watt ; parlo di s.e. alla potenza anodica massima concessa dalla 34 (in questo caso).

Nei libri sacri si cita speso come carico ottimale un valore pari a 2 x Rp della valvola in uso. Per la 34 a triodo siamo a circa 850 ohm, quindi 1700 ohm sarebbero ottimali, in s.e.

Pensa te.

Per la 2A3 vale lo stesso

Aggiungo poi che per le configurazioni a pentodo il tutto diventa ancora un pò più complesso.

La faccenda si complica di molto quando parliamo di bassa frequenza e di alta frequenza e con il carico reale.

A bassa frequenza la qualità del ferro è fondamentale per mantenere alta la induttsanza se no la valvola tende a distorcere visto il decadimento del carico effettivo ( oltre evidentemente alla capacità del nucleo di gestire ampi swing di tensione; mi sono scontratoo su Diy coon alcuni personaggi che dicevano il contrario e hanno raffgurato un test di onda quadra con 80mV di swing!!!)

Ad alta frequenza il nucleo non c'entra niente e conta la qualità dell'avvolgimento (=componenti parassite induttive e capacitive)

Ecco perchè dico che un buon progettista cosciente non avrà mai un circuito con un carico pensato per avere la massima potenza rms  in assoluto senza consioderare il carico reale.

E su questo io faccio riferimento sempre a Manley che storicamente settava i suoi apparecchi più significativi con il secondario del trafo a 5 ohm garantendo un comportamento dinamico eccellente .

La risposta in frequenza ad anello aperto HA a che fare con il carico anodico dato che se esso è basso probabilmente il trafo avrà un circuito magnetico adeguato( bassi)  ed una architettura ottima ( alti) e quindi dovrebbe ( condizionale d'obbligo) garantire una risposta in frequenza più ampia rispetto alla scelta di un carico più alto ( più complicanze sopratutto nelle componenti parassite)

Ed in questo caso la qualità costruttiva gioca un ruolo fondamentale.

Interporre un interstadio è, in generale, una pessima idea sopratutto se si parla di configurazioni multi grid nello stadio finale dove uno straccio di FB sarebbe necessario.

Ci ho sbattuto la testa e mi sono fatto male nonostante abbia presentato un progetto di un monofonico con 8 x EL34 che adottava appunto un interstadio e che aveva un ottimo funzionamento e suono.

 

Ed è quello  che io cerco di indagare quando mi capitano prodotti commerciali di qualunque forma e razza.

Concludo dicendo che mi piace più lavorare con i pentodi/tetrodi che con i triodi; sono più interessanti da studiare, più complicati da mettere a punto e richiedono necessariamente un trafo di livello e anche su questo punto ci gioco parecchio.

La soddisfazione, almeno per me, è maggiore.

 

 

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Altainefficienza

Ho scritto che la distorsione era il 10% specificando che non era utilizzabile. Ma lo ho scritto per confronto con i valori del PP, facendo vedere che il PP, con carico anodico meno che doppio, ha potenza 5 volte superiore con distorsione 3 volte inferiore. Sempre, per congruenza,  in configurazione a pentodo. Con le 2A3 in SE lascia perdere la regoletta,  il valore di RCA andava bene e semmai va aumentato (alla ricerca della qualità). Di questo si parlava, perché affermavi che un progettista di PP non userebbe valori inferiori, ed invece è così,  perché si cerca sempre il massimo rapporto W/prezzo. Induttanza in basso e capacità in alto non hanno a che fare con l'impedenza, ma solo con la qualità del trasformatore. Che Manley volesse risparmiare sulle prese sta bene, basta non prenderlo ad esempio... L'interstadio con un multigriglia ha senso per la potenza, ma di questo non sto ragionando. Sto ragionando di qualità, se serve la quantità padronissimi di fare PPP di pentodi con cui pilotare i sassi. Ma se la potenza non è un requisito,  allora forse è meglio lasciar perdere gli stracci di NFB. alla fine, le strategie per triodi e pentodo devono divergere, perché i triodi (mia modesta opinione) hanno senso solo dai 100dB/W/m in poi.

Un saluto,

Piero

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Altainefficienza

@walge altra cosa...  Scrivi che i multigriglia necessitano per forza di trasformatori di livello, ci sta, se ci applichi NFB potrebbero diventare oscillatori... Ma la cosa è altrettanto,  se non di più, vera per gli SE, dove l'esiguo numero di componenti sul segnale rende udibili pregi e difetti. Senza considerare il vantaggio tecnico del PP, ovvero che il nucleo non ha polarizzazione (vantaggio tecnico e svantaggio all'ascolto), cosa che rende necessari nuclei più piccoli con minori problemi connaturati. Controprova: i trasformatori per SE, a parità di qualità, costano più di quelli PP.

Un cordiale saluto,

Piero

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@Altainefficienza

Allora, se dobbiamo prestare occhio alle prestazioni in assolutio, nell'esempio che hai portato un p-p a pentodo con le 34 dovrai avere un carico da 11 kohm in questo modo otterrai anche 90 watt con una Thd del 5-6 %.

Quindi come vedi alzando il carico con le dovute implementazioni il sistema funziona meglio e questo vale per tutti.

Poi che i data sheet indichino potenze di quel livello con una coppia di 34 ti garantisco che è praticamente impossibile anche avendoci provato molte volte.

Guardando l'andamento della distorsione (FFT intendo) ti fermi parecchio prima.

Ti confermo che i costruttori migliori non puntano sulla potenza massima come obiettivo primario.

La regoletta con la 2A3 o 300B o qualunque altra funziona ma non è praticaile con i carichi reali attuali; quindi devi discriminare.

30 minuti fa, Altainefficienza ha scritto:

Induttanza in basso e capacità in alto non hanno a che fare con l'impedenza, ma solo con la qualità del trasformatore

Questo è un errore madornale.

La qualità del trasformatore è rilevabile proprio dalla capacità di avere una alta induttanza alle basse ed una bassa capacità ( e parte induttiva) parassita alle alte. Quindi alta impedenza in basso ed in alto.

Come fai a dire che non sono legate!!

Ti allego un grafico che fa parte di due articoli di Montanucci a corredo di altri miei articoli dove viene mostrato l'andamento della impedenza in funzione della frequenza di tre trafo di uscita; si parla del primario

Come vedi la parte a sinistra è l'andamento della impedenza nella parte induttiva; il picco è la risonanza, poi inizia la parte capacitiva

Si dovrebbero leggere i valori diù impedenza.

Tieni presente che il picco di risonanza è posto ad una frequnza di circa 2-3 kHz, come si può veder . Questo varia secondo le qualità del trafo evidentemente.

E' un test significativo dato che il secondario non è chiuso sul carico; quando si chiude il secondario tutto si attenua ma ciò mette in evidenza alcuni aspetti che difficilmente si trovano in rete e che fanno capire quali sono i parametri essenziali.

Se il trafo fosse ideale la parte sinistra avrebbe un andamento crescente, lineare all'infinito.

Devi sapere che Manley non ha risparmiato sulle prese dato che nei suoi trafo ci sono ben 5 avvolgimenti al secondario che lui, standard, fissa a 5 ohm e spiega il perchè, in rete torverai le speecifiche credo; se non le trovi te lo spiego in seguito.

Quindi prima di scrivere cose dovresti informarti

 

48 minuti fa, Altainefficienza ha scritto:

L'interstadio con un multigriglia ha senso per la potenza, ma di questo non sto ragionando. Sto ragionando di qualità, se serve la quantità padronissimi di fare PPP di pentodi con cui pilotare i sassi. Ma se la potenza non è un requisito,  allora forse è meglio lasciar perdere gli stracci di NFB. alla fine, le strategie per triodi e pentodo devono divergere, perché i triodi (mia modesta opinione) hanno senso solo dai 100dB/W/m in poi.

Un saluto,

Questo passaggio non l'ho capito, non ha una valenza tecnica di fatto.

 

 

29 minuti fa, Altainefficienza ha scritto:

Scrivi che i multigriglia necessitano per forza di trasformatori di livello, ci sta, se ci applichi NFB potrebbero diventare oscillatori... Ma la cosa è altrettanto,  se non di più, vera per gli SE, dove l'esiguo numero di componenti sul segnale rende udibili pregi e difetti. Senza considerare il vantaggio tecnico del PP, ovvero che il nucleo non ha polarizzazione (vantaggio tecnico e svantaggio all'ascolto), cosa che rende necessari nuclei più piccoli con minori problemi connaturati. Controprova: i trasformatori per SE, a parità di qualità, costano più di quelli PP.

 

ho letto poi la seconda risposta e credo che tu abbia molte idee confuse, se vuoi ne parliamo e chiariamo alcuni aspetti.

 

Saluti

immagine.thumb.png.396cbf4f088e45e726a9715722720c97.png

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Altainefficienza

@walge "Questo è un errore madornale.

La qualità del trasformatore è rilevabile proprio dalla capacità di avere una alta induttanza alle basse ed una bassa capacità ( e parte induttiva) parassita alle alte. Quindi alta impedenza in basso ed in alto.

Come fai a dire che non sono legate!!"  Walge, leggi bene quello che ho scritto. Si parlava di impedenza di carico, ovvero di quello visto dalle finali. Asserivo che i progettisti, nella grande maggioranza dei casi, fanno lavorare i PP con impedenze molto più basse che se usassero la singola valvola, per cavare più potenza a parità di distorsione. Come ti ho dimostrato, i progettisti stessi delle finali ne consigliano l'uso in questo modo. L'induttanza del trasformatore ed i suoi parametri parassiti, la larghezza di banda, NON hanno a che fare con questo discorso. qui si parla solo di rapporto di trasformazione. Il resto lo hai aggiunto tu. Io stavo parlando di Z (prim.) = n^2 * Z (sec.). Di seguito quello che ho scritto sulla qualità di un trasformatore: "Induttanza in basso e capacità in alto non hanno a che fare con l'impedenza, ma solo con la qualità del trasformatore" e quello che hai scritto tu due righe sotto: "La qualità del trasformatore è rilevabile proprio dalla capacità di avere una alta induttanza alle basse ed una bassa capacità ( e parte induttiva) parassita alle alte. Quindi alta impedenza in basso ed in alto.

Come fai a dire che non sono legate!!" che è la stessa cosa che ho scritto io, solo che io ho fatto il distinguo sull'impedenza di carico e sulla qualità del trasformatore, tu no. L'errore madormale è che tu non hai capito cosa avevo scritto. Altra cosa: Manley non è dio, la sua scelta di uscire con una singola impedenza è condivisa da pochi (per esempio Copland) ma la grande maggioranza dei costruttori la pensa altrimenti, e di prese ce ne mette per varie impedenze. Quindi non c'è una verità condivisa. Sul punto in cui affermo che i triodi abbiano senso solo per diffusori oltre i 100 dB/W/m specifico chiaramente che è una mia opinione, e non proverò neanche a spiegarti perché. Infine, come per quando hai spiegato a modo tuo le classi A, AB, senza considerare AB1 ed AB2, specifico che intervengo solo per chiarire (nel mio piccolo) punti che per altri potrebbero ingenerare confusione.

A questo punto, siccome affermi che faccio errori madornali ed ho le idee confuse, lascio perdere, perché siamo oltre i toni che io ritengo accettabili.

Un saluto,

Piero

 

 

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Il 21/11/2022 at 21:29, Altainefficienza ha scritto:

L'induttanza del trasformatore ed i suoi parametri parassiti, la larghezza di banda, NON hanno a che fare con questo discorso. qui si parla solo di rapporto di trasformazione. Il resto lo hai aggiunto tu. Io stavo parlando di Z (prim.) = n^2 * Z (sec.).

 

Ci riprovo.

Il concetto espresso non ha una valenza tecnica dato che la formuletta proposta e nota vale sicuramente per gli s.e. ma per il p-p è differente.

Parliamo di p-p in classe A o Ab o B, perchè le cose cambiano e non di poco.

Detto ciò la impedenza riflessa è un numero teorico che ha valenza a media frequenza. In ogni testo sacro vengono illustrati i tre modelli di base di un trafo di uscita: a bassa frequenza, media frequenza, alta frequenza. ( vedi Radiotron)

E su questi tre aspetti si ragiona partendo dal presupposto che a media frequenza il trafo reale si comporti come un trafo ideale ( non è possibile, ovviamente per differenti fattori)

E se si vanno a vedere le argomentazioni a corredo si vedrà che il solo rapporto di trasformazione non significa niente, con tutto quello che ne consegue.

Tra la'ltro è stato ben trattato da Montanucci ed in parte da me in alcuni articoli su Audioreview.

 

Tralascio il commento nella parte centrale del post, per educazione, ovviamente.

 

Il 21/11/2022 at 21:29, Altainefficienza ha scritto:

Altra cosa: Manley non è dio, la sua scelta di uscire con una singola impedenza è condivisa da pochi (per esempio Copland) ma la grande maggioranza dei costruttori la pensa altrimenti, e di prese ce ne mette per varie impedenze

 

Le cose le devi conoscere se no scrivi cose sbagliate.

I secondari multiprese sono configurabili; pensa te che i famosi Partridge in alcuni modelli usavano proprio differenti secondari da configurare opportunemante per una determinata impedenza per poi garantire una ottimale connesione al carico.

Ma lo sai quale è il motivo principale per cui Manley, e ritengo gli altri, fanno così?

Per occupare la più ampia area di nucleo e non lasciare "on the fly" ( cit. Manley) un "pezzo", come alcuni trafo fanno, con le prese a 4-8-16 ohm.

E' la soluzione migliore? Io penso di si tanto e vero che adotto un solo secondario fissato a 5 ohm che occupa la più ampia area possibile.

Riscontri oggettivi? Mi dicono che il suono nelle basse è migliore.

Poi, scusa. Manley non sarà dio, ma detto da te questa affermazione è marginale.

Ti consiglio il VTL book di Manley, ottima lettura. Per non parlare di quello che ha sviluppato in tanti anni.

 

 

Il 21/11/2022 at 21:29, Altainefficienza ha scritto:

Sul punto in cui affermo che i triodi abbiano senso solo per diffusori oltre i 100 dB/W/m specifico chiaramente che è una mia opinione, e non proverò neanche a spiegarti perché.

Beh, se fai uno sforzo provo a seguirti.

 

Il 21/11/2022 at 21:29, Altainefficienza ha scritto:

Infine, come per quando hai spiegato a modo tuo le classi A, AB, senza considerare AB1 ed AB2, specifico che intervengo solo per chiarire (nel mio piccolo) punti che per altri potrebbero ingenerare confusione.

Io non ho spiegato a modo mio le classi di lavoro; le specifiche sono quelle descritte dai libri.

Allora, la classe A la conosciamo, la A2 prevede corrente di griglia ( orrore!!!!), che sia s.e. che p-p

Per la AB il suffisso ormai in uso è AB1 questo perchè circola una minima corrente di bias per evitare lo spegnimento del tubo ( a scelta del progettista, quindi la lettere A) e non circola nessuna corrente di griglia nelle valvole finali; però arrivare in AB2 ( uno scorrimento marginale di corrente di griglia) può essere facile se il segnale in ingresso allo stadio finale consente di superare il limite del punto di lavoro a riposo fissato.

Quindi le due definizioni sono sovrapponibili in termini pratici anche se la seconda è pericolosa dato che anche se piccola la corrente di griglia non è mai lineare e quini le distorsioni aumentano notevolmente.

Il 21/11/2022 at 21:29, Altainefficienza ha scritto:

A questo punto, siccome affermi che faccio errori madornali ed ho le idee confuse, lascio perdere, perché siamo oltre i toni che io ritengo accettabili.

 

Come vuoi, i toni ritengo siano corretti.

Le tue considerazioni tecniche non proprio

 

Walter

 

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