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Melius Club

Ha senso aspettarsi gratitudine sul lavoro?


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extermination
Inviato
7 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Si portano avanti

Si sta' ponendo l'accento sul  "peggio"  che a mio avviso non è tipico- rappresentativo delle aziende italiane; non lo è per il semplice fatto che non può essere. Dunque casi sparuti che non fanno " massa" di cui occuparsi ma non preoccuparsi!!

Inviato

Niente gratitudine nel rapporto lavoratore/azienda, è solo una questione di plusvalore.

Inviato
46 minuti fa, Panurge ha scritto:

per alcuni il semplice presentarsi al lavoro integra già il proprio dovere, il lavoro è un di più, sono questi i casi perniciosi.

una parte del pubblico funziona così, le trattative sindacali sono impostate sui bonus per provare a far sì che chi si presenta poi lavori. Non voglio generalizzare ma ne ho viste abbastanza per fare statistica.

Sulle aziende grandi e medie ci sono variabili a seconda della governance e della propensione a licenziare, ma anche lì ci sono fitti e impenetrabili  boschi talvolta

Inviato

Tra aziende la gratitudine non esiste. 

Tra azienda e dipendenti dipende. 

extermination
Inviato
5 minuti fa, newton ha scritto:

della propensione a licenziare,

Il licenziamento può essere considerata una  leva " efficace" per sparuti casi e come tale va considerato.

Inviato

Poi esistono i dipendenti che si innamorano delle aziende tipo sindrome di stoccolma, più raramente il contrario.

Manca un po' una cultura del lavoro "laica" quindi succede di tutto: gente che vale poco e si sente indispensabile, gente sottostimata e sottopagata, etc..manca mobilità e quindi confronto sereno. Uno dei grandi tabù della sinistra.

extermination
Inviato
45 minuti fa, newton ha scritto:

Poi esistono i dipendenti che si innamorano delle aziende tipo sindrome di stoccolma

Altro concetto astruso anche perchè l' innamoranento, di qualunque natura esso sia, dura poco!!

Inviato

Sei mesi. Ecco perche’ gli stagionali

Inviato
2 ore fa, lufranz ha scritto:

Io l'ho inteso come gratitudine quando si va oltre al proprio dovere.

Esatto. E con la tecnologia le cose sono pure peggiorate perché sei raggiungibile ovunque e a qualunque ora.

Ma anche quando non si va oltre, la mancanza di gratificazione del dipendente, quando ci sta, a mio parere è un autogol pazzesco. Perché non c'è cosa come il riconoscimento del tuo lavoro che ti mette le ali, altro che redbull. Il problema è che in Italia si teme che riconoscendo il lavoro del dipendente questo avanzi o si aspetti premi o miglioramenti economici. O che possa arrivare a scavalcarti. All'estero la cosa è diversa, c'è più una mentalità da team building. Qui da noi siamo sempre i soliti cantinari, si lavora ancora con mentalità padronale.

Vi sono poi universi paralleli nei quali non vigono le stesse norme, per i più svariati motivi. Ad esempio ho alcuni amici elettricisti, parlo di impianti industriali non domestici, quadri elettrici, motori, 380 a gogò. Quando vanno (o andavano) in trasferta per giorni o settimane, come è ovvio che sia, prendevano uno straordinario, commisurato anche a dove andavano, altra regione italiana o che ne so, Inghilterra piuttosto che Turkmenistan (si scrive così?).

Nel mondo della ricerca questo praticamente non esiste. Sei spesato/rimborsato (con spese rigorosamente documentate e parametri mooooolto stringenti) e stop, indipendentemente da dove vai (quasi sempre all'estero), quanto tempo stai via, se stai via o viaggi durante i fine settimana, giorni festivi, ecc... Evidentemente il tempo sottratto alla vita di un ricercatore (e alla sua famiglia) non hanno valore in itaglia.

Inviato

Parlando di lavoro autonomo (fornire prestazione di beni  e/o servizi dietro compenso) e’ il Fornitore, a mio parere,  che deve esprimere gratitudine verso il Cliente / Azienda  proprio per aver avuto l’opportunità di instaurare un rapporto di collaborazione proficuo durato negli anni. 
Quando invece accade di “perdere un Cliente /Azienda  per motivi  diversi ( concorrenza, cambio di proprietà aziendale, priorità diverse, indisponibilità di taluni prodotti richiesti) non si riflette mai in questo senso, non si guarda indietro, ci si accomiata  a volte anche poco serenamente quasi fosse uno smacco.
Ovvio che “brucia” perdere opportunità di lavoro acquisite   
e consolidate nel tempo ma nulla è per sempre ed il “cambiare bandiera” fa parte della logica aggressiva del mercato. Per cui se un Cliente mi abbandona io lo ringrazio ed esprimo la mia gratitudine per aver acquistato per anni e anni i beni e/o i servizi da me venduti o intermediati.  

 

Inviato

Per esperienza personale, nella piccola azienda è possibile, nella grande azienda, meglio stendere un velo pietoso, poi se parli con superiori ( tutti dottori o ingenieri) e gli fai notare, come risolvere un problema, loro dicono che è impossibile e  ti lasciano ai margini, ecco perchè, (educatamente) se ho l'occasione, "sego le gambe" al superiore di turno, fregandomene , nell'unico modo che hanno "io ti licenzio" a questa risposta, di solito dico"ed io vado a parlare con l'amministartore delegato" caso strano, è 22 anni che sono lì.

Questo è successo poche volte, ma sapendo come svolgere , il mio lavoro, hanno lasciato stare, per cui gratitudine?

 

🤣🤣🤣🤣

bungalow bill
Inviato

Trattato a pesci in faccia .

Inviato
1 minuto fa, bungalow bill ha scritto:

Trattato a pesci in faccia

 

... a volte, sul lavoro, è necessario "agire"  con la memoria del pesce rosso!  

bungalow bill
Inviato

Il pesce rosso si vendica ?




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